domenica 20 marzo 2016

[A2] Resoconto di Sanga Mi-Carugate

Arretrati partite viste, scorso weekend.
Sabato 12, aria di primavera incipiente a Milano città, dove la plebe durante il giorno s'era goduta i primi tepori con la mente rivolta all'immane evento della sera, il derby Sanga-Carugate di A2.
Pubblico abbastanza numeroso anche se non traboccante; non moltissime le presenze ospiti ma in compenso prevalenti nei decibels grazie al gruppo ultras, di cui invece la compagine della Madonnina è priva da qualche mese. Nella mente il ricordo del vibrante derby d'andata, con Carugate che dominava all'inizio e il Sanga che, prima lemme poi impetuoso, rimontava sino a bruciare le rivali sul traguardo; stavolta però saranno minori le emozioni.

Primo tempo in equilibrio; sprazzi ora per una squadra, ora per l'altra, senza che nessuna trovi continuità. Per Carugate (priva di Picco) molto attive nei primi minuti le ex novaresi* Colli e Guarneri, rispettivamente dall'arco e dentro l'area, con l'ex comense* Stabile a smistare sapienti palloni anche se imprecisa al tiro; per il Sanga Maffenini e Pozzecco. Duello a sportellate tutto da gustare tra l'ex vittuonese* Zanon e Da Silva in area, con iniziale annullamento a vicenda. Fine 1° quarto 15-16 dopo serie di sorpassi, ma senza particolari sussulti.
Secondo quarto con più spunti. Maffenini forza un paio di palle perse all'ex rhodense* Frantini, che in questo inizio appare un po' lenta (ci risulta di perduranti problemi fisici), e sul fronte opposto infila un triplone in arresto-e-tiro e un contropiede. Dopo un pregevole scambio di canestri, Milano sembra poter tentare la prima fuga (26-21 al 14') ma la spinta s'arresta sul 3° fallo precoce di Da Silva (di cui due in attacco). Ne approfitta la navigata Zanon per andare di forza in post basso contro la leggera Tibè; e nel complesso il giro di cambi favorisce Carugate che va avanti con uno 0-7, mentre il Sanga perde troppi palloni contro la zona. Pozzecco, che spesso in stagione ha segnato canestri che sbloccano l'impasse della squadra, lo fa anche in questa circostanza con una tripla; si va all'intervallo su un tennistico 30-30.

Terzo quarto decisivo. Botta e risposta iniziale, ma dal 34-34 il Sanga se ne va. Due chiavi: 1) Carugate, giustamente, cerca spesso il gioco dentro l'area per provocare il 4° fallo di Da Silva, ma non riesce nell'intento; anzi, la portoghese si fa notare per uno stoppone sulla figlia del grande Lorenzo, cacciandole la palla in tribuna (anche se da quel lato la tribuna non c'è); 2) mentre nel primo tempo erano state le ospiti a costruire tiri migliori, ora è Milano che circola palla con intelligenza, bilanciando dentro e fuori, mentre Carugate finisce per concludere troppo spesso, più per necessità che per scelta, dai 5-6 metri senza fortuna (ho questo dato complessivo: 2/21 per Carugate dalla media distanza; nel tabellino ufficiale mancano una decina di errori delle ospiti, a mia risultanza). Zanetti, Colli e una poco incisiva Beretta le maggiori colpitrici di ferro in questo settore, ma anche Zanon che dopo i 10 punti del primo tempo rimane a secco nella ripresa.
E poi, al di là dei fattori tattici, c'è Maffenini che nell'ultimo periodo è in una forma tale da produrre parziali da sola, almeno in un frangente o due di ogni partita. Qui segna 9 punti nel 3° quarto, di cui gli ultimi due con uno spettacolare zompo da centro area cadendo a terra dopo uno slalom in palleggio, capitalizzando appieno un tecnico preso dalla panchina ospite per una rimessa dubbia assegnata al Sanga. Quindi 50-37 al 30' con parziale di 20-7.
L'onda pinottiana continuava impetuosa per altri 4 minuti. Contribuivano anche Albano e Rossi dalla panchina, con pregevoli tiri dalla media. Poi solita Maffenini che segna in contropiede il massimo vantaggio (61-40 al 34') per poi mangiarsi, "alla Maffenini" pure in questo (ma nessuna è perfetta), un successivo identico contropiede solitario. E' un po' il segnale che il Sanga ha alzato il pedale dall'acceleratore. Ma va dato anche merito a Carugate di aver prodotto una reazione d'orgoglio, segnatamente con Frantini, che intortava la giovane pel-di-carota Baiardo segnandole 5 punti sul viso, più un paio di liberi. Con un contropiede di Colli si giungeva al 61-49 con 3' da giocare, e Pinotti doveva reinserire tutte le titolari per non rischiare. Carugate giungeva sino a -9 con due liberi di Frantini (fallo banale di Martelliano che si beccava un cazziatuccio dal coach), ma due successivi "airball" di Beretta e Stabile ne segnavano la resa, mentre un po' troppo platealmente Frantini si sbracciava per ricevere palla, con metri di spazio oltre l'arco.
Finiva 66-54 con suggello, manco a dirlo, di Maffenini da 3 (alla fine 23 i suoi punti; 15 Pozzecco; 13 Da Silva; di là 12 Guarneri e 12, però tardivi, anche per Frantini; 11 Colli e 10 Zanon).
Sanga quindi che non perdeva colpi nel duello a distanza con Vicenza per la terza piazza, mentre Carugate mancava un'occasione di tornare in corsa per i playoff, corsa che peraltro non la vede ancora esclusa, ma certamente non in una situazione favorevole, e nemmeno per la salvezza diretta, dopo le ultime vittorie di Costa e Selargius.

(* yak yak)

Nella foto: selfie Sanga dopo la vittoria.

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