Ce l'ha fatta Ragusa, sullo stesso campo dove pianse lacrime atroci 11 mesi prima, in un finale altrettanto in volata anche se più psicodrammatico. Che cosa ha procacciato la differenza rispetto a quella gara-5 di finale-scudetto? Banalmente, che qualche tiro decisivo di Schio stavolta è carambolato sul ferro anziché entrare... Scandagliando qualche fattore più profondo, 1) Brunson è stata leader eccelsa, prendendo la squadra di peso laddove invece Plenette Pierson, altra stella Wnba, la tradì sul più bello, e Gorini ha fatto quel passo ulteriore verso la maturazione laddove lo scorso anno fece trenta ma non trentuno; 2) sono venuti al pettine alcuni nodi già costati a Schio la batosta nei playoff di Eurolega, segnatamente quel pizzico d'età in più a gravare sulle senatrici, e soprattutto il perdurante dilemma del ruolo di Sottana, perché, soprattutto in regia, se una giocatrice di maggior talento sta in panchina in favore di una di minor talento, c'è qualcosa che non funziona; 3) anche se non sono rimaste molte di Ragusa dall'anno scorso, c'era evidentemente un desiderio particolare di spezzare la catena di sconfitte contro Schio nelle partite coi trofei in palio.
Passo indietro al giorno prima. Le semifinali non offrivano troppe emozioni: punteggi ingannevolmente equilibrati, in realtà in entrambe c'è stata una supremazia nitida della favorita. Soprattutto tra Ragusa e Venezia, con il 27-11 del 1° quarto che mandava al tappeto le suddite del doge, che non limavano lo scarto nei due successivi periodi (54-39 al 30') ma solo, tardivamente, nell'ultimo (64-59). Brunson 16, Erkic 12, Gorini 11; Ruzickova 16, Fontenette 15. Venezia in campionato è solo un passo dietro le altre "big 3" ma la differenza reale sembra maggiore, anche se il probabile accoppiamento in semifinale con Lucca potrebbe offrire un'occasione d'oro.
C'era molto interesse per Schio-Lucca dopo la rocambolesca e controversa vittoria del Famila due settimane prima in campionato. Ma pur senza dominare, le tricolori hanno fatto il break nel 3° quarto (50-40 al 30'), dopo aver comunque già condotto nei primi due parziali, e non hanno rischiato nel finale (68-60). Yacoubou e Macchi 13, di là una straordinaria Harmon suona l'...harmonica e ogni altro strumento (29 punti, 11/21 da 2, 7/7 ai liberi) ma non può vincere da sola il duello musicale con l'orchestra scledense. Terzo k.o. di fila per le toscane negli ultimi 3 big match, preoccupante in vista dei playoff dove è vieppiù difficile vincere senza una panchina all'altezza.
E' quindi finale tra le due superpotenze, con la sorte che offriva a Ragusa la chance di rivincita per le lacrime di maggio, oltre che, sempre su quel campo, della scoppola subìta in Supercoppa, quando però mancava Brunson. L'inizio, però, era plumbeo, raggelante, infame per le sfidanti, altro che azzannare la partita schiumando voglia di vincere: 15-4 per Schio in 5' quasi perfetti con Anderson, Macchi e Yacoubou, anzi “Fulciniti” come si è fatta chiamare sulla maglia in queste due partite, dal cognome del marito livornese.
Lì però ecco la prova di maturità di Ragusa. In una finale secca, se becchi la zavorra iniziale rischi di trascinartela per tutta la partita, specie sul campo avverso. Serviva qualcuno che prendesse la squadra per mano e la riportasse sui binari, per poi giocarsela alla pari. Ovviamente è stata Brunson la principale artefice; ma anche Gorini, determinata, caparbia. A fine 1° quarto era già sorpasso, 18-19, certo anche con la complicità di Schio che, anche per le rotazioni, s'appannava.
