Venerdì 24/4 - Non ce l'hanno fatta Ilaria Zanoni e Alessandra Tava a conquistare il titolo svedese. La loro Udominate Umea ha perduto 1-3 la serie finale contro Northland. Peccato perché Umea aveva vinto la stagione regolare. In gara-4 Zanoni ha segnato 11 punti; la sua è stata un'annata da discreta protagonista.
Sempre a proposito di italiane all'esterno, non avevamo sinora parlato di Elena Bestagno, che è nel campionato belga a Charleroi; è prima nella "poule" dal 9° al 12° posto ed è regista titolare a quasi 10 punti di media.Tra le "new entries" in questa pattuglia di giocatrici nostrane esportate, da segnalare, un po' a sorpresa (ci risultava avesse smesso), Jessica Genta, l'ex Geas e Crema che è ricomparsa in seconda divisione svizzera.
Venerdì 24/4 - Torniamo nei patrii confini. Castel S. Pietro e Battipaglia sono le finaliste Under 19. Nella semifinale più attesa, la Magika si prende su Venezia la rivincita della finalissima U17 dell'anno passato. Si ribaltano i rapporti di forza: come fu combattuta ma meritata la vittoria lagunare di allora, così è sudato ma senza obiezioni il 61-51 odierno per le termali. Cos'è cambiato in 12 mesi?
La partita ha un andamento pazzoide nei due periodi centrali. Castel S.P. vola nel 2° quarto con un clamoroso 20-4. Entriamo in streaming però quando Venezia sta reagendo. In un duello di zone, sono determinanti le triple, che prendono ad entrare per le adriatiche e a uscire per le bolognesi. A fine 3° quarto si è su un 43-36 rimontabile.
Pan! Papàn! Parappappapàn!
Ormai la partita è spaccata, anche perché Venezia per rimontare ha speso tanto. A rivitalizzarla ci provano… Smorto (sembra una freddura, ma segna in coast-to-coast su intercetto) e Gianolla (53-46 a -2'30"), mentre Santucci sembra un po' stanca. Però Venezia non riesce a coniugare l'obbligatoria fretta con la precisione, sicché si va in fallo sistematico e la Magika non trema. Santucci finisce con 18 anche se 6/18), Keys 14 + 10 rimba, di là Gianolla 18 ma Pan solo 11 con 4/13 e, soprattutto, Cubaj + Castello fanno 3/15 per 6 punti, mentre Porcu perde (non per k.o., ma perde) il duello di lusso con Vespignani, non sul piano realizzativo ma su quello registico.
Nell'altra "semi", che non abbiamo veduto, Battipaglia macina Bologna con un roboante 23-2 nel 3° quarto, peraltro iniziato già sul +10. Al 30' si è sul 56-25, poi quelle della Dotta leniscono in parte ma il 67-46 è eloquente (F. Russo 15, Tagliamento 14). Pronostico aperto per la finale: le padrone di casa sono appunto in casa e hanno finora demolito tutti, però Castel è più rodata come squadra e arriva con più spinta dopo aver battuto l'avversaria più forte.
Sabato 25/4 - A Castel San Pietro, d'ora innanzi, il 25 aprile non sarà più la festa della Liberazione, ma l'anniversario dello scudetto Under 19. Trionfa la banda-Seletti mettendo in riga Massimo Riga e impagliando lo straripante pubblico di Battipaglia (davvero sontuosa la cornice, e gratificante per le ragazze). E' il secondo tricolore per la "generazione Santucci", dopo quello U15 del 2012.
Finale in equilibrio per 2 quarti, ma poi, come ieri, la Magika ha imposto una supremazia derivante non tanto dal talento, ma dall'organizzazione e dal rodaggio del gruppo, quasi da squadra senior come hanno sottolineato anche i telecronisti dello streaming di Pianeta Basket. Tant'è che la giornata realizzativamente modesta di Santucci (10 con 4/16) non ha pesato, per via della profondità dell'organico (e anche per la bravura della ragazza nel saper fare tante cose utili in altri settori e mantenere una fiducia invidiabile), mentre Battipaglia ha retto sinché sono durate le energie di Tagliamento; poi, salvo in parte Trimboli e F. Russo, non v'era chi potesse compensare.
La partita è godibile. Trimboli e Vespignani spingono ritmi alti. E' Tagliamento contro tutte: l'ala che l'anno scorso giocò (e vinse) la medesima finale in supporto al Geas segna 12 punti sui 16 delle sue nel 1° quarto, contro 15 di Castel S.P. Che invece è fin da subito squadra; c'è Vitari ispirata dalla media, Keys puntuale riferimento in area. Un po' di sparacchiamento di troppo da 3, forse, ma è nelle caratteristiche della squadra.
