Sabato 11/4 - Nell'unica gara-3 dei quarti di A1, Venezia trifola Umbertide con punteggio rotondo (60-40). Qualche incertezza solo all'inizio, ma poi il vantaggio delle adriatiche è cospicuo già all'intervallo (+10) e raddoppia nella ripresa. Ruzickova 20 ma soprattutto ancora mostruosa Henry pur fagocitando un numero minimo di palloni: 15 punti, 6/6 da 2, 3/3 ai liberi, 23 rimbalzi, 42 di valutazione. Aver trovato lei a metà stagione è manna per la Reyer, così come Napoli con Fontenette ha pescato l'asso della svolta. A voler cercare l'uovo nel pelo, le italiane delle orogranata non è che abbiano brillato in maniera abbacinante: 13 punti totali con 3/16 da 2 e 1/8 da 3. Ma come si suol dire, avran fatto una gran difesa mettendoci il cuore (e in effetti Dotto con 5 recuperi e 5 assist, Melchiori 4 rimbalzi e 4 assist, han riempito il tabelluccio).
Ma questi son dettagli; il problema vero per Venezia è che mo' si trova davanti Schio. Ma può essere un grattacapo anche per le tricolori: forse in questo momento è la finale anticipata, perché la Reyer negli ultimi 2 mesi è stata meglio di Ragusa. Il lato positivo è che anche la serie "meridionale" non appare scontata. Peccato che la distanza breve sulle 3 gare rischi di esaurire tutto troppo presto. Sembra esserci una dannata fretta di chiudere bottega e andare in vacanza: se la finale scudetto si chiude in 3 gare, non si arriva neanche a maggio.Sabato 11/4 - Pomeriggio inondato dal sole della primavera che sboccia prorompente anche nelle cementate lande di Milano città. PalaGiordani di via Cambini in versione-luce dai finestroni, così diversa da quella tradizionale dell'inverno. Ma chi corre, sbuffa e saltella lì dentro ha poco tempo per le notazioni climatiche, giacché in questo Sanga-Virtus Cagliari ci si gioca la salvezza in A2, tanto più indispensabile quest'anno che per le dannate si spalanca l'abisso della B. Per l'esattezza, Milano ha 2 punti di margine sulle cagliaritane e una partita in meno; ma è evidente che farsi raggiungere al penultimo posto complicherebbe assai la vita.
Giungiamo, a dire il vero, in ritardo per cause di forza esteriore, che però ci consente la felice coincidenza d'incontrare l'ex sanghese Dunja Vujovic all'ingresso, a sua volta in lieve posticipo come si conviene alle dive.
Siamo allo start del 2° quarto e il punteggio è già fortemente sbilanciato: 21-9 per Milano, che ha avuto finora (apprendiamo dal cellulare) 7 punti da Ruisi e 5 da Contestabile, e che ritrova l'apporto di Maffenini dopo un mese d'assenza o mezzo servizio. Un doppio bersaglio di Colli dalla media spalanca subito il divario a 16 punti (25-9). E la Virtus fa - per ora ma salvo sprazzi anche dopo - la solita impressione degli ultimi anni quando capita da queste parti: fiacchezza, rassegnazione, inconsistenza, a prescindere da chi allena e chi gioca. Sarà la pesantezza del viaggio. Ma allora com'è che un tempo era squadra temibilissima? Spiegazione un po' più tecnica: il ruolo di guardia-ala è deficitario per questa compagine, che pure ha un poderoso duo di lunghe con Bedalov e C. Giorgi, e un play quantomeno dignitoso come Innocenti. Il duello fra le esterne è stravinto dalle milanesi, segnatamente con Rossi e Ruisi, mattatrici di giornata.
