- Nelle sue sedici finali-scudo consecutive (!) è ovviamente capitato a Schio di perdere. Qualche rara volta anche in casa. Ma mai, salvo che la memoria abbia cancellato qualche ricordo, le era capitato di giocare gli ultimi minuti in un silenzio quasi surreale, un clima tra incredulità e irritazione da parte del suo pubblico; o almeno così si percepiva dalla tv.
Quel fattore-campo che tante volte aveva accompagnato rimonte epiche, esaltandosi progressivamente insieme alla squadra, stavolta sembrava averla abbandonata al suo destino, sintomo d'un'empatia perduta. Alla gente di Schio non difetta la competenza: sa riconoscere se le sue beniamine cedono a un avversario superiore (un Fenerbahce, per intenderci) dopo aver lottato fino in fondo, o se s'accartocciano su se stesse, senz'anima, contro una rivale inferiore sul piano del talento ma che di anima ce ne mette eccome.- E dunque, in questa gara-1 delle finali 2026, più della perentoria affermazione di Venezia, è l'implosione di Schio a fare notizia. Implosione ancora più netta e fragorosa rispetto alla recente debacle d'Eurolega; sia per il collasso brutale avvenuto nel secondo tempo, sia perché stavolta non eravamo in Europa, dove le due compagini s'erano equivalse in stagione, ma nel feudo italiano di Schio, che contando anche Supercoppa e Coppa Italia era a 27 vittorie su 27, tutte in doppia cifra di scarto tranne 3. E anche considerando solo le prestazioni più recenti, si veniva da semifinali in cui il Famila aveva spazzato Derthona con un doppio +16, mentre la Reyer aveva rischiato di perdere ambo le volte con la matricola Roseto.
"All'apparir del vero, tu misera cadesti", avrebbe commentato Leopardi.
Problemi strutturali che il cambio di manico, evidentemente, non ha risolto. Anche perché, se chi potrebbe giostrare da collante e da guerriera (André soprattutto, ma anche Keys) viene lasciata a sedere in favore di chi sembra più interessata a schermaglie personali e a mettere il broncio se non le arriva la palla a ogni azione...
Ma è chiaro che se hai in squadra Conde, Laksa, Zanda e Shepard, per l'allenatore di turno è difficile rinunciare a farle coesistere tutte insieme, anche se l'ideale con un assetto del genere sarebbe giocare solo nella metà campo offensiva e disporre di due palloni, meglio tre.
- Detto questo, okkio! Il più grosso errore che si possa commettere in una serie-playoff (bisogna ripeterselo ogni volta, perché ci si casca sempre) è credere che quello che si è visto in una partita si ripeterà in quella successiva. Il difficile è capire se l'encefalogramma piatto e gli errori sconcertanti di Schio nell'ultimo quarto e mezzo di gara-1 indicano un crollo irreversibile, oppure solo un episodio sì grave, ma che con una testa diversa può essere ribaltato, considerando che il roster del Famila rimane il più attrezzato fra i due (almeno a livello di talento).
All'indomani della sconfitta è circolato sui social delle tricolori un video in cui Giorgia Sottana, pochi istanti dopo la sconfitta, arringa il tifo organizzato di Schio urlando "La riportiamo qui!", intendendo ovviamente la serie. E non dubitiamo che l'immensa GioSkirt farà di tutto per mantenere la promessa, in modo che il suo congedo da giocatrice non sia così amaro. Bisogna vedere, però, se il resto della squadra la seguirà. Giovedì sapremo.
- Passiamo alla cronaca , ché è già la notte della vigilia di gara-2.
Primo quarto godibile, con sorpassi vari e il pepe offerto da scaramucce tra le ex compagne Laksa e Dojkic (18-19 al 10'). Venezia, dopo aver toccato un +5 nella prima frazione, sale a +6 all'inizio della seconda (tripla di una ficcante Charles), ma Schio vive il suo momento migliore con un parziale di 13-0: due triple di Zandalasini, poi Zanardi, poi ancora Zanda e una tripla di Conde: 33-26.
A ricucire è Santucci, che con l'andar della gara si rivelerà l'mvp; ma Sottana le risponde (39-33), poi allo scadere dell'intervallo c'è il giallo (rima) per un canestro di Charles a rimbalzo offensivo, inizialmente annullato previa revisione all'instant replay, poi invece convalidato dopo re-revisione (39-35).
Proprio Charles è la top scorer al riposo con 13, Santucci 6; di là Zanda 10, Conde 8 e Sottana 7. La Reyer si fa preferire dentro l'area (nonostante la scarsa incisività di Holmes e Mavunga), Schio si giova d'un 6/10 da 3.
- La svolta è nel 3° quarto. Parziale di 0-8: 2 liberi di Santucci, tripla di Cubaj, tripla di Santucci che, da par suo, si gasa e galvanizza tutte quante (41-43). Rincarano la dose Dojkic e Mavunga (43-49). Sprizza allegria e coralità dal gruppo orogranata; c'è tensione in quello arancio: Dikaioulakos richiama in panchina Verona e la cazzia; lei va a sedersi palesemente scocciata; lui le si avvicina per dirle ancora qualcosa.
Tra fine 3° e inizio 4° periodo entra in scena anche Villa, con tre guizzi da... Villa pre-infortunio, cioè galleggiando nel traffico per trovare conclusioni tabellate da artista del biliardo; il primo di questi suoi spunti, insieme a un lampo di Holmes, fa 47-55 al 30' (allo scadere Verona sbaglia su assist in contropiede di Conde che aveva scippato Villa); gli altri due colpi della Matilde d'Italia si sommano ad altrettanti di Santucci (entrata e gran tripla), mentre Schio si smarrisce in una palude di forzature da fuori e palle perse, anche oltre i meriti di una difesa veneziana che morde, ruba, rende tutto difficile. Sul 51-64 a metà ultimo quarto, la partita è spaccata, inopinatamente fino a un quarto d'ora prima, ma del tutto logicamente per quello che s'è visto nel frattempo.
- Sottana rientra ma ormai mancano solo 4'30"; Shepard, fin lì 2 punti, si sblocca con due canestri da sotto; ma in difesa Schio, anziché aumentare l'aggressività, si rifugia in una zona al lattemiele che manda a nozze Pan (brava anche in difesa su una Zanda che resta a secco per tutta la seconda metà gara): due triple della capitana, relativamente comode per lei, ed è 57-70 a 2' dalla fine. Game over. La stessa Pan, poco dopo, si fa male in una lotta per una palla vagante vicino alla linea laterale; molto spavento ma poi torna in panchina sulle sue gambe. Un tribolo che non guasta la festa di Venezia, 60-71 alla sirena.
Nelle cifre di squadra spiccano i 19 rimbalzi offensivi di Venezia contro 13, e i 17 liberi ottenuti contro 4, entrambi indici dell'intensità superiore delle Mazzoniane, a fronte di percentuali dal campo quasi identiche. Sottana 12 punti, Zanda 10, Laksa 3 con 1/8, Shepard 6 con 3/8; di là Santucci 16 (con 2/4 da 2 e 3/6 da 3), Charles 13, Dojkic 11, Pan 10, Villa e Cubaj 6.
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