Osti, che asfaltata. Con uno strapotere degno dei migliori gruppi Geas, Reyer e Costa dell'ultima dozzina d'anni, Campobasso sterra la concorrenza alle finali nazionali U17 di Pordenone e conquista il primo scudetto giovanile della sua storia.
La Magnolia allenata da Sabatelli (che ha preso il posto di Dragonetto poco prima della vigilia) ha agglomerato una sorta di "all star" di talenti del centro-sud: se non erriamo, Trozzola e Del Sole sono molisane, Bocchetti è campana, la 2008 Baldassarre viene dalla Puglia e la 2007 Giacchetti militava a Civitanova.Su questa torta di pregevole fattura s'aggiungono due ciliegie più grosse della torta stessa, ovvero la fisicata colombiana Moscarella e l'altrettanto fisicata, ma piste avanti quanto a talento ed esperienza, ecuadoriana Quinonez, già ben nota per il suo ruolo da semi-protagonista in A1 da varie stagioni.
- Col senno di poi (ma anche di prima), Campobasso era ai limiti dell'imbattibilità, ma c'erano dei margini di incognita nei valori di queste finali, considerando che, causa Covid, era la prima volta che le 2006 si presentavano come annata forte a una finale nazionale. E allora bisognava vedere se le supremazie teoriche si sarebbero tradotte in pratica. Così è stato, in effetti, perché le due più accreditate dopo la corazzata molisana erano Venezia e Costa, le quali si sono piazzate seconda e terza; lo spazio libero per una quarta semifinalista-outsider è stato occupato da una Stella Azzurra Roma che probabilmente era proprio la quarta del ranking.
- Sono stati pochi gli snodi in cui il copione poteva variare rispetto al previsto. Uno di questi è stato, alla terza giornata della prima fase, un Venezia-Geas che, se fosse stato vinto dalle sestesi (convincenti nelle prime due partite), avrebbe spedito la Reyer sulla strada di Campobasso nei quarti, e le suddite di Nonino invece in un corridoio favorevole per giungere almeno in semifinale. Ma Venezia ha vinto 52-47, molto tirato, e in semifinale c'è finita lei (battendo Pordenone nei quarti), mentre il Geas, peraltro faticando a piegare Trieste negli spareggi, ha sbattuto la capoccia sul muro-Campobasso nei quarti: 30-8 nel 1° quarto e saluti alla signora (alla fine 73-48 con Quinonez a 22 punti).
- Un Geas che, annotiamo fra parentesi, non si piazza fra le prime 4 alle finali giovanili dal 2018. Ma c'entra anche il fatto che il raggio dei reclutamenti si sta vieppiù ampliando, in questo periodo storico. Un decennio fa, a parte la Reyer, sembrava che nessuno reclutasse da fuori regione. Adesso c'è un gran movimento, un gran pigliare di qua e di là, ormai non solo su scala italiana ma anche dall'estero. In queste finali il ruolo delle straniere è stato consistente per non dire determinante: le già nominate Quinonez e Moscarella per Campobasso, Ivane per Venezia, Brzonova per la Stella Azzurra, Thyka e Diop per Frascati, Berzina per Pordenone (lista non esaustiva, ma credo di aver nominato le più impattanti all'interno di squadre che si sono tutte piazzate fra le prime 8). Negli stessi giorni, la finale nazionale U15 maschile veniva vinta da Varese grazie a un camerunense di 2.14 che ha prodotto tabellini da 30 punti e 20 rimbalzi o quasi. Piaccia o no, la dinamica attuale è questa.
- Chiusa parentesi, torniamo ai quarti. Già detto prima di Campobasso su Geas, nella stessa parte di tabellone la Stella Azzurra piegava alla distanza Ororosa Bergamo (esempio di squadra autoctona) con 19 di Brzonova e appena un punto subito negli ultimi 7 minuti.
Nell'altra metà di tabellone, Venezia stradominava le padrone di casa di Pordenone, +23 ma già +28 all'intervallo; 17 punti della torre D'Este; scarto urticante anche per Costa su Frascati, +34 anche se all'intermezzo era solo +3; Cibinetto 19 punti.
