lunedì 29 maggio 2023

A2: apoteosi Sanga dopo un'epica gara-2 con Costa (2^ parte)

 - La sensazione è che si capirà nei primi 5 minuti del 3° quarto se la partita è destinata a riaprirsi del tutto o a prendere definitivamente la strada di Costa. E' lo stesso frangente in cui Castelnuovo era affondata in gara-2 di semifinale. Ma la corazzata (Potemkin) piemontese aveva pagato la mancanza di giocatrici in grado di tirarla fuori dalle pesti. Milano, invece, come in tutta la stagione, ne trova. Una è la più attesa, Toffali; la seconda è spesso una garanzia nei momenti caldi, Guarneri; la terza, quella che nell'occasione è il jolly che spariglia le carte, è Bonomi. Nell'ordine: "SuSuperman" colpisce due volte in entrata e una dall'arco; Guarneri in dai-e-vai e dalla media su scarico di Toffali medesima; Bonomi scocca con successo per tre volte quei suoi tiri a caricamento rapido (e difficili da fermare perché li fa partire dal suo 1.85 con braccia ben distese), di cui due triple, l'ultima quasi allo scadere del 3° quarto. Aggiungi anche una tripla della rediviva Penz e hai un Sanga da 4 missili e 24 punti in questa frazione, dopo i soli 27 totalizzati nelle prime due.

In tutto questo però Costa non sta a guardare: colpisce soprattutto con Fietta in percussione, con Villa autrice di una tripla (dopo lunga astinenza per lei dall'arco) e un'entratona di sinistro, con Brossmann che riprende a martellare. E quindi a parte un rapido aggancio è sempre la squadra di Seletti a condurre su quella di Pinotti, seppure di un solo punto quando si giunge alla penultima sirena (52-51). Senza dubbio il quarto più spettacolare della partita e direi della serie.

- Nelle sovraffollate tribune ci si prepara dunque all'apnea finale. Si arriverà in bilico sino in fondo oppure una delle due compagini riuscirà a spezzare l'equilibrio? :huh: Nei primi 3 minuti la disfida precipita in un caos di errori e di sportellate a suon di muscoli e nervi, che provocano ruzzoloni di giocatrici e urla selvagge della plebe sugli spalti. In uno degli episodi più caotici, Toffali si mangia un canestro in entrata, Van der Keijl la imita a rimbalzo offensivo, Costa si distende in ripartenza e Novati commette il 5° fallo, protesta, tecnico, frittata.
Potrebbe essere una svolta pro-Costa e invece non lo è. Fietta segna sì il libero per il tecnico, ma è l'unico punto cavato dalle masnaghesi nell'azione. I colpi di scena continuano: Toffali si getta a piombo in entrata, come nel suo stile, si procaccia fallo ma anche un mezzo infortunio che la costringe a uscire, per fortuna del Sanga solo temporaneamente. :cry: Al suo posto rientra Bonomi che però fa 0/2. La stessa ex-Geas e Brixia, poco dopo, si procura, stavolta per meriti propri, altri due liberi che trasforma (53-53); e quando Fietta segna dalla media, pronta le replica ancora Bonomi in entrata (55-55). Poi Penz, donna dei canestri pesanti, sigla il sorpasso dalla media (55-57): è il primo vantaggio milanese da inizio partita, e ormai mancano solo 5 minuti.
Nel frattempo Costa ha perso per 5 falli (il quinto piuttosto banale in attacco, per eccesso di foga) Osazuwa, lei che era stata la miccia della fiammata iniziale delle padrone di casa.

- Nel momento più critico risponde Brossmann con una tripla dall'angolo: ma sarà l'ultimo vantaggio di Costa. Dopo un libero di Penz, comincia la sequenza che regala una grossa fetta di promozione al Sanga, la cui difesa - è questa la chiave principale - diventa un muro che le padrone di casa non riescono più a forare, né da sotto né da fuori. Emblematico quando Brossmann cerca di guadagnare terreno verso canestro spingendo indietro Guarneri a suon di ruzzate in palleggio, ma la novarese regge, cadono tutte e due ed è palla persa per la tedesca.
La tenuta stagna in retroguardia prepara il terreno al break decisivo in attacco. Segna Madonna in dai-e-vai, unico suo guizzo di una prestazione francamente sotto il suo livello; poi un bel pallone ricevuto da "VdK" dentro l'area, semigancio e canestro (58-62); infine Guarneri buca in penetrazione da sinistra e fa 58-64 quando siamo a meno di 2' dal termine. Il vento della partita è inesorabilmente girato.
Serve qualcosa fuori dal copione per rimettere in corsa Costa: se ne incarica Villa col suo talento, escogitando una tripla a giochi rotti (61-64); "VdK" non trema dalal lunetta (61-66) ma ancora "Eleonora from Lissone" inventa un canestro di classe ricevendo in taglio sul lato sinistro e depositando con un cambio di mano fulmineo, quasi con un movimento unico. :B): Quasi da sola l'ha rimessa in piedi per le sue (63-66 a -1'20"). Ma lei stessa, poco dopo, sbaglia la tripla del pareggio.

- E' un ultimo minuto da cinema con altri due episodi cruciali: Bonomi tira dalla media, la palla che fa? Entra o esce? S'incastra tra ferro e tabellone a 25" dalla fine. Bestiale. La freccia dice Sanga; ma Guarneri fallisce il colpo del k.o. dalla media: c'è ancora vita per Costa. La quale, ricordiamo, in situazione analoga in semifinale di Coppa Italia riuscì a cavare la tripla del pareggio con Fietta. Sarà così anche stavolta?
Il Sanga ha però un grosso vantaggio: 3 falli da spendere dentro il bonus (altra conseguenza della sua eccellente difesa). Ne sfrutta uno per interrompere l'azione a 7"7 dalla sirena. Timeout, rimessa Costa. Ed ecco il destino che si compie: Brossmann azzarda un passaggio lungo (unica possibilità per sorprendere la difesa e riuscire a tirare prima di subire il fallo tattico), ma c'è Toffali reattiva come un ghepardo: la bresciana intercetta la palla e si lancia in fuga verso il paradiso: segna e subisce fallo da Fietta (se fosse stata Brossmann, probabilmente Toffali non sarebbe uscita viva, ma la tascabile veneta non riesce a far calare la mannaia). E' la stoccata definitiva sulla partita e sulla stagione, mentre il pubblico milanese impazzisce e le giocatrici di Costa si disperano, specie Brossmann, autrice del passaggio fatale.
L'ultimo suo passaggio con la maglia di Costa rimarrà dunque la palla persa che ha consegnato al Sanga il contropiede decisivo; mentre l'ultimo tiro di E. Villa prima di partire per l'America resterà la tripla sbagliata per il pareggio. Ma, come cantava De Gregori, "non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore". -_-

