- Un anno fa, in questo stesso periodo, il Basket Roma finiva nell'occhio del ciclone mediatico, anche fuori dall'angusta cerchia del basket femminile, per l'episodio che coinvolse coach Bongiorno e la sua giocatrice Aghilarre nelle finali regionali di B: la schiaffeggiò o soltanto la incitò vigorosamente in un momento di "down", come la stessa ragazza sostenne? La vicenda finì con una squalifica per l'allenatore (mai esplicitata, che io sappia, ma evidentemente avvenuta, visto che non si vide più nel resto della stagione) e con il classico spegnersi degli echi quando gli indignandos permanenti trovarono altro di cui occuparsi.
Non che Costa abbia abdicato definitivamente, avendo già due finali raggiunte quest'anno con buone carte da giocare anche in U17 prossimamente; e stiamo parlando, tengo a sottolineare, della tredicesima finale nazionale consecutiva in cui entra almeno fra le prime 4 (pazzesco);
Morale: sull'impero romano antico piombarono i barbari, sull'impero di Costa sono piombati i romani (e il Covid).
- E' alta la probabilità che la finale di sabato 20 maggio rimanga come "partita dell'anno" a livello giovanile. Per emozioni e imprevedibilità della trama, senza dubbio; bella anche la cornice di pubblico; tecnicamente con momenti belli e altri rivedibili (per essere la quinta partita in 5 giorni per entrambe, comunque, direi ben sopra la sufficienza dal punto di vista della mera qualità).
Chi delle due vestiva i panni della favorita? Well, se nei rankings della vigilia potevano essere considerate alla pari, nel corso della kermesse si erano alternate: Roma aveva meglio impressionato nelle prime due giornate (tralasciando la terza in cui aveva perso una partita ininfluente con Cuneo), Costa in semifinale dove aveva preso il largo fin dall'inizio su Brixia nel derby (71-48 alla fine), mentre le figlie di Romolo e Remo avevano sudato svariate camicie per domare una sorprendente e gagliarda Battipaglia, la quale, rimaneggiata come nel resto di queste finali, guidava con margine anche consistente fino al ribaltamento delle sorti nell'ultimo quarto (56-46). Ma dalle esperte Lucantoni e compagne ci si poteva attendere una saggia gestione delle energie, sapendo di dover dare il meglio al sabato e non al venerdì.
- Per farla breve: invece di farsi tante seghe su chi fosse favorito, tanto valeva mettersi a guardare come andava.
Il 1° quarto era un sostanziale "nulla di fatto", 9-11 per Roma con ambo gli attacchi contratti. Secondo quarto frizzante: fuga di Roma con 3 triple di fila contro la zona, protagonista Benini: uno 0-9 in poco più di un minuto e margine che di punto in bianco volava in doppia cifra (9-20). Risponde bene però Costa con un giro di vite difensivo, aggressività, raddoppi ben eseguiti, ripartenze quando possibile; buoni anche gli attacchi a difesa schierata: la partita si ribalta in pochi minuti, fino a due triple di fila di Caloro per il sorpasso (27-22 al 18'). Ovvero un parziale di 18-2 in 6 minuti. Roma in difficoltà offensiva palese, sbaglia molto anche da vicino con Fantini, anche se mette in qualche modo una pezza a fine 2° quarto andando all'intervallo sul meno 3 (29-26).
- Di nuovo Costa padrona del campo a inizio ripresa. A un primo riallungo avversario, Roma risponde arrivando un paio di volte fino al ferro (da 37-28 a 37-32), e comincia a vedersi la zona 1-3-1 proposta da Bongiorno per variare il piano tattico della partita; ma inizialmente Costa la vanifica spingendo in velocità su palle recuperate: segnano in contropiede Villa e Caloro, massimo vantaggio sul 46-34 a -2'15" da fine 3° quarto. In questo momento, considerato anche che nella prima fase Costa è sempre andata in crescendo nel finale, sembra difficile che la partita possa cambiare padrone. Benini infila un'altra tripla allo scadere del 30' per contenere i danni (48-40) ma nulla sembra cambiare in avvio di 4° periodo (50-40 al 32').
- Che succede invece? Well, che Costa non vede più il canestro per 5 minuti e mezzo. E Roma, pur senza fare miracoli, risale punto su punto: 0-9 completato da una tripla di Lucantoni e un rimbalzo offensivo convertito da Fantini: 50-49, tutto da rifare. Una doppia mazzata nella stessa azione, cioè tripla di Villa e infortunio a Di Stefano nella lotta a rimbalzo, potrebbe zoppare Roma che però reagisce con Fantini a segno dal gomito e Aghilarre che ruba palla e sigla il pareggio (53-53 a 1'30" dalla fine).
