lunedì 4 aprile 2016

U20: Battipaglia campione d'Italia

I grandi eventi giovanili di Pasqua. Under 20: bam bam Battipaglia, sei campione d'Ita(g)lia. :P La finale-thrilling con Venezia, nella cattedrale del Paladozza di Bologna gremita da un pubblico davvero notevole (grazie al Trofeo delle Regioni concomitante), riscatta un campionato che sin lì aveva offerto emozioni come il deserto offre liquidi.
Negli interzona di metà marzo, le due aliene Battipaglia e Reyer facevano pizzette della concorrenza, come previsto; non essendosi formata la terza possibile corazzata per via dell'affare sfumato tra Castel S. Pietro e Torino, c'era più livellamento negli altri due gruppi, soprattutto quello in cui Spezia regolava Napoli, Parma e Carugate, mentre la sorpresa giungeva da Borgotaro, dove il S. Raffaele (comunque un classico nome nobile) vinceva il duello degli arcangeli col S. Gabriele, o se si preferisce Roma falciava Milano nel derby delle metropoli, dopo un supplementare. Come abbiamo visto, sconfitta mal digerita dall'ambiente meneghino per via del metro arbitrale e del giuoco maschio delle ex suddite di Nerone, e contro-mal digerimento da parte di Sabbri Cinili che esternava su Facebook frizzi e lazzi nei confronti della società pinottiana. Applaudiamo entrambe le parti perché alla competizione serviva un po' di pepe. :clap:

"Final four"
dunque a Bologna; le semifinali del dì di Pasqua mostravano un S. Raffaele vaso de coccio contro il vaso de fèro Battipaja (speriamo di poterlo scrivere senza incappare nei lapilli di Cinili), giacchè la partita terminava 80-30 con 24 di Tagliamento e 16 di André Olbis Futo, di cui scriviamo la denominazione completa in quanto non abbiamo ancora capito quale delle 3 parti sia il cognome. Più ostica la resistenza di Spezia, anzi "Golfo dei Poeti" com'era ufficialmente indicata, contro una Reyer che prendeva il largo solo nell'ultimo quarto (61-47 con 17 di Pan).

Ecco dunque la finale più attesa, tra due corazzate multi-regionali indubbiamente altisonanti nei nomi, sorta di "all stars" con dosi massicce di azzurrucce delle classi tra il '96 e il '99, coi pregi e difetti del caso (ovvero talento individuale elevato ma gioco non oliato tra due squadre mai realmente schierate con quegli organici in partite che contassero).
Ne è comunque venuta fuori una partita da ricordare, che ha cambiato direzione due volte. Inizio favorevole a Battipaglia, 11-5 al 5' (anche se non poteva essere un break significativo), poi man mano Venezia prendeva il pallino del gioco con una difesa graffiante (8 punti concessi in 12'), andando fino a +8, ridotto a +5 all'intervallo (22-27). Il break del 3° quarto sembrava uccidere la partita, col massimo vantaggio di +16 toccato poco dopo metà periodo e ribadito al 30' (31-47).
Tutto si ribaltava incredibilmente in meno di 7 minuti dell'ultimo quarto, con un parziale di 19-2 (sorpasso sul 50-49) diventato poi addirittura 22-2. Nella scatola nera del disastro veneziano cosa troviamo? In primis l'improvviso cedimento della difesa su Tagliamento (rima) e su Costa, che rispettivamente sul perimetro e in area sono diventate inarrestabili, confezionando tutti i 22 punti del suddetto parziale, eccetto una tripla di Vespino Vespignani che dopo aver sconfitto Battipaglia nella finale U19 dello scorso anno l'ha aiutata a rifarsi (oltre a godersi la seconda gioia in 3 giorni visto che aveva appena conquistato la salvezza con Vigarano).
Seconda pecca di Venezia (ma ovviamente da fuori è facile dirlo) è, forse, di non esser riuscita ad abbassare i ritmi in modo che Battipaglia non potesse confezionare quei 9 punti in meno di 1 minuto e mezzo che hanno riaperto la partita all'inizio del parzialone. E sicuramente l'attacco è andato in confusione totale facendo 2 punti in 8'20". Contro le aspettative la maggior profondità (o perlomeno bilanciamento) di Venezia non si è tradotto in una resa migliore alla distanza ma al contrario in un calo: il bello dell'imprevedibile. Poi bravo evidentemente anche un navigato coach come Riga a rianimare le sue.

Ma addiveniamo alla volata finale che iniziava su un clamoroso 53-49 per Battipaglia. Pan sbloccava Venezia dall'ipnosi con una tripla: 53-52 a -1'40"; poi Gianolla impattava con un libero (53-53 a -1'10"). E sembrava che la bilancia pendesse di nuovo dalla parte lagunare quando Porcu recuperava palla su Tagliamento e ne scaturivano due liberi imbucati da Gianolla: 53-55 a -50".
Ecco però l'azione-chiave: Tagliamento sbaglia da 3; se Venezia prende il rimbalzo probabilmente è campione d'Italia, ma lo prende Costa che con un brillante giro sul perno scivola a canestro e appoggia il 55-55. Venezia sbaglia da 3 con Pan; Tagliamento si procura fallo e segna un libero (56-55); fatale l'errore di Zecchin, ancora da 3, perché costringe la Reyer al fallo su Vespignani che fa 2 su 2 (58-55). Troppo pochi i secondi per Venezia che può solo provare un tiro-cross con Porcu e poi tirare svariati "porcu" :alienff: perché uno scudetto già quasi sulle maglie le è stato scucito in modo beffardo. Ma col po' po' di vivaio che hanno laggiù, si rifaranno presto mentre per Battipaglia era questo il treno da prendere a tutti i costi.
Tagliamento mvp (anche se è fuori categoria) con 25, Costa 16; per le deluse Gianolla 15, Pan 14, Castello 8. Varie "big" sono rimaste a secco o quasi, ma lo imputiamo allo scarso oliaggio dei collettivi di cui abbiamo detto prima. Pazienza, nelle condizioni di svolgimento del campionato è stata la miglior finale che si potesse avere.

Battipaglia canta sullo sfondo del Paladozza gremito.

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