- Finisce quindi 63-69. Marcatrici: per le trionfanti Toffali 17 (7/18 dal campo e 5 asssist), Bonomi 14 con 5/10 (vera chiave, come detto), Guarneri 11+15 rimba, impagabile guerriera (miglior valutazione con 21); "VdK" 9+11 rimba. (non la sua miglior serata ma comunque importante). Per le battute Brossmann 18+10 rimba., Villa 14 con 5/16 (calata nel finale come in G1, salvo i due guizzi poc'anzi descritti), Tibè 6+10 rimba., Fietta 9.
Spicca, nelle fila masnaghesi, l'"n.e." di Villarruel, la quale in G1 aveva giocato 1'38", il tempo di un tiro che non aveva preso nemmeno il ferro. L'italo-argentina chiude i playoff con 1 punto totale in 5 gare disputate e un minutaggio crollato rispetto alla stagione regolare.
Nelle cifre di squadra, interessante il dato sui tiri dal campo, abbastanza simile: Costa 18/51 da 2 e 5/15 da 3; Sanga 18/56 da 2 e 6/16 da 3. Tiri liberi, 12/15 le casalinghe e 15/27 le forestiere. Che significa ciò? Milano ha tirato peggio sia dal campo che dalla linea, ma ha avuto più possessi grazie, ancora una volta, ai rimbalzi offensivi (18 contro 10; mentre le palle perse stavolta sono state 12 pari).

- Ma non è tempo di strologare sulle cifre: è scattata l'immensa festa milanese. Capitan Guarneri, con sforzo notevole, taglia la retina (operazione durata 5 minuti abbondanti), poi alza la coppa ricevuta dalla Lega. Per la società è la prima volta in A1; per la città un ritorno dopo 31 anni, cioè dal 1992 quando lo storico club noto con i nomi dei suoi sponsors (Standa, GBC, Deborah, Gemeaz...) retrocesse e chiuse, appena 12 mesi dopo aver vinto la Coppa Ronchetti, con Cinzia Zanotti in campo, ma è tutt'altra storia. Ora la Milano di vertice è il Sanga che nacque in oratorio sul finire degli anni Novanta, per mano di quel Franz Pinotti, oggi trionfatore in tutte le sue vesti (fondatore, uomo-società, ispiratore ideologico, allenatore; gli è mancato solo di fare la giocatrice ma era sprovvisto dei requisiti) :blink: che ora vediamo esultare legittimamente sfrenato, anche con la compagna Lorena Villa (responsabile del minibasket sanghesco) e le due figliole. Pochi minuti dopo, recuperato l'aplomb, sciorinava quel suo ghigno sornione da scacchista che ha dato scacco a tutti quanti.
Per la quinta volta di fila il suo Sanga ha battuto Costa: tutte e cinque le volte dopo aver dato l'impressione di poter perdere e invece estraendo sempre qualcosa di più nel momento decisivo; e non sempre la stessa arma tattica o la stessa giocatrice, ma ogni volta diverse. Un rompicapo per Seletti, al quale tutto sommato non si può dare torto se si era inventato quella "non marcatura" di Toffali in gara-1: qualcosa per scompaginare le carte andava fatto, anche se non è bastato. Così come stavolta non è bastato aggredire la partita a viso aperto e dare tutto.
Allargando la prospettiva, la vera missione riuscita da Pinotti e il suo Sanga in questa cavalcata-playoff è stata di uscire dalla nicchia degli appassionati e aver coinvolto, almeno per una magica settimana, l'intera Milano sportiva intorno alle sue vicende: con i 2500 del Palalido, con lo spazio sui giornali (compresi i ponderosi Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport). Bisogna vedere se la semina porterà un raccolto perché, nota amara nel dolcissimo di questi momenti, è che non puoi mai goderti sino in fondo una promozione finché non sei certo di avere le risorse per potertela permettere. Ma questa è la partita che si giocherà nelle prossime settimane; quella del campo il Sanga l'ha stravinta.



domenica 28 maggio 2023

A2: apoteosi Sanga dopo un'epica gara-2 con Costa (1^ parte)

- Si è letto da qualche parte che la finale tra Milano e Costa risultava quella con meno distanza chilometrica tra le due città, nella storia dei playoff di A2, almeno in epoca recente. Non ne dubito.

