giovedì 19 marzo 2026

PreMondiale (5^ g.): Italia-Senegal ma soprattutto bilancio Italia & gli altri gironi

- Nelle stesse ore in cui la nostra Nazionale suonava come un tamburo il Senegal nell'ultima e ininfluente (per noi) partita del PreMondiale, il medesimo paese di cui è capitale Dakar veniva privato a tavolino della vittoria in Coppa d'Africa di calcio, per aver temporaneamente abbandonato il campo nella finale contro il Marocco, disputata due mesi fa. :moderatore:
Ok, ma che c'entra col basket? Niente, ma il Senegal avrebbe dovuto, casomai, restituire il biglietto per Berlino nel caso in cui la sorte glielo avesse generosamente regalato (sotto forma di una vittoria della Nuova Zelanda su Portorico), a fronte dello straccio d'un solo successo sulle neozelandesi, di una sconfitta di misura con le caraibiche (nella gara probabilmente più inguardabile fra le 60 disputate in questa kermesse globale) e per il resto solo batoste.
Meno male che poi il Portorico ha vinto, davanti a un pubblico discreto (3700), e quindi la sedicesima e ultima qualificata è una squadra che lo standard minimo di qualità lo raggiunge, sebbene sia apparso stranamente svaporato in questa settimana.
Gli USA hanno battuto, non distrutto (84-70), la Spagna ma la partita era ormai svuotata di significato.

- Negli altri gironi, ci sono state due classifiche avulse che hanno punito il Brasile, nel girone cinese; e il Canada, clamoroso, in quello turco.
Le ex suddite di Bolsonaro non riescono a battere le padrone di casa (8500 spettatori) e mancano l'ennesimo traguardo sul più bello, nonostante abbiano una centrona di livello Wnba come Cardoso; sempre più lontani i fasti dell'oro mondiale '94 e argento olimpico '96.
Foglie d'acero al macero per colpa della Turchia di Mazzon che, già qualificata, non fa granché per battere l'Ungheria di una maiuscola Juhasz, la quale quindi passa salendo a 3 vinte-2 perse, mentre l'avulsa a 2-3 fra Turchia, Canada e Giappone beffa le canadesi, le quali non riescono a far l'impresa con la già qualificata, ma molto seria, Australia, e pagano le 3 sconfitte con scarti fra i 2 e i 6 punti, a fronte di due inutili mattanze a favore con magiare e argentine. Festeggia invece il Giappone, maciullando l'Argentina: le nipponiche erano 0-3, quasi spacciate, invece hanno salvato la ghirba anche se non sembrano più quelle di Tokyo '21.
Da notare che se nella giornata precedente l'Ungheria non avesse vinto al supplementare con l'Argentina, si sarebbe potuto finire con 5 squadre a 2 vinte-3 perse, tanto era bestiale l'equilibrio (verso l'alto) in questo girone. Sarebbe stato interessante vedere l'Italia all'opera in questo gruppo infernale, ma non ci dispiace averlo evitato.
Era già tutto deciso nel gruppo francese, con la Corea e la Nigeria (più che discrete) a qualificarsi dietro le dominanti padrone di casa; da segnalare nell'ultimo turno la soddisfazione delle Filippine sulla Colombia e, in precedenza, la sfida tra due elementi di Costa, Moscarella e Brossmann, in Colombia-Germania.
Ci siamo comunque goduti un vero e proprio "mini-Mondiale", anzi persino più grosso di quello vero, visto che c'erano tutte le squadre migliori e 8 totali in più rispetto a quelle che saranno a Berlino.

- Due note. 1) Si ricorderà che quando l'Italia rinunciò al Pre-PreMondiale dell'estate '24, ci fu del malumore. Well, alla fine ha avuto ragione sia chi l'ha fatto (Ungheria e Cechia) sia chi quella volta stette a casa (noi).
2) Nella geopolitica del basket femminile, torna in auge l'Europa (che era parsa appannata verso fine decennio scorso), che qualifica tutte le sue esponenti; disastro delle Americhe a parte Portorico (che comunque ha fatto abbastanza pietà) e ovviamente Usa; in linea con le attese Asia e Africa.

