mercoledì 8 ottobre 2014

La week en rose (10 - Maiorano, nuova vita in A3 a Costa)

Domenica 5/10 - La nuova vita cestistica di Masha Maiorano. Dopo 10 anni di A1, una semifinale scudetto con la Comense, il primato nella percentuale da 3 punti in un'edizione di Fiba Cup con Parma, un'apparizione in Eurolega con Schio marcando Diana Taurasi. Insomma, la gerla carica di ricordi anche se non di trofei, perché, purtroppo, per le giocatrici non di primissimo piano, o capiti nella squadra dominante oppure non vinci nulla. Potevamo mancare alla prima partita in A3 dell'antica idola di questo forum? -_- Ovviamente no, ed eccoci quindi sgommare sulla collina di Costa Masnaga, nell'aria tiepida ma frizzante del tardo pomeriggio della prima domenica d'ottobre, mentre la plebe italica respira i veleni di Juve-Roma di calcio.

Entriamo, pensa che romantico, proprio mentre Maiorano realizza il primo canestro della sua reincarnazione, nonché primo canestro della partita: su rimbalzo in attacco dopo 28 secondi. :wub: C'è molta attesa quest'anno intorno a Costa. Un po' perché la formula dello scorso anno ha fatto salire in A2 tutte le "bigs", e quindi s'è svuotato il girone (anche se c'è una matricola Castelnuovo assai agguerrita , che ha sfruttato la sua collocazione geografica a metà fra Piemonte, Lombardia e Liguria per mettere insieme le varie Bergante, Leva, Gabba, D'Amico e altre), un po' perché l'organico delle lecchesi è più che valido. Oltre a Maiorano, a Costa è tornata Giorgia Molteni, poi ci sono Lara Tagliabue, Francesca Pozzi (va' che bei cognomi brianzoli), insomma gente che ha respirato l'A2, e c'è il neo-eletto coach dell'anno di A3, Pirola, con la sua "new wave" tecnica che consiste in giuoco libero, senza schemi fissi, le cosiddette "letture".
Di fronte c'è Moncalieri, squadra da seguire con simpatia perché sono tutte tra il '96 e il '99. In pratica il settore giovanile di Torino. E proprio le due già rodate dall'A2 di Torino, Rosso e Albano, risulteranno le più deludenti, litigando col ferro. In compenso ci piacciono l'aletta (o guardia alta) Chiabotto, l'ala Baima, la mezza lunga Trucco. Moncalieri fa quel che deve fare, pressa, morde e corre, mentre in attacco cerca penetrazioni e tagli, mancando però di alternative da fuori, dove non segna proprio mai.
Così, già sul finire del 2° quarto, dopo essersi fatta riavvicinare a -2 per qualche dormita difensiva, Costa scava il fossato, semplicemente per fisiologica superiorità. 33-20 all'intervallo, poi anche +21 nel terzo, con buona varietà di soluzioni da sotto e dalla lunga. Finisce 75-57 con la capitana Longoni (tascabile del '91) mvp a suon di 17 punti, 10 rimbalzi, 6 recuperi e 11 falli subiti.
E Maiorano? Ne fa 14 con percentuali non brillanti (5/18), pagando l'1/7 da 3 e un po' di sfiga in alcuni tiri che entrano ed escono. Sprazzi di classe a corrente alternata, però la sua presenza alza comunque il tono della squadra. Deve, ma è logico, riadattare il suo gioco a qualcosa di molto diverso da quello che ha fatto per 10 anni (ossia soprattutto stazionare sul perimetro per le triple sugli scarichi delle straniere).
Qui in A3 può giocare anche vicino a canestro (e lo ha fatto), però deve abituarsi che si pigliano tante botte e l'arbitro osserva senza intervenire (non che in A1 fischino tutto, peraltro; ma Maiorano in A1 s'avvicinava poco al ferro, qui spesso). Forse le gioverebbe qualche chilo in più, perché negli anni s'è fatta ossuta. Ma ovviamente nessuna donna normale accetta il consiglio di prender peso, :P quindi pazienza così. In ogni caso, in A3 può far la differenza in modo naturale, senza bisogno di strafare, lasciando che la partita venga da lei.

Lunedì 6/10 - Gli auspici su un fiasco colossale del Mondialvolley non si stanno realizzando. L'Italia può ancora restar fuori dalle medaglie, però bisogna ammettere che il successo promozionale è notevole. Pare che il Forum di Assago sarà esaurito per l'ultima fase, e che la partita di domenica con la Cina abbia avuto quasi 800.000 di audience tv: immaginatevi l'effetto che avrebbe una finale per l'oro, su Rai3 o simili, in prima serata. Roba che dovremmo incatenare le nostre ragazzine per impedire la fuga di massa verso le palestre del volley. :woot: Per questo, quando vedo che certi giuggioloni del basket tifano per le pallavoliste, mi viene un travaso biliare, perché il successo del nemico decreta il proprio insuccesso, come si può non capirlo istintivamente? :angry:
Mi chiedo però se guardando agli altri paesi l'Italia sia un caso così raro (cioè dove il volley donne va forte e il basket langue). Di sicuro in Spagna e Francia il basket femminile va alla grande e il volley stagna nell'oscurità. In Turchia c'è un discreto volley ma il basket va meglio. Però in Russia, Germania, Brasile, Cina, Giappone, Cuba, che pure sono nazioni con buona tradizione cestistica (anche a medaglia nei decenni scorsi), ho l'impressione che il volley sia alla pari se non superiore. Anche se è fuorviante giudicare dai Mondiali, perché per il volley le nazionali sono il centro di tutto, per il basket no.
Altra considerazione: va bene che le pallavoliste hanno la divisa attillata e le cestiste sformata; va bene che una donna di 1.85 per 65-70 chili attrae la plebe più di una di pari altezza ma di 80-90 chili, come spesso sono le nostre. Ma non basta a spiegare i vantaggi di appeal che ha il volley donne sul basket donne. Già citavamo altre volte la questione delle attrezzature adattate (metti Diouf a schiacciare con la rete ad altezza uomini, poi vediamo), ma ne aggiungo un'altra: tutte le azioni del volley, anche gli errori altrui, si concludono con un'esultanza plateale della squadra che ha fatto punto, che s'abbraccia in cerchio, si bacia eccetera. Ovviamente a noi può dare sui nervi quel teatrino, però indubbiamente ha appeal. Nel basket si esulta molto più di rado, e la percentuale di azioni concluse col fallimento è più elevata. Il volley trasmette più feelings positivi per un pubblico generico. Come risolvere ciò? Se solo per abbassare i canestri c'è chiusura dogmatica, vuol dire che nessuno ha voglia di prendere in considerazione il problema.
Ultima riflessione: più questo Mondialvolley ha successo, più è la dimostrazione di quanto possa contribuire la metà femminile di uno sport al benessere complessivo della disciplina; e di quanto quindi sia da imbecilli snobbare il basket donne da parte degli adepti del maschile, i quali non si rendono conto che aumentare il seguito intorno a un ramo sia pur "inferiore" (secondo le loro dottrine) del basket aiuterebbe la portar più gente anche al maschile. Ma lor signori preferiscono liquidare la questione con frasi come "il basket femminile fa cagare", con un'aria disgustata che non avrebbero per un bidone d'immondizia. :sick: Fate cagare voi, casomai.

lunedì 6 ottobre 2014

La week en rose (9 - Usa campioni del mondo)

Domenica 6/10 - Opening Day di A1 a S. Martino di Lupari con buona atmosfera, a quanto si legge. Sul campo, le prime 5 partite non distillano soverchie emozioni; che UmbertideSchio Ragusa tritassero le inferiori avversarie era atteso. Spiccano i 22 punti di Chiara Consolini contro la Triestina, il cui manipolo di giovanissime italiane rimane su bottini bassi (ma è comprensibile). Mentre per Schio fa già paura Ogwumike, 22+16 rimba in 24 minuti, anche se va rivista contro test più probanti di Vigarano, che dal canto suo ha 17 da M. Bestagno.