Ma in realtà sono due pianeti diversi. :o: Milano è metropoli internazionale, Costa Masnaga è la provincia più tipica e profonda. Milano è una landa di pianura uniforme (l'unica altura, il Monte Stella, è artificiale) e sul suo skyline si stagliano grattacieli vecchi e nuovi; Costa è fatta di dolci colline (da cui il nome, che trae in inganno chi firma un contratto pensando di andare a giocare al mare :D ) sul cui sfondo si ergono, suggestive, le Prealpi.
Il popolo di Milano ha le più variegate origini: da ogni regione d'Italia e ormai anche dall'estero; l'ultimo autoctono s'è già estinto da tempo; nelle squadre locali trovi più Locascio o El-Habbab che Brambilla. Il popolo di Costa ha tuttora una sua compattezza etnica, probabilmente non come in passato, ma una buona fetta d'abitanti (e di giocatrici locali) porta cognomi come Riva, Longoni, Pirovano, Panzeri, Redaelli, Molteni.
Anche nel modo di vivere le differenze sono profonde. Il tipico milanese sta in un appartamento che è come la cella d'un alveare in un condominio da 8 piani; è un lavoratore dipendente; vota perlopiù a sinistra; e ogni sera quando torna a casa sacripanta per un quarto d'ora alla ricerca d'uno straccio di parcheggio. Il tipico masnaghese abita in una villetta con giardino perfettamente curato, lavora nella sua fabbrichètta, vota a destra (anzi, appena sente la parola "sinistra" imbraccia il fucile) e ogni sera parcheggia sereno nel garage di casa sua.
In compenso, il milanese gode d'una vasta gamma di attività extra-lavorative disponibili a un tiro di schioppo, tant'è che financo all'una di notte per le strade della città pullulano automobili e pedoni; il masnaghese o prende la macchina per andare dove c'è vita serale, oppure va a letto con le galline, perché dalle 7 di sera in avanti in paese non trovi anima viva, tranne i soliti avventori del bar e chi va al palazzetto a vedere il basket.
Palazzetto che sorge, giustamente essendo Costa, sulle pendici d'una collina; se non trovi parcheggio nella via stessa (impossibile) o in quella sovrastante (quasi impossibile nelle partite di cartello) bisogna mollare la macchina giù in basso e, fisicamente ma anche simbolicamente, ascendere fino alla meta, mentre dall'interno provengono i suoni di folla e di tamburi che all'appassionato fanno lo stesso effetto della campanella al cane di Pavlov.

- Ivi, la sera di giovedì 25 maggio, convergono il popolo della provincia e quello della metropoli per gara-2 di finale: il "giorno dei giorni" per il Sanga Milano, oppure la grande riscossa per Costa, con rinvio a gara-3 della sentenza divina sulla promozione in A1.
A tre quarti d'ora dall'inizio, il palazzetto si sta già stipando all'inverosimile. Rispetto alla vastità dell'Allianz Cloud, sontuosa cornice del primo episodio della serie, qui si sta un po' più strettini. :woot: Alla fine saranno tutti pieni i seggiolini in tribuna (ovvio), ma anche le scale di smistamento, le balconate dietro i due canestri; persino una balconata laterale che di solito è coperta da striscioni di sponsors. Oltre a grappoli di persone in piedi in cima alle gradinate. Se ci fossero liane penzolanti dal soffitto, probabilmente sarebbero zeppe di gente aggrappata e basculante nel vuoto.
400 gli spettatori ufficiali (sul live score di Lega) ma penso fossimo almeno 500. Forse anche più della finale di 4 anni fa contro Alpo, perché dal Veneto, logicamente, non erano giunti così tanti supporters come quelli arrivati in massa da Milano, che riempiono un buon terzo delle gradinate, mentre altre decine di aficionados nero-arancio sono accalcate nella palestra di via Frigia, a Precotto, estrema periferia nord-est, per seguire l'appuntamento con la storia tramite maxischermo, come fosse una finale di Champions.
Impressionante la quantità di pizze consumate nel prepartita dal pubblico. :blink: Un aroma lancinante (per chi non ha ancora mangiato, come il qui scrivente), una voglia repressa a stento di farsene dare una fetta: ma non voglio nutrirmi di vile cibo materiale mentre sto per pascermi dell'evento sportivo dell'anno.

- Mentre s'esauriscono le formalità prepartita (presentazione, inno) ci si chiede se Costa, dopo il finale in calando in gara-1, sarà ricaricata o ancora più stanca (mentre gli addii di Seletti e Brossmann, ufficializzati alla vigilia in aggiunta a quello di E. Villa, creano un sapore malinconico ma anche eroico da ultimo ballo); e se il Sanga avrà le spalle leggere di chi ha superato il test della grande platea del Palalido e si sente vicino alla meta, oppure soffrirà la pressione dell'inedito e immenso traguardo da raggiungere.
Le risposte del 1° quarto vanno in direzione di Costa. C'è energia nella padrone di casa, le quali stavolta non azzardano strambe alchimie come la non-marcatura di Toffali ma applicano una sana uomo intensa. Tibè apre le marcature su rimbalzo offensivo; Villa e Allievi vanno dentro con la stessa efficacia di gara-1 (da notare, tra parentesi, che Eleonora è in campo per la finale di A2 mentre la gemella Matilde ha appena finito di giocare contro la Spagna nel torneo azzurro di Vigo: abbastanza stimolante come giornata, per la famiglia); :b: ma in particolare c'è Brossmann che dopo la prestazione opaca a Milano, stavolta spadroneggia sul parquet come ci ha abituato a vedere (tanto da meritarsi la chiamata dall'A1). Non tanto in fase realizzativa, anche se finirà come top scorer, ma perché imprime il marchio della sua ultra-fisicità su ogni azione. C'è in Rete un filmato di quando andava al college negli Usa e si presentava dicendo "I'm a hustle player, I would fight for every ball", o qualcosa del genere, cioè una lottatrice che combatte su ogni pallone. E' ancora così, con l'aggiunta di parecchi muscoli messi su nel frattempo.
Ma è Osazuwa a incendiare la folla masnaghese e a lanciare il primo vero break della partita, sul finire del 1° quarto. Per due volte di fila, appena entrata, "Big O" riceve in post basso, batte in uno contro uno Van der Keijl e segna subendo fallo. L'allungo è completato da Brossmann che dall'angolo, su scarico di Villa, infila da 3, vero e proprio "goal" dopo la siccità masnaghese nelle triple in gara-1, ma anche in G2 di semifinale, pur vinta. Si è così sul 22-14 al 10'.
Da parte sua, il Sanga appare contratto. Errori anche da sotto su buoni tiri; Penz insiste dalla media ma non trova la mira, anche se una tripla la mette. Madonna sembra (e in effetti sarà fino alla fine) realizzativamente spenta come in G1. E come nella scorsa partita Milano sembra faticare a contenere le penetrazioni, spendendo parecchi falli (ma poi non sarà così).

