E passiamo alle final four di Coppa Italia di A2 del 5-6 marzo. A detta di tanti, la miglior edizione per qualità organizzativa, ambiente e quant'altro. Di certo qualcosa di diverso rispetto all'inserimento nel maxi-calderone della LNP maschile, capitato lo scorso anno a Rimini, in cui il femminile era il fratello povero mentre a Broni è una religione, come organizzare gli Europei in Lituania o le final four Ncaa nell'Indiana. :B):
Sul piano agonistico, però, l'edizione 2015 aveva offerto molte più emozioni. Ricordiamo le semifinali in cui Ferrara rimontò Torino e il Geas rimontò Castel S. Pietro, in entrambi i casi con soluzione in volata. Poi in finale non si andò all'ultimo tiro ma il Geas dovette comunque inseguire Ferrara e poi respingerne l'estrema rimonta. Insomma 4 squadre di livello molto simile e incertezza totale.
Stavolta invece l'andamento della stagione indicava due chiare favorite, Broni e Spezia, e nello scontro titanico in finale uno dei due s'è dimostrato molto più titano dell'altro. Magari se si rigiocasse a Spezia o sul neutro andrebbe a finire diversamente, però la mattanza è stata tanto radicale da lasciare pochi dubbi su chi sia più forte.
A far saltare il banco poteva essere Crema, che arrivava sull'onda di una lunga striscia vincente e sentiva aria di vicinanza a casa. Il colpo con Spezia ci poteva stare, e in effetti sembrava ben possibile sul 22-29 all'intervallo per le mangiatrici di torrone. Che però nella ripresa totalizzavano appena 18 punti e subivano il sorpasso già nel 3° quarto con la solita Reke (18 + 11 rimbalzi), mentre Crema pagava la terribile giornata di Veinberga e Caccialanza, proprio loro che di solito fanno pentole e coperchi: 3 punti con 1/16 per la lettone, 3 con 1/14 per la classe '89 di casa. :woot: Così finiva 52-47 per Spezia, con le cremasche a metà tra l'orgoglio per aver giocato alla pari con l'imbattuta compagine est-ligure, e il rimpianto perché di quei 30 tiri scoccati dalla coppia di alfiere, bastava che ne entrassero 5 o 6 (mica 15 o 20...) anziché quei miseri due, e la vittoria non era utopia. Anche perché l'indomani Spezia si è dimostrata tutt'altro che imbattibile.
Per Broni invece una prestazione "da par suo", 72-56 su Ferrara anche se per 3 quarti c'è stato equilbrio; 20 di Bratka, 14 di Rulli.
La finale. Chi avrebbe perduto la verginità stagionale dopo 22 vittorie? Il dubbio durava poco più di due quarti. Il primo tempo faceva registrare un punteggio sorprendentemente alto, 44-37 per Broni, quindi Spezia in partita nonostante la grandinata bronese, ma c'era una crepa in questa resistenza ligure, ovvero che si fondava sugli eroismi della sola Reke, già a quota 19 al riposo. Mentre di là le mercature erano ben distribuite, con l'asse Soli-Bratka sugli scudi, Galbiati meno ciclonica del solito ma pur sempre una freccia all'arco, Zampieri e Pavia attrici non protagoniste ma con 33 di valutazione in due, e poi Richter che sotto canestro danzava come una farfalla e pungeva come un'ape, per dirla alla Muhammad Alì, :lol: mostrando tutta l'utilità di averla inserita a metà stagione su un collettivo che non sembrava abbisognarne quanto a risultati.
Insomma nel secondo tempo, col salire dell'intensità difensiva su entrambi i fronti (stallo delle marcature con uno 0-2 per Spezia nei primi 3'30", i nodi venivano al pettine. Broni, superata l'impasse, sciorinava una serie di giocate (pick and roll e quant'altro) per arrivare ripetutamente al ferro coi suoi terminali, in questa frazione Bratka, autrice di 8 punti. Ne aggiungeva 5 Soli, oltre agli assist per l'estone, e infine Galbiati allo scadere segnava in entrata per il 59-42 che era già una sentenza per una Spezia ancor più nulla all'infuori di Reke (tutti suoi i miseri 5 punti spezzini del 3° quarto, 22 al 30' su 42 di squadra): le varie Linguaglossa, Granzotto e Costa non facevano pervenire tracce positive di sé. Emblematici un paio di cross.
Il distacco tracimava nell'ultimo quarto sino a diventare imbarazzante per una teorica sfida alla pari tra pesi massimi. Una tripla di Galbiati in transizione dava il 66-44 a 6' dalla fine, poi una scaramuccia tra Pavia e Reke teneva desta l'attenzione (almeno per chi dallo streaming non poteva fruire dello spettacolo dei tifosi dal vivo) e si giungeva sino al 77-48 conclusivo; ancor più pauroso il 104-35 nella valutazione. Bratka top scorer delle trionfanti con 19, ma l'mvp andava a Soli: 14 + 6 assist, 24 di valutazione. Brusco ridimensionamento per Spezia, ma questa Broni è micidiale: si può discutere sulla sua posizione fra le squadre di A2 più forti dell'era moderna.
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