Mercoledì 13 s'è giocato il ritorno della finale di Eurocup, la coppa cadetta cui hanno partecipato Venezia, uscendo agli ottavi, e Napoli, nei sedicesimi. Competizione di livello non certo scadente, visto che da quest'anno per la prima volta (se non erro) ricicciava eliminate di Eurolega: strada facendo sono uscite squadre di spessore come Spartak Vidnoje, Agu Spor, Besiktas. Vincemmo nel 2005 con Napoli e nel 2008 con Schio; nel 2009 Taranto perse in finale col Galatasaray, ultima coppa sfiorata dal basket femminile nostrano.
Ad assegnare il trofeo un derby francese fra Bourges e Villeneuve d'Ascq, campione uscente; la prima partiva col cospicuo vantaggio del +11 conquistato in trasferta nell'andata della settimana precedente, un 40-51 non propriamente frizzante (22-14 per Villeneuve all'intervallo, poi un 6-20 nel 3° quarto rovesciava tutto) con 12 punti della sempiterna Dumerc e 11 della britannica Leedham. In campo per le sconfitte anche l'ex tarantina Mahoney, solo 4 con 2/11.
Al ritorno più equilibrio nel punteggio finale (54-53) ma in realtà c'è stato un dominio di Bourges per 3 quarti, solo lenito dal sussulto finale di Villeneuve (da -16 a -1). Bourges festeggiava quindi davanti ai suoi 5000 tifosi; 16 punti per la lunga romena Filip, ex di turno, 14 per la già citata Leedham. Per Villeneuve 14 di Amant e 12 della greca Kaltsidou.
Ma saliamo al livello galattico, le final four di Eurolega a Istanbul. In proporzione meglio di quelle maschili, le quali annoverano solo il top di ciò che non sta nell'Nba, mentre tra le donne non c'è la divisione in due mondi e quindi milita da noi gente di valore assoluto. Ci sono state anche 4 belle partite.
Nella prima semifinale, venerdì 15, rivincita di Ekaterinburg su Praga per la finale dello scorso anno. La stellare compagine russa (Taurasi, Griner, Alba Torrens, Sancho Lyttle e varie altre del genere) perse contro il ben oliato collettivo ceco (che abbiamo ammirato il mese scorso quando ha demolito Schio) per due motivi: 1) non c'era Taurasi, infortunata; 2) difese da cani. Stavolta c'è stata Taurasi, che ha fatto 21 punti, e c'è stata la difesa, che ha tenuto a 34 punti in 3 quarti (contro 46), le detentrici. Poi una clamorosa sparatoria da 38-32 per le ceche nell'ultimo quarto, ma Ekaterinburg ha tenuto salda la barra (72-78). Anche 19 di Griner e 13 di Meesseman per le vincenti; 21 di Petrovic e Steinberga per le detronizzate.
Toccava poi alle padrone di casa del Fenerbahce, davanti a 4200 tifosi peraltro un po' dispersi nel palazzone da 13.000, contro il Nadezhda Orenburg, che però si dimostrava più "sul pezzo" sin dall'avvio e macinando un mini (se non maxi) break dopo l'altro perveniva ad avere 17 punti di margine a 4' dalla fine (49-66). Anche qui la squadra in isvantaggio si lanciava in un forcing (19 punti in 4') che aggiustava i numeri ma non la sostanza (68-74). Per le russe 20 punti della gazzella Bonner, 13 dell'iberica Cruz; per le deluse 24 dell'ex scledense Lavender e 15 di Quigley ma troppi fantasmi fra le altre.
