- La novità delle finali giovanili anticipate tutte a maggio (con mini-sconfinamento a giugno per le U17) ha creato un certo sovraffollamento di appuntamenti da seguire, visto che la stagione senior, salvo l'A1, è ancora in pieno corso. Ma tant'è. Qualcosa merita d'essere detto sulla kermesse tricolore Under 15 disputata la scorsa settimana tra Roseto degli Abruzzi e Mosciano S. Angelo.
- In sintesi: esito finale previsto ma dopo un percorso tutt'altro che scontato. Ovvero: vince il Basket Roma, favorito della vigilia e campione in carica; ma ha faticato nei quarti e in semifinale prima di dominare la finalissima; almeno 3-4 squadre nel corso della settimana hanno dato l'impressione di poter portare a casa il malloppo grosso.
L'alternativa numero 1 alle capitoline era considerata Firenze, che aveva vinto i due test nazionali dei mesi precedenti, ovvero i due trofei "Mare di Roma", U14 a dicembre e U15 ad aprile (in cui però mancava Hassan).
C'erano poi un Geas che ha fatto la miglior impressione di tutte nel girone, e una Lapolismile Torino anch'essa a punteggio pieno nella prima fase e con credenziali importanti.
Come outsiders c'erano S. Lazzaro e Costa Masnaga, l'una partita fortissimo, l'altra al contrario cresciuta strada facendo, e con più blasone recente di tutte come società, anche se questo gruppo era meno quotato dei suoi predecessori.
- Per non tirarla troppo in lungo, andiamo alla soda (cioè al frizzante), se non proprio al sodo. L'evento che scompaginava le carte era, al primo turno, il primato di S. Lazzaro nel girone comprendente Firenze e Costa, rivelatosi poi nettamente il più competitivo (3 semifinaliste). Firenze, così, passato lo spareggio finiva sulla strada del Geas nei quarti e di Roma in semifinale. Entrambe partite tirate; con le sestesi in realtà le tosche dominavano a lungo, anche +18, ma le suddite di Nonino davano vita a una rimonta appassionante che poteva culminare nella vittoria, ma Firenze a sua volta reagiva agguantando il supplementare e lì prevalendo (69-64).
In semifinale poi, dopo 3 quarti a basso punteggio e vantaggi alterni, Firenze s'issava a +3 al 30', ma subiva un 21-11 dal Basket Roma nell'ultimo (53-46). La piccola ed energica esterna Diagne (23 punti) era la chiave più dell'attesa e comunque decisiva Hassan (14+17 rimba) mentre per le gigliate, collettivo alquanto democratico, s'avevano 15+11 rimba di Del Piano.
Roma, va notato, aveva sofferto anche il giorno prima con S. Martino nei quarti (50-44); lì Hassan aveva poi mandato tutte a casa con 26 punti. Le Lupe, dunque, non battevano la Lupa (capitolina) ma il giorno prima avevano piegato i 47 punti di Pysmennyk di Alghero (con 12/33 da 2 e 7/14 da 3).
- Dall'altra parte del tabellone, un po' meno di ferro, veniva progressivamente fuori Costa, superando Samoggia nello spareggio, Torino nei quarti (il colpo più gobbo, 62-59 a suon di triple) e in semifinale una S. Lazzaro che, dopo aver dominato sulla stessa Costa nella prima fase, stavolta ne subiva un sacco e una sporta (33-59); Mosconi, che aveva dominato il primo confronto, stavolta era tenuta a stecchetto.
Nei quarti, le emiliane avevano regolato Campobasso della tuttofare (e tutto tirare) Baldassarre, 31 punti lì, 38 il giorno prima nello spareggio con Cervia; addirittura 45 nella prima giornata.
- Dopo il picco di qualità toccato nei quarti, già in semifinale si notava una flessione di rendimento nelle squadre, il che si è confermato nella giornata finale con due partite non esattamente da tramandare ai posteri. Ma sfido a far molto meglio quando sei alla sesta o settima partita in 7 giorni, il tutto alla massima pressione fisica e mentale.
Detto che per il 3° posto Firenze regolava con agio S. Lazzaro (52-30), la finalissima era segnata in negativo dalla tremenda stitichezza realizzativa di Costa, la quale dopo 33 minuti trovavasi inchiodata a 16 punti segnati, contro 43 di un Basket Roma non scintillante ma più normale nella produzione. Hassan segnava i punti della definitiva staffa a inizio ultimo quarto.
Va dato atto a Costa di averci messo orgoglio negli ultimi 7 minuti per raddrizzare il più possibile il punteggio, con la ligure Zanetti in evidenza; sul meno 11 a 2'30" dalla fine (parziale di 2-18) si poteva persino pensare a un clamoroso riaprirsi dei giochi, ma in realtà no, perché Costa pagava lo sforzo non segnando più, e a Roma bastava un canestro in entrata di Diagne per scacciare ogni rischio (47-34 finale).
- Quintetto ideale: Hassan da Roma, Del Piano da Firenze, Mosconi da S. Lazzaro erano le scelte logiche, mentre dal variegato mazzo di possibilità offerte da Costa (collettivo a stelle variabili) sono state premiate Redaelli e Rimoldi.
- Quarto scudetto (più uno nel 3x3) per il Basket Roma, anche se formalmente quello dello scorso anno è del satellite Roma Team Up (almeno credo). Da notare che su 3 finali disputate contro Costa, in 3 categorie diverse, hanno sempre vinto le nipotine di Romolo: U14 2019, U17 2022, ora U15 2023.
Da parte sua, la società brianzo-lecchese assomma la pazzesca cifra di 12 volte consecutive fra le prime 4 nelle ultime 12 finali nazionali disputate.
- In prospettiva azzurra, in queste annate 2008-09 sembra esserci del materiale interessante, ma da sgrezzare visto il tempo perso per Covid nei primi anni della loro formazione. Non hanno avuto né il Trofeo delle Regioni, né la kermesse tricolore U14 come le annate precedenti.
Personalmente, farei la firma se, al contrario di quanto ci è capitato nell'ultimo decennio, queste ragazze avessero risultati scadenti nei primi loro Europei giovanili, in cambio di una maturazione più lenta ma poi eclatante.
Nella foto: il Basket Roma festeggia lo scudetto.

Nessun commento:
Posta un commento