- Il predominio di Costa continua nel 2° quarto. Hanno un discreto impatto dalla panchina Bonomi e Guarneri, con un canestro a testa dalla media; Novati (sottotono rispetto all'ottima G1) trova un varco in entrata su una dormita difensiva (quasi l'unica in questo frangente) delle padrone di casa, ma sono pezze utili solo a non soccombere di fronte all'ondata avversaria. La quale è trascinata ancora da Brossmann ma trova contributi un po' da tutte. Si arriva così al massimo vantaggio sul 33-23 a -2'20" dall'intervallo.
Qui arriva una mini-svolta che, col senno di poi, sarà cruciale. Costa non segna più fino al riposo, consentendo a un Sanga in palese difficoltà di ridurre i danni con 4 punti spremuti a fatica (un libero di "VdK" e una tripla di Beretta). In più, arriva il 4° fallo di Osazuwa, che s'allaccia con l'olandese in un eccesso di foga nel duello per la posizione. C'è un passaggio a zona del Sanga che dà discreti frutti nel fermare l'impeto delle masnaghesi in avvicinamento a canestro. E quindi il 33-27 alla pausa lunga è quasi un affare per Milano: meno 6 giocando decisamente sotto il proprio standard: una squadra abituata a soffrire e riemergere, come quella milanese, ha di che essere fiduciosa, a patto di cambiare marcia.
Nelle cifre all'intertempo cosa spicca? Che il Sanga è al 25% dal campo (con 7/29 da 2!), specchio delle sue difficoltà in fase realizzativa; da notare poi i soli 7 tentativi da 3, segno che Costa sta riuscendo finora a limitare il bombardamento che aveva subìto in gara-1. Masnaghesi da parte loro non granché precise ma comunque meglio delle avversarie (9/25 da 2 e 2/9 da 3). A vantaggio delle devote alla Madonnina (o a Madonna) sono i 10 rimbalzi offensivi contro 6 e, rispetto a gara-1, molti più tiri liberi anche se mal sfruttati (7/14 contro 9/12 per le collinari).

(segue)

Nella foto: duello Toffali-Villa; sulla sinistra Tibè; sullo sfondo il muro di folla


sabato 27 maggio 2023

Contro l'ipotesi di Seletti (o simile) come c.t.

Con la nazionale maggiore, salvo casi particolari di rifondazione totale per uscita di scena di una generazione di giocatori (e non è questo il caso nostro attuale), è necessario puntare al risultato immediato, non programmare un futuro (roseo ma vago) sacrificando il presente. Quindi il c.t. di stampo "giovanile" per fare un cantiere in prospettiva, non sarebbe una buona scelta.

Ma soprattutto, i c.t. devono avere un curriculum adeguato al ruolo. Spesso leggo commenti su Pozzecco (non dico che sia il tuo caso) dai quali, se uno non lo conoscesse, sembra che sia una sorta di simpatico showman preso per caso dal marciapiede per le sue doti di galvanizzatore, ma privo di competenze tecniche. Vorrei ricordare che Pozzecco ha nel curriculum:
- una carriera ai massimi livelli come giocatore (argento olimpico, per anni tra i migliori italiani in assoluto)
- una finale scudetto da capo-allenatore
- esperienze di livello internazionale da vice-allenatore in Croazia e a Milano.
Il che sicuramente non rendeva il suo curriculum all'altezza di quello dei suoi immediati predecessori, però non era neanche un debuttante allo sbaraglio.
Ora, Seletti o altri coach giovani ed emergenti non avrebbero questi requisiti. Si suppone che potrebbero fare bene perché hanno fatto cose interessanti, ma in contesti molto diversi da quello che si troverebbero ad affrontare da c.t.
Insomma, si poteva trovare un allenatore migliore di Lardo per quel ruolo? Forse sì ma cambiare di nuovo, dopo l'Europeo 2021, voleva dire un quinto cambio in 6 anni o giù di lì (anche se Capobianco era un ritorno, quando ha fatto il suo secondo mandato), insomma un continuo cambio di rotta. Chiaro che se fallirà stavolta sarà difficile che rimanga. Ma in ogni caso, l'idea del c.t. "giovane e ruspante" non ha possibilità di realizzarsi, anche se va benissimo immaginarselo.

giovedì 25 maggio 2023

Finale A2 Nord: appunti dalle interviste post-gara 1

 Negli spasmi dell'attesa di gara-2 di stasera fra Sanga e Costa, per cui riesco a respirare a stento, ecco degli appunti (disordinati) delle interviste post-partita che ho raccattato dai video di All-Around, Sky e Rai. Roba interessante ce n'è.


Seletti (All-Around): il piano gara ha retto per 2 quarti e mezzo; l'avevamo elaborato un po' all'ultimo momento; doveva darci quei 10-15 punti di vantaggio come tesoretto per quando poi trovavano le risposte. Sapevamo che a un certo punto qualcosa avrebbe smesso di funzionare. Uno scenario fantastico dove giocare, spot per la pallacanestro. Siamo 0-4 in stagione con loro, un motivo ci sarà. Vediamo di fare una grande partita in casa. Zona usata poco? Abbiamo giocato a far tirare le loro meno tiratrici, le altre volte ci avevano devastato di triple, hanno tante tiratrici; in certi momenti l'abbiamo usata la zona ma è una coperta corta con loro. Non è lì che l'abbiamo persa. Sul piano delle energie ci hanno surclassato, è quello che ha fatto la differenza. Sì, le finali U19 hanno pesato ma è anche vero che le altre volte abbiamo perso con loro anche se eravamo ad armi pari con le energie.

Pinotti (All-Around): Seletti è solito battezzare le giocatrici; ce lo aspettavamo. Si è trattato di fare un lavoro psicologico, non solo su di lei. Il fatto di aver giocato e vinto qui va oltre una semplice vittoria. Una promozione per l'intera pallacanestro. Di fatto abbiamo giocato in campo neutro. Mi hanno criticato per la scelta ma ne è valsa la pena. Secondo me eravamo quasi 3000. I media? Abbiamo avuto Sky, Rai, diversi personaggi anche delle istituzioni. Grazie a dio ci hanno dato gratuitamente questo posto, noi abbiamo dimostrato che la pallacanestro femminile vale. Chiedo agli imprenditori di accorgersene anche loro. Se vogliamo andare in A1 serve il triplo, forse il quadruplo del budget attuale. Chi ha in mano le risorse ci dia la forza di sopravvivere in A1.
Giovedì sarà l'ottava volta (compreso il precampionato) che ci affrontiamo; sarà un'altra partita lottata punto a punto; ognuno farà le sue mosse; cercheremo di portarla a casa perché non mi piacerebbe andare a gara-3.

