giovedì 29 giugno 2023

Eurobasket: anche a mente fredda per l'Italia restano solo macerie

 - Sono passati 9 giorni dal disastro col Montenegro ma la depressione non ha speranze di guarire.

Non ha speranze perché non c'è nulla a cui aggrapparsi per dire (anche per eccesso d'ottimismo) che "tra due anni sarà migliore".
Intanto, è stato detto e pensato già troppe volte. In altre occasioni, anche se finiva sempre in lacrime, si restava con l'impressione di una crescita, con qualcosa di buono da prendere e portarsi dietro per la volta dopo. In più, c'era alle spalle l'emergere delle giovani arraffa-medaglie giovanili.
Ora basta, non ci crediamo più. Impossibile credere in una Nazionale maggiore che per due edizioni di fila è bella con le più forti (Serbia 2021, campione; Belgio 2023, campione: potevamo batterle entrambe) ma si scioglie quando deve usare gli artigli e prendersi ciò che è ampiamente alla portata.
Due anni fa, quasi per rassicurarci dopo l'orrendo "crac" con la Svezia, avevamo coltivato l'idea che fosse stata una gran sfiga trovare le scandinave allenate proprio dal nostro ex c.t. che conosceva ogni nostro punto debole. Ma in realtà s'intuiva che fosse un palliativo, non la verità, perché un conto è perdere anche a sorpresa, un conto è crollare in modo miserando.
Si è ripetuto uguale contro il Montenegro, che non mi risulta fosse allenato da Crespi o Capobianco ma dalla brava Skerovic. Avremmo perso anche col Burundi, giocando con quella testa appannata e quelle mani frolle che sbagliavano l'insbagliabile, o meglio sbagliavano quello che 24 ore prima segnavano tranquillamente. In un'edizione in cui mancavano Russia e Bielorussia, e c'era un livello medio (come detto) non trascendentale, non abbiamo migliorato di una virgola la nostra posizione. Ok, due squadre non scarse come Lettonia e Turchia han fatto peggio, uscendo al primo turno; ma han fatto 1 vinta-3 perse come noi.

Perché è tragico tutto ciò? Perché in prospettiva ci succederà di nuovo di costruire tutto bene (apparentemente), fare magari una brillante qualificazione, esordire forte (non è stato il caso quest'anno, ma altre volte è capitato); poi ti trovi al momento della verità, lo spartiacque tra successo e fallimento, e rotoli sempre dalla parte sbagliata del crinale. Dobbiamo far meglio il minibasket, ci si allena male nelle giovanili, come sostengono certuni? Le nostre azzurre non si dannano l'anima tutta l'estate per migliorarsi? Può darsi, ma se vai sotto di 21 in 12 minuti contro il Montenegro, il giorno dopo aver fatto punto a punto col Belgio, non può essere questione di come ci si allena sul piano tecnico. Con buona pace di chi ha il culto del lavoro in palestra. È come uno studente che quando è sotto esame non si ricorda nemmeno più come si chiama: hai voglia a incolpare le elementari fatte male, o il poco studio di adesso... :blink:

- Il disastro ha dato la prevedibile stura al baccano degli avvoltoi. Non sto parlando di tutti quelli che hanno tentato analisi, molti con onestà di coscienza e anche con competenza; parlo di quelli che aspettavano il cadavere sulla riva del fiume, quelli che scrivono solo per smerdare chi gli sta sulle scatole o in generale un movimento che non li ha trattati come i messia che si credono, ma come i pitali che sono.
E però, se tu per l'ennesima volta esponi la tua carogna alla mercè di tutti, non puoi lamentarti se gli avvoltoi fanno la parte di se stessi.
Lasciando perdere costoro, mi rivolgo agli intellettualmente onesti e dico che secondo me la ricerca del capro espiatorio (ovvero "basta, via il c.t., via le leader che hanno fallito, via tutti quanti in Fip" eccetera) è quanto di più fallace. Ma non perché non abbiano responsabilità; ma perché la musica è la stessa da sempre, salvo effimerii momenti di gloria, che poi (senza risalire all'età della pietra ma stando al 1990 e seguenti) chiamiamo tale un argento europeo (quello del '95, bellissimo ma c'è chi ha vinto ori), un paio di qualificazioni olimpiche di cui una ottenuta per ripescaggio, un paio di Mondiali finiti maluccio.
Ha scritto il giornalista principe Fiba, Paul Nilsen, bacchettando le nostre, che "non puoi aspettarti di vincere solo perché hai scritto Italia sulla maglietta". :wacko: Ma caro Nilsen, se alla scritta Italia sostituisci "Fallimento" (se è troppo lungo scrivi pure "Fiasco") non è altro che la storia degli ultimi 27 anni, cioè dopo Atlanta '96.
Vogliamo parlare dell'epoca Macchi/Masciadri/Zara? Tre edizioni di fila senza andare agli Europei, il flop di Chieti 2007 con le lacrime dopo il k.o. con la Bielorussia che ci negò l'accesso ai quarti di finale. Macchi aveva 28 anni, più o meno come Zanda adesso: nella partita decisiva non fece molto più di Zanda contro il Montenegro: 11 punti con 4/14 al tiro. Sempre meglio dei 6 di Zanda, ok, ma fallì come hanno fallito quasi tutte le nostre leaders designate. Tranne la stessa Macchi nel 2009 (meritava il quintetto ideale, anche se arrivammo sesti), ma era una Macchi 30enne e maturata; forse Sottana nel 2013 (se non avessimo perso rocambolescamente con la Serbia nei quarti); mentre Zanda nel 2017, in cui entrò in quintetto ideale, diventò trascinatrice dopo l'infortunio di Macchi ma non aveva quei "galloni da leader" che evidentemente pesano troppo sulle spalle delle nostre (e non sia questo un alibi, solo un'evidenza).
La nostra giocatrice tipica è un elemento che se si allineano gli astri, se ha la testa abbastanza sgombra, se le avversarie non menano troppo, può offrire un rendimento fra il discreto e l'ottimo, ma se le cose girano storto può diventare inesistente nel giro di 24 ore. Un inno all'inaffidabilità, per la disperazione del c.t. di turno che credeva di aver costruito qualcosa ma si vede crollare tutto sulla testa.

Se uno s'immagina che cacciando Zanda si apriranno meravigliosi scenari, faccia pure. Mi piacerebbe poter dire: ok, Zanda ha fallito come leader ma in compenso abbiamo trovato... Chi abbiamo trovato? :huh: Keys s'è afflosciata come Zanda contro il Montenegro (0 punti), Verona era l'ombra del play frizzante visto con Schio. Le altre? Al massimo buone gregarie (a livello internazionale s'intende), che servono eccome, per carità, ma qui si sta cercando da chi ripartire come traino del gruppo.
Una delle attuali giovani? Sarebbe una grazia di Dio ma il secondo motivo per cui non c'è speranza all'orizzonte è appunto l'ormai conclamata incapacità nostra di trasformare i successi giovanili in successi senior. E' deprimente perché toglie significato alla bellissima epoca che abbiamo vissuto. Sì, ok, le medaglie valgono di per sé, però è chiaro che il loro valore vero è in prospettiva.
Altrove invece ci riescono, a trovare il collegamento tra medaglie "under" e crescita senior.

