sabato 17 giugno 2023

Eurobasket, 2^ giornata: Zanda-show (e non solo) con Israele; siamo ancora vivi

 - Intorno all'ora di pranzo di venerdì 16, qualche lieve timore sui destini azzurri ci perturbava, per non dire più volgarmente che veniva da farsela addosso. :woot: Il risultato di Belgio-Rep. Ceca, un urticante 84-41 a sfavore di chi ci aveva battuto il giorno prima, sembrava infatti mandare in fumo la rasserenante supposizione che ci aveva consentito di prendere sonno la sera prima, ovvero che Israele (meno 49 col Belgio alla prima giornata, quindi non molto peggio) fosse poco più che un materasso. Anche se la proprietà transitiva degli scarti è sempre fallace.

Aleggiavano fantasmi di un'eliminazione precoce, due anni di lavoro buttati via in due giorni; l'ennesimo ritorno alla casella di partenza; l'ennesimo rinvio dei sogni di riscatto, eccetera.
In realtà poi la partita con le ebraiche (davanti a un pubblico notevole) è stata ben incanalata e ben gestita dalle nostre: 16-7 dopo 3 minuti e rotti, con Santucci (soprattutto) e Spreafico martelli da 3. Nel finale di 1° quarto, dopo un riavvicinamento israeliano, è iniziato il primo Zanda-show, e dopo il 30-18 al 10' siamo sempre stati in doppia cifra di margine salvo un breve momento nel 2° periodo: 47-31 al 20', 67-45 al 30', anche +27 nel finale salvo subire un mini-rimontino israelitico, giusto per l'onore, sino a -17 prima che Zandalasini fissasse il tondo +20 (88-68) con l'ennesima tripla di giornata. Insomma, per una volta una partita tranquilla; ci voleva dopo lo shock di giovedì. Soprattutto, siamo qualificati alla seconda fase. Poco, per adesso, ma dopo la paura di non arrivarci nemmeno, è già qualcosa.

- Quando tiriamo 13/25 da 3 e segniamo 88 punti, siamo bravucce e anche piacevoli da vedere; il problema è che questo ci riesce contro avversarie come Israele, cioè non disprezzabili sul piano tecnico ma alquanto "lasche" in difesa, ovvero con poca pressione e poca fisicità, ideali per lasciare campo libero al nostro tasso tecnico che non è scarso. Eloquente il fatto che nel solo 1° quarto, anzi nei primi 5 minuti, ci abbiano concesso per tre volte un gioco da 4 punti (tripla col fallo), forse un record.
Condizioni, insomma, ideali per noi, il che non ci impedisce di apprezzare l'inizio a forte impatto di Santucci (buona reazione alla prova opaca con la Rep. Ceca), i 16 punti con 5/10 da 3 per Spreafico, la solita André che non fa scintille ma è affidabile (10 con 5/6); e ovviamente la prestazione di Zandalasini, 33 punti con 7/9 da 2, 5/7 da 3, 7 rimbalzi e 4 assist (messi insieme con una serie di fiammate nei finali di ogni quarto).
Numeri che non descrivono la bellezza stilistica di quello che ha fatto, l'esibizione di arresto-e-tiro, giro-e-tiro, sospensioni da ferma anche da 8 metri (con elevazione vera, non il foglio di giornale che è abituale nel femminile), eccetera. Spettacolo da godersi senza fregole di ridimensionarlo per via della modestia dell'avversario (la quale è effettiva, ma non è che ogni mattina una s'alza dal letto e va a segnare 33 punti contro Israele), però è evidente che varrà a poco se non troverà seguito nelle partite a venire. Sul piano tecnico (non mi addentro in quello mentale), la chiave per Zanda è il tiro da 3, che è ondivago: se le entra con regolarità, come ai tempi belli dell'Europeo 2017, diventa immarcabile; altrimenti rimane la bellezza stilistica ma non ci fai la polenta, con quella. Soprattutto perché i suoi tiri, salvo quando va in penetrazione sfruttando la non poca potenza di cui è dotata, sono sempre ad alto tasso di difficoltà. E se non c'è la mira, diventano errori. Il problema per noi è che abbiamo un bisogno assoluto dei suoi punti (anche se lei fa anche molto altro) perché un altro "primo violino" non lo abbiamo: Keys e Spreafico possono essere ottimi secondi violini, ma non protagoniste assolute, come Sottana dei tempi belli per intenderci.
Statistica a margine: i 33 di Zanda sono record personale in azzurro per lei, non record assoluto che rimangono i 36 di Macchi nel 2004 contro la Bulgaria. C'è andata vicino, però.