In realtà poi la Virtus si desta, un po' con Bedalov (bella giocatrice: longilinea, buona mano dalla media e con movimenti da pivot vero), un po' azzeccando due triple con Fava, un po' sfruttando le consuete amnesie di Milano, specie contro la zona. Al 19' Cagliari si riporta sul 29-25. Ma sarà costante di questa partita per il Sanga ripartire prontamente: così un assist per Maffenini e una tripla allo scadere di Ruisi ripristinano un rassicurante +9 all'intervallo (34-25). Ruisi già a 12 punti, percentuali del Sanga decisamente migliori ma, pecca stagionale delle pinottiane, ciò non è tradotto appieno in termini di punteggio.
La ritrovata spinta di Milano continua a inizio ripresa. Una tripla di Maffenini, due contropiedi di fila per Rossi (uno in proprio e uno su assist): 45-27, partita di nuovo spaccata. Per ucciderla del tutto, al Sanga basterebbe avere qualcosa di più dalle due torri Calastri e Contestabile (l'una sbaglia, la seconda non tira). Che però in effetti non avevano vita facile contro le suddette Bedalov e Giorgi. In questo frangente, un cozzo tra le colosse Calastri e Giorgi sarebbe piaciuto agli studiosi di fisica: due corpi di uguale e cospicua massa, scontrandosi a eguale velocità, ruzzolano al suolo con identica e opposta traiettoria; invece quando un corpo normale si scontra con una delle due "big girls", rovina solo esso al suolo.
Lunghe o non lunghe, la questione per Milano è sempre la discontinuità: infatti s'esaurisce la fiammata, complice un forse tardivo ma efficace passaggio a uomo per Cagliari (la zona era tremendamente passiva). Il mastino Saba s'incolla a Rossi innervosendola vistosamente, ma sul finire del 3° quarto commette già il 5° fallo. E il Sanga si sblocca dopo 5' a secco: 47-34 al 30'.
In avvio di ultimo periodo, Cagliari fa l'estremo tentativo di tornare in partita, approfittando di qualche obbligato giro di cambi delle milanesi: Giorgi approfitta della leggera Valli (47-38). Poi è soprattutto Bedalov a caricarsi la squadra sulle spalle, sciorinando in pochi minuti 12 punti di pregevole fattura da sotto e da fuori. Ma Milano non rischia davvero perché trova sempre qualche colpo per replicare. Importante una tripla di Ruisi per il 58-48 a -3'45", Bedalov non ci sta (60-54 a -2'), ma la Virtus non è squadra da azzeccarne più di due giuste di fila, e nell'ultimo minuto e mezzo, quando gli arbitri aggiustano il fin lì magro conto dei liberi concessi, l'esito è ormai segnato. Quindi 65-56 per Milano (Rossi e Ruisi 17 a testa; Bedalov vani 24 con 11/20), che va +4 e 2-0 sulle nuragiche, destinate a un playout che stride col pronostico attribuitole sul "magazine" di Lega a inizio stagione, cioè di seconda forza del girone B dietro a Ferrara.
Curiosità finale: perché il Sanga ha giocato al sabato anziché domenica come sempre? Ufficialmente per palestra impegnata, ma Meurlock Holmes ne sa di più: domenica 12 era in programma la fiera zootecnica di Cascina Gaeta (Cesano Maderno; cliccare qui per informazioni), e avevamo parlato, lo scorso anno, dell'incredibile coincidenza per cui tutte le volte che c'era 'sta fiera, il Sanga giocava in casa e perdeva (persino l'anno di Zanon e della finale, andò k.o. con Biassono ultima: verificare per credere).
Non potendo attirarsi il malocchio in una partita così delicata, il saggio Pinotti ha dribblato l'ostacolo anticipando di un giorno. E ha avuto ragione, l'astut'uomo, che ora è salvo (deve solo battere Alghero orfana di Sanchez, ma alla peggio sfrutterà il prossimo k.o. della Virtus): i grandi traguardi si raggiungono più usando l'intelligenza che caricando a testa bassa.
Nella foto [di M. Brioschi]: tiro in sospensione per Giulia Rossi, mattatrice della partita con Cagliari insieme all'ex "gemella" dei tempi di Vittuone, Valentina Ruisi.

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