Lasciamo da parte Francia e Spagna che sono di un altro pianeta per tesserate e qualità del sistema. L'emergere di Ungheria e Germania già in questa edizione è stato imprevisto; tuttavia se uno va a rivedere l'albo d'oro dell'Europeo U18 (la categoria più importante e indicativa, perché in U16 si è ancora acerbe, mentre in U20 molte delle più forti sono ormai nell'orbita senior), s'accorge che le magiare hanno vinto il bronzo nel 2018 e l'argento nel '19 (cioè i due anni prima dello stacco per Covid), mentre le tedesche si sono indorate nel '18 e sono state bronzo nel '22. Ma anche la Rep. Ceca, sia pure in misura minore, si era fatta notare nelle giovanili recentemente, ed ecco credo non a caso che in questo Eurobasket sorprende in positivo.
E il Belgio coglie i frutti del combinato fra la generazione che fu oro nel lontano 2011 (Meesseman in testa) e di quella più recente che ha vinto nel '17. La prossima in rampa di lancio potrebbe essere la Lituania, che ha trionfato nel '22 con Jocyte.
Resta da capire cosa ne sarà del nostro oro 2019, quali frutti tangibili darà. E' lecito essere pessimisti. Ormai le protagoniste hanno 22 anni (le classe 2001, come Orsili) o 21 (le 2002, che avrebbero probabilmente vinto di nuovo nel 2020 se si fosse giocato). Pastrello e Panzera, le uniche due inserite fra le 16 del raduno, sono state tagliate; e non pare a torto. Dire che ci sia qualche grossa individualità in rampa di lancio per noi in quelle due annate pare un eccesso di ottimismo. Qualcuna all'altezza delle scene internazionali sì, ci mancherebbe; ma non da farsi venire l'acquetta in bocca dall'appetito.
Occhio, gente che schiferebbe la luna perché ha le macchie; che finge di scandalizzarsi se non battiamo la Spagna di 20. Occhio che adesso sputiamo addosso al nono posto racimolato dalle nostre alfiere di quest'anno: non vorrei che prossimamente rimpiangessimo "i bei tempi in cui ci qualificavamo 5 volte di fila all'Europeo".
Non è scontato andare all'Eurobasket. La Germania era da un sacco che non si qualificava. Stavolta sono rimaste fuori l'Ucraina di Iagupova e la Lituania che non ha solo il bebè prodigio Jocyte. Non si capisce in base a quali premesse avremmo garantito un posto fra le 16 top.

Cambiare c.t.? Credo sia inevitabile dopo due edizioni finite male. Sì, va bene, i timeout di Lardo con flemma inglese quando sei sotto di 20 a due dalla fine facevano quantomeno strano. Ma mi pare chiaro che lui sapesse di avere le mani legate. Ché se punti i piedi e alzi la voce scoppia un casino.
L'avrà pur visto cos'è successo al suo predecessore Crespi: linciato dalla stampa per non aver fatto entrare, in una partita decisiva per qualificarsi all'Europeo, Masciadri per la passerella di fine carriera azzurra. Centrammo l'obiettivo ma non gliene fregava nulla a nessuno; tutti ad accanirsi contro Crespi; articoli della grande stampa nazionale; accuse da associazioni femministe per "violenza sulle donne". Si disse "Ma Crespi è un cattivaccio, uno sclerato, se l'è cercata". Sarà, ma nella circostanza aveva torto? O, se aveva torto, era proporzionato ciò che ha dovuto subire? Fatto sta che per un personalismo andammo all'Europeo 2019 con un c.t. che aveva perso ogni autorità.
Durante tutto il periodo di Lardo c'è stato lo spettro di Sottana che a più riprese ha esternato il suo sconcerto per essere stata bandita dall'azzurro senza spiegazioni apparenti o convincenti. Ricordiamo che tempo fa Lardo dichiarò di averle spiegato tutto ma Sottana rispose: "no, non hai spiegato una mazza".
Ora si viene a sapere di questa presunta (ma possibile) lite feroce tra Lardo e Zandalasini nel dopo-Montenegro.
Lasciamo pure perdere lo strano caso-Cubaj, perché potremmo derubricarlo a marginale; però che la sua agenzia (nel rispondere tra l'altro a un post anonimo su questo forum) assicurasse non che Lorela sarebbe tornata per il raduno, ma che sarebbe stata regolarmente presente agli Europei (quando la scelta delle 12 doveva ancora essere fatta, almeno nella forma), e quindi o scriveva falsità, e non credo, oppure aveva ricevuto garanzia che anche se la sua assistita era volata negli Usa a giocare spiccioli di minuti, "venga pure quando vuole, un posto agli Europei è suo". Ma ripeto, questo potremmo anche non considerarlo. Magari è solo un fraintendimento. Comunque non abbiamo perso per quello.

Tutto questo non è per menare scandalo su situazioni che succedono anche altrove (ad esempio, la calciatrice Gama ha esternato sui social il disappunto per essere stata esclusa dai Mondiali; e che dire della buriana suscitata dalla pallaschiaffista Egonu lo scorso autunno?) ma per dire che puoi mettere un Gigi, o finalmente una Gigia (ovvero una donna), ma se ci sono certe situazioni irrisolte di fondo, sia in campo che fuori, sarà dura, veramente dura non fare brutta figura anche per chi verrà dopo Lardo.

E quindi basta, siamo entrati a Eurobasket con la freccia verso l'alto dopo una primavera di successi (Schio in F4 di Eurolega; il record di pubblico in finale e non solo) e dopo l'annuncio che finalmente tutti potevano vedere la nazionale in chiaro; ne siamo usciti con una cappa depressiva più violenta che mai. Il che non significa che lo scenario attuale sia destinato a durare in eterno; ma non ci sono al momento segnali per pensare che cambi.

mercoledì 28 giugno 2023

Torneo di Binzago: inizio (censimento giocatrici)

 Alla chiusura delle iscrizioni risultano esattamente 70 le giocatrici, tra cui:


- 3 di A1 (Frustaci, Scarsi, De Cristofaro), la cui presenza però risulta che sarà limitata (Scarsi potrebbe mancare del tutto, per i postumi dell'infortunio di quest'inverno);
- 8 di A2 (M. Grassia, V. Grassia, Tibè, Baiardo, Guarneri, Toffali, Andreone, Nespoli);
- 31 di B (R.Castiglioni, Perini, Rossini, Trianti, Cincotto, Resemini, G. Villa, Ceccato, Cibinetto, C. Mariani, Carbonell, Magi, Stilo, Gregotti, Mannucci, Tandoi, Bassani, Beccaria, Anzani, Beachi, Ercoli, Behring, Oggioni, Savini, Sforza, E. Villa, Zumaglini, Biffi, G. Fossati, S. Maschio, Viola).

Chiaramente la categoria è riferita alla stagione 2022/23.

Purtroppo ci sono di mezzo anche i maschi. Ieri si sono avuti spunti interessanti delle donne soprattutto nella prima partita, con la coppia Nespoli-Ercoli da una parte e spunti delle varie Savini, Sforza, Lepri, Emma Villa dall'altra. Il duello Emma Villa-Ercoli ha visto delle belle sportellate spalle a canestro.

Nella seconda partita gli uomini hanno fatto vedere poco la boccia alle donne. Era un big match e in quelle situazioni il testosterone prevale perniciosamente. Debbo ancora capire la logica per cui un uomo può sparacchiare liberamente, anche se è palese che non è in serata al tiro, mentre una donna deve selezionare disciplinatamente le conclusioni. Mi riferisco soprattutto alla squadra dei Fuskugnaskamukula, mentre i Monstars in qualche modo hanno finito per sfruttare la supremazia delle loro ragazze.

Ho il sospetto che la nuova formula, fatta per ridurre le partite squilibrate, possa penalizzare le ragazze appunto perché, quando si gioca punto a punto, il maschio deve dimostrare di essere lui il match-winner, mentre sul +40 o meno 40, bontà sua, concede qualche palla in più. E' solo un'ipotesi, per adesso.

Ciò non toglie che il divertimento non mancherà e che soprattutto c'è un bel ritrovo di addetti ai lavori perché tra chi gioca e chi assiste, è un ritrovo di basket regionale femminile.

martedì 27 giugno 2023

Eurobasket, finali: tre quarti di Spagna, uno di Belgio ed è apoteosi "Cats". Francia bronzo. Un bilancio

 - Godi, Belgio, ché finalmente hai una gloria sportiva (a parte Eddy Merckx e qualche altro ciclista), che ti riscatta dalla tua eterna mediocrità, non solo sportiva, perché l'Olanda ha almeno i tulipani, i mulini a vento, Van Gogh e qualche gloria calcistica, mentre tu cos'hai, a parte il parlamento europeo? Invece ora hai il massimo onore possibile: campione d'Europa nel basket femminile.

