sabato 30 aprile 2016

[B] - Resoconto di Usmate-Monfalcone (1° turno G2)

Domenica 24, attraversando le ridenti lande di Biassono, lambendo il parco di Monza ove rombavano motori di qualche gara in corso nell'autodromo, e poi quelle di Arcore, un tempo devote a Sire Silvio mentre ora ne compiangono la decadenza, mi sono recato a vedere Usmate-Monfalcone, ritorno del primo turno dei playoff nazionali di B.
L'esito della qualificazione era segnato dalle 16 lunghezze di scarto che le friulane avevano messo insieme all'andata, e che costringevano quindi una squadra come Usmate abituata ai bassi punteggi, più adatta alle vittorie punto a punto, a fare un miracolo per ribaltare la differenza-canestri.

Si capiva abbastanza presto che le padrone di casa, nonostante un pubblico numeroso che ha incitato dall'inizio alla fine le sue, con un affetto che avrebbe consolato da una sconfitta di 100 punti, avevano poche speranze di farcela. Monfalcone impostava la partita sul vantaggio di stazza, con gli armadi Degrassi e Buiatti a fare da colonne portanti, pur senza segnare molto, ma in grado di far girare al largo dall'area le avversarie (esiguo l'apporto delle uniche interne di Usmate, Bassani e Reggiani, quest'ultima uscita poi a inizio ultimo quarto per scavigliatura) potendo così premere forte anche sul perimetro, limitando quelle triple che la compagine brianzola ha come tradizionale marchio di fabbrica e che erano un'arma indispensabile per propellere la rimonta, giacché a colpi di 3 il punteggio poteva salire con la rapidità necessaria, altrimenti ci sarebbe voluta una precisione da 2 che non era strutturalmente possibile per Usmate. La quale finiva per prendere tiri perlopiù brutti, e poi, forse pagando la tensione, per sbagliare anche quelli con più spazio.
In attacco, Monfalcone pur senza brillare (va detto che era fuori per infortunio, come all'andata, la miglior realizzatrice Furlan) praticava un gioco lineare, anche in questo caso sfruttando la stazza delle lunghe per aprire spazi per le incursioni del play Rosso e i tiri dalla media delle bionde ali Sustersich e Battistel.
Insomma Monfalcone comandava di misura per quasi tutti i primi 30 minuti, salvo un paio di brevi sorpassi di Usmate, che però all'intervallo aveva solo 17 punti sul tabellone, contro 24 che diventavano 26 in avvio di ripresa, ovvero +25 sommando l'andata. Missione ormai impossibile per le padrone di casa. Che a quel punto si sbloccavano, un po' per orgoglio un po' perché ormai non c'era più nulla da perdere, e con l'improvvisa esplosione di Laura Meroni (solo omonima della '99 di Costamasnaga nel giro della nazionale giovanile; questa è un'ala veterana dell'85 di doti fisico-tecniche non sensazionali ma più che buona agonista), autrice di 20 punti tutti dopo l'intervallo, pervenivano prima all'aggancio (32-32 al 27') poi al sorpasso (40-39 al 32'), che avrebbe potuto anche giungere in anticipo senza qualche errore di troppo dalla lunetta.
Col ritrovato morale, e spinte dal suddetto commovente pubblico, le usmatesi provavano a crederci sul 48-42 al 35', dopo 7 punti quasi di fila di Giosuè (guardia ex Crema); ma ne restavano pur sempre altri 8 da recuperare, e non c'era mai la continuità al tiro necessaria per Usmate. E Monfalcone, per quanto un po' in difficoltà, non dava l'idea di andare in panico, sapendo di avere un cuscino di sicurezza ancora consistente.
Si arrivava così a una riffa di tiri liberi negli ultimi 2 minuti e mezzo, che fruttavano quasi sempre un 1/2 da parte dell'effettuatrice di turno; e dunque lo scarto non cambiava, per un punteggio finale di 56-50 che consentiva alle padrone di casa di conquistare la vittoria della bandiera, e a Monfalcone di festeggiare il passaggio del turno.



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