A inizio 2° quarto Schio rilanciava, 32-24 poco prima del 15' con Zandalasini a impatto immediato. Ma Gorini guidava un controbreak che nel giro di 1' e rotti azzerava il distacco (32-32); da lì ci sarebbero stati solo distacchi minimi. Era la fase più spettacolare della partita, botta e risposta sontuosi tra Yacoubou, panzer squassante in area, e Brunson, regale con i suoi jumpers dalla media; e ancora Gorini importante per Ragusa, senza dimenticare una Little... gigantesca (ah ah). :blink: All'intervallo 43-45 ed era un +2 psicologicamente significativo per le siciliane: come a dire, "ci avete rifilato due spallate eppure siamo in testa noi".
La partita cambiava nel secondo tempo. O meglio, l'intensità era la stessa, elevata; ma scemava la qualità delle esecuzioni, al punto che le segnature quasi si dimezzavano (24-23 il parziale dei secondi 20'). Dopo un altro pirotecnico scangio di canestri in avvio di 3° quarto, vi era un prolungato stallo che lasciava quasi invariato lo scarto al 30' (53-56). Brunson era già a 20, Little a 15; rischio di Ragusa quello di dipendere da pochi elementi mentre la solita profondità poteva garantire a Schio un maggior ventaglio d'opzioni nel finale.
E' quel che pareva succedere quando, dopo un nuovo impasse generale (56-58 al 33'), Schio trovava il sorpasso con Bubù Yacoubou, tenuta più fresca dal riposo in panca rispetto a una Brunson che palesava segni di cottura sbagliando ripetutamente dalla media (ha pur sempre 35 anni e aveva giocato anche il giorno prima): 61-60 al 35'.
Qui era il bivio cruciale: o Ragusa reagiva di nuovo, o la partita poteva spezzarsi. Ha reagito. Una tripla di Consolini, fin lì non dico negativa ma più balbettante di altre compagne, era il segnale che Ragusa non mollava: 63-63 a 2’30”. Yacoubou, spostando avversarie come fuscelli, segnava da sotto ma Erkic le rispondeva subito (65-65). A quel punto era fondamentale la tenuta difensiva sicula sui successivi possessi di Schio, che non trovavano la proverbiale efficacia sotto pressione: un’infrazione di 24 secondi, un cross di Macchi, un errore di Yacoubou da sotto sulla chiusura di Brunson, subito dopo che Little aveva segnato, a 30 secondi dalla fine, un gran giro e tiro per il 65-67.
E dopo quell’errore di… Fulciniti, la stessa Little siglava la vittoria con 2 liberi (65-69), perché poi nei restanti 20 secondi scarsi, Schio aveva solo tempo di farfugliare un’azione da 3 tentativi di fila, da cui ricavava solo un libero di Yacoubou. E Little ripristinava il +4 facendo a sua volta 1/2 dalla linea (66-70). In realtà c’era ancora qualche brividuccio perché a 3 secondi dalla fine, Ragusa commetteva un fallo poco lucido su Macchi a metà campo: è vero che ha poteri soprannaturali nei tiri decisivi, ma nemmeno lei poteva segnare da 4 punti… Invece così poteva segnare il primo libero e sperare che qualche compagna pigliasse il rimbalzo e riaprisse per una tripla. Macchi realizzava infatti il 67-70, ma piuttosto clamorosamente, anziché spedire la palla sul ferro nel secondo libero, prendeva solo il tabellone con un mattonazzo fuori controllo. Ragusa così poteva scatenarsi in una festa liberatoria insieme al suo numeroso pubblico al seguito.
Marcatrici: 22 per Little (con 4/9 da 2 e 3/6 da 3) e per Brunson (8/19 da 2 ma 9 rimbalzi e 25 di valutazione contro 15 della compagna) fra le trionfanti; Yacoubou 20 (con 7/15) e Macchi 14 per le sconfitte. Si ribalteranno i ruoli nei playoff? A questo punto è ancor più interessante scoprirlo.
Nella foto: per una volta Ragusa festeggia e Schio esce mesta. In primo piano, simbolicamente, Nadalin che se la ride da ex.
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