- Archiviata l'A1 (salvo il codazzo del torneo 3 x 3 a S. Martino, ma è un'altra storia), e non ancora cominciati i playoff nazionali di B, la scena è tutta per lei, la beneamata e ruspante A2. Le gare-1 di semifinale hanno visto 3 vittorie in trasferta su 4, notevole anche se ovviamente non definitivo.
- Il risultato fresco di serata (martedì 9) è il colpo di Firenze nel derby provinciale con Empoli. Il team del capoluogo, reduce dall'aver già vinto contro una meglio piazzata, Patti, al 1° turno, insacca, e pure nettamente, la compagine del suo contado: 67-82. Vero è che in stagione regolare era finita 1-1 con due partite tirate, ma rimane una sorpresa.
Nulla faceva prevedere un siffatto epilogo dopo che la regina di stagione regolare scattava sul +11 a fine 1° quarto. Invece nel secondo Firenze ha dimezzato lo scarto per poi dominare la ripresa. Marta Rossini (25 punti, 10 falli subiti, 7 assist) e Obouh Fégué (10+18 rimba) totalizzano 58 di valutazione, quasi quanto l'intera Empoli (61), che ha Peresson e Manetti a 15 punti ma poco da altri elementi-chiave, mentre per Firenze è preziosa anche Capra, che ne bruca 14 dalla panchina.
Da ricordare ancora che Empule ha dovuto sostituire Cvijanovic appena prima dei playoff; e stavolta la rimpiazzante Smutna ha combinato poco (7 con 2/7).
- E' meno una sorpresa la vittoria di Battipaglia a La Spezia (420 spettatori ufficiali), 61-69. Le due squadre hanno fatto gli stessi punti in stagione regolare; e col nuovo assetto bombato da Ferrari e Crudo, probabilmente le campane hanno più caratura delle giovani liguri. E' appunto l'italo-paraguaiana, con 25 punti "non timidi" (6/18 dal campo, 9/12 ai liberi) e 12 rimbalzi, a fare la differenza dopo un primo tempo quasi alla pari; ne aggiunge 18 un'altra esperta come Potolicchio; 8+9 rimbalzi per Crudo; di là 17 Castellani e 13 Zolfanelli, 7+12 rimba Colognesi.
PS: pepe aggiuntivo, a ben pensarci, è dato dal fatto che si sfidano le due società al centro della spinosa questione delle finali di Coppa Italia di A2, prima assegnate a Spezia e poi riappaltate a Battipaglia.
- Al Nord godono le due lombarde. Ho assistito in loco, nella bombonera Aldo Giordani nuovamente esaurita con gente in piedi, al 64-50 di Milano su Udine: clicca qui per una breve video-sintesi della tenzone.
Partita, a esser sincero, non di quelle che mozzano il fiato per l'incertezza: dopo un 1° quarto in equilibrio il Sanga allunga (39-27 al 20') con l'impatto dell'"energizer" Guarneri, le serpentelle di Toffali, l'emergere alla distanza di Van der Keijl nel duello tra supertorri con Turmel (quasi 4 metri in due) e la solita Penz dai canestri ad alto peso specifico. Se le milanesi avevano sofferto più del previsto Mantova, stavolta hanno avuto vita più semplice del preventivato; Udine ha, va detto, parzialmente riaperto la partita nel finale, mancando la tripla del meno 4, ma è andata molto a singhiozzo, con molta fatica a costruire tiri di buona qualità, anche se poi alcuni li ha messi dentro perché il talento non manca. Però il fatturato è stato davvero magro: 50 punti con meno del 30% dal campo.
Toffali 15 punti e Penz 10 per le festeggianti, Ronchi 15 (ma con 6/17) e Turmel 12+13 rimba (ma con 5/19) per le respinte.
Dal 3-0 negli scontri diretti stagionali verrebbe da concludere che Udine soffra le caratteristiche di Milano, la quale è in grado di difendere bene sulle esterne (Bovenzi-Bacchini-Ronchi) così come di opporre a Turmel i centimetri di VdK che non le consentono di sovrastare l'avversaria com'è abituata; però aspettiamo gara-2 per una conferma, ché sentenziare troppo presto, nei playoff, non conviene mai.
- E' un insegnamento vieppiù valido per l'altra serie nordica, giacchè dopo il dominio assoluto di Costa in gara-1 sul terreno lombardo (Voghera) della piemontese Castelnuovo, dinnanzi a una cornice notevole di circa 400 anime, verrebbe da proclamare già il trionfo delle masnaghesi e il rumoroso afflosciarsi della corazzata alessandrina. Non è clamoroso di per sé che Costa abbia vinto (lo aveva già fatto in stagione regolare, e occhio che nel 2023 la squadra di Seletti, su 19 partite, ha perso solo col Sanga, due volte), ma il fatto che questa gara-1 sia durata 5 minuti a malapena: demolente inizio, 0-14, con E.Villa che martellava da 3 da far invidia a Steph Curry; ancora più sorprendente poi l'assenza di reazioni tangibili da parte di Castel, o comunque la facilità con cui Costa le ha tenute a bada, navigando spesso e volentieri intorno al più 20. Una differenza di energia, di qualità nelle esecuzioni, quasi imbarazzante: 40-99 nelle valutazioni rende l'idea più del 49-68 nel punteggio (Gianolla 15 ma 6/19 al tiro, nessun'altra in doppia cifra per Castel; Villa 21, Allievi e Brossmann 11, Tibè 10 per le trionfanti).
E quindi? Proprio perché tutto è clamorosamente andato storto all'una e dritto all'altra, c'è da dubitare che giovedì in gara-2 la musica sia la medesima. La situazione è simile a dopo gara-1 persa da Milano con Mantova al primo turno: o è un segnale di scuffiamento in atto per la favorita, oppure è un episodico ceffone che aiuta a sintonizzarsi sull'intensità da playoff (e forse Castelnuovo contro Treviso aveva avuto vita fin troppo facile, facendosi sorprendere dal livello messo in campo da Costa). Massimo interesse.
- Nei playout invece le gare-1 rispettano il fattore-campo sia al Nord, con 56-53 di Carugate su Trieste (ribaltato il -8 dell'intervallo; partita di quelle che non chiameremmo "spot per la pallacanestro" quanto ad estetica pura, specie il 3° quarto finito 12-3, ma emotivamente coinvolgente, ed è ciò che si vuole da una sfida con la sopravvivenza in palio; canestri decisivi di Cassani e Morra dalla media distanza, antica forma di tiro in via d'estinzione in quest'epoca di grandinate spaccaferri da 3 punti)
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