Per una videosintesi personale di Giussano-Rovigo vedi qui
- Le immancabili, implacabili, insaziabili. Basket Roma inanella un altro alloro, dopo quelli già lucrati a livello giovanile, e s'intasca la promozione in A2. In finale contro il Jolly Livorno ribalta il meno 7 dell'andata, maturato in realtà tutto nell'ultimo quarto per un roboante 25-11 delle labroniche, trascinate dai 25 di Ceccarini. Nel ritorno in terra capitolina v'è poca storia: Roma parte 13-0, le tosche entrano in partita ma subiscono una seconda spallata già nel 2° quarto (34-17); da lì nessuno scossone significativo, a parte il fuori programma che vede gli arbitri interrompere momentaneamente la partita per molestie acustiche da parte di qualcuno del pubblico. 17 punti di Aghilarre, 16 di Cedolini e Lucantoni per le trionfanti, ovvero tre esponenti di punta dell'ormai mitologico gruppo 2005. Per Livorno 12 di Orsini, 10 di Egwoh, si ferma a 8 Ceccarini.
E Roma nel giro di un paio d'anni passa da zero squadre in serie A ad averne due sicure in A2 (Stella Azzurra l'altra) più, si vocifera con sempre maggiore insistenza, una in A1 che prenderà il posto di Crema.
- Il vento a favore delle metropoli, dopo la salita di Milano in A1 (poteva aggiungersi Firenze ma ha perso in finale, ammesso che Firenze sia una metropoli), è confermato dalla promozione già virtualmente in saccoccia per Torino Teen, la quale ha fatto pizzette di Pordenone, 94-52, con un curioso "triplo 21" di Tortora, dell'ucraina Samokhvalova e del rinforzo primaverile Nasraoui. Per le giovani friulane 15 di Tumeo e 11 di Penna. S'intuisce il perché in Lombardia il primo posto, che voleva dire andare nello stesso tabellone delle torinesi, fosse considerato una sfiga da evitare, anche se poi Albino ha finito per uscire anzitempo contro Pordenone.
- Le altre due serie, imperniate sul duello Lombardia-Veneto, sono in bilico, anche se le rispettive vittorie esterne danno un discreto vantaggio a Rovigo e Canegrate. Quest'ultima, dopo aver già sorpreso eliminando Castel S. Pietro grazie al raid in trasferta all'andata, si è ripetuta in casa di Abano Terme (48-55), nonostante l'uscita per infortunio della regista titolare Biasion a inizio 3° quarto. Cagner (lunga ex Carugate in A2, se qualcuno ricorda) e Corbetta (prodotto di scuola-Riccardi al vivaio di Vittuone) 12 punti; si è fatta valere anche "Big Gaia" Sansottera, pivot dalla stazza imponente che a volte forse crede poco in se stessa, ma stavolta c'ha creduto, con 9 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate. Per Abano solo la polacca Oses (10) in doppia cifra.
- Personalmente mi sono recato a Giussano-Rovigo. Pubblico strabocchevole, anche se ormai è una piacevole abitudine su molti campi, almeno nei grossi appuntamenti, e il palazzetto di Robbiano non ha tribune enormi. Ma a 20 minuti dall'inizio si faticava a trovare posto in piedi (un'utopia ovviamente sedersi). La compagine di Aldo Corno, che cerca di completare l'opera dopo la finale perduta lo scorso anno con S. Martino, scappava via per prima, a inizio 2° quarto (+11), con una maggior variegatura di soluzioni (tagli in area, contropiede, tiri dalla media) rispetto a Rovigo che inizialmente trovava solo canestri da dentro l'area, soprattutto con Cadoni, abile nel far valere fisico ed esperienza a rimbalzo offensivo. Prima dell'intervallo però le venete tornavano a contatto (28-26).
Nel 3° periodo un altro tentativo di fuga delle padrone di casa, con molta energia nel distendersi in velocità e rimediare alla basse percentuali con rimbalzi in attacco; ma negli ultimi secondi un doppio episodio costava loro 4 punti secchi: auto-invasione di Bassani su tiro libero segnato (sembrava destinato a uscire, per cui l'ala ex vivaio Costa si lanciava a rimbalzo offensivo ma commetteva infrazione, mentre la palla nel frattempo era entrata) e triplona di Viviani (il play-guardia lo scorso anno al Sanga) che s'insaccava di tabella sulla sirena (49-45).
La freccia di quest'oscillante partita rimaneva in direzione delle venete, giacché nell'ultimo quarto Giussano segnava appena 6 punti, pagando l'imprecisione da 3 contro la zona (0/7 nella frazione, 1/16 totale) e anche errori costosi ai liberi (0/4 nel finale, 4/13 totale). Rovigo non scintillava particolarmente ma faceva quanto basta, soprattutto con Viviani, per sorpassare e mantenere un vantaggio sia pur esiguo (55-59 alla fine) al termine di 5 minuti finali in cui si segnava poco o nulla.
Grandi festeggiamenti per Rovigo alla fine, quasi avessero già ottenuto la promozione. Magari sarà così, ma 4 punti di margine sono pochi e Giussano può fare molto meglio, anche se immagino si possa dire lo stesso per il team allenato da Maria Giulia Pegoraro, che ricordiamo tra le alfiere della salita in A1 di S. Martino 10 anni or sono (duello generazionale, fra parentesi, col veterano Corno).
Viviani top scorer con 17, Bonivento 14, Cadoni 11 per le vittoriose; solo Meroni (ala ex-Costa e Carugate) in doppia cifra per Giussano con 19.
Nella foto: un'azione di Bassani per Giussano.

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