martedì 20 giugno 2023

A caldo dopo la disfatta col Montenegro: questione mentale, non tecnica

Come può la chiave interpretativa di quello che è successo essere che abbiamo carenze tecniche di base? Non il fatto che la stessa squadra che ieri (evidentemente per magia) queste carenze non le aveva, visto che ha duellato alla pari con una candidata alle medaglie come il Belgio, oggi si è sciolta in 10 minuti (10!) contro una squadra che vale la metà del Belgio, per un crac mentale che ha ricalcato in fotocopia quello di due anni fa?

La questione è che il Montenegro, così come la Svezia due anni fa, pur nei suoi limiti (perché non crederai che nel Montenegro lavorino così bene nelle giovanili che la loro nazionale non abbia gli stessi difetti tecnici della nostra, o comunque non ne abbia altri di pari gravità), fa la sua prestazione per quello che può dare, mentre noi sottoperformiamo in maniera clamorosa.

Ovviamente, come già discutevamo dopo la Rep. Ceca, non c'è una scatola nera del disastro che ci dica quale sia stata la causa esatta, ma io continuo a trovarla una tipica illusione da allenatori, quella che il risultato di una nazionale in una competizione di alto livello come gli Europei sia il risultato del "sacro lavoro in palestra" fatto negli anni della formazione... a parte che io trovo un po' offensivo sostenere, sostanzialmente, che i nostri migliori allenatori d'Italia (di cui ti auguro di far parte un giorno) non sappiano insegnare l'abc del basket, c'è proprio un'evidenza dei fatti, che ci vedono crollare ogni volta che c'è pressione... se non sai flottare o quello che vuoi, non lo sai fare e basta, non è che a intermittenza lo sai e non lo sai.

Quello in cui non entro sono le disquisizioni su dettagli tipo che al minuto 14 e 15 secondi abbiamo sbagliato un flottaggio oppure che il tal blocco è stato eseguito con 10 centimetri d'errore, roba che lascio volentieri ai supertecnici che siete in grado di squartare ogni capello in quattro su quanto succede in ogni singolo istante sul parquet.

Ma entro, eccome, in questa serie di teorie in base alle quali, salvo io abbia capito male, contro il Belgio avremmo retto punto a punto sostanzialmente per caso (in una giornata in cui Zandalasini ha fatto 1/9 da 3, alla faccia dei "tiri ignoranti" che ci sarebbero entrati a pioggia) mentre la sconfitta di oggi con il Montenegro sarebbe l'esatta fotografia dei nostri limiti tecnici. Le trovo una fotografia sbagliata di quanto è successo.
Ce n'è molti di più che stanno imputando la debacle a fattori mentali, non solo modesti forumisti ma anche la commentatrice Rai, Alice Pedrazzi, la quale un po' di basket femminile di alto livello l'ha masticato (non che per forza sia il vangelo, per carità, ma se il discorso è "gli altri dicono che...", allora io cito lei).

Se le previsioni alla vigilia dell'Europeo, stilate non da un'intelligenza artificiale ma da Paul Nilsen, il massimo esperto di basket femminile europeo, davano noi al 5° posto e il Montenegro al 14esimo, ci sarà stato un minimo di fondamento basato su una valutazione del nostro roster in rapporto a quello altrui, da parte di uno che segue tutti non solo nei 10 giorni di un Europeo? E la spiegazione è che Nilsen si è fumato qualcosa di pesante, oppure che il Montenegro quando è contato ha messo sul piatto il suo 100% mentre noi a malapena il 20%, per cui la nostra superiorità potenziale è andata a farsi benedire?

Poi, dettaglio non da poco: se fosse fondato questo sciorinare le carenze di alfabetizzazione cestistica delle nostre azzurre, allora bisognerebbe scrivere ai responsabili di Geas, Costa, Reyer Venezia, eccetera, insomma i migliori vivai d'Italia, per far presente a tutti quanti che hanno lavorato da cani. Perché qui non è questione di valutare il lavoro dei settori giovanili in generale. Probabile che nella piccola società di Roccacannuccia si lavori male, o comunque non in modo ideale. Va bene. Ma in Nazionale ci va l'elite, tirata su dal meglio che abbiamo. Qualcuna è stata pure in Ncaa: nemmeno in America si impara nulla?

Ci vedo troppa voglia di prendere la realtà a martellate per farla rientrare nei binari della tua teoria. Poi non discuto il fatto che la nostra Tizia o la nostra Caia abbiano fatto un errore banale al minuto tale e al secondo talaltro. Ma le stesse bacchettate, se uno volesse, le potrebbe tirare alle altre squadre, scegliendo gli episodi che tirano acqua al mulino della tesi da dimostrare.

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