Madonna (All-Around): volevamo la vittoria a tutti i costi perché partire bene era importante. Abbiamo faticato nei primi 2 quarti, poi trovato il nostro ritmo anche se loro sono brave a stare dietro. Personalmente ho fatto molta fatica al tiro, non trovavo il ritmo nel rilascio, spezzavo il movimento senza riuscire a fare un movimento unico. Allora dal 2° quarto in avanti ho deciso di limitarmi a gestire, per la prossima cercherò di farmi sentire anche in attacco. Com'è giocare qui? Fantastico perché trasuda storia.

Osazuwa (All-Around): è vero che eravamo reduci dalle finali U19 ma eravamo cariche lo stesso, adesso cerchiamo di batterle due volte. Il duello con Van der Keijl? E' stata tosta anche perché ero abbastanza stanca ma adesso mi allenerò per vincerlo, questo duello.

Pinotti (Rai): dobbiamo andare là rimanendo al nostro gioco, che abbiamo fatto per tutto l'anno, senza timore, per chiuderla.

Madonna (Sky): cornice incredibile, magica. Conosco un'ex giocatrice molto forte che ha giocato qua, volevo provare la sua stessa emozione. Il pubblico ci segue, gli abbiamo dato modo di appassionarsi a noi durante l'anno.

Toffali (Sky): una delle più grandi emozioni da quando gioco a basket. All'inizio tiravo con la palla che pesava 2000 kg, poi dopo la prima tripla si è alleggerita.

Pinotti (Sky): questo è lo stadio-icona della pallacanestro italiana. Mi sono giocato un po' un jolly ma credo di aver vinto la scommessa.

Enrico Crespi, sponsor del Sanga con GBC (Sky): credo nell'imprenditoria milanese, se andremo in A1 faremo un lavoro ai fianchi con alcuni di loro e credo che uno o due riusciremo ad averli.

Nella foto: una storia Instagram dell'ex calciatore interista Cambiasso.



mercoledì 24 maggio 2023

Milano Magic Monday: gli oltre 2000 dell’Allianz e l’1-0 del Sanga su Costa (2^ parte)

 - Se il finale del 1° quarto era scivolato nella confusione, i primi 6 minuti del secondo sono spettacolari. Li inizia meglio Milano, con una tripla della specialista Bonomi e, poco dopo, Toffali che vista la mala parata da fuori si sblocca in accelerazione (due volte +6, 17-11 e 19-13, per le padrone di casa); ma poi li gioca meglio Costa, con due protagoniste: Villa, che sciorina un campionario di uno contro uno conclusi con eleganza pari alla ficcanza; e, meno attesa, un'Osazuwa in versione "Big O".

La possente 2005 d’origine afro-veronese è enigmatica: :huh: può suscitare disperazione per la ciondolante evanescenza, così come far urlare di giubilo per aver trovato la lunga del futuro azzurro. Reduce da una brutta finale-scudetto in U19, si presenta sul palcoscenico dell'Allianz in tutt'altra versione. Affronta i quasi 2 metri di "VdK" senza il minimo timore, anzi un’aria determinata che si percepisce fin dalle tribune, e tiene assolutamente botta. Segna 8 punti in questo frangente, 6 ne fa Villa, altri 2 a testa una Fietta dal buon impatto (soprattutto più avanti nella partita), Bernardi e una Brossmann al suo primo e quasi unico guizzo riuscito.
Lato milanese, c’è uno sprazzo di Penz (nel complesso non in gran serata), mattoncini anche di Beretta e di Guarneri, ma non evitano il sorpasso (24-25, poi 28-29: parziale di 9-16 dopo il massimo vantaggio mediolanese).
Qui termina la fiammata generale e riprendono a prevalere gli errori, sinché tornano a farsi sentire per il Sanga le protagoniste iniziali, Novati e “VdK”, per il controsorpasso all’intervallo: 32-31.

- Le cifre al semitempo dicono cose interessanti su come si sta sviluppando la tenzone. O meglio; più che le cifre è la mappa di tiro. Il dato quasi uguale nel tiro da 2 (11/24 da una parte, 11/23 dall’altra) nasconde il fatto che Costa sta segnando abbondantemente da dentro l’area ma è a secco assoluto dalla media; più bilanciato il Sanga che ha anche 3 triple a bersaglio (su 13) contro 0/5 delle collinari.
La maggior insistenza nell’avvicinarsi a canestro produce un’abbondanza di tiri liberi per le ospiti, ben sfruttati (9/11) mentre le cittadine hanno solo 1/4.
Per ora abbastanza in equilibrio i rimbalzi offensivi (ma non sarà così alla fine) mentre pesano le 13 perse per Costa contro solo 8 del Sanga.
Impossibile però discutere su questi numeri (ammesso che qualcuno dei circostanti fosse interessato) perché è ripresa la musica spaccatimpani. Tanto vale aspettare trepidanti la ripresa delle ostilità.