C'era interesse per Parma-Lucca, nobiltà consolidata dell'A1, e per il derby di matricole Napoli-Battipaglia. Ma anche qui si è andati a senso unico. Notevole Lucca per come ha fatto polpette delle parmigiane: già +20 all'intervallo, quasi bonario il 58-72 finale.
Napoli fa succo e polpa di Battipaglia mandando 5 in doppia cifra, tra cui l'esordiente Bocchetti (16). Probabile che le vesuviane saranno le migliori fra le 4 neopromosse.
Le "emozioni very" (come diceva quell'italo-inglese del Grande Fratello) arrivano dalle ultime due gare della domenica. Venezia piega 75-72 Cagliari che, come prevedeva Velluzzi che di sarde se n'intende, è competitiva (46 punti per le due americane); 14 per Carangelo.
Infine, il dolore del pubblico di casa perché S. Martino, che aveva una ghiotta occasione contro l'indebolita Spezia, cede 68-71 per una tripla di Puliti a pochi secondi dalla fine. :woot: Non bastano 16 di Marcella Filippi.
Insomma, non malaccio come esordio. Le straniere prevalgono ma c'è spazio per un buon numero di italiane protagoniste. Si è ricostruito un tessuto italiano in A1, speriamo non sia un fuoco di paglia.

Domenica 6/10 - Partenza scaglionata di A2 e A3 (due e un girone rispettivamente). Nell'A2 gir. B, importante per Crema passare a Vicenza (priva però della straniera, infortunata), con 21 e 5/6 da 3 di Capoferri. Nel derby tra matricole di qua e di là dell'Adda, Albino batte Alpo e si conferma la voce che le bergamasche han pescato una straniera super: 26 di Vorlova. Ferrara, considerata la favorita di questo girone, fa pizzette di Biassono (68-26 dopo 3 quarti), la quale spera di non ripetere il calvario della scorsa stagione, ma andrà rivista contro rivali più alla portata (se non altro, rispetto all'anno scorso son tornate Gargantini e Porro).
In A2 gir. C, big match per Bologna ad Ariano Irpino (51-62) con D'Alie e Cigliani top scorers. C'era attesa per l'esordio di Big Simo Ballardini per Castel S. Pietro contro Stabia: ebbene, l'ex azzurra fa 17 punti con 5/11, 6 recuperi e 11 falli subiti. Non malaccio.

Domenica 6/10 - Usa campioni del mondo per la quarta volta nelle ultime 5 edizioni, cioè quelle dell'era-Wnba. La giornata delle finali non ha brillato per equilibrio: l'Australia ha umiliato 74-44 la Turchia per il bronzo (peccato per le ottomane finire con disdoro davanti al proprio pubblico dopo un bel Mondiale). L'Australia ha avuto la sfortuna di un tabellone che, senza colpe (aveva sempre vinto), l'ha spedita contro gli Usa in semifinale, ma forse meritava di essere al posto della Spagna. Nonostante le assenze delle stars Jackson e Cambage.
Nella finalissima , davanti a un pubblico lontano dal tutto esaurito (5600 secondo il dato ufficiale, nell'arena del Fenerbahce che ha una capienza di 13.000), gli Stati Uniti hanno spento rapidamente ogni velleità spagnuola. La grandinata iniziale delle yankees, o meglio, la raffica di conclusioni in area (71% da 2 all'intervallo), ha spaccato la partita in un quarto e mezzo, punendo una Spagna appannata. La "lieve" differenza tra Usa e resto del globo è che Taurasi può fare solo 6 punti e la sua squadra non ne risente (5 in doppia cifra), mentre se Torrens rimane a secco per 25 minuti, ovvero ciò che è successo domenica, non c'è speranza. E' comunque solo un dettaglio della supremazia netta degli Usa.
Dopo il 48-29 dell'intervallo, la ripresa ha visto un risveglio della Spagna (Lyttle 16 e Torrens 10 alla fine, ma 10/32 al tiro in coppia), ma senza mai riaprire davvero la partita, che è scivolata verso la fine senza sussulti, tranne un accenno di rissa tra il pinnacolo Griner e l'orsacchiona Nicholls, e una schiacciata sfiorata nel finale dalla stessa Griner, che senza il fallo sarebbe probabilmente riuscita. :o: Finale 77-64 che non umilia troppo la Spagna (4 anni fa la Rep. Ceca ne prese molte di più).
Maya Moore (18 punti) eletta mvp; in quintetto ideale anche Torrens e Lyttle (Spagna), Griner (Usa) e la sempiterna Taylor (Australia). Tre elementi dell'89-90, il tetto del mondo si rinnova.
Si sono viste belle cose, anche in tv per noi grazie a Sportitalia; le discepole del paisà Auriemma sono sempre impeccabili nell'atteggiamento e nel gioco di squadra; ma rimane il problema di fondo (lo stesso evidenziato dal Mondiale maschile ma tra le donne c'è da più tempo): se gli Usa giocano come sanno, non c'è competizione, il che toglie almeno in parte l'interesse. Finisce che per le americane è poco più che routine l'oro (dove in patria se n'accorgono a malapena), e il resto del mondo rimane col sapore dolce-amaro di un fossato che non si restringe. Di sicuro, rispetto ai concomitanti Mondialvolley, questa è una pecca. E' mancata una potenza classica come la Russia, ma servirebbe anche il ritorno di Brasile e Cina ai livelli di un tempo.

Nella foto: la premiazione degli Usa. Una corsa fin troppo solitaria la loro.


domenica 5 ottobre 2014

La week en rose (8 - Spagna e Usa finaliste ai Mondiali)

Sabato 5/10 - Sparo d'avvio delle danze 2014/15 per A1 e parte di A2 e A3. Qualche considerazione spicciola sull'A1 dopo i rosters pubblicati nelle puntate scorse. E' probabile che persista il problema della spaccatura tra le prime 6 (circa) della classe e il resto. Ci sono squadre che oggettivamente potrebbero essere di A2 se non fosse per le straniere. L'impressione è che, viste le condizioni economiche non strepitose che offre il mercato attuale, in molti casi giochi in A1 chi si rende disponibile, non necessariamente coincidente col meglio su piazza. Sì, in parte già succedeva in passato, ma appare un fenomeno in aumento. Il lato positivo, specie considerando l'aumento a 14 squadre e il calo delle straniere, è che viene offerta un'occasione di alto livello a tante ragazze, qualcuna delle quali la meriterà di sicuro.

In generale potrebbero svolgersi due campionati in uno, entrambi interessanti al loro interno perché equilibrati.
Gli organici sono cambiati parecchio. Big, non big, neopromosse: gran rimescolamento generale di giocatrici. Di che cosa sia segnale, non lo so ma si nota.
Chi ama i teams giovani, seguirà sicuramente con affetto Trieste, e in seconda battuta Battipaglia.

Sabato 5/10 - Già che parlavamo di un panorama della comunicazione alquanto frizzante (anche se lontano dai media che contano), va segnalata la nascita di "LBF Magazine", rivista online della Lega Basket Femminile. Il primo numero consta di 16 pagine, di cui alcune di pubblicità (ma forse è meglio un contenuto agile che una melassa indigeribile), e s'avvale delle collaborazioni di BgTalks (il sito dove scrivono le giocatrici, che prova a rilanciarsi ora dopo essersi stoppato l'anno scorso nel giro di un mese o due), con Benko che dà consigli alle giovani d'oggi; e di Basketinside, ovvero Daniele Tagliabue, che presenta i campionati di A2 e A3. Approfittiamone per vedere chi dà favorite: in A2 girone A, Genova su Geas; girone B Ferrara su Virtus Cagliari; girone C Ariano Irpino su S. Marinella; in A3 girone A, Costamasnaga su Castelnuovo Scrivia; girone B, Progresso Bologna (c'è Zanoli!) su Udine; girone C, Palermo su Ancona.
Scorrendo i rosters di A3, a proposito, viene da rimpiangere la sua chiusura imminente, perché molte di quelle giocatrici finiranno nel buio della B e non lo meritano. Anche se la copertina di questo LBF Magazine parla di "mondi sconosciuti dell'A2 e dell'A3", e se lo dice la Lega stessa, vuol dire che A2 e A3 già ora sono al buio... :woot:

Sabato 5/10 - Spagna e Usa in finale ai Mondiali. Per le iberiche è la prima volta, ma il giusto coronamento di un decennio d'oro nelle giovanili, di cui questa nazionale è il logico prodotto. Gradita sorpresa di Sportitalia, che all'ultim'ora prende i diritti di semifinali e finale e mette Franz Pinotti, coach Sanga, a far da commentatore tecnico. Peccato per la concomitanza con la Supercoppa maschile su RaiSport, ma insomma qualcuno le avrà pur viste, le donne.
La Spagna spegne il sogno della Turchia davanti a 9.200 spettatori all'arena del Fenerbahce. Le turche impongono il loro solito punteggio basso e ritmo paludoso (41-39 per le castiglio-catalane al 30'), ma nell'ultimo quarto la Spagna rompe i freni con una scatenata Torrens (28). Anche la solita Lyttle (18+12 rimba) fa la differenza. Le ottomane vanno bene in area con la sempiterna Yilmaz e la naturalizzata Sanders (18 a testa), ma stentano in regia e con le esterne. Finale 66-56.
Poi Usa-Australia, la classicissima, 3 volte finale olimpica nel decennio scorso. Australia che è l'unica ad aver soffiato un oro alle americane nell'era Wnba, cioè dalle Olimpiadi '96 a oggi. E marsupiali che escono con onore, impegnando a tratti non brevi le più forti yankees. Le quali però, con la qualità diffusa che hanno, non dipendono da nessuna, possono permettersi minuti sottotono perché, prima o poi, due o tre che s'infiammano le trovano, e in ogni caso la pressione difensiva costante macina le avversarie, che hanno un margine d'errore ridottissimo perché basta poco per innescare il contropiede americano, e quando vai sotto non rimonti più. Anche se, a dire il vero, dopo aver subìto il break nel 2° quarto (complice l'uscita di Penny Taylor con 3 falli), le cangure sono tornate sul -6 nel terzo (49-55) e poi ancora nel 4° (55-61), però lì è arrivata la scarica micidiale e definitiva degli Usa, con una concretissima Charles (18 punti) mvp di giornata (meglio lei di Griner, nell'occasione). Le solite Taurasi e soprattutto Moore dominanti sul perimetro, ma come da copione. Per l'Australia bene all'inizio Tolo, l'emergente lunga (ficcante nelle incursioni con partenza dal post alto), gran secondo tempo di Phillips (19) contro le compagne di Phoenix Taurasi e Griner, peccato per le assenze di Jackson e Cambage, che potevano rendere il confronto più equilibrato. Così comunque l'82-70 è dignitoso, anche se mai è parso che l'Australia potesse vincere.

Nella foto: la prima pagina di "Marca", il quotidiano sportivo spagnolo più diffuso, all'indomani della vittoria in semifinale.


La week en rose (7)

Giovedì 3/10 - Si sono saputi anche i premi di Lega per l'A1: Giulia Gatti miglior italiana, Ashley Walker miglior straniera, Ilaria Milazzo miglior giovane, Mendez miglior coach. Mah, francamente la stagione scorsa delle italiane è stata talmente priva d'acuti che poteva vincere Gatti come varie altre, senza scandalo ma anche senza squilli di trombone. Ci fa comunque piacere per una giocatrice che ha saputo costruirsi nel tempo. Walker ci sta, Milazzo idem anche se non s'è mai definito fino a che età sono papabili per quel premio; Mendez onestamente mi pare una scelta salomonica per non escludere Schio, perché è vero che ha vinto 3 trofei su 3 in Italia, però Molino è quello che ha fatto di più in rapporto ai mezzi. Comunque, chiaro, se uno vince tutto non è che puoi sdegnarti se va a lui il premio.


Intanto completiamo la rassegna organici di A1 con le 8 squadre che partono dalle retrovie (le 4 neopromosse + le 4 peggio classificate dell'anno scorso). Nuovi acquisti in neretto; straniere con l'asterisco; under 20 sottolineate. Per le altre 6 squadre vedi pag. 2373.

BATTIPAGLIA: OrazzoTagliamentoNgo NdjockWilliams B.*Treffers*; Russo F.Costa L.Bonasia; Tunstull*; Ramò.
CUS CAGLIARI: Micovic Mil.; Correal*; Carta; StoppaTaylor*; Gatti V.; Arioli; Brunetti; Soli; Liston*.
LA SPEZIA: Canova S.; Reke*; PulitiDonati; Canova L.; Griffitts*; TavaSant*; Mugliarisi; Morselli.
NAPOLI: Fassina M.Tognalini; Ntumba; Andrade*; Gardner*, Bocchetti; Dacic; Pastore; Macaulay*; Striulli.
ORVIETO: Di GregorioGranzotto; Baldelli; Gaglio; SarniRidolfiBrezinova*; BoveBurkholder*; Crafton*.
S. MARTINO: FilippiFaventoTonelloBailey*; SantiGianolla; Sbrissa; Fabbri V.Pye*.
TRIESTE: BorroniNicolodiZecchinTrimboli; Vida*; Cosby*; Miccoli M.BiancoCerigioniMiccoli C.GombacRomanoHarry*.
VIGARANO: Bestagno M.ZaraCirov*; Marshal*; ZanettiCupidoBrunelliUgoka*; Venzo.


Venerdì 4/10 - Alla vigilia dell'Opening Day di A1, Bibi Velluzzi produce le sue presentazioni del campionato (una sulla Gazzetta cartacea e una più ampia sul sito del medesimo giornale), rimaste le uniche di livello nazionale ora che non abbiamo più Big Roberto Lurisi su Superbasket. Lasciando perdere le tipicamente "bibiche" notazioni estetiche (Santucci "top model", Crudo "bella" e "affascinante"), :P è importante notare che Velluzzi ravvisa un'aria di ripresa rispetto agli anni scorsi, sia per il ritorno a 14 squadre, sia per i segnali di vitalità da varie piazze. In effetti gli organici delle prime 5-6 sono interessanti, con Ragusa sfidante ufficiale di Schio (bell'organico quello delle siciliane anche se molto mutato dall'anno scorso), che però con Ogwumike (sorella di colei che sta giocando il Mondiale con gli Usa) sembra aver pescato, tanto per cambiare, la potenziale mvp del campionato.

Venerdì 4/10 - Quarti di finale dei Mondiali: passano tutte le favorite, cioè le prime classificate dei 4 gironi, che s'erano riposate mentre giovedì le altre si scontravano negli spareggi. Tre partite su 4 hanno avuto poca storia: Australia 63-52 sul Canada (già +16 al 30'); Spagna 71-55 sulla Cina (già +18 all'intervallo); Usa 94-72 su una Francia che in teoria poteva anche aspirare all'impresa (compiuta di recente in amcihevole) ma che è stata seppellita da un 53-32 americano nella prima metà. Griner 17 punti. Thrilling, invece, tra Turchia e Serbia, davanti a 9.500 spettatori, con vittoria 62-61 per le padrone di casa; partita schizofrenica con la Turchia prima avanti, poi bloccata nel 2° quarto (parziale di 6-17), poi di nuovo a sorpassare e infine ad allungare sul 57-49 a 2'30" dalla fine con la vecchia Yilmaz e l'ossigenata Alben; la Serbia, però, come ha dolorosamente imparato l'Italia nel quarto europeo dello scorso anno, non molla mai e con 2 triple si è riportata a -2 a -20"; brividi per la Turchia quando Palazoglu sbagliava il primo tiro libero a -10", ma segnava il secondo (62-59) e la Serbia falliva la tripla dell'overtime, riuscendo solo ad accorciare su rimbalzo d'attacco. La naturalizzata Sanders totalizza 14 punti e 19 rimbalzi per le ottomane, che al loro primo Mondiale certificano - al di là dell'ovvio vantaggio del fattore campo (ma nemmeno scontato, vedi il clamoroso k.o. della Spagna maschile nei quarti) - la loro ascesa a potenza consolidata, visto l'argento e il bronzo alle ultime due edizioni degli Europei.

