Rimbomba ormai lontana l'eco della battaglia; solo cenere rimane di chi è caduto. Ma seppur a 9 giorni di distanza, debbo narrare di una delle partite più intense della stagione,
Costa-Sanga Milano di A2 di sabato 9 aprile. Mite è la temperatura sulle pendici masnaghesi poco dopo le otto di sera; nel crepuscolo s'accendono le luci della vallata sottostante (ma a simboleggiare la mutevolezza delle vicende umane e sportive, durante la partita cadrà una spruzzata d'acqua mista a sabbia, inzozzando le auto in sosta).
Ultima giornata di stagione regolare; per Costa in palio la prosecuzione della stagione o la vacanza anticipata, giacché nel turno precedente aveva avuto, grazie alla sconfitta di Selargius, la certezza di essere almeno nona, ma non s'era riuscita a conquistare i playoff a Marghera, venendo così rimandata al derby, da vincere giocoforza, a meno di sperare in un aiuto da Carugate che affrontava Albino. Per Milano invece qualche speranza di 3° posto, ma serviva un improbabile k.o. di Vicenza con Alpo; ma credo che la motivazione maggiore fosse quella di vendicare un mal digerito raid di Costa al PalaIseo nell'andata. In ogni caso, bravi staff e ragazze milanesi perché per larghi tratti sono sembrate loro quelle che avevano più da conquistare, anche se forse, dietro l’apparenza, la realtà è invece che le ragazze di casa hanno pagato la tensione della posta in palio mentre le avversarie erano più serene.
Pubblico folto e bello carico, con sani urlacci incrociate dalle tribune. Il tema tattico principale si vede dall'inizio: Costa cronicamente senza pivots (Schieppati, Tagliabue, Meroni perse per strada e per la stagione, la prima addirittura giocando solo in precampionato), quindi Milano serve sistematicamente
Da Silva in area e ne cava subito frutti polposi: 6 dei primi 8 punti ospiti sono della portoghese, e Visconti ha 2 falli dopo 1'30" ed esce, sguarnendo vieppiù sia la retroguardia che il fronte offensivo delle sue, ancor più legate al tiro da 3 di quanto lo fossero state nelle partite precedenti, con oscillazioni paurose tra serate di grazia e da dimenticare.
Otto dei primi 14 punti di Milano arrivano dalla lunetta, per la sapiente ricerca del gioco interno anche da parte delle altre (Pozzecco due volte a segno da sotto) e per l'impossibilità di Costa di porre pezze (
6-14 al 4'), stante la serata che appare già negativa, e si confermerà tale, per Maiorano, Ristic e Pozzi in fase d’attacco, con parziale sblocco per la slovena nel prosieguo. Buono però l'impatto di Longoni dalla panca, apportando con un paio di incursioni da sotto qualche variazione al tema dello sparacchiar da fuori; poi due episodi a colpire Milano:
scavigliatura di Picotti (portata fuori a braccia dal suo staff; lì per lì sembra roba da playoff a rischio, invece fortunatamente no) ^_^ e
tecnico a Pinotti. Ne approfitta Costa per il riaggancio (18-18), ritoccato sul
18-20 al 10'.
Nel
secondo quarto torna in crisi l’attacco di Costa, che produce appena 8 punti in 10’. Altri due canestri in area di Da Silva vengono replicati dalle padrone di casa ma, dopo un bell’arresto e tiro da 3 di Rossi (che ultimamente, scrollata la ruggine, sta diventando un fattore) per il 23-27 al 23’, il punteggio resta a lungo in stallo (fino al 26-29 al 28’), ed è un cattivo affare per Costa che, nonostante ora abbia il “predominio territoriale”, non sfrutta la vulnerabilità di un Sanga senza il collante Picotti e senza anche la miglior Maffenini, rimasta a lungo silente.
Troppe
triple, ancora, sul ferro per Costa, in particolare 3 di fila per Maiorano di cui l’ultima, simbolicamente, s’incastra tra ferro e tabellone. Altra azione emblematica è quando la stessa Maffenini si sblocca con un rimbalzo d’attacco complice dormita difensiva di Costa (26-33), tant’è che coach Pirola chiama timeout imbufalito. Ma non riesce a scuotere le sue, tant’è che al ritorno in campo, Longoni si fa soffiar palla da Maffenini che lancia Pozzecco a canestro, poi sulla rimessa Costa getta ancora via la palla, anche se il Sanga non punisce. Quindi
26-35 all’intervallo. Milano ha un accettabile 12/30 dal campo, anche se ben 12 perse, mentre Costa ha 9/32 con 2/13 da 3 e anche 10 perse.
A
inizio ripresa sembra affondare ancor di più Costa, che continua a forzare tiri dopo uno o due passaggi e a volte neanche quelli: Maffenini in contropiede sigla il +13, massimo vantaggio (
26-39 al 22’).
