- Sabato grasso a Lubiana, una non-stop di 10 ore per quattro partite ad elevata, anche se differente, posta in palio. E rispetto al giovedì dei quarti (quando 3 partite su 4 avevano fatto addormentare) ci si è emozionati dalla prima all'ultima.
Si è partiti poco dopo mezzodì con un Germania-Rep. Ceca, spareggio per il Preolimpico 2024, assolutamente rocambolesco. Dopo 3 quarti a comando alterno, le ceche comandavano per quasi tutto l'ultimo, anche a +9; le tedesche rosicchiavano punto su punto sino ad arrivare a portata d'aggancio, ma sembravano condannarsi con le proprie mani quando Guelich falliva i due liberi del pareggio e sul rimbalzo anche una tripla teutonica non dava esito. Tuttavia veniva assegnata rimessa alla Germania, la quale stavolta, proprio sulla sirena, pescava il cilindro dal coniglio (o viceversa) con un tiro quasi al volo di Fiebich che, di tabella, s'insaccava esattamente al brusio della sirena, gelando le ceche (63-63).Ancora più rutilante il supplementare, in cui la Germania, anziché viaggiare sull'euforia per il pareggio in extremibus, smarriva la bussola, mentre le ceche volavano sul +6 (63-69) a -1'30". Di nuovo parevano spacciate, le ex suddite della Merkel, ma sciorinavano indubbio carattere, pareggiando (dopo un canestro da 2) con una clamorosa tripla dall'angolo di Brunckhorst più aggiuntivo (69-69). Negli ultimi secondi errore delle ceche, ormai in confusione, e fallo pescato da Fiebich a 1 secondo e mezzo dalla sirena. L'ala tedesca segnava il primo libero, ci si aspettava che sbagliasse il secondo per togliere ogni chance alle avversarie, invece segnava; quindi ultima chance per la Rep. Ceca dopo timeout, ma la tripla non andava. Pazzesco 71-69 per la Germania che vede coronata la sua crescita portandosi a casa la chance olimpica. Se avrà anche le sorelle Sabally, di stanza in WNBA, possono fare ancora meglio perché il gruppo è giovane.
Fiebich 17 punti, Bessoir (classe 2001, e qui ci vengono rimpianti perchè le nostre pari età la battevano, nelle giovanili) 16, Guelich 15 per le trionfanti; Zeithammerova e Stoupalova 12 per la Rep. Ceca, alla quale va comunque un applauso perché solo per sfiga micidiale (e qualche demerito nei momenti caldi) ha perso prima i quarti, poi lo spareggio con identico punteggio, dopo aver peraltro ciulato noi in volata all'esordio. Inutile rivangare (ma lo facciamo lo stesso) che se avessimo battuto le ceche, compito non impossibile, saremmo stati noi contro la Germania per il Preolimpico, dopo aver sfidato l'Ungheria nei quarti. Lacrime amare, non sarete mai troppe.
- Meno pirotecnico ma non scontato il successivo derby Serbia-Montenegro. Le favorite serbivore comandavano tutta la partita con un margine in progressione; dal +12 a inizio 4° periodo, però, smarrivano la presa, subendo la rimonta del cocciuto staterello che un tempo era loro suddito; si giungeva ad appena 3 cortezze di distanza (61-58) a 20 secondi dalla fine, ma Jankovic non tremolava dalla lunetta fissando il punteggio (63-58). Minimo sindacale per una Serbia campione uscente, indebolita fatalmente dall'addio delle "big" di sempre. Qualcosa di nuovo s'è visto, oltre alla garanzia Anderson, ma non abbastanza per restare nell'elite assoluta.
Anderson 23 punti + 5 assist, Crvendakic 11 per chi ha vinto; Mack 20+13 rimbalzi, la 2003 Lekovic 18 (già notevole contro di noi, ricordiamo) per chi ha perso.
Perlomeno non ci tocca la tortura di vedere il Montenegro al Preolimpico, ma al tempo stesso dobbiamo tirare altre craniate al muro perché si dimostra che anche nel lato di tabellone dove eravamo finiti, si poteva trovare lo spiraglio per il pre-Parigi, se avessimo battuto una Serbia non irresistibile.
- E passiamo ai due piatti ricchi. Semifinale Spagna-Ungheria: va dato atto alle magiare di aver messo in piedi un'opposizione credibile, cosa che non sembrava essere nel primo tempo; ma la partita è sempre rimasta in mano alle iberiche, pur con sofferenza nel finale. Da considerare che è una versione della Spagna per nulla spaziale come in passato (da considerare l'assenza, sia oggi che nei quarti, di un elemento importante come Conde, infortunata, da vedere se recuperabile per la finale), per quanto possa vincere l'oro. Ha trovato un'Alba Torrens rinata dalle sue ceneri, ciclonica e determinante come ai tempi belli, dopo un lungo calvario per infortuni, che peraltro forse le ha consentito di giungere in forma adesso mentre altre sono bollite per la lunga stagione.
Fatto sta che Torrens è... un torrente in piena sin dall'inizio; le risponde Goree in un vivace 1° quarto (18-14). Un fattore importante sono le palle perse ungheresi contro la difesa intensa delle ispaniche; poi la zona delle suddite di Orban viene bucata dalle triple della solita Torrens e di Cazorla; inoltre la lunga Kiss è nuovamente spenta per l'Ungheria, né la supertorre Hatar si sveglia dal torpore di questo suo Eurobasket. Mescola tutto ciò e ottieni un +16 Spagna (38-22) che sembra pietra tombale sulla partita.