E' stata una finale 1° posto che si è divertita a scrivere una storia per tre quarti abbondanti e a buttarla nel bidone dell'umido per scriverne un'altra negli ultimi 7 minuti. La storia sembrava essere (e già chiunque dovesse commentare la stava preparando) l'ennesima dimostrazione della capacità della Spagna di padroneggiare i momenti importanti; di mandare in campo una squadra in cui tutte, più o meno forti che siano, sono sul pezzo e remano dalla stessa parte; di irretire le avversarie costringendole a girare a vuoto, irriconoscibili rispetto alla loro usuale versione. Era il film già visto e rivisto in tutte le finali Spagna-Francia dell'ultima epoca, sembrava lo stesso stavolta, anche se un Belgio inceppato resta comunque più divertente di una Francia inceppata.
E poi invece cambia il vento all'improvviso, la Spagna inopinatamente crolla, sbaglia tutto; il Belgio prende fiducia, sorpassa e vince a braccia alzate con un 10-21 nell'ultimo quarto. Senza una logica, perché è crollato chi in teoria doveva essere fresco, avendo ruotato 9 giocatrici in doppia cifra di minutaggio contro appena 6 (e dopo l'intervallo il Belgio ha giocato quasi solo col quintetto), mentre chi doveva schiattare per asfissia, e puntare casomai alla fuga iniziale per poi resistere nel finale (come successo il giorno prima contro la Francia) ha dato il meglio di sé negli ultimi minuti. Bello sorprendersi, comunque. Il Belgio, per l'Europeo che ha fatto, ma anche per la storia, meritava di vincere, per quanto un oro spagnolo sarebbe stato ineccepibile per com'erano andati i primi 30 minuti abbondanti.

- Si comincia con un botta-e-risposta fra le due superstars, Torrens e Meesseman; ma l'asso belga rimane l'unica delle sue a segnare per più di 7', mentre per la Spagna sembrano tutte vispe, in particolare Carrera e Casas. Ma è la difesa la vera chiave iberica, costringendo le avversarie a un campionario di palle perse, alcune davvero banali, frutto però dell'abitudine a cercare l'assist, il che riusciva magnificamente nelle altre partite, stavolta no e provoca palloni alle ortiche. A volte addirittura vi sono, per apparente eccesso di tensione, alcuni movimenti fuori controllo neurologico per le "Cats", come passaggi da un metro che vanno fuori misura di due o tre metri. La stessa Meesseman, pur palesemente di un livello sopra a tutte sul parquet, non è lucidissima: commette due falli banali cercando palla lontano dal canestro; sbaglia tiri o passaggi inusuali. Così la Spagna, pur imprecisa al tiro, prende un margine (12-6 al 6') che mantiene anche quando il Belgio si sblocca (17-13 al 10').

- Il leit motiv perdura identico nel 2° quarto: il Belgio quando arriva alla conclusione è più preciso della Spagna, ma spesso non ci arriva perché continua a perdere fottìi di palloni. La Spagna invece circola palla in modo magistrale (anche perché il Belgio va a zona e lascia più respiro) e allunga sul 24-15 al 14'. Casas è la protagonista, alquanto inattesa anche se la ricordiamo ai tempi delle giovanili mietere ori contro le nostre rappresentative. Non riesce però, la compagine pirenaica, ad affondare ulteriormente i colpi; lo sbloccarsi di Vanloo, giocatrice da fiammate, riavvicina il Belgio (28-25), anche se la Spagna rimette qualche lunghezza di stacco all'intervallo (32-25). Belgio già a 13 perse, roba da mordersi.

- Nulla cambia nel 3° periodo. Altra gragnola di palle perse per le compatriote dei cavolini di Bruxelles, al punto che nulla sembrano aver sistemato durante il briefing in spogliatoio; per un po' il Belgio resta a contatto ma solo perché la Spagna spreca occasioni; Meesseman in questa fase non incide, fa persino 0/2 ai liberi. La Spagna invece trova linfa dalla panchina con Rodriguez e allunga a +10 (48-38), anche grazie a vari rimbalzi offensivi che denotano più reattività. Siamo verso il 28'30" e può essere l'anticamera del break decisivo.
Invece no. Cruciale Allemand con un paio d'accelerazioni di fila, la seconda subendo fallo: dimezza lo scarto al 30' (48-43) e dà morale al Belgio.

- Sembra però un fuoco di paglia. L'ultimo periodo s'apre con uno stoppone della giovine Carrera, irriverente, su Meesseman, e con la lunga di riserva Ginzo (altro jolly dalla panchina, che ti fa ammirare la Spagna) che segna due volte dalla media (52-45).
Nel momento più critico emerge l'eroina di giornata per le "Cats". E' Linskens, l'armadio dalle mani morbide e dalla comprensione spiccata per il giuoco: infila una tripla e va dentro a procacciarsi falli, segnando tutti i liberi e levando ogni paura residua alle sue. Le quali cessano di gettar via palloni, aspetto cruciale. Paura, o comunque mano di pietra, che sembra invece cogliere ora le spagnole, che si mettono a sbagliare tutto. A quel punto Meesseman si scrolla la scimmia dalla spalla e prende in mano la situazione: segna su assist di Delaere (52-50), poco dopo sorpassa con una tripla frontale (54-55 a -4'10"). Clamoroso.

- La reazione della Spagna finalmente arriva, per mano di Torrens che dopo lungo silenzio segna un canestro "alla Torrens", cioè fuori equilibrio, di classe, tabellato dai 5 metri (56-55 a -3'). Ma è l'ultimo acuto iberico. Ormai Meesseman ha spezzato ogni catena; fa 1/2 per il pareggio, poi serve un assist per Linskens (56-58), infine si procaccia un altro fallo (dopo un'azione in cui le belghe, in barba al supposto serbatoio in riserva, arraffano due rimbalzi offensivi di fila) e fa 2/2. La Spagna prova a scuotersi con Carrera che stoppa Allemand nel contropiede che poteva sigillare la partita, ma non segna più, neanche a piangere. Ormai si è nell'ultimo minuto e quando Meesseman infila altri due liberi (56-62 a -20") la via dell'oro ha preso per la prima volta la strada per Bruxelles.

- Finisce 58-64 con 14 punti di Casas, 12 di Carrera, 10 di Ginzo, 8 di Torrens per le beffate (le quali, giusto ricordare, non avevano già dai quarti una guardia d'impatto come Conde); 24 di Meesseman, alla fine sontuosa come al solito (8/18 dal campo, 7/10 ai liberi, 8 rimbalzi, 5 recuperi anche se 5 perse), 13 di Vanloo, 9 di Allemand (+8 assist). Righe a parte per Linskens, eccelsa con 18 punti (4/7 al tiro, 9/9 ai liberi), 15 rimbalzi): "Nessuno vuole essere Robin", cantava Cesare Cremonini; e invece lei è stata un perfetto Robin per Batman-Meesseman.
Nelle cifre di squadra, a fronte di percentuali abbastanza simili dal campo (poco meno del 50% da 2 e intorno al 25% da 3 per ambo), la differenza la fanno i tiri liberi: solo 5/8 per la Spagna, 22/25 per il Belgio. Palle perse del Belgio alla fine: 20, tante, ma erano come detto 16 già a inizio ripresa. Averle limitate da lì in poi ha svoltato la partita.

- Poche ore prima, la Francia s'era accaparrata il bronzo (ottava medaglia europea di fila; impossibile per noi invidiarla, tanto siderale è la distanza) battendo l'Ungheria 82-68: parzialone iniziale (26-8 al 10') e gestione tranquilla (49-30 al 20') pur con un avvicinamento a meno 9 per le magiare nel finale. Touré 20 punti, Rupert 13 (recuperata dopo l'assenza in semifinale, credo per guai fisici) per le vittoriose; Kiss 21 (rediviva dopo quarti e semi in ombra), Studer e Goree 15 per le battute.

Quintetto ideale: Meesseman (mvp del torneo), Vanloo, Allemand, Torrens e Gruda (con Linskens mvp della finale). Quindi 3 belghe più una grande veterana per ciascuna delle altre due medagliate. Ci sta anche se non hanno avuto la continuità dei tempi belli.