- Nel 3° quarto diventa ancora più marcata la differenza tra le soluzioni dei due attacchi. Ovvero Costa continua a spaccare ferri dalla media e dalla lunga ma si procaccia tanti tiri liberi, alcuni anche su eccessi d’aggressività a rimbalzo offensivo da parte del Sanga, che peraltro ne fa un’arma a suo vantaggio quando riesce ad arpionarli e a prendersi secondi tiri, per riaperture sul perimetro a difesa avversaria meno piazzata. Fioccano triple per le meneghine: ben 5 in questa frazione: una a testa per Beretta, Penz, Novati, e due di Toffali che continua ad essere battezzata nel nome del Padre, del Bicio e del Seletti Santo, ma comincia pericolosamente a prendere ritmo anche da fuori dopo aver già ingranato da più vicino.
Sicché, dopo un unico brevissimo vantaggio di Costa (34-35 al 22’, con la solita Villa imprendibile in entrata), è il Sanga a condurre, anche se il minibreak fino a +5, costruito a suon di triple, è vanificato dai tanti iri liberi concessi, trasformati soprattutto da Allievi e Bernardi; si rivede anche Osazuwa, con un bel canestro di forza anche se rimarrà l’unico della sua ripresa; quando poi Brossmann viene servita in contropiede e non può proprio sbagliare, si perviene all’aggancio (49-49 al 28’); ecco però un preziosissimo 6-0 per Milano nel finale di frazione: la seconda tripla di Toffali, poc’anzi citata, e 3 punti dell’Olandese Torreggiante (1/2 ai liberi e appoggio su buona palla da Madonna), la quale stradomina anche a rimbalzo offensivo, garantendo preziosi extra-possessi. Si va dunque all’ultimo micro-intervallo sul 55-49.

- L’onda favorevole al Sanga prosegue in apertura di 4° quarto con una tripla di Bonomi: 58-49. Sembra la premessa a una fuga spacca-partita per le nero-arancio, ma non lo è. Cala un po’ la tensione delle Pinottiane, si ricompattano invece le Selettiche sotto la guida di Tibè, fin qui poco incisiva (qualche persa di troppo, soprattutto), che invece entra in scena al momento giusto con due canestri dalla media (la sua “mattonella” frontale) e uno sfondo abilmente preso da “VdK” che commette il suo 4° fallo. Poco dopo, anche Madonna sfonda ed è il 4°; la stessa Tibè sale a 4 ma intanto Fietta produce 6 punti (tra cui la prima tripla di serata di Costa) che cancellano quasi tutto il vantaggio di Milano. “Quasi” perché, sul 60-58, la play tascabile ex Geas ha due liberi per impattare ma ne segna solo uno (60-59 al 34’). Sembra cosa da poco, in quanto Costa ha inerzia favorevole e il Sanga è nelle pesti coi falli dell’asse play-pivot.
Invece non è così: e chi è a far girare di nuovo, e definitivamente, il vento? Proprio lei, “Susuperman” (dal nome del suo account Instagram), al secolo Toffali Susanna, la quale imbuca due triple quasi di fila (inframmezzate dall’ultimo canestro di Tibè), per il 66-61 al 35’.
E ad essere sinceri, dopo che l’ex di turno realizza il quarto missile del suo secondo tempo, sempre con praterie di spazio, è inevitabile pensare che, delle due, l’una: o la tattica di Costa è troppo sottilmente geniale per essere compresa da noi comuni mortali (che, da ingenui, crederemmo naturale uscire a coprire sul tiro dell’avversaria più calda del momento, anziché ostinatamente lasciarla libera d’incularci), o siamo in presenza di un momentaneo attacco di masochismo. :unsure: :cry: Voglio escludere la seconda ipotesi, sta di fatto che la mossa masnaghese si è trasformata, strada facendo, in un boomerang.
Però dicevo ieri, nella prima parte di questo mio breve scritto, che non sopporto i giornalisti con velleità da allenatori e quindi mi limito a prendere atto che Toffali da vittima è diventata carnefice. Con comprensibile godimento da parte sua, a giudicare dall’esultanza, e del pubblico di fede arancione.

Peraltro, a essere obiettivi, per quello che si vede nel finale è probabile che, tattica o non tattica, Costa avesse speso già tutto e quindi, in un modo o nell’altro, non sarebbe riuscita ad arrivare in fondo punto-a-punto. Infatti le masnaghesi non segnano proprio più, neanche con Villa e e Allievi; arriva solo una tripla con Caloro (unici 3 punti della sua partita e unici 3 delle ospiti negli ultimi 6’ circa).
Così il Sanga, pur con qualche sbavatura, arrotonda il vantaggio con Guarneri, Toffali dalla lunetta (superando i 20 punti, matadora della serata: e chi l’avrebbe detto dopo il primo quarto di stenti?) e il semigancio della staffa da “VdK”.
Finisce 74-64 e la folla dell’Allianz celebra le sue idole, mentre lo spicchio masnaghese giustamente rincuora le sue.

Marcatrici: Toffali 23 (con 3/11 da 2 e 4/10 da 3), Van der Keijl 13+20 rimba (valutazione 30), Novati 13+8 rimba, Penz 8 (con 3/11) per le trionfanti, che non pagano lo 0 di Madonna (in 37’), la quale però ha gestito bene; E. Villa 4 (con 7/12 da 2 ma 0/4 da 3), Fietta 11, Osazuwa 10 (+8 rimba), Allievi 9, Tibè 8 (+7 rimba) per le battute.
Cifre di squadra: 11/34 da 3 per il Sanga contro 2/16 per Costa; praticamente pari invece da 2: 17/39 contro 19/43 (44% ambo); dalla lunetta solo 7/11 Sanga contro 20/25 Costa; 16 perse Milano contro 21 ospiti; 17 rimbalzi offensivi contro 11 per le figlie della Madonnina (e sorelle di Madonna).

In sintesi: partita all’altezza della cornice; è mancato solo il testa-a-testa finale ma per 35 minuti c’è stato equilibrio vero anche se con leggera prevalenza Sanga già prima della spallata finale. Milano, grazie a rimbalzi offensivi e meno palle perse, ha avuto più possessi (17 tiri dal campo in più) e le 11 triple vs 2 (di cui una a babbo morto) hanno fatto la differenza soprattutto nel 2° tempo.
Costa bene in avvicinamento a canestro e nei tiri liberi ma non è bastato; anche in G2 contro Castelnuovo era stata scadente da fuori, certamente un problema da sistemare.
Individualmente, il Sanga ha avuto due "match winners" (Toffali e VdK) più una terza ottima giocatrice che ha indicato la strada soprattutto all'inizio (Novati); Costa ha avuto varie prestazioni tra il discreto e il buono ma nessuna super, se non per tratti limitati di partita.
Il Sanga incamera il 4-0 nei confronti stagionali. Riuscirà Costa a vincere i due più importanti e ribaltare la serie? :o: Nel suo fortino e con 3 giorni per recuperare almeno un po’ d’energie, è fattibile almeno l’1-1. Poi a gara-3 sarebbe una corrida impronosticabile. Ma al momento il comando e il match point sono in mano alle milanesi.