Invece nel finale del 2° periodo uno 0-6 per le magiare rianima la contesa (38-28 al 20'), dando la stura all'attacco ungaro che limita le palle perse, gioca con coraggio e trova un jolly inatteso nella guardia Studer, che colpisce a ripetizione. Nel finale del 3° quarto si scuote anche Hatar, mentre la Spagna vivacchia, sbaglia 4 liberi di fila e al 30' lo scarto è di appena 4 punti (50-46).
Anche nell'ultimo quarto l'Ungheria non molla l'osso, arriva più volte a meno 3, però le iberiche con partite di questo tipo ci fanno colazione, pranzo e cena sin dall'infanzia, per cui pur senza ammazzarla non deragliano mai; nel finale Carrera e la solita Torrens segnano i canestri del break decisivo (69-60).
Torrens, sublime, 27 punti con 9/13 dal campo; Cazorla 16 per le vittoriose; Studer 13 e Goree 12 per le battute, comunque brave a confermarsi realtà vera e non fortunella casuale di questo Europeo.
- Chiusura col super-clou, Belgio-Francia. Un derby in cui il cugino povero di campagna batte quello ricco di città, per come i belgi sono visti dai francesi; ma ovviamente sul piano cestistico femminile non è una sorpresa. Questo Belgio da inizio Europeo ha mostrato più di questa Francia depauperata dalle assenze di Johannès e Williams: e nel momento della verità l'intransigenza della federazione francese sulla prima delle due è costato con ogni probabilità l'accesso in finale (se non anche l'oro).
Partita dai due volti. Sontuoso il Belgio nei primi due quarti; Meesseman dispensa classe sopraffina, segnando anche due triple, distribuendo assist, insomma tutto; Vanloo tira tutto il tirabile ma, almeno nella prima parte, segna spesso e volentieri; dopo un inizio contratto per ambo le parti, il Belgio vola così sul 18-8 a fine 1° quarto (missile acrobatico di Vanloo allo scadere); la Francia si riavvicina con la venerabile Gruda (28-23) ma poi subisce una spallata che potrebbe stenderla, un 13-1 sul finire del 2° quarto che porta il Belgio anche a +17, poi limato a +14 all'intertempo (44-30).
Tutt'altra musica nella ripresa, con il Belgio visibilmente in calo d'ossigeno (pagando la scarsissima profondità) e la Francia che alza il tono della difesa, arginando una Meesseman che incappa in qualche palla persa di troppo e sbaglia anche qualche tiro (sì, è normale per gli esseri umani, per lei meno). In più, l'armadio Linskens va a sedersi con 3 falli e le alternative scarseggiano. Buon per il Belgio che la Francia è tutt'altro che fluida in attacco, a parte la classe di Gruda; male Vukosavljevic (ex Ayayi) e le esterne. Il Belgio mantiene un +13 (51-38) ma nel finale di 3° quarto si rianimano le suddite di Macron con l'impatto di Chartereau: la giovane ala dalle spalle larghe firma 8 punti di fila (54-46 al 30').
Nell'ultimo periodo continua l'inseguimento francese; ambo le compagini paiono in sofferenza, l'una nel trovare continuità per risalire (solito giuoco francese fatto di tanta esecuzione e pochissima creatività), l'altra nel fare appello a energie che ormai non ci sono più. I primi 5', dopo uno scambio di triple Vukosavljevic-Allemand, offrono poco; si è sul 61-53 al 35'. Poi Meesseman sembra mettere la parola fine con un gran 1 contro 1 (63-53). Invece emerge la piccola Fauthoux con due penetrazioni consecutive più aggiuntivo (nel secondo caso fallendo il libero): 63-58 a 3' dal termine. Meesseman, sempre lei, realizza dalla media (65-58) ma l'asfissia belga è sempre più evidente; la maggior profondità francese dà frutti con Salaun che pesca una tripla dall'angolo, Badiane che segna su un gioco a due ben eseguito e si è sul 65-63 a -1'20". Thrilling: Allemand getta un apssaggio, Meesseman scippa Fauthoux (classe da campionessa), collisione tra Linskens e Fauthoux in zona d'attacco belga con la povera francese che finisce demolita ma gli arbitri le danno fallo; secondi che si consumano a favore del Belgio che però sbaglia con Vanloo; grande occasione per la Francia ma Linskens "mura" Fauthoux in entrata e Allemand chiude con due liberi a tempo quasi scaduto (67-63).
Messia Meesseman 24 punti con 9/17, 6 rimba e 5 assist, Vanloo 18 pur con 5/15 al tiro per le trionfanti; Gruda 17, Chartereau 13 per le battute. Le quali non saranno in finale dopo 5 edizioni di fila in cui avevano sempre perso: forse un sollievo...
Chi vincerà l'oro?
- Nota finale sul pubblico. Dopo il deserto assoluto di spareggi e quarti, stavolta c'era un deserto relativo, ovvero circa 1500 anime che però nell'immensa Stozice Arena sembravano disperse. Resta da capire per quale motivo gli organizzatori si siano intestarditi a usare un impianto da 12.500 posti se non avevano la minima speranza di riempirlo decentemente (o comunque non hanno fatto nulla per riuscirci). Credere in un miracolo sloveno era oltre ogni razionalità. Brutta immagine queste tribune immense e spopolate. Per fortuna ci si diverte lo stesso.
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