- Un bilancio complessivo. E' stato un Europeo tutt'altro che banale sia nell'esito finale (prima volta del Belgio), sia nell'imprevisto emergere delle outsiders Ungheria e Germania (con menzione per la Rep. Ceca), sia negli andamenti di molte partite. La finalissima, clamorosamente ribaltata nell'ultimo quarto, ne è la quintessenza, ma ci sono stati abbondanti thrillers sin dalla prima fase, ad esempio quelli che hanno spezzato il cuore alla Slovenia e ancor più agli organizzatori, privati dell'unica chance di riempire decentemente l'arena da 12.000 posti. :cry:
Abbonata alla rocambola è stata la Rep. Ceca, che ha dapprima vinto due volte in volata (con noi e con la Grecia negli ottavi), poi ha pianto due volte per beffe (contro l'Ungheria nei quarti e la Germania nello spareggio preolimpico).

Anche le ultime due vittorie del Belgio sono arrivate negli ultimi minuti. Ma è un oro tutt'altro che frutto di episodi. Di gran lunga la squadra con la miglior qualità di gioco nelle giornate in cui ha abbinato freschezza e continuità di rendimento (3 vittorie di 40 punti e dintorni; e se quella su Israele può essere considerata di routine, la Rep. Ceca ha dimostrato di non essere così malleabile e la Serbia sarà decaduta ma 40 palanche chi altro poteva dargliele?). Ma anche strepitoso agonisticamente, il team del franco-arabo Meziane, nel reggere ai frangenti difficili (l'ultimo quarto della semifinale, i primi 3 della finale; mettiamoci pure il testa-a-testa con noi...).
Dai quarti alla finale ha battuto Serbia, Francia e Spagna, cioè le dominatrici dell'ultimo decennio: è passato trionfalmente dalla via più difficile. Commovente l'accoglienza ricevuta dalle eroine al ritorno in patria, con l'affaccio sulla piazza centrale di Bruxelles gremita di gente (clicca qui e vedi).

Però, però. A ben guardare il Belgio vince l'oro con una squadra che ha una sola vera fuoriclasse (Meesseman ovviamente), tre ottime giocatrici (Vanloo, Allemand e la miglioratissima Linskens), l'utile Delaere e il resto gregariato puro. Ha vinto la finale perdendo 20 palloni e giocando in 5 più scaglie. Non so se avrebbe vinto contro le migliori Francia, Spagna, Serbia degli anni passati.
L'assunto di partenza, basato sull'osservazione degli ultimi anni di competizioni, è che l'Europa sia in una fase in cui sta producendo poche fuoriclasse nuove. Impressione che temo confermata da quest'edizione di Eurobasket.
Cos'è una fuoriclasse? Well, una che è in grado di fare cose straordinarie dal punto di vista prettamente tecnico (e fin qui Zandalasini ci arriva) ma anche di trascinare la squadra a risultati importanti, ovvero è fuoriclasse anche sul piano agonistico. Meesseman ne è il perfetto esempio, ma parliamo anche di gente come Torrens e Gruda, anche se ovviamente a 34 e 36 anni devono centellinarsi. Parliamo di Sonja Vasic ex Petrovic, la serba che dominò la scorsa edizione ma poi ha salutato la nazionale. Parliamo di Johannès che non c'era per la disputa con la sua federazione. Idem Satou Sabally, la tedesca, che era pure lei nei lidi americani. Parliamo (in parte) di Ndour che non sempre è da urlo ma ha delle partite da fuoriclasse.
Questa gente è merce rara ma ho l'impressione che in Europa stia diventando più rara. Ci sarebbero state Vadeeva e Musina, ormai 25enni, se la Russia non fosse finita nelle pegole; purtroppo sono fuori causa chissà fino a quando. La 2005 lituana Jocyte può far parte di questa categoria ma vediamo.
Si nota che persino per Francia o Spagna, con tutto il loro popporopò di tesserate, è difficile estrarre nuove fuoriclasse. La mole di materiale a disposizione e la qualità del sistema garantiscono di avere sempre un'ampia base di giocatrici buone, ma tra il buono e l'ottimo c'è differenza e si è visto nel modo in cui hanno perso col Belgio entrambe, cioè non facendo canestro per mancanza di qualità individuale. Così puoi costruire bene il gioco ma poi devi saperla mettere nel paniere al massimo livello di difficoltà. E se hai gente bravina ma non eccellente perdi anche se ti chiami Fra' o Spa'.

Dice: ma se c'erano tutte le assenti illustri parlavamo probabilmente d'un'altra musica, di un altro panorama; può darsi ma si giudicano i fatti, non le ipotesi.
Ed è un fatto che nelle ultime due competizioni globali il terreno perduto dall'Europa nei confronti dell'Asia (soprattutto, comprendendo anche l'Australia) è stato palese, non solo nelle individualità ma anche sul piano del gioco.
Fino a non molto tempo fa era l'opposto: alle Olimpiadi 2016, dietro agli Usa, le altre semifinaliste furono tutte nostre: Spagna, Francia e Serbia. Ai Mondiali 2022, nessuna europea è entrata fra le prime 4.
Al di là degli episodi, è una tendenza. Cina, Giappone, Australia giocano in modo modernissimo (lascio ai tecnici di sviscerarne le caratteristiche) e hanno ottime individualità; anche il Canada ha fatto grandi progressi; da noi si mette una pezza con le naturalizzate. E' come quando nella storia una civiltà che era stata all'avanguardia si trova improvvisamente superata da un'altra.

- Chiosa finale sul pubblico: presenze dignitose per la finalissima, intorno ai 2000, ma pur sempre disperse nei 12.000 posti dell'arena lubianese, che resta una scelta poco comprensibile. La prossima volta facciamola in uno stadio da 80.000 posti, già che ci siamo. Strano che dopo una primavera che ha visto affluenze brillanti un po' dappertutto per il femminile in Europa, l'evento-top per nazionali sia stato disertato. Anche in finale sembrava totalmente mancare il pubblico neutrale, e questo in un Paese dove il basket risulta popolare: ma non è una novità, se non c'è la propria squadra il basket femminile non attira. :cry: Amen.

domenica 25 giugno 2023

Eurobasket: "Vintage" Torrens e solita Meesseman, la finale è Spagna e Belgio. Al Preolimpico Germania e Serbia

 - Sabato grasso a Lubiana, una non-stop di 10 ore per quattro partite ad elevata, anche se differente, posta in palio. E rispetto al giovedì dei quarti (quando 3 partite su 4 avevano fatto addormentare) ci si è emozionati dalla prima all'ultima.

Si è partiti poco dopo mezzodì con un Germania-Rep. Ceca, spareggio per il Preolimpico 2024, assolutamente rocambolesco. Dopo 3 quarti a comando alterno, le ceche comandavano per quasi tutto l'ultimo, anche a +9; le tedesche rosicchiavano punto su punto sino ad arrivare a portata d'aggancio, ma sembravano condannarsi con le proprie mani quando Guelich falliva i due liberi del pareggio e sul rimbalzo anche una tripla teutonica non dava esito. Tuttavia veniva assegnata rimessa alla Germania, la quale stavolta, proprio sulla sirena, pescava il cilindro dal coniglio (o viceversa) con un tiro quasi al volo di Fiebich che, di tabella, s'insaccava esattamente al brusio della sirena, gelando le ceche (63-63). :woot:
Ancora più rutilante il supplementare, in cui la Germania, anziché viaggiare sull'euforia per il pareggio in extremibus, smarriva la bussola, mentre le ceche volavano sul +6 (63-69) a -1'30". Di nuovo parevano spacciate, le ex suddite della Merkel, ma sciorinavano indubbio carattere, pareggiando (dopo un canestro da 2) con una clamorosa tripla dall'angolo di Brunckhorst più aggiuntivo (69-69). Negli ultimi secondi errore delle ceche, ormai in confusione, e fallo pescato da Fiebich a 1 secondo e mezzo dalla sirena. L'ala tedesca segnava il primo libero, ci si aspettava che sbagliasse il secondo per togliere ogni chance alle avversarie, invece segnava; quindi ultima chance per la Rep. Ceca dopo timeout, ma la tripla non andava. Pazzesco 71-69 per la Germania che vede coronata la sua crescita portandosi a casa la chance olimpica. Se avrà anche le sorelle Sabally, di stanza in WNBA, possono fare ancora meglio perché il gruppo è giovane.
Fiebich 17 punti, Bessoir (classe 2001, e qui ci vengono rimpianti perchè le nostre pari età la battevano, nelle giovanili) 16, Guelich 15 per le trionfanti; Zeithammerova e Stoupalova 12 per la Rep. Ceca, alla quale va comunque un applauso perché solo per sfiga micidiale (e qualche demerito nei momenti caldi) ha perso prima i quarti, poi lo spareggio con identico punteggio, dopo aver peraltro ciulato noi in volata all'esordio. Inutile rivangare (ma lo facciamo lo stesso) che se avessimo battuto le ceche, compito non impossibile, saremmo stati noi contro la Germania per il Preolimpico, dopo aver sfidato l'Ungheria nei quarti. Lacrime amare, non sarete mai troppe. :cry:

- Meno pirotecnico ma non scontato il successivo derby Serbia-Montenegro. Le favorite serbivore comandavano tutta la partita con un margine in progressione; dal +12 a inizio 4° periodo, però, smarrivano la presa, subendo la rimonta del cocciuto staterello che un tempo era loro suddito; si giungeva ad appena 3 cortezze di distanza (61-58) a 20 secondi dalla fine, ma Jankovic non tremolava dalla lunetta fissando il punteggio (63-58). Minimo sindacale per una Serbia campione uscente, indebolita fatalmente dall'addio delle "big" di sempre. Qualcosa di nuovo s'è visto, oltre alla garanzia Anderson, ma non abbastanza per restare nell'elite assoluta.
Anderson 23 punti + 5 assist, Crvendakic 11 per chi ha vinto; Mack 20+13 rimbalzi, la 2003 Lekovic 18 (già notevole contro di noi, ricordiamo) per chi ha perso.
Perlomeno non ci tocca la tortura di vedere il Montenegro al Preolimpico, ma al tempo stesso dobbiamo tirare altre craniate al muro perché si dimostra che anche nel lato di tabellone dove eravamo finiti, si poteva trovare lo spiraglio per il pre-Parigi, se avessimo battuto una Serbia non irresistibile. :(

- E passiamo ai due piatti ricchi. Semifinale Spagna-Ungheria: va dato atto alle magiare di aver messo in piedi un'opposizione credibile, cosa che non sembrava essere nel primo tempo; ma la partita è sempre rimasta in mano alle iberiche, pur con sofferenza nel finale. Da considerare che è una versione della Spagna per nulla spaziale come in passato (da considerare l'assenza, sia oggi che nei quarti, di un elemento importante come Conde, infortunata, da vedere se recuperabile per la finale), per quanto possa vincere l'oro. Ha trovato un'Alba Torrens rinata dalle sue ceneri, ciclonica e determinante come ai tempi belli, dopo un lungo calvario per infortuni, che peraltro forse le ha consentito di giungere in forma adesso mentre altre sono bollite per la lunga stagione.
Fatto sta che Torrens è... un torrente in piena sin dall'inizio; le risponde Goree in un vivace 1° quarto (18-14). Un fattore importante sono le palle perse ungheresi contro la difesa intensa delle ispaniche; poi la zona delle suddite di Orban viene bucata dalle triple della solita Torrens e di Cazorla; inoltre la lunga Kiss è nuovamente spenta per l'Ungheria, né la supertorre Hatar si sveglia dal torpore di questo suo Eurobasket. Mescola tutto ciò e ottieni un +16 Spagna (38-22) che sembra pietra tombale sulla partita.
Invece nel finale del 2° periodo uno 0-6 per le magiare rianima la contesa (38-28 al 20'), dando la stura all'attacco ungaro che limita le palle perse, gioca con coraggio e trova un jolly inatteso nella guardia Studer, che colpisce a ripetizione. Nel finale del 3° quarto si scuote anche Hatar, mentre la Spagna vivacchia, sbaglia 4 liberi di fila e al 30' lo scarto è di appena 4 punti (50-46).
Anche nell'ultimo quarto l'Ungheria non molla l'osso, arriva più volte a meno 3, però le iberiche con partite di questo tipo ci fanno colazione, pranzo e cena sin dall'infanzia, per cui pur senza ammazzarla non deragliano mai; nel finale Carrera e la solita Torrens segnano i canestri del break decisivo (69-60).
Torrens, sublime, 27 punti con 9/13 dal campo; Cazorla 16 per le vittoriose; Studer 13 e Goree 12 per le battute, comunque brave a confermarsi realtà vera e non fortunella casuale di questo Europeo.

- Chiusura col super-clou, Belgio-Francia. Un derby in cui il cugino povero di campagna batte quello ricco di città, per come i belgi sono visti dai francesi; ma ovviamente sul piano cestistico femminile non è una sorpresa. Questo Belgio da inizio Europeo ha mostrato più di questa Francia depauperata dalle assenze di Johannès e Williams: e nel momento della verità l'intransigenza della federazione francese sulla prima delle due è costato con ogni probabilità l'accesso in finale (se non anche l'oro).
Partita dai due volti. Sontuoso il Belgio nei primi due quarti; Meesseman dispensa classe sopraffina, segnando anche due triple, distribuendo assist, insomma tutto; Vanloo tira tutto il tirabile ma, almeno nella prima parte, segna spesso e volentieri; dopo un inizio contratto per ambo le parti, il Belgio vola così sul 18-8 a fine 1° quarto (missile acrobatico di Vanloo allo scadere); la Francia si riavvicina con la venerabile Gruda (28-23) ma poi subisce una spallata che potrebbe stenderla, un 13-1 sul finire del 2° quarto che porta il Belgio anche a +17, poi limato a +14 all'intertempo (44-30).
Tutt'altra musica nella ripresa, con il Belgio visibilmente in calo d'ossigeno (pagando la scarsissima profondità) e la Francia che alza il tono della difesa, arginando una Meesseman che incappa in qualche palla persa di troppo e sbaglia anche qualche tiro (sì, è normale per gli esseri umani, per lei meno). In più, l'armadio Linskens va a sedersi con 3 falli e le alternative scarseggiano. Buon per il Belgio che la Francia è tutt'altro che fluida in attacco, a parte la classe di Gruda; male Vukosavljevic (ex Ayayi) e le esterne. Il Belgio mantiene un +13 (51-38) ma nel finale di 3° quarto si rianimano le suddite di Macron con l'impatto di Chartereau: la giovane ala dalle spalle larghe firma 8 punti di fila (54-46 al 30').
Nell'ultimo periodo continua l'inseguimento francese; ambo le compagini paiono in sofferenza, l'una nel trovare continuità per risalire (solito giuoco francese fatto di tanta esecuzione e pochissima creatività), l'altra nel fare appello a energie che ormai non ci sono più. I primi 5', dopo uno scambio di triple Vukosavljevic-Allemand, offrono poco; si è sul 61-53 al 35'. Poi Meesseman sembra mettere la parola fine con un gran 1 contro 1 (63-53). Invece emerge la piccola Fauthoux con due penetrazioni consecutive più aggiuntivo (nel secondo caso fallendo il libero): 63-58 a 3' dal termine. Meesseman, sempre lei, realizza dalla media (65-58) ma l'asfissia belga è sempre più evidente; la maggior profondità francese dà frutti con Salaun che pesca una tripla dall'angolo, Badiane che segna su un gioco a due ben eseguito e si è sul 65-63 a -1'20". Thrilling: Allemand getta un apssaggio, Meesseman scippa Fauthoux (classe da campionessa), collisione tra Linskens e Fauthoux in zona d'attacco belga con la povera francese che finisce demolita ma gli arbitri le danno fallo; secondi che si consumano a favore del Belgio che però sbaglia con Vanloo; grande occasione per la Francia ma Linskens "mura" Fauthoux in entrata e Allemand chiude con due liberi a tempo quasi scaduto (67-63). :woot: Meritata per il Belgio (prima finale dopo anni di tentativi) ma c'è mancato poco al sorpassone clamoroso.
Messia Meesseman 24 punti con 9/17, 6 rimba e 5 assist, Vanloo 18 pur con 5/15 al tiro per le trionfanti; Gruda 17, Chartereau 13 per le battute. Le quali non saranno in finale dopo 5 edizioni di fila in cui avevano sempre perso: forse un sollievo...
Chi vincerà l'oro? :unsure: Per quanto fatto nell'edizione, e anche per la qualità del suo quintetto, meriterebbe il Belgio, però c'è l'incognita delle energie residue, e la Spagna tradizionalmente è una macchina in finale (tranne quando gioca contro gli Usa, ma è inevitabile).

