Tocca parlare del tracollo di Schio nei playoff di Eurolega. Difficile definire diversamente 45 punti di scarto incassati in due gare, anzi sostanzialmente in due metà di gara, sempre la seconda: 23-37 in casa, 49-22 in trasferta. Sorprendente il cedimento psico-fisico delle tricolori in entrambi i casi, il che dà l'idea che siano arrivate in calo di forma al momento chiave della stagione, cosa che il campionato non poteva evidenziare se non in minima parte, visto il livello inferiore delle avversarie. Ipotesi alternativa: Praga (che per quanto fosse arrivate terza nel girone, è la campionessa in carica) è semplicemente squadra migliore di Schio, la quale si è tirata il collo per stare alla pari il più a lungo possibile, finendo però per esaurire di botto le energie.
In gara-1 (bella cornice di pubblico con molti praghesi in giallo) era molto incorraggiante l'inizio del Famila: 11-4 con quasi tutto il quintetto (tra cui Zandalasini) a segno. Ma Praga ci metteva poco a prendere le misure, evidenziando una sua dote essenziale: la capacità di costruire canestri da sotto con giocate di squadra d'alta qualità, che fossero in contropiede o a difesa schierata. Così già a fine 1° quarto era avanti (15-19).
Il giro di cambi sembrava favorire Schio: fiammata di Macchi, con 8 punti quasi di fila, e parzialone di 13-2 (28-21, massimo vantaggio). Ma di nuovo cambiava il vento con uno 0-10 per Praga. Contro-fiammatina di Sottana con 5 punti e avanti Schio 33-31 all'intervallo.
Ma era l'ultimo vantaggio per le nostrane. Il 3° quarto era interlocutorio ma con Praga sempre un pizzico sopra (45-47 al 30').
La svolta, repentina quanto urticante, all'inizio del 4° periodo con uno 0-10 per le ceche nel giro di 3': Vaughn diventava un caterpillar in area, rincarava Xargay con una tripla, Schio invece sbagliava con Yacoubou ma soprattutto sembrava non saper più cosa fare, smarrendosi tra palle perse e forzature. Si arrivava sul 46-60 a 4'30" dalla fine, ovvero Schio 1 punto in 5 minuti e mezzo, senza poi la forza di reagire, scivolando senza sussulti sino al 56-68 conclusivo. Vaughn 23 con 9/14 + 11 rimba, per il resto nessuna in doppia cifra per Praga ma tanto bilanciamento con le varie Petrovic, Elhotova, Steinberga, Palau a sommarsi anziché, come le scledensi, produrre micro-fiammate a staffetta (Anderson 13, Walker 12, Macchi 10). 16 perse a fronte di soli 5 recuperi per Schio; emblematico un regalo di Sottana a Palau cercando di farle rimbalzare la palla contro (stavano scadendo i 5" su rimessa), col risultato che la spagnola arraffava e segnava in contropiede.
In gara-2 ci voleva un colpo di coda di grande spessore per ribaltare questa sensazione di supremazia praghese. Andamento per certi versi simile ma con un finale ancor più aspro. Stavolta partenza migliore per Praga (18-11 a fine 1° quarto). Reazione di Schio guidata da una quasi commovente Masciadri: 12 punti suoi nel 2° quarto e ribaltone sul 25-29. Praga però non si scomponeva e rispondeva ai dardi di "Mascia" con quelli dell'eroina di giornata Elhotova: 37-31 all'intervallo. Tornavano a pesare le palle perse per Schio, e anche stavolta i punti in area e in contropiede erano nettamente pro-Praga.
In qualche modo il Famila restava negli spogliatoi: botta tremenda nei primi 6' del 3° quarto, un 18-3 col trio Elhotova-Vaughn-Steinberga indemoniato, però anche agevolato da una difesa scledense che si squagliava. Saltiamo subito al finale che era un doloroso 86-53 (Elhotova 24, Steinberga 19, Xargay 15 contro Masciadri 16 e Yacoubou 13).
In telecronaca coach Fossati diventava sin troppo pedante nell'evidenziare le pecche della sua ex squadra, tuttavia non si può eccepire che le critiche non ci stessero, in quanto era un crollo verticale e generalizzato, non colpa di una singola o di un reparto, o di un certo aspetto tattico. Ok, se è vero che "il pesce puzza dalla testa", è giusto dire che in regia Palau ha manovrato la squadra come una direttrice d'orchestra, Sottana invece, oltre a palle perse ed errori al tiro, non ha fatto girare le compagne, producendo gli spunti migliori (comunque pochi) come finalizzatrice e non come costruttrice. Però è solo una componente; che dire di Anderson, 4 punti in gara-2 con erroracci da sotto, oppure Macchi 1/7, eccetera?
Questione di squadra, ripetiamo. Praga era pronta, aveva le idee chiare e ha saputo attuarle; Schio no. Cestaro dovrà valutare se Mendez sia il condottiero giusto per arrivare a 'ste benedette final four, però probabilmente lui stesso (cioè De Angelis presumo, ma col budget del patron) ha costruito una squadra che da final four non era.
Nelle altre serie, 2-0 di Orenburg sulla Dynamo Kursk (che pure allinea fior di fuoriclasse), 2-0 del Fenerbahce su Cracovia (e qui tutto normale), 1-1 tra Ekaterinburg e Galatasaray: sarebbe clamoroso se la corazzata di Taurasi, Griner eccetera andasse fuori contro le caparbie turche, però questo rende l'idea del livello mostruoso che il top di Eurolega richiede. Ma da Schio non si pretendeva che per forza battesse Praga; poteva però, e doveva, giocarsela meglio.
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