Niente "belle": il primo turno si esaurisce col minimo sindacale di partite (8). Accanto alle scontate Schio e Venezia abbiamo due semifinaliste nuove: una al suo secondo anno di A1, l'altra addirittura neopromossa. Segnale di vitalità per un campionato che tende ad essere molto conservatore nelle sue gerarchie. Ma anche la conferma di una sensazione che s'aveva sin dalla scorsa estate: e cioè che non ci fosse una vera alternativa alle spalle delle due corazzate, in quanto Campobasso, S. Martino e Geas avevano fatto "campagna indebolimento" o quantomeno non si fossero rinforzate.
- Schio-Broni. Due partite in quasi-fotocopia. Broni resiste più del preventivato in ambo i casi, approfittando anche di qualche acciacco delle pluri-titolate (fuori André e Verona in G1, Shepard e Sottana in G2) e del fatto che cambiare allenatore tra la "regular" e i playoff richiede un tempo di adattamento anche se Dikaioulakos non è nuovo ma riciclato di lusso. Però poi comunque Schio gliene dà 20 in casa e 19 in trasferta (Conde 16 in G1, Laksa 18 in G2). Zandalasini per la prima volta da avversaria nella sua Broni in un playoff di A1.
La squadra di Diamanti va in vacanza sapendo di aver fatto il suo, anche se vedendo quello che ha combinato l'altra neopromossa Roseto arrivando sesta (dopo che Broni le era stata davanti in classifica a lungo) e beccando quindi una battibile Campobasso, qualche rimpianto seppur piccolo può starci.
- Venezia-S. Martino. Qui ci si aspettava più equilibrio. Non necessariamente una vittoria per le Lupe, ma almeno dar fastidio fino in fondo in una delle due partite. Invece G1 non esiste fin dall'inizio, 35-14 all'intervallo, +29 alla fine, una mattanza. La Reyer una macchina con 10 giocatrici fra i 4 e i 16 punti (Mavunga la top scorer). D'Alie mai così abbacchiata in sala stampa.
In G2 cambia la musica ma solo per metà gara (+2 Venezia). Poi la Reyer cambia marcia e va (Charles 18).
E se fossero le Mazzoniane le favorite, adesso, per lo scudo? Se ne parla, ma secondo me non lo sono ancora. Schio olierà i meccanismi con Dikaioulà, la Reyer spenderà molto nella Final Six, e soprattutto il fattore-campo in finale è per il Famila (per quanto in Eurolega la Reyer l'abbia espugnato). Certo a livello psicologico l'esito della serie europea ha spostato la bilancia. Ma è inutile mettere i buoi davanti al carro, vediamo prima le semifinali.
Nota a margine: non molti spunti da M. Villa in questa serie: 5 punti in 20' in G1, 0 in 8' in G2. Quante altre opportunità ha per riguadagnarsi una maglia azzurra in vista del Mondiale, a meno che Capobianco consideri il potenziale e non il rendimento effettivo?
- Schio-Broni. Due partite in quasi-fotocopia. Broni resiste più del preventivato in ambo i casi, approfittando anche di qualche acciacco delle pluri-titolate (fuori André e Verona in G1, Shepard e Sottana in G2) e del fatto che cambiare allenatore tra la "regular" e i playoff richiede un tempo di adattamento anche se Dikaioulakos non è nuovo ma riciclato di lusso. Però poi comunque Schio gliene dà 20 in casa e 19 in trasferta (Conde 16 in G1, Laksa 18 in G2). Zandalasini per la prima volta da avversaria nella sua Broni in un playoff di A1.
La squadra di Diamanti va in vacanza sapendo di aver fatto il suo, anche se vedendo quello che ha combinato l'altra neopromossa Roseto arrivando sesta (dopo che Broni le era stata davanti in classifica a lungo) e beccando quindi una battibile Campobasso, qualche rimpianto seppur piccolo può starci.
- Venezia-S. Martino. Qui ci si aspettava più equilibrio. Non necessariamente una vittoria per le Lupe, ma almeno dar fastidio fino in fondo in una delle due partite. Invece G1 non esiste fin dall'inizio, 35-14 all'intervallo, +29 alla fine, una mattanza. La Reyer una macchina con 10 giocatrici fra i 4 e i 16 punti (Mavunga la top scorer). D'Alie mai così abbacchiata in sala stampa.
In G2 cambia la musica ma solo per metà gara (+2 Venezia). Poi la Reyer cambia marcia e va (Charles 18).
E se fossero le Mazzoniane le favorite, adesso, per lo scudo? Se ne parla, ma secondo me non lo sono ancora. Schio olierà i meccanismi con Dikaioulà, la Reyer spenderà molto nella Final Six, e soprattutto il fattore-campo in finale è per il Famila (per quanto in Eurolega la Reyer l'abbia espugnato). Certo a livello psicologico l'esito della serie europea ha spostato la bilancia. Ma è inutile mettere i buoi davanti al carro, vediamo prima le semifinali.
Nota a margine: non molti spunti da M. Villa in questa serie: 5 punti in 20' in G1, 0 in 8' in G2. Quante altre opportunità ha per riguadagnarsi una maglia azzurra in vista del Mondiale, a meno che Capobianco consideri il potenziale e non il rendimento effettivo?
