- "Ma come c... avete fatto a perdere con la Repubblica Ceca?", poteva legittimamente chiedere qualche giocatrice del Belgio a una nostra azzurra qualsiasi, dopo che abbiamo costretto Meessemann e suddite a impegnarsi fino in fondo per batterci, mentre loro avevano fatto pizzette delle ceche (43 punti di scarto), le quali hanno confermato la loro modesta caratura faticando con Israele (vedi sotto). "Risposta non c'è, o forse, chi lo sa, perduta nel vento sarà", potremmo replicare, rubando le parole alla versione italiana di "Blowin' in the wind" di Bob Dylan.
- Difficile quindi valutare la nostra prestazione di oggi come se fosse staccata dal quadro complessivo del torneo. Ma se dovessimo dare un voto alla partita e basta, ci starebbe un buon 7. Il Belgio non poteva regalarci nulla perché non poteva rischiare di farsi scippare il primo posto in caso di vittoria di Israele sulla Rep. Ceca, per quanto forse abbia giocato parzialmente al gatto col topo, innestando le marce altissime solo nel finale con immediato effetto. Ma è stata partita vera e noi siamo stati all'altezza. Del resto, quando l'avversaria gioca più di fioretto che di sciabola, cioè di tecnica più che di ruvidità e agonismo, le nostre carte da giocare le abbiamo eccome. Lo dimostriamo dall'inizio, quando alla tripla di Vanloo (ira di dio) alla prima azione rispondiamo con uno 0-7 che ci lancia avanti per qualche minuto. Il 1° quarto è un frizzante botta-e-risposta ad alte percentuali; André mattatrice per noi, già a quota 11; Zandalasini mostra subito di non avere la stessa vena balistica sciorinata contro Israele, ma catalizza le attenzioni della difesa avversaria a beneficio delle compagne. Vanloo imperversa per loro, con spruzzate dell'immancabile Meesseman; in difesa non brilliamo, né a uomo né a zona, concedendo qualche taglio di troppo; al 10' è 26-22 per il Belgio.
- Il 2° quarto inizia con un allungo belga (38-28 dopo 4'30"), in corrispondenza di un'aumentata fisicità della loro difesa; ma diamo vita a una buona reazione che ci riporta dapprima a contatto, poi quasi al pareggio (41-39) prima che Meesseman ritocchi lo score a 43-39 con una giocata di classe sulla sirena. Fin qui Lardo ha utilizzato a staffetta le nostre tre registe: prima Santucci, poi Villa, poi Verona; nessuna delle tre per la verità incanta, ma nemmeno demerita (soprattutto Verona).
Fra 3° periodo e inizio 4° c'è il nostro frangente migliore. Pareggiamo subito con André lesta a raccattare la palla da uno stoppone monumentale di Linskens su Zanda (43-43); poi manchiamo addirittura 5 occasioni per passare in vantaggio, mentre la nostra difesa sale di tono (2 punti per il Belgio in 4'); poi finalmente il sorpasso arriva, con Zanda che segna in contropiede il 48-49, venendo subito dopo avvicendata in quanto "al gancio" dopo 26'30" filati in campo. Segue una fase caotica in cui prima paghiamo dazio (6-0 belga), poi reagiamo con Spreafico da 3 e Cubaj che inventa un pregevole uno contro uno (54-54 al 30').
- Sulla spinta insistiamo fino a +4 (54-58) con due occasioni non capitalizzate per allungare ulteriormente. A quel punto il Belgio intuisce che deve cambiare registro per non finire nelle pegole e torna avanti con la ciclonica Vanloo (61-60 dopo 3'45"). A quel punto rientra Zanda ma è Meesseman a distillare classe per un 65-60 al 35' da cui non ci riprendiamo più del tutto. L'ultimo sussulto è una tripla di Keys per il 66-63 a -2'45", ma poi succedono le due azioni-chiave: tripla di Vanloo dopo un sospetto sfondamento di Meesseman su Zanda, la quale aspettava ferma a centro area la star belga anche se il contatto è forse accentuato dalla nostra; e poco dopo, tentativo da 3 di Zanda, Linskens esce a chiudere, possibile fallo, non fischio, errore di Zanda che si prende tecnico per proteste. Alziamo bandiera bianca, finisce 72-64.
Per loro, Vanloo 23 punti con 5/9 da 3, Meesseman 20 con 9/19 dal campo (nemmeno perfetta...) e 9 rimba, Linskens 13 per loro; Allemand male al tiro ma 11 assist,
Per noi André 17 (con 7/11), Zanda 11 (4/15 dal campo, 7 rimba), Keys 10, non negativa ma rimasta un po' ai margini; Verona 6 assist.
Certo, era giusto lottare fino in fondo per la vittoria, anche se col senno di poi le energie spese potrebbero sentirsi domani nello spareggio. Peraltro il Montenegro ha una rotazione da 7 e si è dovuto spremere altrettanto se non di più (3 partite toste).
- Il resto della 3^ giornata. Ci tocca dunque il Montenegro che nell'imprevedibile girone A batte la Lettonia 61-58 (superlativa la naturalizzata Mack, 22+20 rimba.; non basta Steinberga, 23+8 rimba; lei stessa sbaglia da 3 allo scadere dopo la disperata rimonta delle baltiche da meno 8 negli ultimi 2') e si prende il 2° posto mentre le lèttoni, esaltate all'esordio per il colpo sulla Spagna, sono eliminate proprio dalle iberiche che battono la Grecia e acchiappano primato e qualificazione ai quarti, mentre le elleniche sorridono comunque da terze.
Nel nostro gruppo, le speranze di recuperare il 2° posto s'infrangono sulla vittoria della Rep. Ceca, per nulla facile anche se stando sempre avanti, su Israele. Da notare che la top scorer ceca è stata Vorackova (16) che con noi era assente. Capito? Abbiamo perso contro una squadra che ha sudato contro Israele pur avendo la sua probabile miglior giocatrice che contro di noi non c'era.
Altro thriller nel girone C a favore della Germania sulla Gran Bretagna, 62-61: le suddite di re Carlo sbagliano da 2, dalla lunetta e da 3 negli ultimi 45 secondi; teutoniche che si confermano collettivo democratico e profondo (in sette fra i 6 e i 13 punti; per la GBR Fagbenle 18). La Francia era già sicura del primato.
Nel girone D salta il banco con l'Ungheria che vince il derby fra confinanti contro la Serbia, 81-75 con un 27-11 nel 3° quarto che le campionesse uscenti rincorrono poi vanamente. Protagonista la lunga Kiss (of death, per le serbe...
Arriva poi il botto finale: Turchia fuori a pedatoni, per mano di una Slovacchia che finora era sembrata vaso di coccio, e invece sciorina un 80-66 senza discussioni (Palenikova 20, vani i 16 di Uzun e McCowan). Fossimo in Italia, si aprirebbe a Istanbul e dintorni un processo alle "straniere che tolgono spazio alle giocatrici locali" (e magari si aprirà davvero; cavoli loro), ma probabilmente è mancata una leader com'era Alben in regia ai tempi belli della nazionale della mezzaluna.
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