Nella foto: entusiasmo su un sito sportivo turco per la qualificazione della loro nazionale.

venerdì 3 ottobre 2014

Perché Zandalasini è speciale

La Espn, massimo network sportivo americano, ha appena messo Zandalasini al quarto posto tra le '96 del mondo solo perché in realtà è vittima del complotto mediatico organizzato dal sistema italico che a 13 anni decretò che Zandalasini fosse il massimo talento del futuro? Non credo proprio.
Al di là del rendimento reale ed effettivo che ha oggi, c'è una cosa che mi colpisce su di lei: che persino i più diffidenti sul femminile, quelli che storcono la bocca pure di fronte a quelle che noi consideriamo campionesse, vedendo Zandalasini apprezzano. Non l'ho mai visto succedere con nessun'altra, tranne forse Macchi e Diana Taurasi.

giovedì 2 ottobre 2014

La week en rose (6)

Lunedì 29/9 - Smaltita la Supercoppa con reciproca soddisfazione (Schio per l'ennesimo trofeo, Lucca per averne prese poche, almeno così si capta dai commenti d'ambito toscano), scatta il contagiù (countdown) per il Giorno Aprente (Opening Day) di A1 a San Martino, oltre che per gli altri due campionati nazionali, i quali però vanno a scaglioni: i gironi da 9 iniziano ora, quelli da 8 aspetteranno l'11-12 ottobre. La bella notizia: si giocherà più dell'anno scorso. 26 giornate in A1 anziché 22; 24 o 26 partite in A2 anziché le miserande 20 del 2013/14.
Dalle liste dei rosters di A1, le grandi assenti ci paiono a tutta prima Iaia Zanoni, che sta recuperando da infortunio e non ha contratto; e l'ormai forse ex giocatrice Valentina Fabbri, bloccata dal 2012 per la querelle con Priolo che, a dire il vero, con la scomparsa di Priolo dall'A1 non sappiamo come vada a finire [NB: pochi giorni dopo ha firmato per S. Martino].
Cominciamo con le "big 6" dell'anno scorso. In neretto i nuovi acquisti, con l'asterisco le straniere, col sottolineato le "under 20" (dal '94 in avanti), però non quelle aggregate e basta: quelle nel roster a tutti gli effetti.

SCHIO: Gatti G., Sottana, Honti*, Spreafico, Anderson J.*, Masciadri, Sliskovic*, Ogwumike C.*, Zandalasini, Ress, Macchi.
RAGUSA: Ivezic*, Gorini, Cinili, Mauriello, Galbiati, Walker A.*, Gonzalez, Nadalin, Valerio, Pierson*.
LUCCA: Templari, Rossi C., Komplet*, Reggiani, Milic*, Crippa, Richter, Ercoli, Pedersen*.
UMBERTIDE: Consolini C., Cabrini, Pegoraro, Bona S., Milazzo I., Dotto C., Robbins*, Santucci L., Gemelos*, Swords*.
VENEZIA: Melchiori, Carangelo, Pertile, Pan, Bagnara, Sandri, Dotto F., Formica, Ruzickova*, McCallum*, Mandache*, Penna.
PARMA: Battisodo, Franchini, Corbani, Giorgi S., Crudo, Maznichenko*, Marangoni, Clark*, Kritscher*.


Mercoledì 1/10 - "Premi di Lega, me ne frega una sega". :blink: Lo dice chi non li vince. Ma in realtà sono importanti, gli unici oscar di respiro nazionale da quando Superbasket è scomparso (ok, ora riapparso, ma femminile nisba). Tradizionalmente fanno discutere (ad esempio quando fu votata Eva Giauro miglior italiana di A1 anziché Macchi), anche perché non si è mai capito, salvo forse pochi addentro ai segreti, da chi sia formata la giuria che li assegna.
Per ora si sono saputi i premi di A2 e A3: parte del leone per il Geas con giocatrice A2 Nord e dirigente A2 (Zandalasini, M. Giorgi), mentre Battipaglia si piglia giocatrice A2 Sud (Orazzo), Trieste il coach A2 Nord (Giuliani), Vigarano il coach A2 Sud (Ravagni), Castel S. Pietro si fa la giocatrice A3 (Vespignani), Costamasnaga il coach A3 (Pirola), S. Marinella il dirigente A3 (Baraldi).
C'è sempre la tendenza, se non regola, a premiare come mvp delle giovani/giovanissime. Romantico ma allora bisognerebbe dirlo: "miglior giocatrice giovane & italiana", altrimenti, ok Zandalasini, ma fa abbastanza sghignazzare che sia premiata Orazzo e non la compagna Treffers che ha fatto 10 volte di più, ma è olandese (e pensare che è pure giovane). :woot:

Mercoledì 1/10 - Corre veloce il Mondiale. La formula snella, esattamente all'opposto dell'interminabile litania del volley iridato che imperversa in questi medesimi giorni, ci porta già ai quarti di finale. Per arrivare in semifinale qui possono bastare 4 partite (la prima di ogni girone, dopo 3 partite, è passata diretta ai quarti, mentre seconda e terza hanno fatto uno spareggio in più), al Mondopallavolo ce ne vogliono 11... :sick: Preferiamo la nostra, anche se senza tv siamo condannati a mendicare brevi video di "highlights".
La vittoria della Turchia sulla Francia alla prima giornata ha dato una svolta immediata al Mondiale. Infatti, così, le padrone di casa sono arrivate prime nel girone condannando la Francia a passare dallo spareggio col Brasile ma, soprattutto, a incrociare gli Usa nei quarti. Missione quasi impossibile anche se in amichevole hanno vinto le transalpine. Ci saremmo aspettati che la Francia cercasse una sconfitta "tattica" col Canada nell'ultima del girone, ma non ha fatto calcoli… oppure ne ha fatti anche la squadra dell'acero, fregandola. :wacko:
L'Australia è stata un rullo compressore: forse l'abbiamo sottovalutata senza i pinnacoli Jackson e Cambage. Ora trova il Canada, emergente, che ha demolito la declinante Rep. Ceca (argento 4 anni fa) nello spareggio.
La Spagna campione d'Europa è stata altrettanto autorevole; ora trova la Cina, che nel barrage ha piegato 72-67 la Bielorussia con un 25-7 nell'ultimo quarto.
La Turchia trova la Serbia, che ha eliminato Cuba 86-79 in uno spareggio che dev'esser stato pirotecnico. Come nel maschile (Serbia d'argento dopo essersi qualificata a spese nostre all'Europeo scorso), salgono i rimpianti nelle italiche sponde. :cry: Davvero siamo tecnicamente all'altezza dei quarti iridati, visto che un anno fa fummo a un passo dal vincere il quarto di finale con la Serbia che ora è nelle prime 8 del mondo?
Se le teste di serie passano tutte, le semifinali saranno Usa-Australia e Spagna-Turchia. Infine, complimenti a Meurstradamus, indovino di razza, che aveva previsto una Russia declinante e non da medaglia: per forza, non era neanche qualificata. :lol:

Nella foto: la locandina dell'Opening Day di A1.

martedì 30 settembre 2014

Considerazioni su Macchi

Sì, il fenomeno nasce ogni 15-20 anni, non si può programmare; quello che però dovremmo ricostituire è una fascia di giocatrici medio-alte, che a mio parere è venuta a mancare nell'ultimo decennio, forse bruciate dalle 4 straniere in A1 o dalla crisi economica o dalla crisi dei vivai. I buoni risultati giovanili degli ultimi anni, e il repulisti di straniere in A1, fanno ben sperare in tal senso.

Ok, di per sé il fatto che Macchi faccia ancora la differenza non dimostra molto, perché è normale per i grandi campioni essere tali anche a 35 anni, se non sono abbattuti dagli infortuni; allora sposto il problema su un'altra angolazione e mi chiedo: quante giocatrici italiane hanno segnato almeno 10 punti di media in campionato negli ultimi 10 anni? Ci vuole un attimo di tempo per controllare nelle classifiche marcatrici sul sito di Lega, ma io dico che se, a parte Sottana, Bagnara e nell'ultimo anno Cinzia Arioli (che è fuori dal "giro che conta"), se ne trova qualcuna nata dall'82 in avanti (cioè l'annata dopo Ballardini), è una mosca bianca. Abbiamo allevato una stirpe di comprimarie, nessuna in grado di essere protagonista vera in A1.

