La partita, cioè, per quanto godibile, ha trasmesso un po' la sensazione di venir vissuta come tappa intermedia da entrambe le squadre, cosa che probabilmente sarebbe stata anche giocando nel weekend (viste le zone opposte di classifica), ma ancor di più se ficcata in mezzo ad altre due partite.
Ma andiamo al sodo prima di perderci in troppe circonvoluzioni, sottolineando soltanto che, nonostante la serata piovosa d'inizio marzo e la concomitanza con due eventi di peso a Milano (in ordine d'importanza il ritorno degli ottavi di Eurocup per l'Olimpia maschile e la semifinale di Coppa Italia pedestre tra Inter e Juve), l'affluenza di pubblico era nella media stagionale al PalaNat.
Schio, che lasciava Yacoubou a riposo in favore della pallida (sia di carnagione sia di verve agonistica, per quanto possa giudicarla da 5 minuti in campo) slovena Lisec, tentava rapidamente la prima mini-fuga (4-12 al 6') con Walker già a 10, imprendibile dentro l'area e dal limite d'essa. Il lieto motivo (leit motiv) :blink: della partita, come già quella con Lucca di 20 giorni prima, risultava l'oscillare tra fughe ospiti e tenaci rimonte del Geas. Il quale metteva fugacemente la testa avanti sul 15-14 al 9' con un "lob" di Arturi per Ercoli dopo triple di Barberis e Brown. Ripristinava Anderson il vantaggio scledense con un canestro dalla media sulla sirena (15-16 al 10').
Ancora Anderson s'ergeva a micidiale protagonista del 2° quarto con una perfetta suddivisione di tiri da 3, dalla media (morbidezza del rilascio quasi alla Stephen Curry) e da sotto su abili tagli: 12 punti per lei nella frazione. Bastava a tener dietro le sestesi ma non a seminarle, perché varie compagne apparivano in serata quantomeno fiacca (comprese le divine Macchi e Masciadri, idem Ress e Sottana; archiviata in fretta Bestagno; meglio Gatti; e già comunque da questo elenco, cui va aggiunta una Zandalasini a mio parere da 6,5 in pagella, si coglie la discrepanza tra le munizioni a disposizione dei due teams), e perché il Geas trovava ottime cose da Correal, con una serie di canestri dal gomito della lunetta (9 punti nel 2° quarto, 14 totali al 20'). S'apprezzava il duello tra Gatti e Arturi, ex compagne di un antico Geas di Signorini, anno 2006/07. Da questo frullatore d'elementi scaturiva un onesto 32-36 all'intervallo, punteggio non bassissimo grazie ai ritmi alti, a dispetto di percentuali intorno al 33% per ambo le squadre.
Nel 3° quarto proseguiva l'elastico. Geas al pareggio in avvio (36-36), pronta reazione di Schio che, da par suo, non pareva granché preoccupata dalla resistenza avversaria, e allungava sino a +11 (41-52) con sprazzi di Zandalasini, la grande ex, e Sottana; il tiro da 3 però aiutava il Geas a tamponare la falla, con un siluro di Madonna e due di Barberis (50-58 al 30').
Provava a crederci sul serio Sesto con un 7-0 in avvio di 4° periodo: Brown scatenata, crivellando di arresto-e-tiro dalla media e di contropiedi un quintetto scledense un po' compassato (57-58). Anche stavolta, però, appena sentiva il pepe laddove sarebbe volgare da dire, Schio reagiva, nell'occasione con Anderson, che propiziava un 2-12 completato da Ress che, dopo aver convinto poco nel primo tempo, si faceva sentire in modo apprezzabile dentro l'area, sfruttando anche l'inevitabile fatica di Correal (1 solo punto nella ripresa), che a differenza dell'altoatesina non può riposarsi in panchina a lungo per poi tornare fresca al momento buono. Sicché sul 59-70 al 35' l'esito era ormai deciso. Finiva 67-76 con 22 + 10 rimba di Anderson, 20 + 8 di Walker contro 18 di Brown e 15 di Correal. Tanti rimbalzi in attacco a favore di Schio (20 contro 9), e anche vantaggio nel saldo recuperi-perse per le campionesse, che l'hanno vinta più con la quantità che con la qualità, nel complesso.
Insomma entrambe le squadre ottenevano l'obiettivo più realistico per la serata (Schio quello d'incassare 2 punti senza sudare pene dell'inferno, anche se probabilmente sperava di cavarsela prima; Geas quello di uscire con un passivo onorevole) in attesa di giocarsi la stagione in altre prossime occasioni.
Nella foto: un bel "totale" del PalaNat mentre Madonna cerca d'incunearsi nella difesa di Schio.
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