domenica 15 marzo 2026

PreMondiale (3^g.) - Italia a lezione dagli Usa, ma nessun danno

Partita complicata da giudicare. Il livello di difficoltà si è alzato drasticamente rispetto alle prime due giornate; senza via di mezzo siamo passati da asfaltare a essere asfaltati. Ne abbiamo beccati 34 di scarto di cui 17 negli ultimi 6 minuti del 1° quarto.

Non so in base a quali elementi si possa dire che "ce la siamo giocata": se "non ce la giocavamo" quanti ce ne davano, 50 o 60? :blink:
Al tempo stesso, nessuna delle due squadre aveva pressioni di risultato (loro perché sono lì solo per fare rodaggio; noi perché una volta capito che non c'era trippa, cioè quasi subito, dovevamo tenere il meglio per le prossime) e dunque si può definirla un'amichevole di lusso, interessante come ovviamente è una sfida contro le top mondiali, ma poco significativa sul piano agonistico, così come lo erano state, per motivi opposti, le due passeggiate con Portorico e Nuova Zelanda.
La vera misura del nostro valore arriverà dalla partita di domani (domenica) contro la Spagna. Nel frattempo dovrebbe giungerci la certezza della qualificazione per non avere patemi all'ultima col Senegal.

Tutto sommato non è stato un gran danno se la Rai ha preferito dirottarci sullo streaming di RaiPlay, offrendo alla sterminata platea di RaiSport la bulimica maratona (3 ore e rotti) della finta Italia di baseball nella finta Coppa del mondo. Dove, bisogna ammettere, le tribune erano assai più piene di portoricani di quanto fossero per questa nostra disfida con le maestre americane; 2615 gli spettatori ufficiali al Coliseum di San Gianni.
A proposito di Rai, il telecronista Fanelli ha detto che questa era la miglior nazionale americana possibile tranne A'ja Wilson e Breanna Stewart (le quali peraltro valgono una trentina di punti potenziali); temo che non sia esattamente così, perché se guardi i due quintetti ideali dell'ultima stagione Wnba, vedi che appena due giocatrici su 10 (Young e Bueckers) sono in questa selezione che pure ci ha spazzolato. Ma è un dettaglio.

In avvio una tripla di Pasa, sullo scadere dei 24", entra fortunosamente di tabella e ferro (2 a 3 per noi); "sta' a vedere che è un segnale", ci s'illude; macché. Così come non è un segnale il canestro di Zanda in taglio per il 3-5 in favor nostro, giacché la stella bronese faticherà assai in fase realizzativa. E' invece un segnale, o meglio una svolta, l'ingresso della diva Clark, la quale gioca controllatissima, zero forzature, al servizio della squadra, solo qualche lampo di quelli che l'hanno resa celebre, poi vai a vedere il plus/minus e ha +27, il migliore di tutti. :B):
Fatto sta che le americane aprono il fuoco dalla lunga distanza, soprattutto con Gray e Copper, e per noi scende la notte: da 7-7 a 16-7 in un amen; Capobianco chiama timeout e dice "Perché dobbiamo regalare? (nel senso di fare regali, ché ci ammazzano) E' pallacanestro di alto livello!". Ma rendersene conto non è che aiuti. Se nelle prime due partite le avversarie s'incartavano da sole, adesso abbiamo di fronte gente che se ha mezzo metro libero ti segna in faccia da 7 metri, se non ha il mezzo metro se lo crea da sola con cross-overs e step-backs assortiti, t'asfissia in difesa, corre il doppio, eccetera.
Il primo quarto finisce 28-11 con una tripla di Clark da 8 metri, forse con un passo laterale di troppo, ma tant'è, se lo annullassero sarebbe rivolta sugli spalti (dove ragazzine urlanti l'acclamano).

Nel 2° quarto, dopo un 30-11 sopraffino di un'altra diva, Plum, in giro e tiro su Cubaj, si vede qualcosa di meglio da parte nostra; colpiscono Verona e Spreafico da fuori; poi riusciamo a individuare l'unico punto debole (o non troppo forte) delle americane, e cioè che sotto canestro non hanno cristone a fare ombrello in difesa (una Brittney Griner, per intenderci; hanno l'ex ragusana Hamby e la starlette mediatica Reese che viaggiano sull'1.90 e sono longilinee), sicché Zanda serve due buoni palloni ad André che deposita.
Cubaj indovina una tripla allo scadere dei 24" e siamo a un dignitoso 40-26. Nel finale però riprendono a martellarci in arresto-e-tiro, arte da noi ormai dimenticata in cui loro sono davvero magistrali, mentre noi sprechiamo qualche buona occasione da vicino. All'intervallo si è su un rotondo 50-30; loro hanno 12/18 da 2, noi 7/21 ed è soprattutto lì la differenza più marcata (in realtà è tutto il gioco a 360 gradi, ma la cifra più evidente è quella).

Sul secondo tempo andiamo rapidi, essendo ormai un prolungato "garbage time"; tentiamo un accenno di zona (come già in precedenza) ma ce la fanno saltare in fretta con altre triple, mentre Zanda continua a non sbloccarsi al tiro; da 67-36 al 25' per fortuna gli Usa si placano mentre noi caviamo un paio di triple da Keys; al 30' è 69-45.

L'ultimo quarto è pura accademia; gli Usa da +30 si concedono un altro stallo di 2-3 minuti in cui piazziamo un 7-0 (addirittura) ma loro rispondono con un 15-4 finale. Da segnalare uno stoppone di André sulla divetta Reese; la pulizia stilistica di Bueckers in arresto e tiro; qualche altra pennellata di Clark con l'aria di chi sta usando le marce basse. Il punteggio di chiusura è 93-59, amen.

Per gli Usa, 5 in doppia cifra: Copper 15, Bueckers e Clark 12, Gray e Young 11; hanno il 61% dal campo contro il nostro 37%; nessuna in doppia cifra per noi ma le 3 top scorers (André e Cubaj 9, Keys 8) sono non a caso le lunghe, il reparto in cui la differenza era meno abissale; Zanda fa 6 con 2/11 e 4 assist in 24'.
Ovvie rotazioni di Capobianco nel secondo tempo per non spremere inutilmente chi dovrà fare la differenza contro la Spagna. La quale ha fatto succo e polpa di Portorico (91-52), mentre il Senegal ha fatto 61-45 contro la Nuova Zelanda, dando l'idea che con le africane dovremo sudare più di quanto abbiamo fatto con le oceaniche.

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Negli altri gruppi, la terza giornata offre soprattutto i passi avanti di Cina (8500 spettatori) e Cechia, quest'ultima sul Brasile in una partita-chiave; la vittoria d'oro della Turchia di Mazzon (con 25 punti della turchissima Kennedy Burke) sul Giappone che è sull'orlo dell'eliminazione (clamoroso per le vicecampionesse di Tokyo '21 che avevano incantato il mondo). il successo largo della Francia sulla Germania (5000 spettatori) in un big match peraltro ininfluente per la qualificazione; ben più importante era, nello stesso gruppo francese, Filippine-Nigeria, vinto dalle africane in rimonta.

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