- Nota finale sul pubblico. Dopo il deserto assoluto di spareggi e quarti, stavolta c'era un deserto relativo, ovvero circa 1500 anime che però nell'immensa Stozice Arena sembravano disperse. Resta da capire per quale motivo gli organizzatori si siano intestarditi a usare un impianto da 12.500 posti se non avevano la minima speranza di riempirlo decentemente (o comunque non hanno fatto nulla per riuscirci). Credere in un miracolo sloveno era oltre ogni razionalità. Brutta immagine queste tribune immense e spopolate. Per fortuna ci si diverte lo stesso.

venerdì 23 giugno 2023

Eurobasket, quarti: Ungheria thriller, le "big" asfaltano

 - E' una raffinata forma di masochismo, assistere ai quarti di finale di Eurobasket cercando inutilmente di non pensare, almeno per mezzo attimo, che avremmo potuto e dovuto esserci anche noi. Foss'anche a prenderne un sacco e una sporta dalla Francia, ma non credo che avremmo fatto la stessa figura del Montenegro.

E' vero che probabilmente il nostro destino sarebbe probabilmente cambiato poco perché avremmo perso, magari con onore, contro Gruda e compagne, e poi ci saremmo giocati il Preolimpico contro la Serbia, non da favoriti, e quindi mancando l'obiettivo, anche se le slave oggi sono state annientate da un Belgio che noi avevamo messo in difficoltà. Ma se mio nonno aveva tre ruote era una carriola: il treno è passato, l'abbiamo perso.
In realtà il treno migliore, come già dicevamo, era quello su cui è salita la Rep. Ceca, che ha trovato un'Ungheria abbordabile e stava per infilzarla, cosa che poi non è successa solo per episodio fortuito (vedi sotto), evitandoci quantomeno un aggravio della crisi depressiva che c'attanaglia da lunedì sera.
La sostanza è che si conferma quella che era la nostra speranza alla vigilia dell'Europeo: dietro le 3 più forti (credevamo 4 ma la Serbia è decaduta) c'era spazio per chiunque fosse bravo a cogliere l'occasione. Esattamente quello che noi non siamo. :cry:

- E' stata l'unica partita con un minimo di pathos, quella tra magiare e ceche, anzi ben più di un minimo. L'Ungheria, che non andava in semifinale da 26 anni, è contratta e legnosa per un quarto e mezzo, ma limita i danni e si distende bene tra metà 2° e metà 3° quarto, volando sul +16 (40-24) con Goree in evidenza. La Rep. Ceca (tornata senza Vorackova così come all'esordio con noi) conferma di avere carattere e risale punto su punto finché, nell'ultimo minuto, Stoupalova segna il meno 1 da rimbalzo offensivo; l'Ungheria fa 0/2 ai liberi; Zeithammerova inventa una brillante penetrazione con finta di palleggio verso sinistra e cambio di direzione puntando a canestro: clamoroso 60-61 a -11".
Succede poi che l'Ungheria perde palla, e quindi sarebbe spacciata; ma chiede il challenge video e gli arbitri (forse a torto!) le assegnano la palla. Rimessa da fondo in zona d'attacco; Dubei riceve e quasi al volo scocca un tiro dal gomito che s'insacca a -3 secondi (62-61). Allo scadere Brezinova tenta la tripla ma viene fuori una sassata informe; chiede il fallo saltellando e gesticolando imbufalita, ma non le dà retta nessuno. Goree 17 punti, Dubei 10+11 rimb. per le vincenti (solo 5 di Kiss che era stata protagonista finora), Stoupalova 20 per le battute.

Belgio strepitoso, una sinfonia di basket alla quale peraltro la Serbia ha fatto da spettatrice non pagante, annichilita da un 28-8 nel 1° quarto; qualche sussulto solo nel secondo, ma non oltre un meno 14; nella ripresa è ricominciato il monologo di Meesseman e associate (93-53). La superstar sciorina un clinic di gioco totale chiudendo con una tripla doppia, prima nella storia della competizione: 15 punti, 13 rimbalzi, 10 assist. :B): Anche 15 Allemand, 14 Linskens e Vanloo. Per la Serbia solo Anderson incisiva, 20.

- Sono seguiti altri due monologhi, con ancora meno sapore, perché sono stati quei tipici "tanto a poco" in cui la più forte non deve neanche spremersi perché la sfavorita sembra Cenerentola dopo la mezzanotte, con la carrozza che ritorna zucca. Il Montenegro che ci aveva spezzato le reni con quel parziale di 21-0 non fa nemmeno il solletico a una Francia che (ricordiamo) è senza le sue due giocatrici migliori (Johannès e Williams); del resto Mack contro le lunghe francesi è senza speranze e Jovanovic, la nostra giustiziera, si fa male dopo meno di 5'. Finisce 89-46 (20 per Badiane, 18 per l'eterna Gruda) ed ennesima semifinale per la Francia. Col Belgio potrebbe considerarsi una finale anticipata, ma con prudenza.

- La Spagna continua a non sembrare stellare (e infatti non lo è), ma ne ha abbastanza per cancellare una Germania che mostra la sua disabitudine a giocare a questi livelli, sembrando (48 ore dopo aver rifilato 79 punti alla Slovacchia) improvvisamente ignara di come si faccia canestro, tanto che finisce con 9/36 da 2 e 18 perse. La Spagna fa semplicemente il suo e vince 67-42 (Gil 13). Vedremo se l'Ungheria saprà opporre più resistenza in semifinale o se pagherà lo stesso scotto della disabitudine alle alte quote.

- Per andare al Preolimpico gli spareggi sono dunque: Rep. Ceca-Germania e Serbia-Montenegro (derby).

giovedì 22 giugno 2023

Parisato dopo la debacle a Eurobasket + commento mio

 Ho captato da Facebook questo intervento di Ezio Parisato, noto seguitore del femminile e fino a poco tempo fa dirigente responsabile delle selezioni giovanili lombarde:


Da unico sopravvissuto italico giunto a lubljana (forse con Migliola) sfrutto le pause dei quarti per leggere i commenti alla nostra prima fase. Sono un po' per cui aiutano nei tempi morti... Alcuni condivisibili altri un po' po' meno. Denominatore la ricerca delle colpe, per il alcuni il coach per altri le giocatrici inadeguate. Come chiosa personale aggiungerei il fatto che le nostre sono ben poco abituate ad essere protagoniste nella nostra A1 per il semplice fatto che con 3-4-5 straniere per squadre e' ovvio che le palle pesanti le giochino loro.
Ciò è un ovvio scarico di responsabilità per le nostre italiane per cui quando ci sono da giocare palle determinanti è poca l'abitudine a farlo. Certo, ciò non toglie che almeno il Montenegro (non certo una potenza europea) si possa e si debba battere lo stesso ..
La riflessione è però su come poter "allenare" maggiormente le nostre ragazze. Da quanto bolle in pentola pare si arrivera' a breve alla superlega. Si può storcere il naso pensando a 8/10 squadre fatte per la maggior parte di straniere, però di contro.molte italiane eleggibili per la nazionale troverebbero spazio e responsabilizzazione in un campionato autoctono.
Quanto al settore giovanile molti si chiedono perché fino a U20 Siam competitivi e poi ci perdiamo. Primo motivo quello sopra detto ma tranquilli, con le nuove norme siam destinati a fare acqua anche lì.
Il COVID ha massacrato le annate 2006/7/8. Il lavoro decentrato ai crl per l attività giovanile ha fatto il resto. Dulcis in fundo (magari per necessità) via libera ai tesseramenti delle straniere fino alle finali nazionali per cui prepariamoci a sempre più ai vari Frascati, Alghero, Campobasso (bella squadra cmq anche senza quinonez e queiroz) ecc. Con tanto di investimenti remunerativi sulle giovani straniere.
Certo ci sta nel tempo della globalizzazione (e commercializzazione) ma questo sembra autorizzare chi fa le scelte con le sue poche idee tecniche a impoverire sempre più il movimento.
Meglio passare al campo va... Raca contro Vanloo e la divina Messeman... Consoliamoci


Commento mio: hai mai visto convocato un elemento di A2 per un grande appuntamento internazionale solo perché nella sua categoria si prende tante responsabilità? Io non l'ho visto.

