lunedì 1 maggio 2023

Finale scudetto G1: nella partita del record una vittoria "da Schio" e i limiti della Virtus

 Di solito è ingiusto prendere il risultato di una partita come una sentenza divina che riproduce esattamente quello che sono e valgono le due squadre. Soprattutto quando la partita in questione si decide su un tiro che entra di qua ed esce di là. Eppure, mai come stavolta, nella grande serata del PalaDozza, più che mai il responso del campo sembra la riproduzione più fedele possibile di quello che ha detto la stagione da fine settembre a oggi: e cioè che negli appuntamenti cruciali Schio riesce (salvo nel battere il Fenerbahce, ma direi che possiamo perdonarla per quello...) e Bologna fallisce (con la parziale eccezione del primato in stagione regolare, che purtroppo però non vale un trofeo).

Ricordiamoci della Supercoppa: in semifinale la Virtus asfalta Venezia, Schio fatica con Ragusa, cosa diciamo? "Stavolta vince Bologna". Finale dominata dal Famila.
Arriva la Coppa Italia: Schio si salva a malapena nei quarti (di nuovo con Ragusa) e ha le F4 di Eurolega in testa, Bologna sembra in forma smagliante; "è la volta buona che vince". Che succede? La Virtus crolla inopinatamente con Venezia e il trofeo lo alza Schio.
In mezzo c'è stata anche l'Eurolega, in cui le arancioni, ogni volta che c'è stato da vincere senza appello, hanno vinto, mentre ogni volta (o quasi) in cui le V nere sono arrivate punto-a-punto in partite cruciali, e penso alle quattro contro Valencia e Bourges, hanno perso. Occhio, il punto-chiave qui non è il fatto che Schio sia arrivata alle F4 e la Virtus sia uscita al primo turno (gli obiettivi delle due erano troppo differenti per essere paragonati), ma il modo in cui le due si sono comportate nei momenti decisivi. Che si è esattamente rispecchiato nello storico "saturday night" di gara-1.

- Parentesi necessaria sul record, a proposito. 5337 spettatori, anche se mancano dati ufficiali sul pubblico dei tempi pre-anni Duemila (non saprei dove trovarli; c'è chi ha parlato genericamente di "circa 5000" per le finali Cesena-Como del '90, ad esempio, ma è vago), :unsure: sono una festa a prescindere dal risultato e a prescindere dalla gratuità dell'ingresso: come già detto, se non c'è interesse non ti vanno in 5000, a meno che li paghi tu; e lo scorso anno nelle stesse condizioni non ne vennero più di 3500. Inevitabile sperare che ci sia una gara-3, per ritoccare ulteriormente il primato.

- Immaginiamo che non fosse facile giocare bene, per la Virtus, davanti a una cornice del genere. I maggiorenti del club e della città schierati in parterre (si è visto persino il navigato politico Pifì Casini), tutta la gente in tribuna, molti con l'aria di essere lì per la prima volta, una tangibile ansia di vittoria. Abbiamo visto il Fenerbahce schiattare in una situazione del genere (in finale di Eurolega dello scorso anno), sbagliando di tutto di più, e stiamo parlando di una squadra ben più scafata della Virtus attuale. Ma in realtà Bologna non è crollata sotto pressione. Altrimenti avrebbe segnato, che so, 55-60 punti tirando col 25-30%, perdendo una gragnola di palloni e beccandone 20 di scarto. No, le Ticchiane hanno segnato 84 punti con poco meno del 50% dal campo, palle perse nella norma e molte giocate di notevole qualità. Ma forse è peggio. Perché viene da dire: ma se non batti Schio quando segni 84 punti, tiri 11/28 da 3, e quelle di là sono senza Ndour dall'inizio e senza Mabrey per tutto l'ultimo quarto, quando la batti (a parte la stagione regolare, quando conta meno)? Aggiungo: Schio non aveva ancora vinto fuori casa nei playoff 2023, Bologna non aveva mai perso in casa in tutto il campionato, chi vince gara-1? Schio.

- In sintesi, prima di passare alla cronaca: la Virtus esce con la sensazione di essere individualmente più forte (e fin qui sarebbe una buona notizia) ma di non saperlo sfruttare come collettivo; vuoi per la mancanza di una regista vera in quintetto, vuoi perché Schio è più temprata in questo tipo di situazioni. Il dato più interessante nelle cifre, posto che al tiro e a rimbalzo si sono grossomodo equivalse le due squadre, è quello degli assist: 19 Schio, 11 Bologna. La sensazione a lungo è stata che da una parte si costruisse costantemente col collettivo, dall'altra si viaggiasse a folate individuali di pur indiscusso talento, ma che ti danno meno garanzie quando la palla pesa una tonnellata. Poi, se giochi di talento e hai Breanna Stewart, batti Schio lo stesso; ma se hai qualcosa meno di Breanna e compagne, perdi.
L'altro dilemma è questo: ma com'è che Schio, nella serie con Venezia, sembrava sulle ginocchia (3 quarti di gara-1 e tutta gara-2) o perlomeno a corto di energie (gara-3, vinta segnando 62 punti) mentre stavolta, se non proprio scoppiettante, era quantomeno rigenerata? E' il serbatoio di risorse inattese delle campionesse o è anche demerito di Bologna che non ha saputo esercitare una pressione in grado di mettere a nudo le difficoltà scledensi? Forse entrambe le cose.
Tutto quanto detto finora, ovviamente, siamo pronti a gettarlo in un bidone dell'umido se martedì la Virtus riuscirà a restituire la pariglia e completare l'opera in casa. Al momento però è così.

