Ho captato da Facebook questo intervento di Ezio Parisato, noto seguitore del femminile e fino a poco tempo fa dirigente responsabile delle selezioni giovanili lombarde:
Da unico sopravvissuto italico giunto a lubljana (forse con Migliola) sfrutto le pause dei quarti per leggere i commenti alla nostra prima fase. Sono un po' per cui aiutano nei tempi morti... Alcuni condivisibili altri un po' po' meno. Denominatore la ricerca delle colpe, per il alcuni il coach per altri le giocatrici inadeguate. Come chiosa personale aggiungerei il fatto che le nostre sono ben poco abituate ad essere protagoniste nella nostra A1 per il semplice fatto che con 3-4-5 straniere per squadre e' ovvio che le palle pesanti le giochino loro.
Ciò è un ovvio scarico di responsabilità per le nostre italiane per cui quando ci sono da giocare palle determinanti è poca l'abitudine a farlo. Certo, ciò non toglie che almeno il Montenegro (non certo una potenza europea) si possa e si debba battere lo stesso ..
La riflessione è però su come poter "allenare" maggiormente le nostre ragazze. Da quanto bolle in pentola pare si arrivera' a breve alla superlega. Si può storcere il naso pensando a 8/10 squadre fatte per la maggior parte di straniere, però di contro.molte italiane eleggibili per la nazionale troverebbero spazio e responsabilizzazione in un campionato autoctono.
Quanto al settore giovanile molti si chiedono perché fino a U20 Siam competitivi e poi ci perdiamo. Primo motivo quello sopra detto ma tranquilli, con le nuove norme siam destinati a fare acqua anche lì.
Il COVID ha massacrato le annate 2006/7/8. Il lavoro decentrato ai crl per l attività giovanile ha fatto il resto. Dulcis in fundo (magari per necessità) via libera ai tesseramenti delle straniere fino alle finali nazionali per cui prepariamoci a sempre più ai vari Frascati, Alghero, Campobasso (bella squadra cmq anche senza quinonez e queiroz) ecc. Con tanto di investimenti remunerativi sulle giovani straniere.
Certo ci sta nel tempo della globalizzazione (e commercializzazione) ma questo sembra autorizzare chi fa le scelte con le sue poche idee tecniche a impoverire sempre più il movimento.
Meglio passare al campo va... Raca contro Vanloo e la divina Messeman... Consoliamoci
Doveva Lardo convocare, ad esempio, Toffali e Crudo perché hanno vinto da protagoniste le finali di A2 facendo le giocate decisive? Non credo.
Non ho presente a chi fai riferimento come giocatrici della nostra A2 che se la stanno cavando bene all'Europeo, ma ad esempio Cvijanovic che da noi fa la differenza (in A2) cos'ha combinato? Poco o nulla. Ma comunque chi chiama giocatrici della nostra A2 sono piccole nazioni che hanno una base di convocabili molto ristretta.
Quindi la sostanza del discorso di cui sopra è che non concordo con Ezio Parisato sul nesso tra mancanza di responsabilità per le italiane di A1 (a causa delle molte straniere) e la nostra debacle col Montenegro. Perché se noi creassimo artificialmente un campionato di A1 dove le italiane sono protagoniste (eliminando le straniere) cosa otterremmo se non una fotocopia dell'A2 attuale, che però non fornisce nulla di utile per la Nazionale (se non a lungo termine, come palestra di crescita per giocatrici, che però poi devono passare dall'A1)?
Chiaro che poi bisognerebbe trovare un punto di equilibrio ideale sul numero di straniere, perché troppo poche ammazzano il livello del campionato, ma se si arriva a 5 come si sente dire, si ammazza la presenza italiana e allora anche lì la nazionale ne risente.
Il discorso sulla partita col Belgio: ti invito a valutarla meglio. La partita non era ininfluente perché, è vero che si poteva perdere, ma vincendola eravamo secondi con un tabellone molto migliore, e comunque non riesci a giocare alla pari col Belgio se non hai qualità tecnica, come si è visto con le squadre che il Belgio ha asfaltato (cioè finora tutte tranne noi).
Ma se il discorso è che nel crollo dell'indomani sono pesati fattori mentali e solo in minima parte tecnici, allora non siamo in disaccordo su quello.
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