- La sensazione è che si capirà nei primi 5 minuti del 3° quarto se la partita è destinata a riaprirsi del tutto o a prendere definitivamente la strada di Costa. E' lo stesso frangente in cui Castelnuovo era affondata in gara-2 di semifinale. Ma la corazzata (Potemkin) piemontese aveva pagato la mancanza di giocatrici in grado di tirarla fuori dalle pesti. Milano, invece, come in tutta la stagione, ne trova. Una è la più attesa, Toffali; la seconda è spesso una garanzia nei momenti caldi, Guarneri; la terza, quella che nell'occasione è il jolly che spariglia le carte, è Bonomi. Nell'ordine: "SuSuperman" colpisce due volte in entrata e una dall'arco; Guarneri in dai-e-vai e dalla media su scarico di Toffali medesima; Bonomi scocca con successo per tre volte quei suoi tiri a caricamento rapido (e difficili da fermare perché li fa partire dal suo 1.85 con braccia ben distese), di cui due triple, l'ultima quasi allo scadere del 3° quarto. Aggiungi anche una tripla della rediviva Penz e hai un Sanga da 4 missili e 24 punti in questa frazione, dopo i soli 27 totalizzati nelle prime due.
In tutto questo però Costa non sta a guardare: colpisce soprattutto con Fietta in percussione, con Villa autrice di una tripla (dopo lunga astinenza per lei dall'arco) e un'entratona di sinistro, con Brossmann che riprende a martellare. E quindi a parte un rapido aggancio è sempre la squadra di Seletti a condurre su quella di Pinotti, seppure di un solo punto quando si giunge alla penultima sirena (52-51). Senza dubbio il quarto più spettacolare della partita e direi della serie.- Nelle sovraffollate tribune ci si prepara dunque all'apnea finale. Si arriverà in bilico sino in fondo oppure una delle due compagini riuscirà a spezzare l'equilibrio?
Potrebbe essere una svolta pro-Costa e invece non lo è. Fietta segna sì il libero per il tecnico, ma è l'unico punto cavato dalle masnaghesi nell'azione. I colpi di scena continuano: Toffali si getta a piombo in entrata, come nel suo stile, si procaccia fallo ma anche un mezzo infortunio che la costringe a uscire, per fortuna del Sanga solo temporaneamente.
Nel frattempo Costa ha perso per 5 falli (il quinto piuttosto banale in attacco, per eccesso di foga) Osazuwa, lei che era stata la miccia della fiammata iniziale delle padrone di casa.
- Nel momento più critico risponde Brossmann con una tripla dall'angolo: ma sarà l'ultimo vantaggio di Costa. Dopo un libero di Penz, comincia la sequenza che regala una grossa fetta di promozione al Sanga, la cui difesa - è questa la chiave principale - diventa un muro che le padrone di casa non riescono più a forare, né da sotto né da fuori. Emblematico quando Brossmann cerca di guadagnare terreno verso canestro spingendo indietro Guarneri a suon di ruzzate in palleggio, ma la novarese regge, cadono tutte e due ed è palla persa per la tedesca.
La tenuta stagna in retroguardia prepara il terreno al break decisivo in attacco. Segna Madonna in dai-e-vai, unico suo guizzo di una prestazione francamente sotto il suo livello; poi un bel pallone ricevuto da "VdK" dentro l'area, semigancio e canestro (58-62); infine Guarneri buca in penetrazione da sinistra e fa 58-64 quando siamo a meno di 2' dal termine. Il vento della partita è inesorabilmente girato.
Serve qualcosa fuori dal copione per rimettere in corsa Costa: se ne incarica Villa col suo talento, escogitando una tripla a giochi rotti (61-64); "VdK" non trema dalal lunetta (61-66) ma ancora "Eleonora from Lissone" inventa un canestro di classe ricevendo in taglio sul lato sinistro e depositando con un cambio di mano fulmineo, quasi con un movimento unico.
- E' un ultimo minuto da cinema con altri due episodi cruciali: Bonomi tira dalla media, la palla che fa? Entra o esce? S'incastra tra ferro e tabellone a 25" dalla fine. Bestiale. La freccia dice Sanga; ma Guarneri fallisce il colpo del k.o. dalla media: c'è ancora vita per Costa. La quale, ricordiamo, in situazione analoga in semifinale di Coppa Italia riuscì a cavare la tripla del pareggio con Fietta. Sarà così anche stavolta?
