domenica 12 aprile 2015

La week en rose (90)

Mercoledì 8/4 - Gara-2 dei quarti-playoff di A1 e abbiamo già 3 delle 4 semifinaliste. Quella che fa più rumore è Napoli, che dalla posizione 6 del tabellone schiaffa fuori la numero 3 San Martino. Ma abbiamo già dissertato su come non sia una vera sorpresa, almeno sul piano degli organici. Le "lupe" provano la reazione comandando per metà gara (+6), ma le vesuviane eruttano un 24-9 nel 3° quarto e da lì conducono in porto il match e la serie (64-57 con 18 di Fontenette). Di là solo 24 punti per il trio straniero e quand'è così si fa dura.

Per dire di quanto sia rara, nella storia recente dei nostri playoff, una serie di quarti di finale in cui vince la peggio classificata, si tenga conto che era successo appena 3 volte nelle ultime 10 edizioni (ovvero in 3 serie su 40, pari al 7,5%), di cui solo una nelle ultime 7 (Umbertide su Taranto nel 2013, l'ultimo atto del glorioso club pugliese). I nostri playoff soffrono dannatamente di prevedibilità (perché non è che in semifinale e finale siano fioccate le sorprese, nella storia), :angry: se non altro quest'avanzata di Napoli offre un pizzico di pepe.
Pepe che non ci poteva essere nella serie fra Schio e Cagliari (le tricolori chiudono con un 62-74 sul campo delle sarde, che se non altro escono con dignità e potranno ora godersi la primavera balneare: immaginiamo che goduria laggiù le temperature già adesso...), :P e pepe che ci si aspettava ma non si è avuto in quella fra Ragusa e Lucca: cedimento verticale delle toscane nel secondo tempo di gara-2, da -9 al 45-69 finale. Grossa Cinili con 14 punti, 6/7 al tiro, 9 rimbalzi e 27 di valutazione. Dalle immagini, come nel caso di Venezia, dobbiamo purtroppo notare tribune scarsamente popolate (anche se non abbiamo dati ufficiali per certificare l'impressione), in quello che un paio d'anni fa era un palazzetto frequentatissimo. :cry:
Infine, risorge Umbertide dopo la scoppola in gara-1, e stoppa la striscia vincente di Venezia che era addirittura a quota 12 fra campionato e Lega Adriatica. Consolini ne segna 21 con 8/20 (ma preferiamo un'italiana che si prende 20 tiri a una che fa 3/4), di là non bastano 20 + 11 rimba di Henry: 67-61.

Venerdì 10/4 - Iaia Zanoni è in finale nella "Damligan", la massima serie femminile svedese. Il suo Umea ha battuto 3-0 Norrkoping nella serie di semifinale. Netto l'82-62 di gara-3 con Zanoni a quota 13 punti + 5 rimbalzi + 5 assist, insomma protagonista. Da qualche tempo l'ha raggiunta Alessandra Tava, profuga dal crac di Spezia, anche se non figura, po'raccia, nel roster sul sito.
Abbiamo chiesto un parere tecnico al grande Mario Castelli (Sportitalia e, se vogliamo, pure Pink Basket), il quale si è recato proprio la scorsa settimana in Isvezia a seguire l'amica Zanoni: "La squadra di Iaia non è malissimo, secondo me in A1 italiana farebbe i playoff. Le altre ovviamente sono inferiori".
Alla ricognizione sulle italiane nelle università Usa, che avevamo compilato di recente, va aggiunta Valentina Primossi, che da un paio d'anni non è in Usa, ma nell'adiacente Canada, a Cape Breton, università di sa Iddio dove. Da quel che abbiam capito, quest'anno ha perso in semifinale di conference, o giù di lì, giocando da titolare. Non abbiamo idea di che valore tecnico abbiano i college canadesi.
Complimenti comunque a Zanoni e Primossi, sperando che siano d'esempio ad altre, sia chi voglia fare la professionista come la milanese, sia chi va oltreoceano per studiare come la triestina. Chi ha coraggio non stia a lagnarsi che qui non c'è lavoro e non ci sono ingaggi decenti per le giocatrici: se ne vada laddove esistono. Fa niente se la mamma piange, tanto con Skype si può ciacolare ogni sera anche a 5000 km di distanza. -_-

Venerdì 10/4 - Mentre il mondo piange la morte di Lauren Hill, la cestista Ncaa malata di cancro (ma è una vicenda più umana che cestistica), Ekaterinburg e Praga vincono le semifinali di Eurolega. La grande favorita, quindi, e l'outsider che però ha il vantaggio di giocare in casa. Grande esibizione di Ekaterinburg nel derby russo con la Dynamo Kursk, che l'aveva battuta 2 volte su 2 in stagione regolare. E consideriamo che Ekaterì aveva incassato la tegola dell'infortunio a Taurasi, cioè la giocatrice più dominante degli ultimi 10 anni. Ma probabilmente Kursk ha pagato lo scotto dell'esordio in una Final 4 e ha approcciato spaesata: dopo 20' si era sul 46-26 per Ekaterì, e a quel punto il fossato era irrecuperabile. Gruda con 20 e Parker con 15, micidiale coppia d'ali forti, sono le top scorers per la corazzata degli Urali, di là ne fa 16 la turca Alben ma si fermano a 13 le fuoriclasse Ogwumike e Augustus.
Nella seconda semifinale, sorpresa anche se non enorme, con Praga che decolla nell'ultimo quarto (17-7) e stende 62-49 la finalista uscente Fenerbahce, peraltro non più stellare come lo scorso anno. L'ex tarantina Kia Vaughn guida le ceche con 15+12 rimba, piegando seppur di misura la pariruolo, e nazionale Usa a differenza sua, Tina Charles (14+8). Certo, chi ama le squadre vere (seppur moderne, cioè con un cospicuo numero di straniere) e non le collezioni di superstars assommate a suon d'ingaggi esagerati, tiferà per Praga in finale, ma per quanto fatto in stagione meriterebbe Ekaterinburg.

Nella foto [da Basketinside]: la festa di Napoli dopo aver eliminato San Martino.


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