mercoledì 11 marzo 2026

PreMondiale (vigilia) - Il treno della storia ci passa davanti: Italia, prendilo

 Non brillo ma fibrillo. :blink: Farnetico? Sì, ma è la tensione della vigilia di un momento che, tanto per non mettere pressione alcuna, è un bivio cruciale per il nostro basket femminile: tornare ai Mondiali da cui manchiamo da 32 anni, dare seguito al bronzo dello scorso anno, oppure tornare nell'oblio della mediocrità, nel limbo del "vorrei ma non riesco".

Di per sé la missione non è titanica: si tratta di metterci due squadre dietro le spalle (ossia vincere 2 partite su 5, salvo combinazioni di classifica avulsa), presumibilmente due fra Portorico, Nuova Zelanda e Senegal, dando per scontato che gli Usa siano fuori portata e che la Spagna, seppur non imbattibile, ci finirà davanti.

Poteva andarci forse meglio (la Francia, piazzata dietro di noi all'Europeo, deve solo battere, in casa sua, due fra Colombia, Corea e Filippine, mentre Nigeria e Germania sono fuori classifica in quanto già qualificate) ma anche peggio: la Turchia di Mazzon, sia pure nel nido patrio d'Istanbul, è in una tonnara senza anelli deboli salvo forse l'Argentina, perché per il resto ci sono Ungheria, Australia, Canadà e Giappone.
Tanto per completare il quadro, nella famigerata (per il Covid) Wuhan, dove sono già iniziate le schermaglie, hanno ficcato Cechia, Brasile, Belgio e le due africane Mali e Sud Sudàn, oltre ovviamente alle padrone di casa della ciclopica Zhang Ziyu; e questo gruppo non saprei dire se sia meglio o peggio del nostro.

Inutile comunque strologare sugli altri lidi; dall'1 di stanotte un Paese intero sarà fisso ai teleschermi; naturalmente non parlo del nostro Paese ma di Portorico. Beccare le padrone di casa all'esordio è un vantaggio o uno svantaggio? Mah, apparentemente uno svantaggio perché tu ti stai ancora ambientando mentre loro sono lì che ti aspettano, cariche a mina. Però sarebbe forse peggio trovarle all'ultima giornata con la qualificazione ancora in bilico.
Fatto sta che questa partita è già una carta di tornasole per la nostra spedizione: se vinciamo diventa in discesa (pur toccandoci nelle parti debite), altrimenti il margine di errore diventa sottile anche se bisognerà evitare depressioni e disfattismi prematuri.

Non ho dubbi sulla coesione del gruppo plasmato da Capobianco, l'unità d'intenti, la personalità, insomma le doti dimostrate lo scorso anno (al di là di quelle tecniche) e che fecero la differenza rispetto ai fiaschi passati; tuttavia almeno un paio d'incognite - oltre all'ovvio valore delle avversarie - non ci rendono tranquilli, ovvero:

1) la condizione di alcune nostre, come hanno già fatto notare vari commentatori, potrebbe non essere brillante, come la serie-derby di Eurolega ha evidenziato; e in generale abbiamo 9 giocatrici su 12 che si sono appena scannate senza risparmio in quella triplice battaglia;

2) le tre avversarie su cui facciamo la corsa sono extraeuropee, quindi diverse da quelle che siamo abituati ad affrontare. Ad Eurobasket ci destreggiammo bene contro squadre che, pur con il rispettivo stile, parlano il nostro stesso linguaggio cestistico; vedersela con Portorico, Senegal e Nuova Zelanda potrebbe essere tutt'altro paio di maniche, e non perché costoro siano tecnicamente meglio di noi, ma perché giocano in modo diverso dai nostri canoni.

Detto questo, le chiacchiere stanno a zero, per cui conviene astenersi da previsioni e parlare dei fatti, appena le prime danze notturne saranno concluse.

PS: fondamentale avvertenza (ma Capobianco lo saprà già da solo), dobbiamo gestire bene le forze. Inutile imbastire un'eroica e inutile resistenza contro gli Usa per poi arrivare spompe alla partita successiva che conta davvero. Come quando agli Europei 2023 consumammo energie contro il Belgio, gran partita ma persa, per poi sembrare fantasmi l'indomani col Montenegro e uscire.

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