- Note negative vere e proprie non ce n'è, in una partita dominata; non esaltanti alcune prove di elementi importanti (ancora Verona e stavolta Keys), Villa in panchina per 40 minuti dopo essere stata tra le migliori il giorno prima. Ma non faremo personalismi quando c'è da raggiungere un obiettivo di squadra.

- E' chiaro che se dovessimo dare un voto all'Italia per queste prime due giornate, peserebbe più la sconfitta con la Rep. Ceca che la vittoria su Israele. Ma sarebbe come fare un bilancio di una gara di atletica dopo due giri su quattro o cinque. Il k.o. con la Cechia potrebbe anche non valere nulla, se domani battiamo il Belgio e finiamo primi. Oppure se perdiamo col Belgio ma finiamo secondi lo stesso (in caso di vittoria israeliana sulla Rep. Ceca). Oppure potrebbe persino succedere che arriviamo terzi, ma scopriamo che conviene, perché magari ci tocca un accoppiamento migliore: nel girone A, quello cui siamo abbinati, le posizioni sono ancora tutte da definire. Insomma, gli sversamenti biliari e i processi rimandiamoli quantomeno a dopo lo spareggio. Dice il saggio: "in un torneo, l'unica sconfitta irreparabile è quella che ti elimina". -_- E per ora, in questo Eurobasket, a noi non è capitato.

Le altre. E' invece già capitata la sconfitta irreparabile a una delle due squadre ospitanti. Mani nei capelli, immaginiamo, per la Fiba, visto che alle partite senza le nazionali di casa c'è il deserto (annoso problema; certo che se giochi in un'arena da 11.000 posti come quella di Lubiana si nota di più...). La Slovenia cade di misura anche con la Germania, 62-66, subendo il sorpasso nell'ultimo quarto; più profondità per le teutoniche, mentre le nostre confinanti hanno avuto 20 da Friskovec ma nel complesso non sono riuscite in questi ultimi anni, dopo essere sembrate in promettente crescita, a sviluppare un novero sufficiente di giocatrici di livello. Poi hanno anche avuto sfortuna a trovare un girone duro. Infatti la Francia ha faticato a battere la Gran Bretagna anche se è sempre stata avanti; anche qui più profondità per le vincenti, mentre le britanniche si sono affidate alla solita Fagbenle (20).
Colpaccio della Grecia sulla Lettonia (73-65) nel girone che c'interessa per la seconda fase: 22 a testa per Fasoula e Spanou, le due combattenti d'area; lèttoni ridimensionate dopo l'impresa sulla Spagna, la quale ha battuto il Montenegro e quindi sono tutte 1-1 in quel gruppo; Grecia-Spagna e Lettonia-Monte sono due spareggi secchi, con la scialuppa di salvezza per la perdente che avrà la fortuna di finire pari con la squadra battuta in precedenza.
La partita più thriller della seconda giornata è stata fra Turchia Ungheria. Le suddite di Erdogan rimontano da meno 7 a 3' dalla fine e vincono 69-68 con un piazzato di Uzun per il sorpasso e uno stoppone monumentale di McCowan (14 punti e 15 rimbalzi) su Lelik (top scorer magiara con 18), inchiodandole sul tabellone l'entrata della potenziale vittoria. In quel girone è vaso di coccio la Slovacchia, mentre la Serbia è a punteggio pieno.
Finora è ovviamente il Belgio ad avere impressionato di più: 92 punti di scarto in due partite, persino troppo se, insegna l'esperienza, essere al top nelle prime due giornate non vuol dire esserlo quando conterà davvero. Constateremo noi stessi, domenica, se Meesseman e compagne sono così stellari come sono parse finora.

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