Finale dunque tutta russa, per la disperazione degli organizzatori, che incassavano un flop di pubblico desolante (i turchi non s'è mai sentito che s'interessino a qualcosa che non sia la propria squadra), anche se 2600 persone hanno assistito alla vittoria del "Fener" nella finale 3° posto. Poi però nell'immensa arena ne restavano solo 1300 con un clima da "scrimmage" precampionato. :cry:
Peccato perché la partita è stata intensa, vibrante, magari farraginosa a tratti ma con lampi individuali, e a volte pure collettivi, di primissim'ordine, come d'altronde era logico visti i nomi in campo. La partita l'ha fatta Orenburg per 3 quarti, anche con un +12 nel secondo. Sembravano tornare i fantasmi dello scorso anno per Ekaterinburg, che con Praga aveva pagato la falsa partenza con uno sfinente e vano inseguimento. Così come riapparivano i fantasmi di mille altre volte in cui la corazzata degli Urali si presentava alle final four da favorita e perdeva (ok, due Euroleghe vinte nel 2003 e 2013, ma potevano essere almeno 5 o 6).
Positivo era, per Ekaterì, limitare i danni sul 40-33 all'intervallo. A inizio ripresa sembrava poi che le nero-arancio, con la coppia di torri Griner-Lyttle e l'unico guizzo di una spaesata (come l'anno scorso) Torrens, avessero preso la partita per i capelli; ma dal -1 subivano un 8-0 a suon di dormite difensive. Seguiva uno stallo nel punteggio, forse un buon affare per Ekaterinburg che evitava guai peggiori, anche se la scatenata Bonner le rifilava un 2+1 sulla sirena del 3° quarto (56-48).
Diceva giustamente (per quanto visto sin lì) la commentatrice della tv Fiba, l'ex giocatrice spagnola Cebrian: "Ok, Ekaterinburg tante star, ma se non hanno l'indole per difendere...". :ph34r: Ma è stata smentita nell'ultimo quarto. L'allenatore uralico ha trovato gli assi giusti dal suo ricco (ma a volte confuso) mazzo, cioè la belga Meesseman a far coppia con Griner, e la veterana russa Arteshina anziché la blasonata ma fuori partita Torrens. Si sono messe a difendere. Subito con uno 0-7 si portavano a -1, poi ribadito con uno splendido giro dorsale dal post basso + scivolamento lungo la linea di fondo + appoggio rovesciato di Griner (2.03, ricordiamo).
Dopodiché iniziava un'incredibile sequenza di 5 triple a bersaglio, di cui 3 per Orenburg: Bonner da 9 metri tondi, risponde Taurasi; ancora Bonner da 8 metri; risponde ancora Taurasi con avversaria in faccia; risponde McBride dall'angolo. :woot: Quando finiva di crepitare la santabarbara, ci si ritrovava sul 67-63 Nadezhda a 5' dalla fine. Però non erano brutte difese quelle di Ekaterinburg, che continuava a negare l'ingresso in area: e Orenburg non poteva continuare a tirare così.
Il ritorno di Lyttle, riposata, era una chiave del finale. Era l'ispano-americana a siglare il pareggio a 2'20" dalla fine (67-67). Poi ecco Taurasi, la zampata della fuoriclasse: dopo un libero avversario infila il bombazzo da 7 metri e mezzo, lato destro: 68-70 a -1'45". Altrettanto cruciale è Griner che nega alle avversarie un canestro già fatto con una stoppata da portiere di calcio. Poi Taurasi esagera da 8 metri e sbaglia, ma Robinson fa un altro 1/2 (69-70). Lyttle rischia di rovinare tutto facendosi intercettare un passaggio, ma Cruz sciupa con un passaggio sbirolo da cui scaturisce un rocambolesco batti e ribatti che finisce con palla in mano a Ekaterinburg a -15". Fallo su Taurasi e ovviamente sono soldi in banca dalla lunetta: 69-72 a -13".
Ultima palla Orenburg, non fa fallo Ekaterì e rischia, ma Bonner si prende un triplaccio fuori equilibrio dal lato sinistro che va fuori. Festa Ekaterinburg. Vincono le più forti anche se hanno rischiato di non dimostrarlo per l'ennesima volta. Taurasi "mvp" con 22 punti anche se 7/20 dal campo (6/15 da 3, però), Lyttle 18 con 8/10, Griner 12 con 6/11. Di là 26 di Bonner e 20 di McBride ma ecco forse il limite, troppo poche due in serata di grazia per vincere una finale di Eurolega.
Nella foto: la festa di Ekaterinburg dopo la sirena.
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