E così sciamavo fuori dall'Allianz Cloud, nel buio della periferia ovest milanese, “stanco ma felice” (cit.), insieme alla folla di questa serata da ricordare. La riflessione finale è la seguente. Il mondo si divide in tre categorie: chi non ottiene mai il suo quarto d’ora di celebrità; chi lo ottiene almeno una volta; e chi riesce a trasformarlo nella sua normale condizione. Il basket femminile di Milano-città è entrato lunedì nella seconda fascia, ma l'ideale sarebbe raggiungere la terza. E questo, ci pare di intuire, passa attraverso l'intervento di qualcuno coi danari, a partire da quel signor Giorgio A., evocato da Franz P. in una delle interviste dopopartita. 3_3

Nella foto: la festa finale del Sanga





martedì 23 maggio 2023

Milano Magic Monday: gli oltre 2000 dell’Allianz e l’1-0 del Sanga su Costa (1^ parte)

Non so se vivremo abbastanza a lungo da vedere il basket femminile diventare lo sport nazional-popolare che merita. Ma di sicuro sembrava, perdio, qualcosa di grosso lunedì sera, 22 maggio 2023, mentre centinaia di persone, dalle viscere della metropoli e dalle ariose lande della provincia, vestite d’arancione o di rosso o come gli pareva, convergevano sull'Allianz Cloud, versione moderna del Palalido, il tempio più storico della pallacanestro milanese, godendo d'una temperatura tornata alta, dopo due settimane di maltempo, ma non ancora soffocante com'è in certi anni a fine maggio.

Calamita di cotanto convergere di massa? Gara-1 della finale-derby di A2 tra Sanga e Costa, che il cambio di palazzetto ha trasformato da evento di richiamo per soli aficionados ad appuntamento-clou dello sport cittadino, in una serata in cui non c'era altro di rilevante in cartellone (avrebbe giocato, credo, l’Olimpia maschile al Forum ma ha chiuso la serie sabato; l’Urania di Legadue ha finito; altre discipline niente). C’era quindi la fessura adatta per creare una "Woodstock del basket femminile", come ha scritto Franz Pinotti sul suo blog alla vigilia, citando il raduno rock per eccellenza del lontano ’69, che fu in realtà molto di più, cioè rivoluzione culturale e sociale. Giusto per volare bassi nei paragoni. Ma lo spirito era quello: portare il basket femminile milanese (ma anche lombardo, ma anche tutto quanto, senza steccati) in un’altra dimensione. Almeno per una sera, magari una sola: sarà pur sempre meglio di zero.

Dal tam-tam sui social, persino sulla carta stampata “che conta”, si era intuito che sarebbe stato un successo. C’è in generale, in quest’epoca post-Covid, un terreno fertile per le affluenze di pubblico, lo si è visto anche nei recenti playoff di A1, con i 5300 della Virtus ma i pienoni anche altrove. Non è qualcosa che si crea da zero schioccando le dita e pregando, chiaro; ma se una società semina bene, ha già una sua buona base di seguitori, e alimenta un clima da “grande evento” intorno a qualcosa che comunque lo merita (come una finale-promozione) la gente è ben disposta a partecipare.
14 anni fa, stesso posto e quasi stessa data (23 maggio) erano arrivate più di 1000 persone, forse anche 1500, nel vetusto Palalido di allora, per la finale di B1 Sanga-Torino, e i social erano solo agli albori, non avevano la cassa di risonanza di adesso. Inoltre, da Torino erano giunte solo poche decine di supporters mentre il derby con Costa favoriva l’afflusso anche della tifoseria altrui. Il "Corriere della Sera", nel suo articolo della vigilia, aveva un po’ esagerato parlando di 4000 persone attese, ma c’era di che essere ottimisti. La mia aspettativa era sui 2000, sperando di più. Il dato ufficiale sul live score di lega è stato 2097. Adesso il Sanga parla di 2500 se non 2700, :b: e penso che sia vero perché, con l’ingresso gratuito, c’era gente che ha continuato ad arrivare liberamente nel corso della partita.

E dunque eccoci in marcia. Una certa sensazione di “dejà vu” mi coglie mentre, dopo aver lasciato la macchina nello stesso parcheggio di 14 anni fa, percorro il medesimo marciapiede che costeggia l’impianto. Medesimo invece non è, bensì una bombonera tutta luci e colori, l'Allianz Cloud che c’accoglie. Mentre una musica dal volume più assordante d'una discoteca c'ammorba i timpani, m'apposto a un'estremità di un lungo tavolaccio per operatori mediatici, dove s’installa la coppia telecronistica formata dalla consueta voce narrante del Sanga, Alessandro Margotti, e dalla spalla tecnica per l'occasione, coach Paolo Fassina (ex vice del team milanese ed ex “head” in varie piazze di A2). Presente anche, ma come libero osservatore, Mario Castelli, telecronista principe della serie A maschile.
Nella zona di tribune lì intorno, contrassegnata come “Sanga vip“ (mentre di fronte c’è il settore “Sanga famiglie” e dietro uno dei canestri il contingente ospite), notiamo fior di glorie del passato del club nero-arancio: Manuela Zanon, Susy Stabile, Michela Frantini, Alessandra Calastri e una “Miciona” Gatti che era in campo nella finale del 2009 sopra ricordata, e che probabilmente avrebbe preferito esserlo anche stavolta, con la maglia della sua Castelnuovo, cacciata in semifinale per mano di Costa. :o:
Più in basso, a bordo campo, c'è anche un’ex Sanga mancata, nel senso che fu annunciato il suo ingaggio ma poi saltò per sopraggiunta maternità: l’ex azzurra Chiara Pastore, il cui compagno è il capitano dell’Olimpia maschile, Datome. C’è anche Ricci, pur’egli dell’Olimpia, così come l’antica gloria Art Kenney; e ci sono parecchi spettatori qualsiasi, che di solito seguono solo il maschile: un simbolico ricongiungersi delle due metà del basket. Penso che gli “occasionali” siano rimasti con l’impressione che il femminile, pur con il suo continuo oscillare tra belle cose ed erroracci, e i suoi salti da foglio di giornale, non è poi così malaccio; “c'è del potenziale”, diciamo. Era uno dei tanti motivi per cui valeva la candela spostarsi all’Allianz Cloud.
Ma la grande cornice è soprattutto un premio per loro, le giocatrici: <3 mentre si compiono i rituali prepartita (presentazione squadre, inno), ovviamente anch’essi esaltati dalla cornice superlusso, penso che se la sono meritata, una sera così, per tutte le volte nella loro carriera in cui si sono sbattute sui campi di mezz’Italia (e magari tumefatte la faccia, spaccate qualche osso) e sorbite interminabili ore di pullman per giocare davanti a quattro cani e tre gatti, nell’apparente (e forse anche reale) sensazione che non fregasse a nessuno delle loro gesta. “This is for you”, ragazze, tutto questo ambaradàn di gente e d’interesse. E le tante ragazzine in tribuna avranno pensato "Ehi, ma allora, se mi sbatto e se le cose mi girano bene, un giorno potrei esserci io a giocare davanti a migliaia di persone". Ecco perché questa serata era ben più di una finale per l'A2.