- Esaurite le brevi premesse, passiamo alla cronaca. Che i due attacchi non risentano della pressione ambientale è dimostrato da un 1° quarto tutto a botta-e-risposta; contribuisce all'alto punteggio anche un metro arbitrale che assegna ben più tiri liberi rispetto allo standard. Curiosamente le due più rapide ad accendersi, Laksa e Keys, scompariranno poi, almeno sul piano offensivo; il primo break consistente è di Schio (14-23 all'8' con Sottana e Howard), ricucitura parziale delle straniere di Bologna alla prima sirena (23-27).

- Nel 2° quarto si placano i martellamenti; i primi punti di Zandalasini valgono il sorpasso ma la bronese non trova continuità, mentre Howard sì; a replicarle c'è una Parker inarrestabile in avvicinamento a canestro; c'è anche una Bestagno decisamente proattiva per Schio, ma è ancora Howard a mantenere avanti le arancio all'intervallo (37-41), non prima che capiti un episodio le cui conseguenze si sentiranno più avanti, e cioè il primo antisportivo di Mabrey che sgomita (fuori inquadratura) con Barberis lontano dalla palla.

- E' la stessa Mabrey a sbloccarsi in attacco a inizio 3° quarto: nuova mini-fuga per Schio (42-49); e una persa banale di Dojkic (passaggio dietro la schiena in tribuna) sembra un brutto segnale per le felsinee; però qui si inceppa anche il Famila, in particolare Keys con occasioni da sotto sbagliate, non da lei; s'accende invece Zanda con 5 punti in palleggio-arresto-tiro dei suoi, entra in scena pure André e fanno 51-51. E' un gran momento della partita, mentre aumentano le legnate, l'arbitraggio si fa più permissivo e s'infiamma anche la platea (Baraldi s'alza più volte a inveire). Schio si rilancia con Mabrey e Sottana (53-60 al 27') ma risponde Bologna con una fiammata da 9-0, tutto di triple: Rupert-Zanda-Dojkic, 62-60. Ancora Sottana rimette avanti Schio, poi la potenziale svolta (ma non lo sarà): Mabrey tira uno spintone dopo una palla persa, secondo antisportivo, cacciata; :woot: è così parità al 30', bestiale (64-64).

Ultimo quarto. C'è Pasa a pungere con una tripla, ma ne mettono due Verona e Bestagno per il controsorpasso (71-74 al 33'); ne inventa una anche Zanda (ben costruita con la circolazione quella della ligure, di puro talento quella della longobarda), poi Pasa si mangia un contropiede clamoroso ma non pesa sulla Virtus che anzi capitalizza un tecnico a Keys (proteste per fallo non fischiato), segna ancora con Parker in entrata e poi con Pasa su assist della stessa Parker: 80-74 a 3'45" dalla fine.
Ecco il bivio della partita: una Virtus capace di fare i coperchi oltre alle pentole l'ammazzerebbe qui, con Schio priva di Mabrey e in difficoltà difensiva. Invece, ancora una volta, Schio riemerge; è chiaro che le V nere hanno le loro colpe ma molto si deve alla classe sempiterna di Sottana, che estrae 7 punti dal cilindro, cancellando quasi tutto lo svantaggio (83-82 a 1' e rotti).
Nel frangente, Bologna cava solo una tripla con Dojkic e sbaglia occasioni grosse. Ma anche Bestagno se ne mangia una ghiotta, da sotto, per il sorpasso; e Zanda ha due liberi a -30" sul +1. Ne segna solo uno. Azione cruciale: Howard ricorda a tutti che non è una qualsiasi nemmeno in Wnba, figurarsi qui, anche se a volte un po' lunatica: si alza da 3 con Zanda quasi incollata e segna per il sorpasso (84-85 a -15").
Tremano i 5000. La Virtus deve replicare; palla in post basso a Parker (buona idea), ma Bestagno difende benissimo sul passo d'incrocio e l'appoggio è sbagliato; sul rimbalzo colpo gobbo di Keys che fa rimbalzare la palla su Parker; rimessa Schio; fallo su Sottana, ne mette solo uno ma Ticchi non ha più timeout. Pasa corre a tutto campo, affida palla a Zanda che prende un tiro da 8 metri, improbabile anche se non impossibile; poteva riscrivere il film e forse la sua carriera; non prende il ferro. Schio vince 84-86.
E ora si va a martedì per il secondo atto con la grande domanda: rimarrà questa gara-1 come simbolo della stagione oppure sarà stata l'ultima scottatura che fa maturare Bologna e le fa compiere il passo decisivo verso la cima?

Marcatrici: Zanda 19 con 6/13, Parker 18 con 8/12 + 10 rimba, Dojkic 15 per le sconfitte, che hanno Laksa a 11 ma come detto, quasi tutti all'inizio, e Rupert 10, la meno incisiva; Howard 20 con 7/12 + 9 rimba, Sottana 16, Mabrey 15, Bestagno 12, Verona 11 per le trionfanti.

Nella foto: il PalaDozza vince, Schio di più.



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