Quanto a Macchi, mi chiedo: sì, avrebbe fatto comodo in nazionale ancora a lungo, ma che risultati abbiamo ottenuto con lei in squadra? Non qualificati a Euro 2001, 2003 e 2005, usciti presto all'Europeo di casa nel 2007, sesto posto a Euro 2009 (ecco che finalmente stava iniziando a vedersi qualcosa, però tardi), mai approdati a Mondiali e Olimpiadi, eccetera. L'amarognolo di cui parlavo si deve al fatto che una che da noi sembra una marziana, in realtà a livello internazionale è solo una buona giocatrice; quelle che han fatto la storia del basket europeo dell'ultimo decennio sono ben altre.

lunedì 29 settembre 2014

La week en rose (5)

Sabato 27/9 - Comincia il campionato di B lombarda. Mi limito a qualche pillola, ricordando che con la scomparsa imminente dell'A3, chi vince fa il salto doppio. Varese di Veronica Lovato riparte in pole position dopo il famigerato epilogo delle finali dello scorso anno (classifica ribaltata da uno 0-20 perché Como aveva scritto a referto un vice come capo allenatore; passò così Usmate al posto di Varese). A Como ora Invernizzi fa la dirigente. Il Brixia, neopromosso, è una collezione di nomi nobili del basket di Brescia e dintorni: Colico, Frusca, Marcolini, Aschedamini. Per converso, il Basket Femm. Milano è giovanissimo, perché schiera 8 '97 del vivaio Geas. Doveva esserci anche, a mo' di chioccia, Antonella Contestabile, il cui padre è tra i massimi dirigenti del club (non ricordo se proprio presidente). Ma all'ultim'ora s'è saputo che lui si è dimesso e lei non ci sarà. Correva voce di dissensi interni tra i dirigenti. Ma al BFM smentiscono categoricamente: "No, questione di tempo e distanza. E' ancora uno dei soci". Non ci risulta che Antonella abbia già trovato ricollocazione; in estate il suo nome era stato accostato a clubs di A2 del circondario (segnatamente Carugate), ci sarà un ritorno di fiamma?

Domenica 28/9 - Turbiglione di tornei precampionato e amichevoli. Manca una settimana al via di A1 e A2 (gironi B e C, non l'A), quindi tutto si fa più indicativo. Spezia ha battuto Parma che ha battuto Vigarano. Umbertide ha battuto Venezia. Per l'A2, convince Genova su Torino; Selargius domina il quadrangolare sardo. Il Geas si aggiudica il "Pasquini" di Crema: pollente rimonta su Broni in semifinale, con Laterza alla vendetta dell'ex (20), poi franco 60-48 sulle locali in finale (Barberis 15; occhio a lei, che sta segnando bene in tutto il precampionato). Incoraggiante per il nuovo corso di Cin'Zanotti.
La più contraddittoria è Carugate: male sabato con Crema (60-38, già -20 dopo 3 quarti), bene oggi con Broni, perdendo solo di 1 dopo un supplementare. La differenza? Presumo il modo in cui han giocato in generale, ma oggi c'era Robustelli che ha segnato 17 punti, ieri no. Giocatrice sottovalutata e che invece, magari, può contare anche in A2. Da rivedere, per ora mi par logico che Carugate, matricola, sia la più indietro fra quelle 4 squadre.
Broni ha perso in semifinale Zampieri per grave infortunio. Altrove, anche Calastri k.o. per il Sanga: fortunatamente, dopo timori che fosse grave, pare che sarà questione di un mese.

Domenica 28/9 - Ma eccoci a un trofeo ufficiale, e tanto per cambiare lo vince Schio: battuta Lucca 66-58 nella Supercoppa. L'ultima volta che Schio non ha vinto un titolo in Italia è stato lo scudetto 2012 (Taranto). Poi due triplette e ora è la settima coppa in fila. Discreto pubblico; si è giocato con 2 straniere per parte e non ci pare un'eresia dire che nessuno se n'è rammaricato più di tanto. Non perché la partita sia stata scintillante, ma tanto non è che aggiungendo una Swombrock o una Ciupaciupovic lo spettacolo diventava pirotecnico; :wacko: e allora meglio tenersi le italiane. Il copione è stato quello di tante altre volte: Lucca ci prova sempre, ma Schio è più forte e pur tra alti e bassi dà sempre l'idea di controllare senza rischi. 18-10 il 1° quarto, per instradare; poi sempre sgrulletti di Schio e zampatine di Lucca.
Sembrava spaccarsi tutto sul 47-30 a metà 3°, ma le tosche son tornate a -8, poi addirittura -3 con la piovra Pedersen (19 rimbalzi). Macchi cavava le castagne con un rimbalzone d'attacco, ma poi usciva per 5 falli causa un antisportivo per spintoni su Milic (dubbio). Macchi aizzava il pubblico applaudendo sardonicamente la decisione: quanto basta perché Schio ci mettesse un po' più di durezza e mantenesse le distanze. Macchi top scorer con 13, ma mvp è stata eletta Sliskovic, 11 punti e 9 rimbalzi, molto concreta. Interessante l'inizio di Zandalasini (primo trofeo in A1) con 6 punti nel 1° quarto (poi stop), piacevole lo scambio di canestri allo scadere tra Macchi (fine 2° quarto) e Rossi (fine 3°, da lontanissimo). La differenza fra gli organici comunque era proibitiva per Lucca.
Certo, però, quando vedi Macchi avere ancora una classe superiore alle altre italiane, a 35 anni e pur in declino, c'è qualcosa di amarognolo, perché l'impressione è che potrebbe giocare fino ai 40 senza trovare un'italiana che la mandi in pensione (nel senso di sopravanzare), fra quelle nate negli anni '80-inizio '90. Se consideriamo che Macchi non è mai stata in grado di portare l'Italia ai Mondiali, nè alle Olimpiadi, né a un piazzamento europeo tra le prime 4 o 5, né i propri clubs alle F4 di Eurolega, l'amarognolo diventa vieppiù aspro: una generazione non brillantissima.

Nella foto: Schio festeggia. Scena già vista alcune volte, negli ultimi anni.

domenica 28 settembre 2014

La week en rose (4)

Giovedì 25/9 - Spunti vari, tanto per far passare il tempo in vista degl'inizi agonistici che contano. Il Qatar si è ritirato dai Giochi Asiatici perché alle giocatrici non è stato concesso d'indossare il velo previsto dall'islam. Rispettiamo la scelta, ma pensa allora come reagirebbero di fronte alle divise scosciate e sculettate delle pallavoliste, che le cestiste in confronto sono vestite da suore. A proposito di volley, ai Mondiali furoreggia Valentina Diouf, che solo di recente scoprimmo non essere sorella di Giara Diouf, ex giovanili Comense, Geas, Battipaglia. Ebbene, costei è alta 2.02, solo alzando le braccia da ferma arriverà a 2.65-2.70, è accreditata (leggo) di uno "spike" a 3.20 (cioè schiaccia a quell'altezza). La rete da pallavolo femminile è a 2.24. Allora tu considera l'agio con cui lei può eseguire le sue azioni (con conseguente spettacolarità delle medesime) in confronto alla difficoltà con cui una cestista della stessa statura ed elevazione (a meno che non si chiami Brittney Griner) deve compiere le proprie, con il canestro fisso ed immutabile a 3.05 (sì, lo so, la classica obiezione è che tutte le palestre del mondo devono avere i canestri alti uguali e in molte palestrucce minori i canestri non sono regolabili; ma è più importante il dogma dell'uniformità dell'altezza oppure provare a rendere più agevole il nostro sport alle praticanti donne?).