- In semifinale, l'esibizione di Campobasso sulla Stella Azzurra era financo imbarazzante per strapotere: 95-38,
Ben più interessante l'altra sfida. Leggero vantaggio per Venezia nei primi due quarti (23-16, 35-31), ma Costa aveva un ottimo inizio di ripresa salendo a +6 con un parziale di 4-14. La contro-svolta per le gondoliere arrivava con due triple (50-49 al 30'), poi le lombarde pagavano un calo alla distanza segnando solo 5 punti nell'ultimo quarto, sicché Venezia scappava via nonostante un infortunio a Franchini, alla quale le compagne dedicavano la vittoria andandola ad abbracciare a bordo campo. Ruzza 14 punti, Franchini e Rigoni 9 per la Reyer (maggiormente bilanciata nelle marcature), Gorini 22, Piatti 13 per Costa.
- Nel dì conclusivo, archiviata la vittoria di Costa sulla Stella Azzurra per il 3° posto (+13 alla fine ma già +17 all'intervallo; Piatti 20 + 18 rimba), si sperava almeno in un po' d'equilibrio nella finalissima.
Si è rimasti abbastanza accontentati, seppure Campobasso abbia preso il comando presto e non l'abbia più mollato. Un po' di errori evitabili delle molisane (anche di Quinonez) e una certa tenacia di Venezia contenevano lo scarto almeno sino all'intervallo (14-8 al 10', 32-23 al 20').
Alla distanza però, di spallata in spallata, il fosso si scavava come preventivato (48-34 al 30', 63-42 alla fine) e la Magnolia alzava le braccia al soffitto del palazzetto (ovvero al cielo se si fosse stati all'aperto) celebrando il suo primo tricolore.
Fatturato abbondante per Quinonez, 29 punti anche se con 6/19 da 2 e 2/6 da 3, più 11 rimbalzi; un treno Flecharoja (Frecciarossa nella sua lingua) quando parte in contropiede; non che a difesa schierata sia più arginabile, semplicemente in velocità è ancora più impressionante. Per le neo-tricolori anche Giacchetti 11, Baldassarre 8. Per le battute Versuro 10, Ivane 9.
Nel quintetto ideale ovvia Quinonez, condivisibile Giacchetti come secondo nome molisano, normale Brzonova dovendo figurare una della Stella Azzurra, mentre per Costa è stata scelta Gorini (soprattutto per la semifinale, credo; forse nel complesso meglio Piatti) e per Venezia, a essere... franchi, Franchini non è che abbia brillato particolarmente (oltre a non giocare la finale), sebbene in effetti sia difficile identificare una singola nell'ambito di una Reyer che è stata molto bilanciata nei rendimenti. Franchini senza dubbio è uno dei prospetti più interessanti per le suddite di Brugnaro; purtroppo sembra che dovrà saltare l'Europeo per le conseguenze di questo k.o.
Fra chi è rimasto fuori dalle prime 8, segnalaazione per una Prete che ha... predicato bene a livello realizzativo per Casalnuovo, intorno ai 25 di media.
- Si chiude così, molto prima del solito, la stagione giovanile 2023. Vento di centro-sud, con due scudi al Basket Roma e uno a Campobasso, e non dispiace questa controtendenza rispetto a ciò che accade a livello senior. Così come non dispiace che il baricentro del potere si allarghi rispetto al classico duopolio di Lombardia e Veneto, le quali peraltro non restano a guardare visti i 3 secondi posti che assommano.
Basket Roma è il secondo anno di fila che fa doppietta. Costa per la prima volta dal 2017 resta a secco di scudi, però tre podi su 3 finali, 16 podi in 7 stagioni, 14 semifinali consecutive, sono numeri bestiali. Il primo podio della serie fu un 2° posto U15 nel 2015, con la tredicenne-prodigio Giorgia Balossi in quintetto ideale: scendete pure, lacrime amare, perché oggi lei non gioca più.
Ma bando ai ricordi e alle nostalgie canaglie; guardiamo avanti: vedremo come si tradurrà questo calderone delle finaliste giovanili 2023 nei 4 appuntamenti azzurri dell'estate.

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