Deluso purtroppo l'auspicio di rivedere Big Roberto Lurisi, ex tenutario dello spazio femminile su Superbasket, e l'utente Kaysay, evidentemente impossibilitati a seguire la loro compagine nell'occasione, ci si assideva in una tribuna discretamente gremita quando stava finendo il 1° quarto sul 21-23: punteggio nuovamente elevato come nelle scorse partite casalinghe di Sesto. Anche il resto dell'andamento era destinato a rivelarsi simile, ovvero col Geas pienamente in partita, se non anche avanti, per tutto un primo tempo a fitte segnature e ritmi tambureggianti, ma poi in calo nel fatal terzo quarto, senza più riuscire a colmare l'intero deficit nonostante sforzi generosamente profusi.
Nella frazione non vista erano Mandache (12) e Spreafico (8) le mattatrici realizzative. Nel 2° quarto si assisteva a un molto godibile scambio di parziali ora per l'una ora per l'altra fazione. Si metteva in luce De Pretto, uno dei migliori fisici del basket italiano, purtroppo non supportato a mio avviso dalla necessaria continuità (a lampi da nazionale alterna frangenti di eclissi); per il Geas invece Madonna con 7 punti. Con un tiro da 3 dell'omonima della Vergine, più due liberi di Barberis per antisportivo di Zara e successiva tripla di Brown dopo la rimessa da metà campo, la squadra di casa toccava il massimo vantaggio sul 39-33 al 16'. Da lì però avrebbe segnato solo 10 punti nei successivi 10', quelli della svolta determinante pro-Parma. Che era brava a reagire subito al momento negativo con Clark, poi con Brezinova, micidiale dall'arco, e con un arresto e tiro della sempiterna Zara (40 anni non so se già suonati o meno ma comunque è del '76). Sfortunata Brown su un'entrata allo scadere che sembrava dentro e invece il ferro le fa "sput, spuuuu". Al riposo era 43-45 per le ospiti.
Terzo quarto, si diceva, determinante anche se il conto numerico non lo mostra granché: da +2 a +4. In mezzo, però, c'era un allungo sino a +10 per le parmigiane, che davano l'idea di aver preso il controllo in maniera salda. Problema del Geas era il calo brusco delle percentuali dalla media, con Brown e Mandache a prendere discreti tiri ma senza esito; di là invece emergeva il panzer Ugoka, fin lì ben contenuta, che segnava 8 punti nella frazione, facendosi largo a suon di muscoli, anche ben servita da Zara e compagne. Il Geas era bravo a tamponare la falla con un 6-0 nel finale di quarto, iniziato da una tripla di Kacerik; il 55-59 del 30' lasciava quindi aperti i giuochi.
Tuttavia il vantaggio di Parma non veniva eroso ulteriormente. Il Geas perdeva l'attimo in avvio di 4° periodo, quando le ex semifinaliste di Eurolega (ultime italiane a farcela, anno del Signore 2002) continuavano per altri 2'30" la loro siccità. Però poi Brezinova sbloccava con un semigancio a concludere un 1 contro 1 decisamente lento, ma efficace. Seguiva un doppio botta-e-risposta (59-63) ma una tripla di Spreafico, ben costruita con un ribaltamento contro la zona, segnava la svolta definitiva, puntellata da un arresto-e-tiro di Clark su Brown (59-68 a 5' dalla fine). Il Geas, come già contro Lucca e Schio, lottava per ricucire ma non andava oltre un -3 a 40 secondi dal termine (assist di Mandache per Correal); Parma gestiva per un ventina di secondi, poi Clark subiva fallo in entrata e chiudeva con 2 liberi (70-75). Clark 19, Ugoka 15, Spreafico e Brezinova 13; Mandache 16, Brown 15, Coreal 10.
Il Geas usciva tra gli applausi ma non poteva, al momento, sapere se la sconfitta sarebbe pesata tanto o poco: doveva seguire in tv Vigarano l'indomani; e dopo 45 minuti il responso era amaro: si torna in zona retrocessione e il nuovo appello casalingo di domenica 20 (cioè ormai oggi) con Umbertide andrà sfruttato, pena l'invocare aiuto da Cagliari acciocché non conceda due punti quasi decisivi a Vigarano, che guadagnerebbe 4 punti di margine alla vigilia dello scontro diretto del Sabato Santo.
Nella foto: Ugoka sale a contrastare Barberis, simbolo di Parma che non ha fatto concessioni a un pur volitivo Geas.
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