Doveva Lardo convocare, ad esempio, Toffali e Crudo perché hanno vinto da protagoniste le finali di A2 facendo le giocate decisive? Non credo.
Non ho presente a chi fai riferimento come giocatrici della nostra A2 che se la stanno cavando bene all'Europeo, ma ad esempio Cvijanovic che da noi fa la differenza (in A2) cos'ha combinato? Poco o nulla. Ma comunque chi chiama giocatrici della nostra A2 sono piccole nazioni che hanno una base di convocabili molto ristretta.

Quindi la sostanza del discorso di cui sopra è che non concordo con Ezio Parisato sul nesso tra mancanza di responsabilità per le italiane di A1 (a causa delle molte straniere) e la nostra debacle col Montenegro. Perché se noi creassimo artificialmente un campionato di A1 dove le italiane sono protagoniste (eliminando le straniere) cosa otterremmo se non una fotocopia dell'A2 attuale, che però non fornisce nulla di utile per la Nazionale (se non a lungo termine, come palestra di crescita per giocatrici, che però poi devono passare dall'A1)?
Chiaro che poi bisognerebbe trovare un punto di equilibrio ideale sul numero di straniere, perché troppo poche ammazzano il livello del campionato, ma se si arriva a 5 come si sente dire, si ammazza la presenza italiana e allora anche lì la nazionale ne risente.

Il discorso sulla partita col Belgio: ti invito a valutarla meglio. La partita non era ininfluente perché, è vero che si poteva perdere, ma vincendola eravamo secondi con un tabellone molto migliore, e comunque non riesci a giocare alla pari col Belgio se non hai qualità tecnica, come si è visto con le squadre che il Belgio ha asfaltato (cioè finora tutte tranne noi).

Ma se il discorso è che nel crollo dell'indomani sono pesati fattori mentali e solo in minima parte tecnici, allora non siamo in disaccordo su quello. 

mercoledì 21 giugno 2023

Eurobasket, spareggi: azzurro nero contro il Montenegro. Depressione totale e senza rimedio

 Perché stavolta fa più male del solito? In fondo è la vecchia storia di sempre, il film rivisto e stravisto che ogni volta ci perseguita, l'incubo ricorrente che vorremo scacciare ma ritorna peggiore di prima: l'uscita di scena prematura dell'Italdonne, fra le lacrime o con le facce pietrificate di chi non riesce a capacitarsi di aver giocato così male, non l'ha inventata questa generazione di giocatrici. Nell'epoca Macchi/Masciadri/Zara addirittura non siamo nemmeno arrivati agli Europei per 3 volte di fila; e quando giocammo in casa a Chieti superammo un turno ma mancammo i quarti, proprio come stavolta.

Più raramente ci è capitata una variante più nobile, ma non meno dolorosa, dell'incubo, cioè la sconfitta rocambolesca dopo aver sognato in grande (2009: finalina 5°posto con la Grecia, valida per i Mondiali; 2013: quarto di finale con la Serbia; 2017: meglio non evocare la Lettonia), fallendo comunque l'obiettivo.
Insomma: dopo la sconfitta nello spareggio col Montenegro non entriamo fra le prime 8; siamo fuori dalle Olimpiadi, ma è la settima volta di fila, capirai che novità.
Eppure stavolta è la peggiore di tutte, almeno per la quantità di Maalox necessaria a digerirla. Perché più di altre volte sembrava "quella buona" (mica per vincere, per carità, ma almeno per il Preolimpico), perché eravamo tornati sugli schermi Rai dopo secoli, perché venivamo da mesi dove (sia pur con le debite proporzioni e mille asterischi) si percepiva una crescita d'interesse, vedi i record di pubblico in A1 e A2, un club italiano alle F4 di Eurolega dopo 21 anni, l'imminente arrivo delle metropoli in A1. Niente, tutto alle ortiche nel più brutale dei modi, con una prestazione che speriamo sia stata vista da meno gente possibile (grazie alla contemporaneità con la finale scudetto maschile). :cry: Hai voglia poi a ripetere il mantra "ci vuole più visibilità": ma combineremo mai qualcosa per meritarcela? Per ora no.

- Nel crollo di due anni fa con la Svezia c'era la possibilità che la presenza dell'ex c.t. Crespi sull'altra sponda avesse influito sia a livello tattico che mentale. Stavolta c'era l'ossigenata Skerovic, recente ex giocatrice, sulla panchina del Montenegro che ci ha non battuto, ma seppellito. In entrambi i casi per noi c'era Lardo. Uno spot in favore della panchina alle donne (sottinteso: Cinzia Zanotti o un'altra papessa), anziché ai coach provenienti dal maschile? :o: Tutto è possibile pensare, dopo una serata del genere, ma l'impressione inquietante è che se anche ci fosse stato Obradovic (il guru europeo del maschile) o Marina Maljkovic (un'eccellenza del femminile), e come avversaria l'Albania, non sarebbe finita in modo molto diverso. Perché se la stessa squadra passa nel giro di 24 ore da giocarsela quasi alla pari col Belgio a farsi dare 21 punti di scarto in 13 minuti dal Montenegro (che aveva battuto Grecia e Lettonia, di misura, e retto 3 quarti prima di crollare con la Spagna, quindi benino ma nulla di spaziale), è difficile trovare una spiegazione che non sia in primis mentale.
Si potrebbe obiettare che non sistematicamente sotto pressione crolliamo: contro Israele, per quanto mediocre fosse l'avversaria, era un "dentro-fuori" per noi, e l'avevamo superato bene. In fondo, anche nelle qualificazioni, in Slovacchia, c'eravamo presi una bella vittoria in rimonta (anche se ormai quasi 2 anni fa).
E allora? Avevamo speso troppe energie mentali e fisiche col Belgio? Può darsi, ma il Montenegro, con una rotazione corta, aveva lottato fino all'ultimo con la Lettonia per qualificarsi. E in ogni caso non potevamo rinunciare a giocarcela, perché vincendo saremmo arrivati secondi, e avremmo preso il corridoio favorevole nel tabellone.
Com'è, quindi, che il Montenegro arriva, fa la sua partita, nulla di eccezionale ma in linea con quello che sa fare, mentre noi smarriamo tutto quello che sapevamo fare fino a 24 ore prima? Giusto per non escludere del tutto la pista tecnico-tattica, può darsi che il Montenegro, per quanto meno forte del Belgio, avesse caratteristiche indigeste per noi: la naturalizzata che fa la voce grossa in area, un gioco atipico e abbastanza imprevedibile anziché quello più "classico" delle belghe, ma mentre lo scrivo già ci credo poco. :huh:
Ancor meno è credibile che fosse scattata una sorta di rassegnazione per il tabellone difficile che ci era capitato: battendo il Monte saremmo incappati nella Francia e poi probabilmente nella Serbia per andare al Preolimpico.
Potrebbe allora essere stata una casualità: magari la testa all'inizio c'era, e se la rigiochi 10 volte ne vinci 7 o 8 (come credevano i bookmakers, che ci davano ultra-favoriti, per quel che vale), mentre stavolta è capitato che vedi Zanda fuori partita, vedi i tiri da 3 che non ti entrano, le lunghe che fanno cross da sotto, mentre di là fioccano triple ed entra una 2003 che ti fa il paiolo; e allora ti scatta la depressione che ti ammazza. Ok, ma che pretendiamo, a questi livelli? Una partita senza contrattempi, tutto liscio, un avversario che si arrende senza combattere? Non c'è.