Venerdì 26/9 - Comunicazione, altro tema adatto alle ciarle precampionato. Infatti ne abbiam già parlato settimana scorsa, dicendo che la quantità non manca. Fronte televisivo: le partite di A1 saranno tutte in diretta streaming (era meglio la Rai per ragioni di vetrina, ma almeno così gli appassionati s'ingozzano). Fronte siti: ne spunta ogni giorno qualcuno di cui ignoravamo l'esistenza ma che pare interessante: ad esempio Basketinrosa.it. Poi è tornato a battere un colpo Bgtalks, il blog dove scrivono direttamente le giocatrici.
E a proposito di giocatrici: è partito l'atteso blog di Silvia Gottardi, shegotgame.it. Promette di essere (all'occorrenza) anche politicamente scorretto, e cioè insaporire i discorsi con gossips e stilettate. :woot: Rischioso per i rapporti (suoi) ma in ogni caso, quand'anche non forzasse la mano, la tipa è una che ha cose intelligenti da dire. Vedremo come se la caverà. Ha iniziato con un'intervista a Macchi e a Gianluca Basile sulle "galline vecchie che fanno buon brodo"; da segnalare un avvertimento implicito della Chicca nazionale a Zandalasini: "gran potenziale ma tra il potenziale e diventare una grande giocatrice la strada è lunga". :o: Zandalasini, che qualcuno etichettava come "la nuova Macchi" quando aveva 13 anni, è in teoria il cambio di Macchi a Schio di quest'anno.
E proprio su Zandalasini è uscito un articolo sulla Gazzetta, celebrante il suo 4° posto nella lista Espn delle 18enni più forti del mondo (ne parlammo la scorsa settimana). Le chiedono qual è il suo segreto? Indovina la risposta: "Lavoro, tanto lavoro". Cioè quello che dicono tutti gli atleti d'alto livello del mondo. Poi però ammette: "Non nascondo di essere grata del talento che ho ricevuto". Ecco, così è più onesto. Perché puoi lavorare 18 ore al giorno ma non diventi Zandalasini, se non sei 1.85 con i garretti che ti portano in cielo e la mano morbida sin da quando giocavi a minibasket... Certo, altrettanto vero che senza lavoro puoi disperdere anche un talento enorme (la storia dello sport è piena di esempi). A volte però la retorica del "duro lavoro" è illusoria per chi di talento non ne ha. :huh:
Tornando invece a Gottardi, è stata ospite giovedì a Sportitalia, mentre venerdì è toccato a Gargantini di Biassono. Purtroppo non sapevamo dei due eventi, sicché non abbiamo visto nulla, ma se non altro è utile per far sapere che esiste un basket femminile lombardo.

Sabato 27/9 - Mondiali al via! Quelli di basket donne, i nostri insomma. Peccato che senza tv li vivremo di seconda mano (ma vedremo se magari si raccatta qualche streaming). C'era subito un big match: e la Turchia padrona di casa piega 50-48 la Francia. Abbiamo pronosticato Francia e Spagna favorite per le medaglie dietro gli Usa, ma forse andava tenuto conto del fattore-campo che, nel maschile, ha portato alla Turchia due medaglie su 2 competizioni disputate a Istanbul e dintorni (Europei 2001 e Mondiali 2010). Però è solo la prima giornata. Per il resto tutto liscio, con la Rep. Ceca che batte il Brasile e la Serbia che fa 102-42 con l'Angola: considerando che noi abbiamo perso i Mondiali facendoci beffare proprio dalla Serbia, può far irritare (diciamo così) che le angolane siano là e noi siamo a casa. :angry: Ma è superfluo replicare che dobbiamo essere tra le migliori del nostro continente, inutile lagnarsi della sfiga se non riusciamo mai a starci, né tra gli uomini né tra le donne. Tra le note liete, da segnalare una schiacciata di Brittney Griner (con occhialoni protettivi) contro la Cina: lei può.

Nella foto: la testata del blog di Silvia Gottardi.

venerdì 26 settembre 2014

La storia di Francesca Putti

L'interessante storia di Francesca Putti, 17 anni, neo-acquisto di Schio, dal sito bgtalks.com.
Per chi non la conosce, specifico che la squadra lombarda di cui parla è il Lussana Bergamo e l'allenatrice "Moki" è Monica Stazzonelli.

Una piccola tra le grandi

26 settembre 2014


Pazzesco. Tutto quello che mi sta accadendo é pazzesco. Ebbene si, mi trovo in campo con i “mostri sacri” della pallacanestro femminile, il top del top, il meglio che ogni giocatrice potrebbe mai desiderare. Entrare per la prima volta al palazzetto e vedere davanti a me tutte quelle campionesse é stata un’emozione che proprio non riesco a descrivere. Per farvi capire: è come se io sognassi di fare la cantante e avessi come idolo Laura Pausini. Giá andare ai suoi concerti sarebbe super emozionante, immaginatevi dover duettare con lei! Mi sembrava di essere in un sogno, mi pareva impossibile che stesse succedendo proprio a me. Da un lato mi sentivo in paradiso, da un altro invece mi stavo proprio “cagando addosso”, la tensione dentro di me era tanto alta e cresceva ad ogni secondo che passava prima di iniziare l’allenamento. Pensare che fino ad un mese e mezzo fa ero ancora a casa a Bergamo e tutte le sere quando andavo a letto vedevo il poster di Chicca e Mascia appeso sulla porta di camera mia, o pensare che lo sfondo del mio iPad era la foto di Giorgia Sottana (il mio idolo) e realizzare che ora mi alleno con loro mi fa rabbrividire. Passare dall’u 17 l’anno scorso ad allenarmi con la serie A (non una a caso, ma quella di Schio) é un grande salto di livello, di intensitá, di pressione. Ora con il passare del tempo tutto mi appare un pò piú normale, anche se ogni tanto mi chiedo se tutto questo sia un grande sogno e se tra poco mi risveglierò e tutto sará finito. Una cosa è certa: dopo essermi allenata con loro, penso che non avrò più paura di nessun altra giocatrice! Ad ogni modo so che questa per me é un’occasione enorme e so che devo sfruttarla al massimo perché la vita te ne da poche. E tutto questo é solo grazie ad una persona, la mia più grande Coach: Moki!

Tutto, infatti, iniziò otto anni fa, quando entrai per la prima volta il palestra; avevo nove anni. Mi dissero che l’allenatrice era nuova e che veniva da Roma. Ricordo soltanto che al termine di quell’allenamento dissi a mia madre che avrei giocato a basket, non mi importava di essere l’unica femmina tra una ventina di maschietti, Monica era riuscita a farmi innamorare di questo sport. Aveva da subito creduto in me, mi trasmetteva passione e gioie e quando sbagliavo sentivo qualcuno che mi urlava:”ahò Francé che stai a fá?”. Mi ricordo che tutte le estati attendevo con ansia la sua chiamata per avvisarmi che sarebbero iniziati gli allenamenti, in quei momenti ero la bambina più felice del mondo. Finiti gli anni del minibasket le cose iniziarono a farsi più serie, innanzi tutto ero in una squadra femminile e i campionati erano diventati molto più impegnativi. La mia squadra era una squadra di livello inferiore rispetto a molte altre squadre del campionato lombardo, ma il lavoro di squadra, la difesa e soprattutto la grinta che ci trasmetteva Moki han rimpiazzato quelle caratteristiche che ci mancavano. Cosí arrivammo alle finali regionali under 14 e alle finali nazionali under 15! Risultato che nessuno si sarebbe mai aspettato leggendo i nomi delle giocatrici sul roster! Un’esperienza fantastica che mi auguro di ripetere quest’anno con il mio nuovo team U 19! Comunque quell’anno fu l’anno con piú gioie, nonostante qualche momento travagliato. A fine anno l’addio di Moki: avrebbe allenato un’altra squadra. Tanta tristezza, ma nessun rimpianto: avevamo chiuso la stagione nel migliore dei modi e ci portavamo dentro solo un gran ricordo! Gli anni successivi sono stati anni di difficoltá, la nostra super squadra si era completamente disintegrata, metá delle giocatrici avevano smesso di giocare per diversi fattori e la voglia di andare ad allenamento non era più la stessa! Fortunatamente la stagione dopo, il Milano basket Stars mi ha ridato un po’ di serenità: è stata una stagione che ricorderò positivamente per le persone conosciute e le esperienze fatte più che per i risultati ottenuti.