- Campobasso-Roseto. Clamoroso. C'è una logica perché le molisane sono arrivate con le gomme sgonfie mentre le abruzzesi in gas (curiosamente entrambe erano prive della regista, Trimboli e Moroni); ma non è passato molto da quando Campo contendeva a Venezia il 2° posto mentre Rose era in bilico tra playoff e playout. Uno che avesse preconizzato la Magnolia a casa subito e le Panthers in semifinale-scudo da matricole sarebbe stato spernacchiato. E invece.
C'è una statistica bestiale: Roseto è in serie aperta di 8 partite di playoff, ovvero 4 serie intere senza sconfitte (le 3 di A2 dello scorso anno e ora questa); sempre vincendo G1 in trasferta e chiudendo in casa. In comune fra le due annate c'è una base di italiane dal talento forse non eccelso ma dal carattere strepitoso; a queste hanno aggiunto 4 straniere scelte bene, immaginiamo senza svenarsi.E' sorprendente peraltro come, in ambo le partite, la squadra meno esperta abbia infilzato in volata la più avvezza a queste battaglie. In G1 pareggia Madera con una tripla (bis di quella con Battipaglia nell'ultima di "regular") ma Gianella Espedale, con una freddezza (o incoscienza?) da lasciar basiti, dopo esser già stata protagonista di giornata con 3 triple (15 punti, top scorer), uccella Morrison con un arresto-e-tiro dalla media sulla sirena.
In G2 ti attendi una Campobasso ferita ma feroce, che azzanna la partita e rimette al suo posto la matricola. Macché. Le molisane giocano un primo tempo comatoso, Roseto fa il suo con molta concretezza, e all'intervallo è shock sul 31-12.
Nella ripresa, la Magnolia, che non poteva fare peggio di così, dà segnali di vita con Gray ma Roseto la ricaccia a meno 16 al 30'.
Finalmente nell'ultimo quarto, mentre le Panthers sembrano pagare la pressione combinando pastrocchi, Campo gioca da par suo e si arriva in volata. Dove piacevolmente sono protagoniste tre giovani, ovvero Lucantoni e Caloro (detta "Venere Callipigia", ovvero Bellechiappe, dal telecronista locale Maggitti) da una parte, Giacchetti dall'altra. Campobasso ha la tripla del sorpasso con Makurat ma la sbaglia; poi perde un pallone sanguinoso con Morrison; Verlasevic (top scorer con 16 davanti a Caloro con 15, mentre Ustby fa 11+16 rimba) chiude con un 3/4 ai liberi. Sorprende in negativo Madera, 0 punti con 0/5 in 30 minuti. Festa sfrenata al PalaMaggetti. Speranze con Venezia? Poche. Ma di miracolo in miracolo, chissà...
- Derthona-Geas. Anche in questa serie, come in Schio-Broni e in Campo-Roseto, due punteggi in quasi-fotocopia. Con scarti in singola cifra, apparentemente a confermare l'equilibrio che ci si attendeva dalla serie fra la quarta e la quinta. In realtà le piemontesi hanno condotto per quasi tutti gli 80 minuti. Il Geas ha saputo ricucire tante volte, in ambo le gare, con prestazioni individuali di spicco (Scott e Conti in G1, Moore in G2) ma non ha mai messo l'impronta, dato l'impressione di prendere il sopravvento. Non da poco l'assenza di Attura fra le sestesi (sfortunata nel farsi male nell'amichevole di preparazione con Brixia); per Derthona mancava ancora Melchiori ma la profondità era come sempre chilometrica (rotazione da 10). Il che forse a volte le costa qualche alto e basso (perché ruotare a raffica toglie ritmo, qualcuna che entra non è "sul pezzo" come chi esce) ma garantisce di poter tenere alta l'intensità sui 40 minuti. Su questo aspetto può dare fastidio a Schio; le servirà di più sul piano della qualità pura.
In G1 le risolutrici sono l'ex di turno Penna (18 punti), Kunaiyi (14+14 rimba) e l'onnifaciente Fondren (11+8+4 assist).
In G2, dopo che il pazzesco 3° quarto di Moore (19 punti di fila senza errori) riporta in partita il Geas da -16 a -5, è di nuovo Fondren con la sua scaltrezza a fare giocate decisive: prende antisportivo da Scott, scippa rimbalzi offensivi d'oro, serve un assist a Kunaiyi per il canestro più topico. Le due chiudono con 16+11 (Pallas) e 14+11+8 assist (Cornelia).
Nota positiva per il Geas è il pubblico: 810 spettatori ufficiali, ben più di G2 dello scorso anno con Campobasso. Sul piano agonistico però non ci sono passi avanti: per il terzo anno di fila Sesto esce ai quarti. La striscia aperta è di 6 sconfitte consecutive nei playoff: la prima fu quella in G2 del 2024 con Campobasso per mano della famosa tripla allo scadere di Kacerik. La quale stavolta era in maglia sestese ma ha chiuso con 1/9 da 3. Parafrasando Leopardi: "oh Martina, perché non rendi poi quel che togliesti allor?"
- Nota finale. Fermo restando che Campobasso in stagione ha fatto meglio del Geas (terza contro quinta), in comune fra le due c'è un problema di fondo: si sono stabilizzate nella metà alta del campionato ma non riescono a fare quel difficilissimo passo in più verso l'eccellenza assoluta, cioè hanno esaurito quella fase di "freccia verso l'alto" che ora stanno gioiosamente vivendo Derthona e Roseto. Devono investire tanto per mantenere il livello attuale, che però non basta a competere per i trofei, al massimo per piazzamenti onorevoli. Un anno azzecchi meglio le giocatrici e arrivi in semifinale; altre volte meno, come stavolta, e ti fermi ai quarti.
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