Giovedì 2/4 - E andiamo a vedere 'sta finale di Coppa A3, Pordenone-Stelle Marine. Luminoso è il tardo pomeriggio sulle colline della Brianza lecchese, e le Prealpi ancora innevate sullo sfondo, mentre giungiamo. I timori per uno scarso afflusso di pubblico, vista l'assenza della squadra di casa e l'orario d'inizio scomodo per chi lavora (19.00), vengono subito dissipati giacché le tribune sono piene. Si respira la consueta, confortevole atmosfera paesana degli eventi del femminile. Poi quelli di Costa sono organizzatori collaudati.
Sfida tra squadre agli antipodi: veterane e corte sia di numero (rotazione da 7) che di statura le ostiensi, giovanissime e chilometriche sia nell'organico (12-elementi-12 anche se in quest'occasione ci sarà un taglio drastico al minutaggio di alcune) sia nei centimetri le pordenonesi: la dotazione di lunghe Gianolla-Cubaj-Castello-Muffato, senza scordare i 183 cm o giù di lì di Pan, è roba d'altro pianeta rispetto all'A3, dove ragazzotte di paese da 1.75 s'arrangiano spesso da ali forti o pivots.
La curiosità, oltre che per il risultato, è ovviamente per valutare dal vivo cotanto ben di Dio di proprietà veneziana, visto solo via streaming in occasione della vibrante finale scudetto U17 dello scorso anno, vinta contro Castel S. Pietro. Debbo dire che le lunghe mi hanno convinto tutte (forse perché si è abituati, nel ruolo, alla desolazione più totale), sia per i movimenti di tiro (ho visto persino un semigancio, roba che si credeva estinta) sia per le abilità di passaggio (giochi a due fra le lunghe quasi fossero le divine Bocchi e Battistella a Nizza '78...). Un po' meno mi son piaciute le esterne, anche se le gemelle Togliani frizzano e Porcu è più esperta della sua età.
Ma la grossa domanda è: troverà la Reyer un modo d'impiegare tutto questo ben di Dio, considerando che il gruppo '95 è praticamente emigrato in massa in America? Vero è che queste sono forse meglio; ma l'uso delle giovani si concilia poco con le ambizioni d'alto livello in A1; e poi, quand'anche ci fosse la volontà, i posti in squadra sono 12 e i prodotti da collocare almeno il doppio... In ogni caso l'A3 è uno spreco per queste tipe; speriamo che stavolta Pordenone accetti di salire in A2.
Cronaca. Nel 1° quarto non sembra esserci partita: due squadre di categoria diversa. Le Stelle Marine fanno tutto con grande fatica, non per colpa loro ma perché le pordenonesi sono più alte, più veloci, più allenate, più tutto. Pan distilla classe, le lunghe spadroneggiano, la difesa allungata ruba palloni, la panchina erutta nuove giocatrici a ogni pie' sospinto (11 ruotate nel solo 1° periodo). 16-6 dopo 7', 18-9 al 10' e pare già una fortuna per Ostia non essere già spazzata via.
Castello, mano morbida, segna due volte dalla media in apertura di 2° quarto: 22-11. "Vabbè, andiamo al tendone gastronomico, va', che qui finisce tanti a pochi", verrebbe da pensare. Dimostrando d'essere degl'imbecilli.
Terzo quarto. Neanche il tempo di chiedersi se Pordenone butterà davvero via una Coppa che sembrava in tasca, ed ecco un 10-0 per le veneziane, tornate improvvisamente fenomeni e padrone assolute. Ok, c'è il quintetto migliore ma dev'esserci stato anche qualche discorsetto in spogliatoio. Pan ruba palle e s'invola in contropiede, concludendo da sola e servendo assists. Per certi versi assomiglia a Zandalasini. O a Macchi, naturalmente con le debite proporzioni.
Si scatena soprattutto Gianolla, che segna 14 punti solo in questa frazione. Ha un ottimo senso del canestro, mi pare un po' bassina in prospettiva per giocare da lunga. E' figlia dell'ex giocatore Andrea, il figlio di un cui ex compagno a Cantù, Beppe Bosa, è assiso presso di noi in tribuna, insieme alla sua girlfriend Francesca Pozzi, ala di Costa.
L'ultimo quarto invece è uno strazio: Pordenone sazia, Stelle cotte, ci si trascina verso la sirena, alla quale si arriva sul 62-48. Vittoria ineccepibile, forse ingiusto l'mvp a Gianolla anziché a Pan (relegata a "miglior giovane"), non perché la figlia d'arte abbia demeritato, ma perchè lei finalizza, Pan crea pure.
Il cannone spara-coriandoli inonda le trionfatrici; pochi pensano che la festa è al contempo il funerale della manifestazione e dell'A3 intera, sebbene per quest'ultima rimangano i playoff prima del canto del cigno. Scossi per tanta profondità di pensiero, ci spostiamo al tendone gastronomico, allestito nel prato a fianco del palazzetto, mentre le stelle punteggiano il cielo ormai buio di Costa Masnaga.
Nella foto [Basketinside]: le pordenon-veneziane festeggiano la vittoria.

Nessun commento:
Posta un commento