Domenica 26/4 - Pomeriggio dal grigiore padano (la primavera è rinculata), le finali di A2 latitano ancora, che fare per ammazzare il tempo? Andiamo a Carugate-Selargius, partita che nell'economia della stagione conta poco o nulla, ma è l'ultima in casa per la compagine delle venerande Stabile e Frantini, e tra le sarde Rozenberga e compagne sono le più divertenti da vedere (ok, la concorrenza non è aspra, ma va be').
Pecore pascolano nei prati della finta campagna fra l'uscita autostradale di Agrate e la ridente Pessano. Arriviamo a inizio 2° quarto sul 22-19 casalingo, punteggio piuttosto alto e in effetti le previsioni di un match gradevole sono confermate. Si gioca a viso aperto, si tira rapide, ci si scambia botte e risposte. Carugate mini-allunga con De Gianni, Stabile e Giunzioni (29-24), replica Selargius con un paio di contropiedi che fanno imbufalire coach Gavazzi, le cui urla durante il timeout sovrastano il brusio d'un pubblico numeroso. Frantini segna da fuori e in contropiede, Colombo completa un 7-0 con una tripla (36-30), ma Rosellini ricuce con una bomba sulla sirena dell'intervallo, ben costruita da Lussu col penetra-e-scarica (36-33). Percentuali sul 50% per ambo le squadre: se il punteggio non è più alto è perché gli arbitri, guarda un po' che novità, danno un tiro libero ogni nevicata d'agosto. ![]()
Inizio ripresa favorevole a Carugate, con 5 punti di fila di Stabile, una tripla dall'angolo per Frantini, un elegante semigancio di De Gianni dopo una serie di passi d'incrocio e finte che neanche Hakeem Olajuwon: 46-37 al 23'. Tutto bello, ma le locali si fermano lì. Selargius passa a zona, c'è qualche cambio carugatese che ci mette poca intensità (mentre le sarde giocano solo con le titolari: il comunicato stampa delle padroni di casa ironizzerà su questo: grazie per il pepe creativo...),
c'è De Gianni che deve uscire temporaneamente per una brutta caduta su legnata subita in contropiede, ma comunque lo spegnimento è collettivo. Per la verità le sarde impiegano un po' ad approfittarne: il parziale nei 4' successivi è solo 0-3, poi c'è un'azione confusa con rimpallo favorevole per Casartelli che insacca da 3 per il 49-40 al 28', ancora +9.
Fondamentale il finir del 3° quarto. Selargius approfitta di un calo d'attenzione di Carugate (o semplicemente azzecca tre azioni buone) e lucra uno 0-6 con una tripla di De Pasquale e un 3/4 ai liberi. Il 49-46 al 30' rimette tutto in discussione. E nell'ultimo periodo Carugate non c'è più. Era già successo con Stabia e con Albino, sempre in casa, non so quale costante vi sia alla base, anche perché nel turno scorso a Viterbo era stato l'esatto contrario… "La donna è mobile qual piuma al vento", è sempre la spiegazione più tecnica. ![]()
Fatto sta che nell'area carugatense spadroneggiano Rozenberga e Di Costanzo (18 punti cadauna alla fine), di là invece Carugate in area non entra più perché falli a favore non ne ottiene (naturalmente almeno in parte dipende dalla sua leggerezza: ma andiamo, 3 tiri liberi in 39' più due regalati a De Gianni nel finale giusto per sistemare il conteggio?), subentra una certa frenesia di mettere pezze dopo il sorpasso di Selargius, il risultato è uno 0/7 da 3 nell'ultimo quarto. Frantini segna solo 3 punti nella ripresa (12 totali come De Gianni), Giunzioni è stranamente poco attiva, Stabile non riesce a ricondurre all'ovile le pecore smarrite. In sostanza Selargius sorpassa in tromba e in tamburo, completando un parziale di 7-27 che porta al 56-67 conclusivo. Vabbè, quantomeno s'è visto qualcosa di divertente.
Domenica 26/4 - Arde altissima la pira dei pronostici, delle sentenze che davano la finale scudetto già morta e sepolta.
O ero solo io? Boh, comunque, per me clamoroso: Ragusa sbanca Schio in gara-2, 58-65, e pareggia la serie-scudetto.