Il Sanga ha però un grosso vantaggio: 3 falli da spendere dentro il bonus (altra conseguenza della sua eccellente difesa). Ne sfrutta uno per interrompere l'azione a 7"7 dalla sirena. Timeout, rimessa Costa. Ed ecco il destino che si compie: Brossmann azzarda un passaggio lungo (unica possibilità per sorprendere la difesa e riuscire a tirare prima di subire il fallo tattico), ma c'è Toffali reattiva come un ghepardo: la bresciana intercetta la palla e si lancia in fuga verso il paradiso: segna e subisce fallo da Fietta (se fosse stata Brossmann, probabilmente Toffali non sarebbe uscita viva, ma la tascabile veneta non riesce a far calare la mannaia). E' la stoccata definitiva sulla partita e sulla stagione, mentre il pubblico milanese impazzisce e le giocatrici di Costa si disperano, specie Brossmann, autrice del passaggio fatale.
L'ultimo suo passaggio con la maglia di Costa rimarrà dunque la palla persa che ha consegnato al Sanga il contropiede decisivo; mentre l'ultimo tiro di E. Villa prima di partire per l'America resterà la tripla sbagliata per il pareggio. Ma, come cantava De Gregori, "non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore".
- Finisce quindi 63-69. Marcatrici: per le trionfanti Toffali 17 (7/18 dal campo e 5 asssist), Bonomi 14 con 5/10 (vera chiave, come detto), Guarneri 11+15 rimba, impagabile guerriera (miglior valutazione con 21); "VdK" 9+11 rimba. (non la sua miglior serata ma comunque importante). Per le battute Brossmann 18+10 rimba., Villa 14 con 5/16 (calata nel finale come in G1, salvo i due guizzi poc'anzi descritti), Tibè 6+10 rimba., Fietta 9.
Spicca, nelle fila masnaghesi, l'"n.e." di Villarruel, la quale in G1 aveva giocato 1'38", il tempo di un tiro che non aveva preso nemmeno il ferro. L'italo-argentina chiude i playoff con 1 punto totale in 5 gare disputate e un minutaggio crollato rispetto alla stagione regolare.
Nelle cifre di squadra, interessante il dato sui tiri dal campo, abbastanza simile: Costa 18/51 da 2 e 5/15 da 3; Sanga 18/56 da 2 e 6/16 da 3. Tiri liberi, 12/15 le casalinghe e 15/27 le forestiere. Che significa ciò? Milano ha tirato peggio sia dal campo che dalla linea, ma ha avuto più possessi grazie, ancora una volta, ai rimbalzi offensivi (18 contro 10; mentre le palle perse stavolta sono state 12 pari).
- Ma non è tempo di strologare sulle cifre: è scattata l'immensa festa milanese. Capitan Guarneri, con sforzo notevole, taglia la retina (operazione durata 5 minuti abbondanti), poi alza la coppa ricevuta dalla Lega. Per la società è la prima volta in A1; per la città un ritorno dopo 31 anni, cioè dal 1992 quando lo storico club noto con i nomi dei suoi sponsors (Standa, GBC, Deborah, Gemeaz...) retrocesse e chiuse, appena 12 mesi dopo aver vinto la Coppa Ronchetti, con Cinzia Zanotti in campo, ma è tutt'altra storia. Ora la Milano di vertice è il Sanga che nacque in oratorio sul finire degli anni Novanta, per mano di quel Franz Pinotti, oggi trionfatore in tutte le sue vesti (fondatore, uomo-società, ispiratore ideologico, allenatore; gli è mancato solo di fare la giocatrice ma era sprovvisto dei requisiti)
Per la quinta volta di fila il suo Sanga ha battuto Costa: tutte e cinque le volte dopo aver dato l'impressione di poter perdere e invece estraendo sempre qualcosa di più nel momento decisivo; e non sempre la stessa arma tattica o la stessa giocatrice, ma ogni volta diverse. Un rompicapo per Seletti, al quale tutto sommato non si può dare torto se si era inventato quella "non marcatura" di Toffali in gara-1: qualcosa per scompaginare le carte andava fatto, anche se non è bastato. Così come stavolta non è bastato aggredire la partita a viso aperto e dare tutto.
Allargando la prospettiva, la vera missione riuscita da Pinotti e il suo Sanga in questa cavalcata-playoff è stata di uscire dalla nicchia degli appassionati e aver coinvolto, almeno per una magica settimana, l'intera Milano sportiva intorno alle sue vicende: con i 2500 del Palalido, con lo spazio sui giornali (compresi i ponderosi Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport). Bisogna vedere se la semina porterà un raccolto perché, nota amara nel dolcissimo di questi momenti, è che non puoi mai goderti sino in fondo una promozione finché non sei certo di avere le risorse per potertela permettere. Ma questa è la partita che si giocherà nelle prossime settimane; quella del campo il Sanga l'ha stravinta.




