Io vorrei sapere perché non devo essere considerata un'atleta professionista solo a ""causa"" del mio sesso... (La metto tra virgolette perché per me è meraviglioso essere donna)
Sapete, eppure tutte noi atlete ,come i maschietti, la mattina ci alziamo ci rechiamo in palestra e facciamo il nostro allenamento individuale o non , poi torniamo a casa e cerchiamo di fare un buon pranzo ; dopo il pranzo c'è chi studia , chi dorme , chi legge, chi fa la lavatrice , chi pulisce o chi esce perché non può star ferma (sono molte le variabili) , dopodiché la sera si ritorna in palestra , forse questa volta tre ore o più di fila perché prima del normale allenamento c'è la seduta di pesi (varia dalle 2/3 volte a settimana ) o magari una riunione con staff e dirigenza...
L'allenamento.
In campo ci prepariamo sulla base delle indicazioni tecniche che i nostri allenatori ci propongono, attacco e difesa, settimana dopo settimana vengono rivisti e rivisti e rivisti e rivisti e rivisti cercando quel briciolo di perfezione bramato!
Ebbene sì così via tutta la settimana, un susseguirsi di allenamento mentale e fisico, fino ad arrivare al weekend .
Il weekend è un momento mistico tra scaramanzie varie e riassunti mentali di tutto quello che si è fatto in settimana per prepararsi..
E anche tanti : " Ei ragazze vi andrebbe di uscire è venerdì , c'è la festa in quel locale fighissimo.." " che sei pazzo?!? noi domani giochiamo
Ognuna ha la sua canzone , il suo gesto, i sui calzini fondamentali per affrontare la PARTITA...
La partita.
A seconda delle preferenze del coach e della dirigenza ti presenti all'orario richiesto in palestra per poter fare una riunione tecnica, il riconoscimento e l'urlo che suona la carica, quando inizia il riscaldamento la squadra viene avvolta da quell'aria di concentrazione necessaria e determinazione che ti fa "spezzare il fiato" ...
Poi un fischio ti fa tornare in panchina, li ricevi le ultime indicazioni tecniche prima di mettere piede in campo..
Finalmente arriva la palla a due e dentro ti esplode un'adrenalina che ti fa dimenticare tutto il sudore, il sangue, i km lontana da casa, le imprecazioni e il culo che ti sei fatta durante tutta la settimana perché hai lavorato proprio per arrivare pronta a quella palla a due..
Molto spesso il percorso , come quello dei ragazzi, inizia da giovanissime, all'età di 14/15 anni lasciamo la nostra casa , la scuola (che si riprenderà in un'altra città) e gli amici per inseguire i nostri sogni , sogni che spesso ci sballottolano in giro per il mondo anno dopo anno ,sogni che vivendo da sole ci fan crescere ad una velocità spropositata , sogni che "ma tu sei matta", sogni che ci costruiamo noi con le nostre rinunce, le lacrime, le gioie, i dolori,gli ostacoli, i traguardi e le soddisfazioni ma si.. i nostri sogni e le nostre aspirazioni.
Io qui ora non vedo differenze davvero..
E mi chiedo perché nel 2016 dobbiamo ancora subire questa disparità tra uomo e donna...
Io qui ho parlato dal mio punto di vista cestistico ma parlo anche a nome di tutte le altre ragazze e donne che praticano sport a livello Professionistico e non !!
Mi sento in grado e in dovere di dirlo , noi siamo delle professioniste e voi ?
Ma il nostro utente Nikolo le ha ribattuto:
cara Giulia se le donne passano al professionismo, finirebbe la pallacanestro femminile oggi. Non ci sono ne i numeri ne gli investimenti di capitali a mantenere un simile movimento.
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