- Domani, mercoledì 15, fra le 17.30 e le 19.30 circa, persino gli snodi più nevralgici del traffico nazionale, come la Tangenziale Ovest di Milano, il Grande Raccordo Anulare di Roma o il micidiale tratto fra Roncobilaccio e Barberino del Mugello sull'Autostrada del Sole, saranno deserti. Perché tutt'Italia sarà dinnanzi agli schermi televisivi di RaiSport per supportare l'ardito sogno continentale di Venezia, nel primo turno delle Final Six di Eurolega contro Girona del talento lituano Jocyte (e non solo, ovviamente).
Outsider e debuttante, la Reyer, che ben pochi s'attendevano giungere fino alla gran kermesse di Saragozza; ancor meno quelli che s'attendono una sua vittoria domenica, quando s'assegnerà il trofeo. I bookmakers per la partita di domani danno Girona a 1.50 e Venezia a 2.50, quindi sfavorita ma non spacciata; poi però in agguato, già in semifinale, c'è il Fenerbahce che per l'occasione ha richiamato Breanna Stewart, riformando un trio di fuoriclasse con Meesseman e Gabby Williams.E quand'anche, per miracolo puro, la Reyer facesse fuori anche il Fener dopo Girona, ci sarebbe in finale una tra il Galatasaray di Johannès e Juhasz oppure la vincente tra Landes e Saragozza che si sfideranno al primo turno (in una partita che potrebbe calamitare 8-9000 spettatori), per poi appunto affrontare il Gala.
- Quindi, in definitiva, al 99% Venezia non spezzerà l'italico digiuno di titolo assoluto, che dura dal 1995 (Comense); tuttavia un minimo di considerazione in più l'avrebbe meritata sugli organi di comunicazione Fiba, i quali (guardare per credere) nella locandina di presentazione delle finali mettono una giocatrice per ognuna delle altre 5 squadre ma nessuna veneziana; e pure nell'articolo sulle "10 stars da seguire" la Reyer è l'unica senza rappresentanti.
Ma non c'è bisogno di trucchi psicologici. Le orogranata debbono, soprattutto, confermare la loro vocazione europea di quest'anno, che spesso ha consentito loro di mettersi alle spalle la versione spesso tentennante in campionato (compresa la recentissima semifinale con Roseto) e sciorinare una competitività assoluta, sia in ambo le fasi di stagione regolare, sia nel "play-in" contro Schio. Certo, a differenza della serie-derby, stavolta è partita secca e quindi non c'è margine d'errore né d'apprendistato.
- Intanto, a cavallo di Pasqua, s'è assegnata la coppa minore (ma pur sempre prestigiosa; questa ci manca "appena" dal 2008 con Schio), ovvero l'Eurocup. Appassionante la doppia finale tra Mersin e Athinaikos, del resto compagini farcite di stelle. Hanno prevalso le turche, le quali avevano fallito inopinatamente in Eurolega (fiasco costato la panchina a Dikaioulakos), beneficiando però, così, del discutibile ma abituale ripescaggio in EuroCup per le prime eliminate della massima competizione.
All'andata, nel sobborgo ateniese di Glyfada (2.100 spettatori), Mersin ha comandato dall'inizio alla fine ma s'è fatta rosicchiare il +13 del 1° quarto sino a un +5 certo prezioso ma per nulla determinante (80-85); per l'Athinaikos 18 punti di Anigwe, 17 dell'ex Campobasso e Schio Robyn Parks (naturalizzata greca); per le turche 25 dell'ex sassarese Kennedy Burke (naturalizzata pure lei, ma per il paese del kebab), 17 dell'ex ragusana Juskaite; per dare l'idea del lusso dell'organico turco, basti dire che due come Iagupova e Vanloo hanno fatto 6 e 0 punti, eppure hanno vinto lo stesso.
- Al ritorno, davanti a 7.100 fans turchi, è lotta tiratissima dal primo all'ultimo minuto; serie di sorpassi smozzicafiato nell'ultimo quarto (63-66, 69-66, 69-72), poi l'Athinaikos fa +4 con la britannica Bruciainverno (Winterburn), accorcia Iagupova (72-74); segue una serie d'errori; a -23" Allen pareggia per Mersin dalla lunetta (74-74); poi caos totale con Iagupova che commette fallo su una tripla di Prince, la quale segna i primi due liberi (74-76), sbaglia opportunamente il terzo per cercare il rimbalzo offensivo e quindi una tripla per pareggiare il meno 5 dell'andata. Dopo un batti e ribatti in effetti la palla finisce in mano all'Athinaikos e subisce fallo (ma da 2) la torre slavo-francese Tadic, che a -4" segna un libero (74-77), sbaglia ovviamente il secondo ma il rimbalzo lo prende Mersin; transumanza in lunetta dall'altra parte del campo, dove Burke fa 1/2 a -3"; quasi insperatamente l'Athinaikos ha ancora una chance per l'overtime ma la tripla di Miller non va: 75-77 e Mersin ben felice di perdere. Per le vincitrici fa 20 punti Allen, 17 Burke, 10 Iagupova e Sventoraite, la torre ex scledense e Oxygen Roma.
Tutto sommato un alloro che premia un club che ha investito tanto nell'ultimo decennio, ha fatto finali di Eurolega, ha il pubblico più fedele di Turchia, ecc. ecc.; certo però è il solito modello turco della collezione di figurine straniere con impiego minimo delle indigene.
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