domenica 3 aprile 2016

Sabato santo di A1 (3. parte) - Vigarano-Geas (segue)

Riprendiamo col fatale Vigarano-Geas. Eravamo rimasti sul +3 Sesto a fine 1° quarto. All'inizio del secondo, Vigarano azzardava un quintetto tutto italiano e panchinaro con Vespignani, Capoferri, Cigliani, Nicolodi e Vian: col senno di poi, probabilmente un rischio ben calcolato da parte di Savini, quello di far risparmiare energie alle titolari, a costo di sacrificare qualcosa sul momento. Infatti uno 0-5 siglato da Barberis e Kacerik, praticamente l'unico frangente in cui sin lì una delle due squadre segnava due canestri di fila, portava al massimo vantaggio ospite (9-18 al 13') e al timeout ferrarese, dopo il quale tornavano le titolari.
Va però riconosciuta la buona difesa di Capoferri su Brown, la quale è stata curata molto bene per tutta la partita dalle padrone di casa. Dai 29 punti contro Umbertide della settimana prima agli 8 con 6 perse contro Vigarano: difficile capire fino a che punto sia stato merito delle avversarie, perché si tratta di una giocatrice talentuosa quanto discontinua, però era visibile come la Meccanica Nova si fosse preparata a negarle le sue azioni preferite, sia l'arresto e tiro dopo palleggi e crossovers vari, sia la penetrazione: arrivava il raddoppio sempre al momento giusto per costringerla a dar via la palla, tant'è che ha tirato solo 8 volte in 37 minuti. Poteva nascerne qualche spazio in più per le compagne, ma solo Kacerik ne ha approfittato.
Insomma non c'era modo per il Geas di dare continuità a quella mini-fuga, tant'è che poi sono arrivati solo 8 punti negli ultimi 7' del 2° quarto. Al contrario, Vigarano si sbloccava, con Vespignani a dare la carica con una penetrazione centrale prima di lasciare spazio a una D'Alie snebbiata dalla sosta in panca; e poi Ostarello diventava un fattore con una serie di canestri che, inframmezzati da una tripla dell'ex di turno Tognalini, portavano al primo vantaggio di Vigarano (24-23 al 19' con un parziale di 15-5), mentre l'ingresso di Correal mostrava le chiare difficoltà dell'italo-americana, anche se una tripla di Arturi riportava avanti il Geas all'intervallo (24-26).

Quindi punteggio pro-Geas ma inerzia favorevole a Vigarano, che si confermava e rafforzava in un 3° quarto decisivo. Una differenza sostanziale era che mentre le locali, dopo aver già innescato Ostarello, ritrovavano tutti i principali punti di riferimento (D'Alie in primis) che all'inizio sembravano smarriti, Sesto continuava ad aspettare invano Brown e Mandache; e gli argini difensivi cedevano vistosamente, così come si era visto in altri scontri cruciali in trasferta di questo girone di ritorno, ovvero Orvieto e Torino.
Forse il limite del Geas, guardando alla stagione, è stato proprio quello di non essere riuscito a sviluppare una difesa più affidabile, più costante, capace di turare le falle (con le buone o con le cattive) quando l'attacco non gira, cosa che in trasferta succede logicamente più spesso che in casa: 78,5 punti subiti in media dalle sestesi nelle partite esterne, peggio ha fatto solo il colabrodo Cagliari. Chiaro che se poi ti viene sostanzialmente a mancare il pivot titolare nella partita decisiva, è complicato proteggere il canestro, e poi a catena se raddoppi sotto ti scopri sul perimetro, eccetera.
Per farla breve, Vigarano dominava il 3° quarto con un 25-12 frutto di due break. Il primo era iniziato da Orrange e rafforzato da D'Alie con una tripla e un appoggio al volo su lancio di Orrange in contropiede: 38-29 al 25'30". Reagiva il Geas con 5 punti di fila di Kacerik, miglior realizzatrice delle sue, e una tripla di Brown, destinata però a rimanere un lampo isolato per lei. Sul 40-38 al 27' la partita era riaperta in un amen, ma altrettanto rapidamente tornava a pendere dalla parte di Vigarano. Un'amnesia difensiva ospite agevolava un canestro di Tognalini su taglio in area; poi Ostarello dalla media e quindi la firma di Crudo con una tripla in transizione e un'entrata. 49-38 al 30' e partita che non si riapriva più.

Nell'ultimo quarto infatti il Geas, pur non mollando, non aveva mai la continuità offensiva necessaria per andare oltre un riavvicinamento a -6 nei primi minuti. Vigarano, limitando i danni nel frangente di siccità, ritrovava canestri e morale, sentendo vicina la meta. Lo scarto tornava in doppia cifra e, con una tripla tabellata di D'Alie nell'ultima azione, si finiva su un 66-50 dalle proporzioni eccessive (Ostarello 16, D'Alie 14, Orrange 12 contro Kacerik 14, unica in doppia cifra delle sue), per quanto la vittoria di Vigarano fosse ineccepibile, così come la salvezza conquistata dalle ferraresi, che hanno fatto 3 su 3 nelle partite decisive dell'ultimo mese.
Quanto al Geas, che a mio parere da febbraio in avanti ha espresso una qualità migliore di Vigarano (tranne sabato scorso, s'intende), avrebbe probabilmente meritato la prova d'appello evocata dal telecronista dello streaming vigaranense ("Sesto si giocherà tutto nell'ultima giornata", diceva egli, evidentemente ignaro degli scontri diretti a sfavore con Orvieto che sancivano la condanna), :blink: ma questa formula senza playout è così, tutto o niente, e per quanto sembri assurdo dopo le buone cose fatte nell'ultimo periodo, al team rossonero dopo la battaglia del Sabato Santo non restava più niente.

Nella foto: i lati opposti della storia a fine partita.

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