- Sul nostro 85-35 sul Senegal nulla da dire, se non che la serietà delle nostre merita un plauso, perché con l'obiettivo appena raggiunto, la vittoria di prestigio sulla Spagna in saccoccia, i playoff italiani ormai dietro l'angolo, sarebbe stato comprensibile giocare in ciabatte, con l'unico obiettivo di non farsi male (visto che strada facendo si erano già acciaccate Pan e Verona) e non spendere energie inutili. Invece le nostre hanno onorato l'impegno. :b:

- Torniamo a casa con l'obiettivo centrato e con la confortante consapevolezza che le radiose giornate di giugno '25 non furono fuoco di paglia, un orologio rotto che per una volta segna l'ora giusta, ma un salto di qualità vero.
Abbiamo la fortuna/il merito di aver prodotto un buon numero di giocatrici di livello internazionale in un breve lasso di annate (tra il '96 e il 2000), il che ci consente di averle adesso tutte insieme nella piena maturità, ben assortite nei ruoli e ben gestite dal c.t., che le fa remare tutte nella stessa direzione. Grazie, buon Dio, che hai ascoltato le nostre preghiere anche se c'hai messo una ventina d'anni di troppo. :amen:

- Ma come migliorare ulteriormente in vista del Mundiàl berlinese? Al momento credo che il nostro valore attuale sia (se va bene) da quarti di finale, non di più, a meno di un corridoio favorevole nel tabellone. Le prime quattro papabili sembrano le stesse di Parigi '24: Usa, Francia, Australia e Belgio. Che non a caso sono le quattro che hanno fatto 5-0 nel proprio girone.
Non che saremmo delusi da un posto fra le prime 8 (anzi), ma questa generazione di giocatrici è al suo picco: non è scontato che poi avremo altre occasioni. Non possiamo accontentarci di dire "già bello esserci", dobbiamo tentare il colpo della vita.
L'unica assente attuale che potrebbe alzare il tasso tecnico è, ovviamente, Matilde Villa, al posto di Kacerik. Ma non sarà automatico riuscire a inserirla in modo che aggiunga valore senza togliere spazio a nessuna di quelle che hanno dimostrato di funzionare bene.
Per il resto nessun cambio ha ragion d'essere, al momento. E non l'avrà neanche dopo, visto che mancano solo i playoff a chiudere questa stagione e poi non ci sarà più nulla d'ufficiale prima dei Mondiali, quindi le gerarchie rimarranno quelle. A meno che, per dire, una Nasti Conte trascini Derthona a vincere lo scudo segnandone 30 a partita, ma sembra improbabile. Il profilo tecnico ideale, perché ci manca, sarebbe una... sommatoria tra Pasa e Spreafico, ovvero una guardia/ala al tempo stesso fisicata, con tiro da 3 e penetrazione. Ma è il libro dei sogni.

- Cecilia Zandalasini eletta nel quintetto ideale del girone portoricano. Non ha giocato il miglior basket della sua carriera (il tiro da 3 non le entrava), però con quanta autorità ha preso in mano la situazione negli unici due momenti in cui era necessario farlo, cioè contro la Nuova Zelanda quando ci avevano rimontato, e contro la Spagna (con tanto di iconica tripla del "game, set & match"). E' la seconda volta di fila, dopo l'Europeo, in cui l'azzurro sembra rigenerarla dopo una fase opaca con il club; non sarà un caso.

- Chiudiamo il discorso-Italia con un dettaglio non da poco. Ovviamente non si può dire che il Paese intero abbia trepidato per le vicende delle nostre alfiere; tuttavia una certa risonanza si è avuta, anche grazie alla visibilità in chiaro di 5 partite su 5 (anche se quella con gli USA è andata in differita, ma tant'è, ci hanno legnato, non sarebbe stato 'sto gran spot).
Il paradosso è che attualmente il nostro basket femminile di alto livello ha più platea televisiva del maschile: l'Eurolega donne va in chiaro, quella uomini solo sulle pay; le qualificazioni mondiali idem. Questo risolve tutti i problemi del movimento? No, ma almeno, insieme ai risultati delle azzurre, aiuta ad allentare quella cappa depressiva che era calata (di nuovo) dopo l'addio della Virtus Bologna. Alla fine non è necessaria la luna (ovvero che masse d'italiani si convertano al basket femminile): basterebbe che la metà, non dico tutti, di chi segue il maschile si accorgesse che la versione-donne del proprio sport merita rispetto ed è in grado di appassionare. In parte, forse piccola parte, ci stiamo riuscendo.

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