- Ecco perché, sommando e strologando, viene da pensare che sarebbe finita male chiunque avessimo avuto davanti. E il peggio è che non si vede a cosa possiamo aggrapparci per l'ennesima ripartenza. Almeno uscissimo sì pesti e delusi, ma con la consolazione che "tra due anni faremo meglio perché....". Per carità, non è che abbiamo fatto schifo dall'inizio alla fine di questo Europeo, ma se nel momento della verità tutto è crollato, sì, puoi tenerti gli spunti discreti che in tante hanno offerto a sprazzi, ma chi ti garantisce che la prossima volta che ci ritroveremo al bivio tra successo e fallimento non scatterà di nuovo la paralisi?
Cambieremo, immagino, il c.t.; arriverà qualche altro volto nuovo in campo; ma intanto sta trascorrendo un'intera generazione di giocatrici che mieteva medaglie giovanili ma rischia di finire la carriera senior senza ottenere nulla.
Sostanzialmente aspetteremo altri due anni, sperando che prima o poi una nostra selezione azzurra riesca ad abbattere il muro anziché prendere l'ennesima craniata.

- Esaurite le lamentazioni, andiamo alla cronaca succinta, tanto per stare ai fatti e non alle interpretazioni.
La partita sembra normale, anche se giocata maluccio da entrambe le parti, fino all'8-8 dopo 5'30". Ambo le squadre sparacchiano da 3 (il loro spauracchio Mack non vede quasi un pallone per un quarto intero). I nostri primi 3 punti sono di Zanda in canestro-e-fallo su taglio: incredibilmente resteranno gli unici suoi punti fino a una tripla da 8 metri a babbo morto, quasi beffarda per l'inutilità della bellezza stilistica. Abbiamo poi un canestro di André, due liberi di Santucci e uno di Spreafico.
Dopodiché inizia l'impensabile: un break di 21-0 per il Montenegro (21-0 per il Montenegro, ripetiamo), :woot: innescato da una tripla di Jovanovic (autrice dei primi 11 punti delle sue) e alimentato dalla verve della guardiola del 2003 Lekovic, che penetra come nel burro. Per 8 minuti e mezzo d'inferno palesiamo una difesa inconsistente e un attacco ora confusionario, ora impreciso anche su tiri decenti. Tanto da suscitare l'incazzatura di Lardo, in un timeout ("siamo rincoglionite?", o qualcosa del genere, domanda), ma temo sia difficile ottenere effetti con la severità quando hai abituato la squadra alla mitezza; e infatti lo scempio continua. Il momento peggiore è quando Bestagno riceve sotto canestro, dovrebbe solo appoggiare a tabellone ma le esce qualcosa di sbilenco che non prende neanche il ferro; dopodiché il Montenegro segna sulla sirena del 1° quarto (22-8).
Quando usciamo dal tunnel, sul 29-8 dopo 3' del 2° periodo, in sostanza è già tutto finito. Abbiamo, per la verità, una discreta reazione con uno 0-10 iniziato da Bestagno e proseguito da Santucci (la migliore, o meno peggio, delle nostre), Cubaj e Villa; da notare il doppio play tentato da Lardo. In realtà però ci stava mettendo del suo il Montenegro, accontentandosi di sparacchiare da 3 per tirare un po' il fiato. Quando Skerovic richiama all'ordine alle sue, lo scarto si cristallizza (35-22 al 20').

- Ci sarebbe margine per ribaltare quei 13 punti di scarto. Ma ci vorrebbe una Zanda normale, dopo che le altre in qualche modo avevano rimesso in moto la macchina ingrippata. Invece lei sbaglia persino due liberi. Mentre Mack inizia a diventare un fattore per il Montenegro. Così tra fine 3° e inizio 4° periodo affondiamo del tutto: 52-31 sull'ennesima tripla di Jovanovic. Un minimo di orgoglio lo tiriamo fuori, con uno 0-7 per noi, ma non si va oltre. Finisce 63-49, noi con 17/46 da 2, 2/18 da 3, 9/14 ai liberi (e dove vai con quelle cifre?), André 10 punti, Santucci 8+8 rimba, 4 ass. e 5 rec., Pan 7; Zanda 6 con 2/8, Keys 0 con 0/4.
Il Monte con 20/37 da 2, 5/20 da 3 (nemmeno chissà che), 8/17 ai liberi (anche qui scadente), Jovanovic 17, Lekovic 15, Mack 13+15 rimba.

Nota ambientale, anche se non c'entra con la nostra debacle. Siamo abituati storicamente ai vuoti pneumatici sulle tribune quando non c'è la squadra di casa; ma per questo Italia-Montenegro si è battuto ogni record negativo. Non c'era letteralmente nessuno. Tanto che a un certo punto si è vista la mascotte del torneo penosamente stravaccata sugli spalti, in assenza di pubblico da intrattenere. :sick:
Ora, capisco che a Tel-Aviv, in una serata di lunedì, non susciti grande interesse un ottavo di finale tra due nazioni europee (visto che tutto sommato là è Asia); ed è comprensibile che nessuno dall'Italia o dal Montenegro si sia disturbato a venire così lontano da casa; ma è possibile che in una città appassionata di basket (maschile) si fatichi a trovare 100 anime disposte ad assistere? Che prezzi c'erano? Casomai pagate la gente per entrare, anziché mostrare uno scenario così deprimente. Un tops (contrario di spot) per la pallacanestro.
Molto simile la situazione a Lubiana; problema aggravato dal fatto che si sono messi in testa di usare l'arena da 11.000 posti, per cui anche i 2.500 che ha messo dentro la Slovenia nelle sue partite (nemmeno malaccio di per sé; a Tel-Aviv per Israele circa 1.500) sembravano dispersi nel vuoto. E adesso che la Slovenia è fuori, che si fa? Oggi per il primo dei due spareggi giocati lì, era una pena: in Promozione o serie C si vede più gente. Poi è arrivato qualcuno in più per la Serbia, ma poca roba davvero.

Gli altri spareggi. "E la vita continua, anche senza di noi, che siamo lontani...", cantava Vasco Rossi. :wacko: La Rep. Ceca è nei quarti, provocando un ulteriore aggravio del nostro malessere biliare. :angry: Ma se l'è meritato, infinocchiando prima noi e lunedì la Grecia, ancora in volata, 79-76; partita appassionante, con le ceche però sempre avanti nel finale; sul meno 3 tripla sbagliata dalle elleniche, Fasoula segna su rimbalzo offensivo (forse faceva meglio a riaprire fuori), Holesinska fa 2/2, rimane tempo solo per una preghiera da 3 che non va (Holesinska 19 per le vittoriose, Fasoula 26 e Spanou 22 inutilmente per le battute). Vorackova ha giocato solo 4'30", probabilmente per il riacutizzarsi del problema che l'aveva tenuta fuori contro di noi. La Rep. Ceca sfiderà l'Ungheria ed è una grossa occasione per entrambe.
La Germania conferma le buone impressioni del girone (già destate nell'amichevole di Pordenone con l'Italia): doma la Slovacchia 79-69 senza mai soffrire dal 3° quarto in avanti; dominante Guelich, 26 punti con 13/18; Fiebich 15. Pensare che mancano alle tedesche le sorelle Sabally (in WNBA), altrimenti era materiale da medaglia; e chissà che non lo sia comunque, se fanno il colpo con la Spagna. La Germania non si qualificava ai quarti dal 1997; è un movimento in crescita come si stava già notando nel maschile.
Infine la Serbia, che non aveva un cliente facile nella Gran Bretagna, la batte 66-60 gestendo un piccolo margine per tutto l'ultimo quarto; Nogic 16 punti, non bastano 20 di Fagbenle. La Serbia va contro il Belgio nel quarto più "ferrigno", che entrambe avrebbero volentieri evitato.