Com'è possibile passare da -32 a +7, sullo stesso campo, nel giro di 48 ore? Va detto che nei playoff di ogni latitudine si verificano, a volte, di questi casi, anzi può essere più insidioso stravincere che vincere di poco. Perché abbassi la guardia, perché gli avversari la volta dopo sono carichi di rivalsa, eccetera. Non è una legge, ma succede. In questi stessi giorni, tanto per fare un esempio in Nba, i L.A. Clippers a San Antonio sono passati in 48 ore da un -27 a un +9. Caso estremo fu nei playoff di Eurolega del 2011 quando Siena perse di 47 in casa dell'Olympiacos e poi sbancò quel campo 2 sere dopo.
Ma, ma e ma, qui era diverso. Perché quei 32 punti (magari non così tanti, ma quasi) sembravano non il frutto di circostanze, ma il logico punto d'arrivo dei rispettivi trends degli ultimi mesi, ovvero Schio che tritava tutti e Ragusa che aveva perso lo smalto d'inizio stagione. La "reazione" che invocava Molino suonava solo come un appello a farsi battere con onore, altro che sbancare il PalaCampagnola. ![]()
E dunque che è successo? Bof, purtroppo essendo di ritorno dalla partita di Carugate, e avendo una situazione d'impossibilità tecnica a registrare, giungevo al teleschermo solo sul finire del terzo quarto, contrassegnato da una serie di errori, anche grossolani, su ambo i fronti, per un punteggio che restava fisso sul 41-48. Vantaggio acquisito, per le ragusane (s'apprendeva poi) già nel 1° quarto e poi incrementato con un buon impatto della panchina (Gonzalez 10), mentre Yacoubou era l'unica con una certa efficacia per le scledensi, anche se limitata da un ardore difensivo ragusano moltiplicato rispetto a gara-1.
Anche all'inizio dell'ultimo periodo proseguiva l'impasse generale, naturalmente a vantaggio di Ragusa che pur non chiudendo i conti cristallizzava lo scarto facendo passare minuti preziosi. Alcune palle perse erano davvero banali, specialmente per Schio che appariva in stato confusionale. Macchi sbloccava Schio, il parziale miserando era di 2-2 in 4 minuti, ma poi ecco la zampata definitiva di Ragusa, con l'ex Nadalin a segno dalla media e poi su rimbalzo d'attacco; poi una dormita difensiva scledense su rimessa da fondo per l'appoggio di Cinili (43-54 al 35').
Contro questa Schio persa nella nebbia era sufficiente. Vago sussulto ancora di Macchi (18 punti, altrettanti Pierson), ma nulla che impaurisse Ragusa. Masciadri, Sliskovic e Ress nulle in attacco, qualche minuto in più a Zandalasini (4') forse si poteva dare ma non è questione dell'una o dell'altra. E' uno shock totale, ma tanto di guadagnato per questa serie finale che è viva e, ora, appassionante, con due partite di fila a Ragusa.
Martedì 28/4 - Il resto del weekend, telegrafico, accorpando con alcuni matches disputati in odierna data. In A2, mentre al vertice si è fermi in attesa che le finali comincino, in Poule Retro gir. F continua l'ascesa di Salerno, che liquida Alghero (ok, scontato) e poi va a vincere nel recupero a Milano (50-56); Civitanova sale a 8-2, Belize Roma è a 7-2.
Nel gir. G, Viterbo sbanca Albino (49-50) e conquista la matematica salvezza a prescindere da quel che avrebbe fatto Biassono, la quale poi nel posticipo di martedì 28 perde con Stabia (55-61) e ora suda freddo, perché al prossimo turno riposa e se Muggia batte Albino, all'ultima giornata è spareggio secco per evitare la retrocessione in B, che starebbe stretta al club brianzolo (come a chiunque venga dall'A2, del resto).
In A3, siamo alle finali-playoff nei gironi B (BCB Bolzano-Udine 1-0) e C (giocata martedì 28, Battipagliese 1-0 su Ancona smaltendo le tossine delle finali U19). Nel gir. A, colpo di Usmate, 1-2 su Lavagna, ma erano ancora semifinali; l'altra serie è indietrissimo (martedì 28, Castelnuovo-Moncalieri 1-0).
Ritorno dei playoff nazionali di B: definite le semifinaliste ma è ancora un polverone, ne parleremo più avanti.
giovedì 30 aprile 2015
La week en rose (98 - finale A1 G2)
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