Durante l’estate presi gli accordi con il Famila ed ora eccomi qua! Nuova esperienza, nuova casa, nuova “famiglia”, nuova scuola, nuova squadra! Sembra che il mio sogno si stia realizzando, non potrei desiderare di meglio! Ma il bello inizia ora e sono pronta, so che il cammino sará in salita, ma so anche che il lavoro paga! Go Famila!

Fra

Francesca Putti

Play Famila Schio

3x3: l'utilità del circuito FISB

Riguardo al 3 contro 3, invece, aggiungo che uno dei lati positivi del circuito FISB (federazione streetball) che si è sviluppato nelle ultime estati è che è un'occasione di far giocare di più le ragazze durante l'estate, punto notoriamente dolente per le donne rispetto agli uomini. E per ciò che concerne questi Mondiali universitari, sono sicuro che qualcosina di utile anche sul piano tecnico sarà stato portato a casa da parte delle giocatrici.

martedì 23 settembre 2014

La week en rose (3)

Domenica 21/9 - Il turbinio di tornei e amichevoli di questo weekend lo salterei a pie' pari, anche perché manca ancora troppo prima dell'inizio e ciò toglie attendibilità ai risultati. Cominceremo dal prossimo, in cui tra l'altro avremo il primo trofeo stagionale, cioè la Supercoppa di A1.
Parliamo invece di competizioni ufficiali e cioè del bronzo dell'Italia ai Mondiali 3 vs 3 universitari a Salvador, Brasile. Il pullulare di nuovi eventi 3 contro 3 in questi ultimi anni (di recente ci sono stati i Mondiali senior? O erano Europei? E quelli under 19? :blink: ) è tale che non ci ricordavamo che 2 anni or sono avevamo vinto l'oro, sempre a livello di Mondiali universitari. La squadra era anche la stessa per metà: Quarta, Tava, Tognalini e Battisodo. Stavolta le ultime due erano rimpiazzate da Arturi e Visconti (spedizione molto "nordista": 3 piemontesi e 2 lombarde compresa coach Stazzonelli).
Naturalmente, non sapendo come valutare il livello delle avversarie, né di quest'anno né di allora (così come l'età: anche negli altri paesi esistono universitarie di 27 anni o, come negli Usa, si laureano a 22? Boh), :blink: è impossibile confrontare gli esiti, ma insomma pigliamo con piacere questa medaglia, anche perché è arrivata con un vibrante 21-20 sulla Cina nella finale 3° posto (canestro decisivo di Tava). In precedenza, Italia battuta dal Brasile "1" in semifinale, mentre nei quarti aveva vinto su Cina "2".
Il Brasile ha poi perso in finale con la Francia, che, sarà pure un palcoscenico minore, ma pure qui conferma la prorompenza del suo movimento femminile.

Domenica 21/9 - Mondiali di qua, Mondiali di là. Ci sono quelli di pallavolo, che stanno per iniziare in Italia. Ovviamente ci auguriamo un fiasco colossale sotto tutti i punti di vista: sportivo, organizzativo, di pubblico. :sick: Una catastrofe tale da convincere almeno metà delle giovani pallavoliste a passare al basket. In realtà è più probabile il contrario, se non fosse che le iscrizioni alle attività sportive si chiudono in questi giorni ed è troppo tardi per plagiare le ragazzine.
Ma parliamo, piuttosto, degl'imminenti Mondiali di basket (donne, s'intende) in Turchia. Dureranno dal 27 settembre al 5 ottobre, appena 9 giorni, contro i 20 del carrozzone pallavolistico. Purtroppo sembra proprio che non li vedremo in tv, a differenza di 4 anni fa (miracolo in extremis di Sportitalia? Arduo). :cry: E pensare che sarebbe bastato pochissimo in più perché l'Italia ci fosse: ricordiamo il quarto di finale perso in volata con la Serbia agli Europei dello scorso anno.
Altrettanto purtroppo, ci sono defezioni importanti dell'ultim'ora: Liz Cambage, la mastodonte aborigena australiana, che giovanissima calcò il parquet di Pessano per un'amichevole, si è rotta un tendine d'Achille ed è una tegola pesantissima per le "Opals", già prive del totem Lauren Jackson. Anche se hanno reagito bene battendo la Francia nella successiva amichevole. Le "Braqueuses", vice-campioni d'Europa, hanno a loro volta rilanciato alla grande, battendo addirittura gli Usa, che in partite ufficiali non perdono dai Mondiali 2006. :o:
Gli Usa non avranno né Candace Parker (ginocchio) né Delle Donne (schiena), ma saranno tuttavia imbottite di fenomeni tra cui, per la prima volta in una grande competizione, la schiacciatrice Griner. Ultimo taglio per le americane è Jantellona Lavender, il centro che ha regalato a Schio il penultimo scudetto; ma è stata lasciata a casa anche Skylar Diggins, il play più emergente dell'ultima stagione, che sarebbe un lusso sfrenato per ogni altra nazionale.
A mio pronostico (ma ci vorrebbe Big Roberto Lurisi o Kaysay) gli Usa vinceranno comunque l'oro, mentre per le medaglie la Francia e la Spagna sono favorite sulla decapitata Australia e sulla Turchia padrona di casa.

Nella foto: le universitarie di bronzo festeggiano insieme a indigene.

lunedì 22 settembre 2014

La week en rose (2)

Mercoledì 17/9 - L'anno scorso il campionato di A1 fu decisamente a due velocità, ovvero spaccato fra le prime 7 e le restanti 5, molto meno competitive. L'impressione è che il problema resti irrisolto, anzi possa acuirsi con l'aumento a 14 squadre. Ma ci vorrà un'analisi più approfondita dei rosters. Certo però quello della Spezia, che l'anno scorso rientrava nel gruppo delle migliori 7, scende nella fascia bassa, per via di problemi economici e anche d'impianto (negato finora il palasport in quanto la società è morosa). Il plotone italiano è composto da Mugliarisi, Sara e Lucilla Canova, Tava, Perini, Puliti, Morselli, cioè sostanzialmente scommesse a livello di A1. Anche se - per allargare il discorso alla situazione generale - come già qualche utente notava l'anno scorso, la crisi ha causato un livellamento tra le italiane di A1 e A2, al punto che, togliendo le straniere, si faticherebbe a distinguere quale organico sia dell'una e quale dell'altra categoria.

Giovedì 18/9 - C'è tanta o c'è poca informazione sul basket femminile? Chiaro, dal "mainstream" (parolona inglese per indicare i media più importanti, dalla Rai ai quotidiani nazionali) siamo pressoché assenti, così come nel nuovo numero di Superbasket non c'è una virgola sulle donne. Però nell'era dei social network, ogni nicchia può produrre materiale infinito, in modo da ingozzare i propri aficionados. Oggi come oggi sono infatti Facebook e Twitter a dettar legge. Le pagine "FB" delle società stanno almeno in parte soppiantando i siti ufficiali, più "legnosi" e che comunque richiedono che l'utente si ricordi di andarci, mentre il social, se clicchi "mi piace" sulla pagina, ti inonda automaticamente d'aggiornamenti. :woot:
Il risultato è un "mare magnum" in cui è difficile distinguere ciò che importa da ciò che è fuffa: una foto sfuocata di un'under 13 che si soffia il naso in un torneo precampionato ha la stessa evidenza di un resoconto di finale scudetto: entrambe valgono un "post"/"status"/"tweet". Anzi, magari la foto della ragazzina ottiene più "mi piace" che una di Macchi. Però meglio l'abbuffata che la carestia.
Da seguire senza dubbio: il nuovo sito della Lega Basket Femminile (direi non male anche se va testato nel pieno della stagione); la pagina Twitter sempre della Lega; le pagine Facebook della Federazione, di "ComunichiAmo il Basket Femminile" e di "Siamo donne/Basketinside.com". Inoltre pare che Silvia Gottardi stia per lanciare un suo blog di "gossip" sul basket femminile (così dice lei) e rischia di essere davvero interessante, visto il personaggio.
C'è poi da segnalare che Franz Pinotti è stato ospite della trasmissione di Sportitalia sul basket, e seppur per pochi minuti ha parlato del suo Sanga. La trasmissione è condotta da Valentina Vignali, la nota showgirl e giocatrice (a Omegna in C), la quale quando s'impegna ha un'immagine più seria di quella che le sue performances da "coniglietta" farebbero pensare.
Abbiam sempre detto, al riguardo, che c'interessa solo la bellezza interiore (nonché l'abilità cestistica), ma visto che per pochi giorni è ancora estate va segnalato il gran successo avuto dal concorso di foto "balneari" di giocatrici, lanciato dal noto "Pagellone della Settimana Loggionistica" su Facebook. Non sappiamo chi abbia vinto ma i clics e i commenti sono stati tantissimi.
Da notare infine che sia Geas che Sanga puntano su figure di giornalisti-dirigenti: a Sesto il nuovo d.s. è Flavio Suardi (Gazzetta dello Sport), a Milano sono arrivati Marco Taminelli (Sportando, sito top in Italia) più il radiofonico Max Viggiani e, se vogliamo, pure il neo-responsabile vivaio, Piccinelli, è giornalista. Non so se è un caso o una tendenza.

