- "Nessuno tifa per Golia", è una frase attribuita a Wilt Chamberlain, il titano per eccellenza nella storia del basket.
Per dire che è difficile esaltarsi, da neutrali, quando vince chi ha più strapotere di mezzi. Così è per il trionfo europeo del Fenerbahce, il quarto in assoluto, terzo negli ultimi 4 anni; che si può dire a chi, avendo già Meesseman, Allemand, Gabby Williams e Rupert, può permettersi d'ingaggiare una Bribrì Stewart solo per le Final Six? "Complimenti per i danée, finché durano".
Anche se, d'accordo, i danée ti portano le giocatrici ma poi bisogna saperle gestire, e il Fener (agevolato dalla scomparsa dei clubs russi) ha imparato negli ultimi anni a farlo bene.
Rimane il rimpianto che nel derbissimo turco il Galatasaray si sia presentato zoppo, soprattutto per l'assenza di Dorka Juhasz, appena incoronata mvp della stagione, ma costretta a saltare il grande appuntamento per l'infortunio patito in semifinale. Le altre assenze di Oblak e Cora erano già state metabolizzate, però è chiaro che quando da 2 diventano 3, sono troppe per poter competere contro il tritacarne Fener. Che d'altra parte ha vinto anche tutti gli altri scontri stagionali (campionato, che da loro è finito già prima delle Final Six, e coppa turca), quindi nulla da eccepire sul fatto che abbia vinto la più forte.- Le telecamere di RaiSport si sono accese nel secondo quarto (comunque un lusso, prima serata della domenica per una partita senza squadre italiane) su una situazione ancora in equilibrio; il 1° quarto era finito 16-17 per il Fener. C'è un frizzante scangio di canestri; il Gala va avanti 27-25 con una tripla in transizione di Smalls, ma le sue indigene pasticciano reiteratamente; un macigno le 12 palle perse in metà gara. Anche sfortunate le giallorosse per una tripla annullata a Johannès (fallo in attacco della compagna bloccante) e una che entra-ed-esce a Kuier; di là Stewart, come già in semifinale, ha ruggine addosso, e Gabby Williams non è in serata (almeno in attacco), però Allemand, Meesseman e Rupert sono più che bastevoli a fare la differenza.
All'intervallo, sia pure su uno scarto contenuto (32-37), la differenza inizia ad emergere; ancor più a inizio ripresa con due triple di Allemand e un classico piazzato dal mezzo angolo di Meesseman (34-45). Reazione d'orgoglio del Gala con una tripla di Johannès e qualche taglio servito bene dentro l'area (43-48 al 25'), soprattutto per la poco spettacolare ma efficace Elizabeth Williams; ma poi le rimaneggiate istanbulliote della sponda europea sentono il peso della fatica e calano vistosamente in attacco.
Il Fener ne approfitta solo in parte (45-51 al 30'); Kuier con qualche guizzo sontuoso tiene aggrappate le sue (49-53 al 33') che però sono come pugili alle corde, che resistono a tante legnate ma poi arriva quella che le stende; così è con uno 0-8 (tripla di Stewart + scippo di Allemand a Kuier e canestro in contropiede + tripla sempre di Allemand) per il 49-61 a 5' dalla fine, che significa "game over".
Punteggio finale 55-68; per il Gala ne ha 15 E. Williams, 12 Johannès, 10 Kuier, 8 Smalls ma queste ultime tre con percentuali deficitarie; per il Fener 20 dell'imperatrice Meesseman (9/18 dal campo), 13 + 8 rimba + 10 assist per Allemand; 16 per Rupert, molto concreta; 9 per Stewart. Consueta tappezzeria per le turche da ambo i lati ma tant'è, non fa notizia.
- Per il 3° posto vince Saragozza in volata su Girona, 66-63, con 20 punti dell'impagabile Carla Leite, per la gioia d'un pubblico strepitoso, che ha esaurito i 10.828 posti per la terza serata su 3, nonostante le idole locali giocassero la finalina e non la finalona. Quasi 33.000 spettatori totali, quindi, per la kermesse, credo sia record di gran lunga (attendiamo comunicazione Fiba).
- Note spicciole: Allemand viene eletta mvp delle finali; Meesseman vince la sua settima Eurolega ed è record per l'era moderna (quello assoluto resta alla recentemente scomparsa Uliana Semionova con 11); l'Italia allunga la sua astinenza di titoli d'Eurolega a 31 anni; la Francia non trova gloria con il suo unico club presente, Landes (e a ben guardare non vince dal 2004), però, se pensi che, oltre alle numerose indigene di Landes (tra cui Lacan, quintetto ideale della stagione), hanno fornito Johannès al Gala; Williams e Rupert al Fener; Leite, Bankole e Gueye a Saragozza, forse hanno di che essere fieri ugualmente, anzi di più, perché preferiscono produrre giocatrici che gettare milioni per ingaggiare superstars estere come fanno i turchi.
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