Prima di rituffarci a piombo nelle riffe di casa nostra, mi rimaneva qualche appunto sul PreMondiale da sversare sia pur disordinatamente, sulle nuove (o seminuove) individualità in evidenza nei quattro gironi della maxi-kermesse.
- Detto che le ormai veterane del Belgio hanno dettato legge come al solito (Allemand mvp del girone cinese), che la quasi 38enne Whitcomb dell'Australia è stata l'mvp del girone turco, le "under 25" si stanno ormai prendendo la scena.
L'ex scledense Salaun (2001) è stata l'mvp del girone francese, e l'abbondante serbatoio transalpino ha esibito in quest'occasione varie giovani come Lacan (2004) e la strabordante 2005 Malonga (due sole partite giocate, ma abbastanza per lasciare il segno, con tanto di schiacciata contro le Filippine), senza dimenticare che mancava l'elettrizzante Carla Leite (2004), l'alter ego francese di Matilde Villa.
La Spagna, pur meno stellare del passato, sta lanciando un ricambio generazionale con le 2006 Martin e Fam e la 2004 Buenavida oltre alla già consolidata Carrera (2001), tutte quante con ruoli significativi.
La Germania ha avuto in quintetto ideale la 2004 Buehner (che ricordiamo battagliare con le nostre azzurre di Villa-Zanardi & C. nella finale 3° posto dell'Europeo U20 di due anni fa).
La Cechia ha sfornato la lunga Cechova (1.95 del 2004) che con 14 punti e 7 rimbalzi circa di media è entrata in quintetto ideale nel girone cinese.
Ma anche nelle compagini extraeuropee sono apparse gemme nuove. Nel Mali ha impressionato l'ala del 2004 Haidara, che ha avuto 16 punti e 7 rimbalzi di media facendo un mazzo così alla Cechia. Nelle Filippine (oltre al folletto Berberabe, 1.63 di funambolismo anche se ha già 26 anni) si è fatta più che apprezzare l'ala Dela Rosa, 1.83 (che per loro è come 2 metri da noi), atletica, combattente. La Colombia ha fatto scoprire agli altri (non a noi, che la conoscevamo già bene) la 2007 Moscarella.
- Ma non voglio fare un elenco della spesa, bensì soffermarmi sui due talenti più mostruosi della nuova generazione, ovviamente già noti ma per la prima volta all'opera su un palcoscenico mondiale senior.
Caitlin Clark è stata eletta "mvp" del nostro girone. Non ha messo insieme cifre eclatanti perché la squadra non aveva bisogno di eroismi. Ma c'è un equivoco di fondo su di lei: ha guadagnato la fama mondiale soprattutto con le sue triple siderali, da "Steph Curry femminile" come veniva definita all'inizio. In realtà, come sa chi l'ha guardata giocare al college e in Wnba, lei è molto di più, è un computer umano che fa sempre la scelta giusta. Può essere in giornata più o meno brillante al tiro, ma ogni sua conclusione è sempre sensata nel tessuto del gioco; non ha un fisico esplosivo ma quando va in entrata raramente la fermi; soprattutto, passa la palla divinamente. Due sue compagne di reparto come Plum e Bueckers sanno anche loro passare bene, ma la loro prima idea è tirare. Clark no, lei prima cerca le compagne, poi casomai tira. Altro che i tiri pazzi da 9 metri, la sua è scienza cestistica. Il tutto a 24 anni e dopo una sola stagione e mezza da professionista (la seconda è stata azzoppata dagli infortuni).
- Zhang Ziyu, la montagna umana di 2.26 (o giù di lì; l'altezza varia a seconda delle fonti, ammesso che a 19 anni abbia smesso di crescere) che fa sembrare bonsai le compagne Xu Han (2.11 anche se magra come un chiodo) e Li Yueru (due metri tondi), ha chiuso con medie di 11 punti e 4.8 rimbalzi. Niente di che, in apparenza. Sì, ma in 11 minuti di impiego. Con un top di 20 punti e 11 rimbalzi in 19' nella partita di maggiore spessore, quella contro il Belgio, in cui né la divina Meesseman né la possente Linskens potevano fare alcunché per fermarla. Non s'è mai visto qualcosa di simile sui campi da basket nell'era moderna; forse l'unico paragone è Uliana Semionova ma non sono abbastanza anziano da averla vista all'opera. Ma ai suoi tempi era normale un gioco lento, di posizione, in cui si cercava il pivot sotto canestro.
Zhang Ziyu invece è in controtendenza col basket moderno, in cui le lunghe corrono quasi come le piccole, tirano da fuori, non difendono ferme in area ma escono in aiuto sul perimetro eccetera. Con la ciclopica cinese, invece, si gioca su un quarto di campo, con lei che prende posizione in post basso, due o tre difensore addosso che s'arrabattano invano per spostarla, e la compagna che le serve un lob a quote dove solo lei può arrivare; una volta arpionata la sfera, può solo sbagliare Zhang, ché le difensore le fanno solo il solletico; qualche volta appunto si mangia l'appoggio, molto più spesso realizza (68% da 2 in questo Premondiale). Il tutto senza eseguire l'ombra di un salto. Sembra una di quelle partite di minibasket in cui c'è l'ipersviluppato che magari è già 1.80 a 9 anni e allora, per vincere facile, i compagni gli passano la palla a mezzo metro dal canestro (quello ad altezza ribassata), lui alza il braccio e appoggia dentro. Ma vederlo al massimo livello mondiale fa impressione.
Le incognite sono: a) Zhang Ziyu può giocare più di quei pochi minuti a partita, vuoi per motivi fisici suoi, vuoi perché è fin troppo condizionante per la squadra? b) Con lei si vince o si perde? Well, diciamo che è meglio averla che non averla (lapalissiano), e il +9 di plus/minus contro il Belgio (partita persa di 15 dalla Cina) è un segnale a suo favore; ma come già notammo fin da quando l'Australia la battè nel campionato Asiatico U18 del 2024, ha un tallone d'Achille nella staticità difensiva. E' chiaro che la sua presenza intimidisce, ma la reattività è scarsa; stoppa poco o nulla; se una lunga dinamica contro di lei la attacca partendo da fuori area non riesce a seguirla.
- A fronte di questo ben di dio altrui in rampa di decollo, noi eravamo sprovvisti di giovani vere e proprie (essendo le 2000 Madera e Pasa le meno anziane). Certo, solo la sfiga ci ha impedito di portare M. Villa; arriveranno presto (si spera) E. Villa, Zanardi, Osazuwa e altre a seguire, però occhio: c'è chi si è portato più avanti nel lanciare il suo futuro.
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