Venerdì 19/9 - Grandissimo riconoscimento per Cecilia Zandalasini. La neo-scledense ed ex Geas è stata inserita al 4° posto nella lista di Espn (il maggior network sportivo americano) dei prospetti femminili in età da primo anno universitario, cioè in pratica le migliori U18 del mondo. E' la prima delle non americane, subito davanti alla spagnola Salvadores (però del '97) che andrà al college a Duke. Considerando che all'Europeo U18 non è entrata nel quintetto ideale, il fatto che "Zanda" non abbia perso posizioni è indice di quanto sia alta la sua reputazione. :yes: A proposito di Salvadores: lei al college e "Zanda" in Eurolega, chi delle due avrà fatto la scelta migliore dal punto di vista cestistico? :unsure:

Nella foto: Franz Pinotti se la gode a Sportitalia insieme a Valentina Vignali, il giornalista Gandini e il giornalista nonché neo-dirigente Sanga Taminelli.

lunedì 15 settembre 2014

La week en rose (1)

Venerdì 12/9 - Le Phoenix Mercury sono campioni Wnba per la terza volta nella loro storia. Hanno chiuso 3-0 la serie con le Chicago Sky: purtroppo per il secondo anno di fila la finale è a senso unico per la supremazia della candidata dell'ovest su quella dell'est. La vera finale era stata quella di conference tra Phoenix e le detentrici di Minnesota, col duello tra le formidabili bombers Taurasi e Moore. Avendo vinto la grande veterana di Phoenix, la strada era poi spianata, anche perché Elena Delle Donne, vedette di Chicago, è stata menomata dal mal di schiena nelle prime partite della serie, poi s'è ripresa con 23 punti nella terza, ma non è bastato.
Eppure Brittney Griner, il super-totem di Phoenix, è stata fuori in questa partita per problemi a un occhio. Ma Taurasi e l'ex scledense Candice Dupree hanno segnato 24 punti a testa, e Phoenix ha vinto 87-82. Per le sconfitte da segnalare anche i 20 punti di Fowles e gli 11 assist dell'altra ex scledense Vandersloot. Gran partita, questa, ma la serie era già segnata dopo le due mattanze inflitte da Phoenix alle avversarie nelle prime 2 gare. Un pizzico d'Europa tra le campionesse, con la polacca Kobryn come centro titolare in quest'ultima partita (rimpiazzando Griner) e la lèttone Jekabsone in panca, senza entrare.
Con questo titolo, e il logico "mvp" delle finali, Taurasi consolida ulteriormente la sua candidatura a miglior giocatrice dell'era attuale. Se consideriamo che ha vinto 3 titoli Wnba, 5 Euroleghe, 3 Olimpiadi più altri titoli minori e una sfilza di riconoscimenti individuali, :woot: è quasi impossibile non considerarla la numero uno assoluta.
Intanto questo è il quintetto ideale della stagione Wnba: Maya Moore (mvp), Taurasi, Griner, Candace Parker e Skylar Diggins, quest'ultima al secondo anno come Griner, a riprova della capacità Usa di produrre sempre stelle nuove. Per una lega in continua lotta per essere business (condizione indispensabile per esistere a livello professionistico in America), è un aspetto cruciale, così come il fatto che l'audience tv dei playoff ha registrato i migliori dati degli ultimi 7 anni. Certo, si tratta sempre di numeri di nicchia (828.000 spettatori per gara-3 di finale Ovest tra Phoenix e Minnesota, il dato maggiore), ma non credo che la Wnba possa puntare a molto di più.

Sabato 13/9 - Ma parliamo di basket nostrano. Finite le dure settimane di preparazione atletica, entriamo nella fase delle amichevoli pre-stagionali. C'è qualcosa di scontato, ma al tempo stesso piacevole, nel turbinio di comunicati societari e di interviste che circolano in questi giorni. "Buona la prima", "ottime indicazioni", "sensazioni confortanti", punteggi che se si è vinto sono ufficiali, se si è perso "si ripartiva da zero ogni quarto, senza punteggio reale"; le giocatrici nuove sono "entusiaste dell'ambiente", "ho trovato compagne con tanta voglia di fare", "il gruppo è stupendo"; gli allenatori stanno vedendo "grande disponibilità da parte di tutte" eccetera. Ma, appunto, fa parte del rituale e quindi bene così: c'è un rassicurante senso di familiarità in tutto ciò. Per i malumori, gli esoneri e compagnia c'è tempo d'incattivirsi nei prossimi mesi, ora godiamoci quest'aria frizzante di un nuovo inizio.

Domenica 14/9 - Gli Usa hanno vinto i Mondiali maschili e probabilmente faranno il bis agl'imminenti femminili. Ma qui vorremmo dire due parole sulla Francia, fresca di bronzo con gli uomini. (Tra parentesi, grande protagonista è stato Boris Diaw, figlio della grande Elizabeth Riffiod che rivaleggiava col Geas di Bocchi negli anni '70). Il movimento francese è campione d'Europa e appunto bronzo mondiale coi maschi, vice-campione d'Europa e argento olimpico con le donne. Recentemente coach Giovanni Lucchesi ha pubblicato su Facebook un manifesto prodotto dalla Federazione francese in cui si vanta: "Basket - sport femminile numero uno - 1 milione di giocatrici, 185.000 tesserate" e l'elenco degli allori recenti". Ci fa piacere per loro, ma vista l'inevitabile invidia ci chiediamo: cos'è che loro hanno azzeccato e noi no, visto che 30 anni fa forse ci trovavamo in situazioni opposte? :o: Oppure è solo la sorte, che ha favorito loro e punito noi?

Nella foto: grandi protagoniste della stagione Wnba appena conclusa: da sinistra Moore, Griner che festeggia con Taurasi, Delle Donne.

giovedì 11 settembre 2014

Wnba: mini-aggiornamento finale

Intanto in finale Wnba Phoenix distrugge Chicago portandosi 2-0. Purtroppo Elena Delle Donne è menomata dal mal di schiena.

martedì 9 settembre 2014

Mondiali universitari 3x3: convocazioni

Curiosamente, ben 4 giocatrici della partita di beach volley di cui pubblicammo la foto in agosto sono state appena convocate per i Mondiali universitari di 3 contro 3 (ma quante competizioni esistono, nel basket d'oggigiorno?), ovvero Arturi, Visconti, Tava e Quarta. Costituiscono cioè l'intera squadra azzurra per codesto evento tra una decina di giorni.
Con un'età media di 25 anni potremmo sfruttare il vantaggio d'esperienza rispetto alle altre nazionali, presumo

domenica 7 settembre 2014

La preparazione ai tempi dei social

I social networks sono invasi da foto di giocatrici che sgobbano per la preparazione. Tempi moderni.

lunedì 1 settembre 2014

** STAGIONE #11 (2014/15) **

La rubrica fissa è "La week en rose", nella forma del diario, quasi quotidiano.