Gli ultimi 90 secondi dei regolamentari sono bestiali: Costa si ripropone avanti sul 55-53, ma Cedolini mette un libero e sul seguente errore c'è rimbalzo offensivo (un fattore, questo dei secondi tiri arraffati da Roma) che porta un 2/2 di Lucantoni per il primo vantaggio romano dopo parecchio tempo (55-56). Subito dopo però Caloro infila dall'angolo una tripla che potrebbe essere la zampata-scudetto. Ma non lo è, perché Cedolini, con notevole freddezza e qualità d'esecuzione, si gira e tira da centro area: segna e subisce fallo (58-58); meno fredda però è sul libero aggiuntivo, che sbaglia. Costa ha tempo per l'ultima azione, forse potrebbe costruire qualcosa di meglio, ci prova Villa da 7 metri e mezzo, se segna è un finale da cinema per la sua carriera giovanile di club, ma non segna. Overtempo.
- A quel punto diventa una gara di sopravvivenza. Costa ha fuori per falli Gorini e Caloro; Roma perde Lucantoni. Fioccano errori anche clamorosi da mezzo metro; ma più di tutto pesano i liberi sbagliati da Costa, che fa 1/8 nel prolungamento. Roma però non fa molto meglio; va sul 59-63 con un'entrata di Aghilarre, ma c'è Piatti, probabilmente la migliore delle sue in questa finale nonostante sia 2006, che segna su rimbalzo in attacco e poi su un buon movimento in post basso: 63-63, di nuovo tutto da rifare a 35 secondi.
E ancora Cedolini s'incarica di prendere e realizzare un tiro cruciale, da centro area in avvicinamento: 63-65 a -18". Timeout e scelta, che aveva sicuramente senso ma si rivelerà fatale, da parte di Costa, e cioè rimettere da fondo per avere tutti i 18 secondi. Succede che Roma pressa, Costa pasticcia e si fa fischiare infrazione di 8 secondi. Fischio prematuro? Roba da moviolisti ma a livello cronometrico ci sta: il tempo si ferma su 9"9 (cercherò di rivedere, eventualmente mi correggerò, ma non mi fossilizzerei sull'episodio, per quanto importante).
A quel punto Costa deve fare fallo sistematico: Pragliola segna un libero, sbaglia il secondo ma prende il rimbalzo lungo; altro fallo e 2/2 per lei stessa. Finisce 63-68, mucchio selvaggio di gioia per le vittoriose, lacrime per le battute, soprattutto per le 2004 che finiscono così un glorioso percorso giovanile. Un paio di scudetti glieli ha negati il Covid, questo le romane, flagelle di Dio.
- Top scorers: Aghilarre 15, Lucantoni 14, Benini 11 per le vittoriose, Piatti 17, Villa 16 per le battute. Quintetto ideale ufficiale: Fantini, Cedolini, Villa, Milani e Zanardi. Miglior allenatore Rossi.
- In precedenza s'era accaparrata il terzo posto Brescia con un franco 72-52 su Battipaglia, la quale cava il massimo risultato possibile con una sola vittoria in 5 partite (ha passato il girone per classifica avulsa favorevole su Venezia e Bergamo). Peccato per le campane non aver potuto giocare al completo; oltre a Milani, che ha avuto l'onore del quintetto, ha ben impressionato soprattutto Zanetti, protagonista nel colpo inaugurale su Venezia che sostanzialmente è valso, da solo, questo quarto posto, e poi anche in semifinale dove aveva spinto lei il break di Battipaglia contro Roma.
Quanto a Brixia, è stata molto Zanardi-dipendente nelle partite di girone e in semifinale, e non poteva bastare contro due collettivi contro Roma e Costa, ma nella "finalina" ha trovato buoni spunti anche da altre, fra cui Ramona Tomasoni, la quale chiude una carriera giovanile che ai suoi albori era da protagonista assoluta, con i titoli "Join" al fianco della gemella Alessia (purtroppo virtualmente inattiva da lungo tempo per infortuni) e una Zanardi ai tempi bimba-prodigio. Allori ai quali negli ultimi 3 anni il gruppo ha assommato 3 podi nazionali (e anche per loro c'è stato il Covid a negare due stagioni di opportunità). Chi rompe le palle (o fa giuste rimostranze, a seconda dei punti di vista) su Brixia perché ottiene le categorie senior a tavolino anziché sul campo, magari per equità può anche farle i complimenti per questi risultati sul campo.
- Per quasi tutte, sia trionfatrici che perdenti, il riposo è minimo perché tra la finale di A2, i playoff nazionali di B e le finali scudo U17, c'è da far fronte a impegni altrettanto importanti se non di più. Non sono del resto le uniche stakanoviste: anche Ororosa Bergamo e Battipaglia hanno ficcato queste finali nel mezzo di impegni senior (le campane addirittura due, perché oltre alla finale di A2 hanno i playoff di B come Agropoli, mentre Ororosa è buona parte del gruppo di Albino). Ci auguriamo che i rispettivi professori siano comprensivi: queste ragazze lottano per il bene del Paese, non si può pretendere che siano presenti a lezione e studino sodo per le verifiche di fine anno o altre inutilità simili. :ph34r
Nella foto: il trionfo del Basket Roma.

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