- Chissà se è stata la forza della promessa di Sottana ai tifosi ("la riportiamo qui"). Oppure una minaccia di deportazione in Siberia da parte di patron Cestaro in caso di debacle scledense anche in gara-2.
Fatto sta che il Taliercio, pavesato a festa per lo scudetto a un passo, ha dovuto digerire, vieppiù attonito (ma diciamo che in generale l'ambiente sembrava meno carico che nel play-in di Eurolega, va' a capire perché), la prova di forza di una Schio trasformata rispetto all'incolore gara-1.
L'uovo di Colombo per Dikaioulakos è il ripristino di un assetto più razionale, con Keys in quintetto al posto di Conde (ma poi Laksa è stata la sacrificata nel minutaggio) e quindi due lunghe vere in campo, Zanda ala piccola e il resto è venuto da sé, ovvero una difesa che... ha difeso e un attacco che anziché incaponirsi nel tiro da fuori ha cercato sistematicamente soluzioni ravvicinate, sia con le interne che con le esterne. Procacciandosi così 33 tiri liberi contro i miserabili 4 di gara-1; colpendo col 53% da 2, 32 punti in area contro 20, eccetera. Chiaro, non solo una questione tattica ma anche (forse soprattutto) di capoccia, ritrovando coesione, voglia di passarsi la palla, equilibrio ideale tra chi canta e chi porta la croce. Mvp di serata è proprio il collettivo, perché individualmente ci sono state prove buone ma non stellari, con Zanda su tutte (+27 di plus/minus, il migliore) e tante sopra la sufficienza: Verona, Conde, la rispolverata coppia Keys-André.- E dunque tocca a Venezia finire dietro la lavagna. Non per la sconfitta (in qualsiasi confronto fra le due, Schio è favorita) ma per come si è fatta brutalmente sculacciare in una partita che poteva darle lo scudetto, ma in cui semplicemente ha fatto poco o nulla per raggiungere il traguardo. Al di là del cambio di faccia, tattico e mentale, da parte dell'avversaria, la Reyer non ha messo sul piatto né qualità offensiva né mordente. Volendo azzardare una teoria, forse l'autocombustione scledense in G1 ha illuso le Mazzoniane di potercela fare senza bisogno degli straordinari, ma solo di una prova da 6.5 / 7 in pagella. Nel momento in cui le avversarie hanno sciorinato una prestazione da 7.5, non hanno avuto antidoti, perdendosi poi in nervosismi e spirali d'errori nel momento in cui la partita si è spaccata (a inizio ripresa). Il trio di plays italici Santucci-Pasa-Villa ha totalizzato 1/14 dal campo, ma si fatica a trovare prove sufficienti a parte Mavunga, Dojkic (ma non del tutto), forse Cubaj (la quale però ha il plus/minus peggiore di tutte, meno 20, ed è parsa più polemica che carica).
- Quinta vittoria esterna negli ultimi 6 confronti fra le due titane del nostro basket (ritorno di campionato + G1 e G2 di Eurolega + G1 e G2 di finale): l'eccezione però è G3 del play-in di Eurolega, in situazione speculare rispetto a queste finali. Ovvero, match-point fallito da chi aveva aperto la serie con un colpo (in quel caso Schio), e solitamente in una serie di 3 gare, se hai la tempia dell'avversaria a portata ma non riesci a premere il grilletto, quella col fattore-campo non se lo lascia ciucciare via due volte.
Al di là di precedenti e cabale, la superiorità complessiva del Famila in G2 è stata così netta che si fatica a ricordarsi il solito monito: mai dare per scontato che la partita seguente sarà simile all'ultima disputata. Però, inutile strologare e ciangottare, Schio torna favorita. Forse nemmeno di poco.
- Cronaca, ché la notte è già fonda. Oltre al già citato cambio Laksa-Keys, fra i quintetti d'avvio va annotata la presenza di Pan, a fugare i dubbi sulle sue condizioni dopo il sinistro nel finale di G1. La Reyer inizia 4-0 ma rimarrà l'unico vantaggio della serata; la figlia del grande Randolph punge con 5 punti per il sorpasso (5-9); tripla di Verona, poi 4 liberi di Conde e Zanda ed è già fuga (7-16 al 6'). Cubaj sblocca Venezia con due canestri, ma Holmes pasticcia come e più che in G1; Schio continua a collezionare tiri liberi: già 11/13 a fine 1° quarto, punteggio 13-23.
-2° quarto: Mavunga approccia bene, Dojkic ha spunti ma Villa tituba mentre Conde e Shepard colpiscono da sotto (18-29 al 12'). Comincia il momento migliore di Venezia, che con una tripla dall'angolo di Cubaj e l'unico lampo di Santucci, unitamente a una miglior difesa, ricuce a meno 4 (25-29 al 14'). Elastico: Keys e una tripla di Zanda riallungano a +8 (26-34), Charles con un assist per Mavunga e una tripla in transizione riaccorcia (31-34 al 16').
L'inerzia pro-Venezia s'interrompe su un'azione contestata: Shepard segna su sospetti passi, Cubaj protesta, la pseudo-slovena l'apostrofa, prende tecnico; la Reyer però non capitalizza (maluccio anche dalla lunetta le orogranata); Zanda e un assist di Sottana per André mandano al riposo sul 34-42.
- Nulla d'irreparabile per la Reyer, a patto di rientrare in campo con le zanne di chi deve addentare a morte l'avversaria e strapparle il tricolore. Tutto il contrario. Apre, illusoria, Pan su assist di Charles (36-42), ma subito dopo Schio sciorina 3 minuti di paradiso e Venezia 3 d'inferno. Keys da sotto; Conde da 3; Zanda con 3/3 ai liberi (fallo di Cubaj che protesta ma viene smentita dal replay); André in entrata e poi da sotto su assist di Zanda; Verona in contropiede. La sommatoria fa un break di 0-14 che distrugge ogni residuo d'incertezza sull'esito: 36-56 al 24'.
Non c'è modo che una Reyer così sgonfia possa recuperare, e infatti non succede se non in minima parte (45-61 al 30', 51-65 al 35'); negli ultimi 5 minuti Schio torna ad arrotondare. Finisce 53-74, la plebe arancione al seguito festeggia con ritrovato amore per le sue beniamine.
Non sappiamo se qualcuna di Venezia abbia fatto promesse per gara-3, ma visto come andò a Villa lo scorso anno, scaramanzia lo sconsiglia.
- Le cifre finali vedono la Reyer con un tragico 16/54 dal campo, appena discreto 16/25 ai liberi; 10 rimbalzi offensivi ma erano stati 19 in G1; Dojkic 11 (ma con 1/7 da 3), Mavunga 10, Pan 8, Cubaj 7; Schio con quasi il 50% dal campo (23/47), cospicuo anche se non eccelso 23/33 in lunetta; Zanda 15 con 2/7 dal campo, 10/14 in luna e 3 assist; Verona 13, Conde 12, Shepard 10.
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