Romanticismi a parte, nel countdown prepartita rimugino anche sulle numerose incognite della vigilia. Cosa vedremo? Si arriva a questa gara-1 dopo una lunga sosta agonistica, 12 giorni per il Sanga e 11 per Costa, salvo le giovani di quest'ultima, fin troppo impegnate (5 partite in 5 giorni) per le finali nazionali U19, dove lo scudetto è sfumato al supplementare: più stanche o più in ritmo rispetto a chi è rimasto fermo?
E quanto peserà l'inusuale cornice? Rimpiangerà, il Sanga, di non aver sfruttato il bunker domestico, oppure la manciata di allenamenti svolti qui in loco gli darà comunque un vantaggio rispetto a Costa, che per svolgere sedute ha dovuto far venire anche le senior a S. Martino, sede della kermesse U19?

Per fortuna s’alza la palla a due: finisce il tempo delle domande segajole e giunge quello delle risposte del campo.
Dalle prime azioni emerge che le due squadre non paiono per nulla condizionate dall’ambiente di lusso, perché si lanciano a ritmi più garibaldini di Garibaldi medesimo, tirando sovente nei primi secondi dell’azione, senza timidezza alcuna; però c’è una netta differenza tra chi trova subito efficacia offensiva (Novati e Van der Keijl da una parte; Villa e Allievi dall’altra) e chi invece, fra le più attese, litiga col canestro: Madonna, Brossmann e Toffali. Quest’ultima è oggetto di una palese scelta tattica di coach Seletti; sento i telecronisti parlare di “triangolo e due”, e non ne dubito, ma più grezzamente direi che le vengono dati 4-5 metri di spazio, col messaggio “tu non penetri, tira da fuori quanto ti pare, che tanto da là sei scarsa”. :woot:

Orbene, a differenza di certuni giornalisti con palesi velleità da allenatori mancati, io non ardisco mettermi sullo stesso piano degli allenatori, che alle doti carismatiche da condottieri uniscono menti sopraffine, in grado di penetrare nelle profondità del basket come a noi comuni mortali è precluso. Di conseguenza non darò una valutazione tecnica a tale tattica, anche perché sarebbe banale dire che ha fallito perché Costa ha perso, mentre era geniale se avesse vinto.
Mi piacciono però la storia e la filosofia, e dunque a livello storico citerò l’analoga marcatura con metri di spazio che il grande Obradovic ideò a danno di Ricky Rubio in una serie di playoff di Eurolega tra Panathinaikos e Barcellona (il play catalano era una chiavica nel tiro da fuori, ai tempi, e il santone serbo gli lasciò spazi enormi che lui non seppe punire, afflosciando se stesso e la squadra), oppure la famigerata tattica dell’“Hack-a-Shaq”, cioè il fallo sistematico su Shaquille O’Neal, il bestione che schiacciava tutto quanto ma non sapeva tirare i liberi, sicché appena riceveva palla gli facevano fallo, lui tirava 35 liberi e ne metteva al massimo 15. :cry:

Insomma, per passare alla filosofia e poi tornare alla partita: si tratta di mosse scacchistiche per massimizzare il tallone d’Achille di un avversario e minimizzare il suo punto di forza (nella fattispecie di Toffali, l’entrata bruciante), ma anche di forzature innaturali alla normalità del gioco, non godibilissima per chi assiste (per quanto i gusti siano gusti) e certamente una sfida mentale violenta per chi subisce la mossa: immaginiamo la numero 0 milanese esposta a un certo imbarazzo nel ritrovarsi con praterie di spazio e il dilemma “tiro col rischio di sbagliare o rinuncio?”, facendo una figura di m… non davanti ai soliti intimi del PalaGiordani ma a più di 2000 persone [PS: ho sentito ora le sue parole in uno dei servizi tv sulla partita e ha proprio detto che il pallone le pesava come un macigno su quei tiri]. Ovviamente ci sarebbe una terza opzione: quella di segnare a raffica, demolendo la tattica avversaria; ma questo per tutto il 1° quarto non avviene: l’ex di turno non si esime dalle responsabilità, ma chiude per ora con uno 0/5. Stesso score, però, di Brossmann, che a sua volta sembra troppo insistente nel volersi mettere in partita. E così, grazie soprattutto a Novati che interrompe un frangente di confusione generalizzata con un assist per "VdK" e un altro canestro da fuori, c’è un Sanga avanti 14-11 al 10’.

(Segue)

Nella foto (di S. Gariboldi): la cornice di lunedì sera. Direttamente dai sogni, e non quelli asciutti.