sabato 18 aprile 2026

Eurolega (quarti) - Anonima veneziana. In 10.828 spingono Saragozza

 - Si può essere delusi per una sconfitta di 6 punti al debutto in una Final Six europea? Mah, forse "delusi" non è la parola giusta per descrivere la sconfitta di Venezia contro Girona nel quarto di finale di Eurolega: non stiamo parlando di una prestazione disastrosa, né di un'occasione enorme gettata al vento per errori imperdonabili nei momenti cruciali. No, semplicemente l'"appuntamento con la storia" della Reyer, raggiunto fra mille festeggiamenti (più che giustificati) dopo il glorioso derby con Schio, scivola via in modo anonimo, senza infamia e senza lode, come quando vai in un ristorante da cui ti aspetti sapori forti, un'esperienza memorabile, e invece esci pensando "tutto qui?".
Sì, tutto qui perché le orogranata non riescono mai a mettere la loro impronta sulla partita; vivono di rincorse che a tratti riescono, ma non ribaltano la freccia di una gara indirizzata, sostanzialmente, dall'inizio. Il tutto contro una squadra buona ma non di un altro pianeta. Non s'è accesa la scintilla, insomma; quello spirito guerriero che ha accompagnato i momenti migliori della stagione europea veneziana.
Difficile dire se abbiano pesato, inconsciamente, due fattori: l'idea che "tanto col Fenerbahce in semifinale non ce n'era"; e il pensiero che al ritorno da Saragozza c'era dietro l'angolo la finale-scudetto, col rischio quindi di esaurire le energie in una semifinale frustrante per poi arrivare scariche alle battaglie per il tricolore.

- Lasciando perdere sensazioni e retropensieri, passiamo alla cronaca. Dinnanzi a 5024 spettatori, Girona ha tre riferimenti chiari: il talento a 360 gradi della 20enne lituana Jocyte, la prestanza in area della maliana Coulibaly, e le incursioni del play svedese Holm.
La Reyer avrebbe più frecce al suo arco ma, come successo altre volte, il collettivo democratico diventa piattezza, fatte salve Dojkic e, soprattutto nella ripresa, Cubaj. Una menzione per Pan, 7 punti in 23' al suo rientro dopo l'infortunio in Nazionale. A mancare all'appello è il trio americano Charles-Mavunga-Holmes, che assomma appena 16 punti con 7/24 al tiro.
Per farla breve, le spagnole scattano sul 19-10 dopo 7'30"; Venezia ha il suo sprazzo migliore con uno 0-9 nel finale del 1° quarto per impattare (19-19).
Dopodiché già nel 2° periodo c'è il break decisivo, che arriva con un 10-1 per le spagnole poco dopo la metà della frazione, per un +11 ribadito poi sulla sirena da una "scucchiaiata" di Holm in percussione (39-28).
Per tutta la ripresa si avrà un andamento a elastico. Girona tocca il +13 (43-30), Dojikic tiene a galla Venezia, s'accende Cubaj con un "coast to coast" + aggiuntivo; ancora Dojkic fa meno 4 (47-43) e non ci sono nemmeno voluti miracoli per riaprire la partita, come a dire che basterebbe poco di più per prendere le redini. Ma il momento buono si perde; Girona riprende il controllo (56-45); s'accendono gli animi perché Charles accusa Jocyte di aver simulato, o almeno accentuato, un contatto subito su tentativo di tripla; mentre un'inconcludente Bibby prova ad aiutare la Reyer prendendosi un tecnico cui se n'aggiunge uno al suo coach; il 2/2 ai liberi per Venezia chiude il 3° quarto (56-47).

- All'inizio dell'ultimo quarto c'è un altro momento in cui la partita potrebbe svoltare, quando Santucci segna il meno 5 (56-51). Ma anche stavolta non c'è continuità nelle Mazzoniane, che subiscono stoccate fatali, dentro l'area, da Coulibaly e Jocyte, poi anche dalla comprimaria Guerrero. Micidiale il dato dei punti su rimbalzo offensivo: 22 Girona, zero Reyer. :woot: E' un parziale di 8-0 che uccide le ultime (o penultime) velleità lagunari (64-51 a -4' e rotti), giacché il sussulto finale, con un paio di sprazzi di Villa (canestro e assist) e altrettanti di Cubaj, e infine un canestro di Charles su scippo in pressing, produce un nuovo avvicinamento, sul 66-61 a -1'45", viene freddato da una penetrazione di Holm (brutta difesa), sicché anche la tripla seguente di Dojkic è tardiva (68-64 a -1') perché Coulibaly non trema dalla lunetta e il punteggio non si muove più (70-64).
Per Girona, 19 + 15 rimbalzi di Coulibaly, 18 di Jocyte, 14 di Holm; per Venezia, 19 di Dojkic, 13 di Cubaj.

- Nell'altro quarto del mercoledì non da leonesse, Saragozza trae linfa dai suoi 10.828 spettatori (seconda maggior affluenza d'ogni tempo in Eurolega) per dominare su una spenta Landes. 49% dal campo per le iberiche, peraltro trascinate da due francesi, le relativamente inattese Gueye (17) e Bankole (16), più l'americana Hempe (15); solo 31% per le transalpine (anzi, transpirenaiche vista la collocazione geografica delle Landes de Gascogne rispetto alla Spagna) -_- che hanno 19 dalla nigeriana Musa e 12 dal talento francese Lacan.
L'andamento vede un buon margine per Saragozza già all'intervallo (35-26) ma la spallata definitiva è nel 3° quarto con una serie di triple (62-40); finisce 69-53.
Il tutto sebbene per le spagnole la frizzante francese Leite abbia dovuto abbandonare il campo dopo appena 3 minuti, ridotta a una maschera di sangue da una gomitata.

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