lunedì 16 marzo 2026

PreMondiale (4^g.) - L'Italia batte la Spagna e sfonda la porta mondiale dopo 32 anni

 Ai Mondiali dalla porta principale! :clap: :clap: L'Italia taglia il traguardo con una tale naturalezza e autorità da farci quasi dimenticare di quanto sia storico il momento, visto che erano passati 32 anni dall'ultima volta, e che da 30 tondi (Atlanta '96) non varcavamo la soglia del continente in competizioni internazionali.
Il merito più grande di questo gruppo di Capobianco è di aver reso normale, logico e non episodico, quello in cui fino a poco tempo fa trovavamo porte sbarrate. Una Nazionale che finiva puntualmente in lacrime i grandi appuntamenti, ora li conclude fra sorrisi e urla di gioia.

Ma in cosa siamo cambiati, soprattutto, al di là delle singole? Credo in due punti-chiave: 1) prima le lunghe erano il nostro tallone d'Achille, ora come minimo pareggiano i duelli, più spesso li vincono; 2) prima i nostri momenti negativi diventavano psicodrammi che ci facevano naufragare, adesso non le abbiamo eliminate, le crisi, ma abbiamo imparato a reagire ogni volta.
Ciliegia sulla torta è il ruolo più maturo di Zandalasini, che in occasioni come stasera sa alzarsi sopra il livello della partita, recitare da fuoriclasse che trascina il coro, anziché brillare di luce propria ma senza costrutto per la squadra (vedi Svezia-Italia degli Europei '21), o peggio ancora squagliarsi lei per prima (vedi Montenegro-Italia 2023).
Con tutto ciò non vogliamo esagerare con l'incenso (le legnate prese dagli Usa c'insegnano l'umiltà) però la vittoria sulla Spagna è di valore assoluto, spazza i pur legittimi "sì, però chi abbiamo battuto" che si sarebbero sentiti se ci fossimo limitati al compitino di battere le mediocri Portorico, Nuova Zelanda e Senegal.
Forse le iberiche, se proprio vogliamo fare i pompieri, erano meno motivate di noi avendo già tagliato il traguardo il giorno prima; ed è comunque una Spagna buona ma non stellare come fino a qualche anno fa. Ma sono cavoli loro; abbiamo vinto per supremazia.

Il primo quarto non è scintillante. Anzi a tratti terribile esteticamente; dopo 7 minuti si è sul 7 pari. Le punte di diamante Zanda e Conde (compagne di club a Schio) ci provano ma, per ora, con poco costrutto, così come le talentuose Carrera e Fam per loro, e Verona per noi. I primi frizzi sono nostri, con Santucci e Spreafico dall'arco per un +5 lenito però dalla naturalizzata Gustafson con un dardo allo scadere (15-13).

Secondo periodo con difesa super da parte delle azzurre. Non concediamo mezzo canestro facile; siamo lì a mordere su tutti i loro palloni, e loro ne perdono a nastro. E' una piacevole sorpresa il modo in cui le stiamo mettendo in difficoltà. Nei primi 6'30" produciamo un 13-4 con Pasa in entrata e André da sotto; poi con un lancio lungo per Zanda; infine con Madera dalla media. Tutte soluzioni molto razionali, senza bisogno di prodezze.
Sul 28-17 però gira improvvisamente il vento: la Spagna si sblocca con due contropiedi di fila, pressa, mena, in un amen ricuce quasi tutto; all'intervallo il 28-26 ci rende poca giustizia. Siamo a 10/24 dal campo contro 9/26; loro compensano le 13 perse con un predominio a rimbalzo offensivo.

Terzo quarto bipolare, e alla fine cruciale. In avvio la Spagna completa un parziale di 0-14 toccando poco dopo il +6 (30-36) mentre noi sembriamo in confusione, Verona in primis. Senonché Capobianco coglie l'attimo per innescare una svolta prendendo tecnico per proteste. La Spagna fallisce il libero e da lì, com'è come non è, gira di nuovo la freccia della partita. Zanda capisce che da fuori non è in giornata e attacca due volte il ferro reggendo mirabilmente il contatto (gli arbitri le negano l'aggiuntivo); Keys e André raccolgono il segnale e fanno 45-41, ovvero controparziale di 11-1. E la difesa riprende a mordere le calcagna spagnole. A fine 3° quarto siamo 47-43. Nel frattempo è uscita Conde per infortunio; tegola per loro.

Pasa è protagonista all'inizio dell'ultimo quarto: con le sue gambe al caucciù fende a ripetizione la retroguardia iberica e mette pure una tripla; peccato solo per lo 0/3 ai liberi ma ci tiene comunque avanti, 52-48. Tornano a fioccare le palle perse per la Spagna; su una di queste Pasa realizza su lancio lungo; poi André su rimbalzo offensivo più libero (57-50 a 5' dalla fine), poi due liberi di Zanda (59-52), poi una tripla "clutch" di Cubaj a ricacciarle indietro (62-55 a -3').
La resa della Spagna è vicina: Ortiz si mangia un canestro da sotto, la panchina reclama un fallo inesistente: tecnico, 63-55; poco dopo ecco la pennellata finale di Zanda, tripla con l'avversaria addosso. Finiamo addirittura 68-56 e ci consegnano il bigliettone aereo con scritto Berlin - Italy, per la foto scenografica di gruppo.

Per noi Zanda chiude a 22 punti (7/14 dal campo, 7/7 ai liberi), una Pasa vero jolly vincente a 14 (6/7 dal campo), Cubaj a 9+8 rimba. Per loro solo Gustafson, 12, in doppia cifra; le altre fra il discreto (Buenavida, guizzante), il mediocre e lo scadente.

Nel resto del nostro girone, mentre gli Usa maciullano ovviamente la Nuova Zelanda, si sveglia Portorico battendo il Senegal in una partita di modesti contenuti (56-47). Deve però battere la Zelanda all'ultima giornata (o perdere di 1), altrimenti passano le africane.

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Gli altri gruppi. In quello cinese, il Brasile si salva nell'ultimo quarto col Mali, mentre la Cina (8500 spettatori) regola la Cechia; potrebbe finire con una classifica avulsa Cechia-Mali-Brasile e in tal caso sarebbero fottute le cariocas (se non erro).
In quello francese già tutto deciso; Colombia e Filippine erano troppo sotto il livello; festeggiano Corea e Nigeria.
Infine il più interessante, quello turco, dove le Mazzoniane sfiorano l'impresa con l'Australia ma cedono 74-77 mentre risorge il Giappone battendo il Canada, e l'Ungheria si salva all'overtime con l'Argentina. Tutto ancora in bilico (tranne il primo posto delle cangure): l'ultima giornata ha Australia-Canada, Turchia-Ungheria, Giappone-Argentina. Chi perde quest'ultima tenzone è sicuramente fuori, per il resto bisogna vedere le combinazioni.

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