Il 2° periodo è simile. O meglio, presumiamo che lo sia stato, perché lo streaming s'inceppa per quasi tutta la frazione.
E infatti il 3° quarto è decisivo. Battipaglia commette errori di palese stanchezza, anche da sotto, per mancanza di lucidità e gambe. Tagliamento va in crisi ma, forse fidandosi poco che le sue compagne possano sopperire, continua a tirare quanto prima, cioè assai spesso, solo che non segna più. Mentre Santucci, sorretta nel primo tempo dalle compagne, ha avuto tutto il tempo per sbloccarsi, e ora che lo fa propelle il 40-34 al 25'.
Trimboli rompe l'impasse salernitana, ma sono canestri estemporanei, non c'è gioco in area e quindi niente tiri ad alta percentuale, quelli che trova Keys e, più dalla media, Vitari (8 l'una e 10 l'altra al 30'). A fine 3° quarto è 44-36 per Castel, che peraltro sciupa due volte il +10. Ma le mani sulla partita le ha messe.
Tagliamento sembra ritrovare la vena in avvio di 4° periodo, ma è un fuoco di paglia perché poi fa altri due errori da sotto. Il contrario di Keys, che di là appoggia due volte nella buca: 48-38. Poi tocca a Pazzaglia, altra lunga, ben servita, perché il giuoco di Castel è puntuale. Casomai sbagliano l'esecuzione, ma sulle scelte poco da eccepire. Vespignani percorre chilometri, molto più dinamica di Trimboli, e innesca ora l'una ora l'altra, puntando il canestro in prima persona all'occorrenza. L'ex triestina cerca di tener botta con due canestri da fuori, ma, ancora una volta, sono canestri estemporanei.
E arriva, a lungo atteso, il momento di Santucci: tripla siderale da 8 metri con fallo subìto (decretato però dopo il tiro, quindi non un gioco da 4 punti): 55-43 a 5' dalla fine.
Battipaglia ci mette il cuore con la sua bandiera, Di Donato, una delle poche "battipagliesi doc" fra quelle che hanno minutaggio. La sua tripla del 55-49 ridà speranza al pubblico di casa. Poco dopo addirittura 55-51. Ma Vespignani s'inventa un notevole arresto-e-tiro con passo laterale, canestro di personalità. Poco dopo Santucci smista un assist a Keys su pick'n'roll e infine delizia con un altro lampo di talento: rinviene su Di Donato che sul -6 sta andando a depositare in contropiede e la stoppa con tanto di recupero.
Un mezzo miracolo che vale il colpo del k.o. Lo scarto finale di soli 5 punti (60-55) è un premio alla caparbietà di Battipaglia, ma la superiorità di Castel S. Pietro è emersa, e il titolo è sacrosanto.Per le trionfatrici Keys 12 + 13 rimba, Vitari 10, Santucci come detto 10 con 4/16, Vespignani 12 con 5 rimba e 5 recuperi pur con la pecca dei liberi (6/12). 12 assist di squadra contro 6 è un conto eloquente per Castel. Per le deluse, Tagliamento finisce con 22 ma 10/26 e soprattutto 3/14 nella ripresa. Ma cosa imputarle? Ha fatto il boia e l'impiccato, ha cercato di fare anche la corda e il palo, ma neanche Mandrake probabilmente poteva.
Le veterane della prima squadra castellana, compresa la divin Ballardini armata di trombetta, scendono a festeggiare le compagne: appena 5 giorni dopo saranno in campo insieme per gara-1 di finale di A2. Una bella immagine. Ma non sarà facile per le U19 e Seletti smaltire l'euforia e la fatica rituffandosi subito in una battaglia ancora più probante. L'anno scorso - absit gufata verbis -
il Geas negli stessi giorni vinse lo scudo U19 ma uscì dai playoff...Nel complesso, un'edizione che, con l'opportuno aumento delle finaliste a 16, il successo di pubblico garantito da Battipaglia e un novero di pretendenti al titolo maggiore rispetto al sostanziale duopolio Geas-Reyer degli anni scorsi, ha avuto una dimensione superiore alle precedenti, consentendo a un ampio numero di giocatrici, comprese alcune '99 interessanti nel settore lunghe (Cubaj, Trucco ma pure la meno quotata Decortes del Geas) di farsi vedere e maturare esperienza. Il futuro arriverà in fretta perché il prossimo anno le '97 sono cacciate anzitempo dalla categoria, che diventa U18, e quindi saranno le '98-99 a dominare la scena.
Nella foto [da Basketinside]: Santucci attacca durante la finale, sullo sfondo del muro di folla di Battipaglia.

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