giovedì 12 marzo 2026

PreMondiale (1^g.) - L'Italia sculaccia Portorico, buon primo passo

"Buona la prima"; "chi ben comincia è a metà dell'opera": frasi fatte che di solito procacciano l'orticaria, :sick: ma per una volta ci stanno. Distruggiamo Portorico in casa sua, 41-78; e considerando che Senegal e Nuova Zelanda, nelle altre due partite del nostro girone, non sono parse corazzate (anche se potrebbero essersi furbescamente risparmiate contro Usa e Spagna), sembra che il Mondiale berlinese non sia troppo lontano per le azzurre di Capobianco, scaramanzie a parte.


Temevamo, in questo esordio, di trovarci in una bolgia infernale contro una squadra che si preparava meticolosamente da mesi mentre noi arrivavamo all'ultimo momento con le fatiche di Eurolega ancora nelle gambe di 9 delle nostre 12. Tutto il contrario. C'erano solo 1500 anime disperse sulle tribune del sovradimensionato "Coliseum" di S. Gianni di Portorico (17.000 posti); e la compagine caraibica, che pure ha fatto le Olimpiadi due anni fa, sembrava un'accozzaglia riunitasi per la prima volta mezz'ora prima della partita, senza uno straccio d'organizzazione collettiva su ambo i lati del campo. Le individualità? Le più quotate erano l'ex scledense Guirantes e il torrione di 2 metri McGee-Stafford, sorellastra di Javale; ebbene, una ha finito con 2 punti e 0/2; l'altra con 7 e 3/10.

Noi abbiamo fatto la nostra parte in modo più che onesto; nei primi due quarti, identificata rapidamente la loro copertura dell'area prossima allo zero, abbiamo colpito sistematicamente da sotto, in penetrazione o con servizi alle lunghe; in difesa le abbiamo fatte tirare a caso la maggior parte delle volte: ogni tanto un tiro gli entrava, molto più spesso perdevano palla o scheggiavano il ferro. In un amen abbiamo preso il largo (6-17), poi c'è stato qualche micro-sprazzo portoricano verso fine 1° quarto e inizio 2°; ma abbiamo risposto puntuali con contro-sprazzi più pesanti che ci hanno fatto toccare il ventello di scarto (22-42) già al 18'.

Gran protagonista del primo tempo una Verona rinata rispetto alle magre di Eurolega (forse stimolata delle pernacchie subite da qualche utente di questo forum): all'intervallo era a 16 punti con 7/7 dal campo. Eloquente (sulla loro difesa) il nostro 16/24 da 2 al 20'.

A inizio ripresa siamo volati addirittura oltre il +30 (26-59 al 25') con Spreafico che ha scaldato la mano dall'arco e un paio di contropiedi di una Zanda concreta senza dover fare gli straordinari.
A quel punto Portorico ha escogitato una zona che in qualche modo ci ha frenati, cioè se non altro hanno evitato di farsi bucare come groviera in avvicinamento a canestro; in ogni caso, dato che loro non segnavano mai, il vantaggio è rimasto di arci-sicurezza, poi abbiamo affondato di nuovo i colpi con Madera ed è finita con un +37 oltre ogni aspettativa. Utile anche nell'eventualità (al momento remota ma non da escludere) di classifica avulsa.
Verona chiude con gli stessi 16 punti che aveva all'intermezzo; Madera 13; Sprea 11; Zanda 10. Qualche prestazione sottotono c'è stata, ma è inutile cercare il pelo nell'uovo in una partita stradominata; attendiamo le prossime.

Ora, per gli scherzi del fuso, si torna in campo per la seconda volta in quella che per noi è la stessa giornata (ore 22 con la Nuova Zelanda). Se non ci incartiamo su noi stesse, è già virtualmente fatta, e poi possiamo goderci le sfide di lusso con Usa e Spagna. Le suddite di Trump hanno dato spettacolo col Senegal, ma ovviamente non era un banco di prova attendibile. Caitlin Clark, all'esordio in Nazionale senior e di ritorno all'agonismo dopo i lunghi mesi d'assenza per i guai fisici che le hanno consentito di giocare la miseria di 13 partite nell'anno solare 2025, aveva la carabina ben oliata con 4/5 da 3 per 17 punti, cui somma la beltà di 12 assist; il suo primo tiro è una tripla che s'insacca con l'aiuto del ferro, segno di benevolenza divina. Alla partita risultano aver assistito appena 1041 spettatori: vorremmo conoscere il responsabile ticketing per trarlo in arresto, :angry: visto che Clark e compagne fanno 10.000 spettatori ogni volta che s'allacciano le scarpe in patria, e il basket non è certo secondario negli interessi dei portoricani. Probabilmente sono i soliti prezzi da vampiro della Fiba.

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Molti risultati "tanto a poco" anche nei gironi di Wuhan (nome maledetto) e Villeurbanne; in quello di Istanbul, invece, dove solo l'Argentina pare inadeguata mentre fra le altre 5 sarà bagarre, c'è il colpaccio dell'Ungheria sul Giappone (con 35 punti dell'ex scledense Juhasz) e quello della Turchia di Mazzon, che come naturalizzata stavolta ha arruolato l'ex sassarese Kennedy Burke, sul Canadà, il quale rimonta da meno 16 (metà 3° quarto) al sorpasso ma viene contro-sorpassata nel caotico finale, in cui poi le foglie d'acero sbagliano 3 volte nell'ultima azione.
Nel massacro francese sulle Filippine si segnala una schiacciata della giovane Malonga, specialista in materia.
Al tirar delle somme, tutte le europee hanno vinto; una Caporetto per l'America a parte gli Usa; per l'Asia a parte la Cina; per l'Africa a parte la Nigeria. Ma tant'è, le sentenze dopo il primo giorno sono premature.

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