Inizia da qui un’altra partita. È la più giovane di tutte, la ’99 Del Pero che ha maturato una personalità da veterana, a indicare la via con un contropiede e un’entrata. E la via della saggezza è: se non entra da 3, andiamo più da vicino, perdio. Lo capisce bene Canova, che va di rimbalzo in attacco, di rubata in pressing più un canestro dalla media. Pirola schiera un quintetto piccolo e mastino; il Sanga soffre nel possesso-palla. Un’altra rubata in pressing porta a un canestro di Mistò su rimbalzo offensivo ed è solo -2 per Costa (43-45), nonostante poco prima sia tornata in campo Picotti, risanata dal “fisio” meneghino. :yes: Anche se il 3° quarto si conclude con una magata di
Maffenini che, da rimessa da fondo con 2” sul cronometro dei 24”, fa rimbalzare la palla su Mistò che le dava la schiena, e realizza da sotto:
43-47.
Ormai Costa ha capito che, usando la sciabola e non più il fioretto, può vincerla. Ancora
Canova, d’energia, strappa un rimbalzo d’attacco e segna col fallo (46-47). Poi un altro colpo di scena:
Pinotti si becca un altro tecnico e deve prendere la via dell’esilio; timone a Piccinelli. Ne approfitta Costa per scavallare per la prima volta in
vantaggio con un libero e poi un arresto e tiro di Ristic (
49-47 al 34’).
Seguono 3 minuti e mezzo di vibrante battaglia a suon di sorpassi. Pareggia
Albano su dormita di Costa (49-49), poi
tecnico a Ristic (la quale a inizio partita aveva sfoderato uno smagliante sorriso a un arbitro, il quale però evidentemente è incorruttibile, mannaggia a lui…) :P non sfruttato dal Sanga, poi ancora
Del Pero con un doppio 1/2 ai liberi (tra tante compagne veterane di lusso, è lei ad avere in mano la situazione) ed è 51-49 a -3’30”. Ancora gran botta e risposta con
Martelliano che segna in entrata subendo fallo, sbaglia l’aggiuntivo ma Da Silva spazza tutte a rimbalzo e completa un colpaccio da 4 punti per Milano (51-53). Ma il vento sembra soffiare per Costa quando
Del Pero, ancora lei, indovina una tripla di tabella per il nuovo (e però ultimo) vantaggio di Costa: 54-53 a -2’30”.
Anche all’andata era finita punto a punto con vittoria di Costa. Ma era stata una controtendenza rispetto a una stagione in cui le brianzole hanno perso tante volte in volata, così come il Sanga ha vinto tante volte di misura. E stavolta va secondo regola. La scelta lucida del Sanga è andare dentro da
Da Silva che infila su assist di Picotti subendo pure fallo; anche ora aggiuntivo out ma rimbalzo milanese, palla ricicciata e di nuovo dentro per la portoghese che appoggia di nuovo col fallo! E stavolta mette anche il libero. Mazzata terribile per Costa, 5 punti nella stessa azione e da +1 si ritrova sul
54-58 a -1’50”. E la sentenza arriva su un passaggio di Maiorano intercettato da Da Silva, che costringe Costa a fare fallo sistematico su Martelliano: 2/2, poi infrazione di 5” di Mistò, altri 2 liberi di Pozzecco (54-62) e platonica tripla di
Maiorano che, amaramente lo dico, ha segnato i suoi 5 punti al 1° e al 40° minuto, con in mezzo niente; 2/13 da 3 fra lei e Ristic, esattamente la metà del fatale 4/26 di squadra.
Finisce dunque
57-62 (Canova 14, Del Pero 13, Ristic 11 contro Da Silva 19, Pozzecco 14, Maffenini 11) e le notizie da Carugate, con
Albino vittoriosa, fanno uscire di scena Costa, mentre Milano non guadagna posizioni ma arriva carica ai playoff.
Per Costa una delusione o solo una mancata ciliegina sulla torta della salvezza, vero obiettivo stagionale? Situazione che si presta a letture differenti: certo fallimento non è, certo con il reparto-lunghe sterminato dagli infortuni diventa tutto molto difficile, certo la mescolanza di nuovi innesti e di defezioni ha complicato il processo di creazione dell’identità di squadra, e (infine) passare come ottave significava solo rinviare le vacanze di 10 giorni visto che con Broni non c’era speranza; tuttavia quando un traguardo ti sfugge per così poco, e quando hai un bilancio stagionale di 2 vinte-7 perse nelle partite finite entro i due possessi di scarto (6 punti o meno), e quando in varie occasioni sciorini una qualità di gioco di valore assoluto (battendo e a volte strapazzando compagini che ai playoff poi ci vanno), è normale pensare che potevi ottenere qualcosa di più. :unsure: Al tempo stesso, poteva pure finire peggio e quindi direi che smaltito quel pizzico di rammarico del momento, a Costa potranno guardare con ottimismo a un futuro per il quale c’è già una base promettente.
Nella foto: la gigante e la bambina, Da Silva contro Del Pero. Portoghese migliore in campo ma la baby locale è stata all'altezza.