Dall'olimpo dell'A1 scendiamo un attimo nel ringhioso ring dell'A2, chè siamo indietro di addirittura di 3 turni, cioè da dopo la Coppa Italia vinta da Broni.
Girone A. Dopo l'ennesimo accavallarsi di risultati contraddittori, le squadre tra il 5° e l'11° posto sono ancora tutte al punto di prima, cioè pari o quasi pari, salvo il fatto che Carugate è uscita dalla lotta, venendo relegata ai playouts con 2 turni d'anticipo. Gli intrecci sono tali, negli ultimi 2 turni, che gli scenari possibili sono mille e sicuramente varie posizioni saranno decise più dalla casualità di avere la differenza-canestri favorevole con chi ti capita alla pari, che non da meriti clamorosi rispetto alle altre.
Riassumendo in pillole. Turno del 13 marzo: nel biggissimo match Broni rivince con Crema (63-53), suggellando definitivamente il primato; Milano, come descrivemmo, rivince con Carugate tenendo il passo di Vicenza che infligge il suo solito bunker casalingo a Cagliari (64-41); ma i risultati di maggior peso nella suddetta lotta-playoff sono il 64-57 di Albino su Selargius, grazie a 29 punti di una sontuosa Fufù Fumagalli (8/17 dal campo e 9/9 ai liberi), e il tonitruante 61-92 di Costa ad Alpo, con un parziale di 46-83 dal 2° quarto in avanti (13/31 nelle triple e 27 di Ristic + 16 di Visconti per le lecchesi).
Costa, nella versione attuale con Visconti ma senza l'unico pivot Meroni, è squadra ancor più talentuosa e umorale (o meglio, legata alle percentuali di tiro) di quanto fosse già prima. Quando gioca così è uno spettacolo ma non è ancora riuscita a essere continua, tant'è che 4 giorni prima, nell'anticipo con Selargius, aveva perso 64-61 (24 del recente innesto sardo Di Gregorio) stando sempre sotto.
Dai che c'è fretta. Turno del 20 marzo: grosso colpo di Selargius a Pordenone (55-64 con 26 di Ljubenovic in assenza di Madera; e purtroppo la politica di turnover attuata dalla Reyer fa sì che se ti va di deretano, trovi una certa Pordenone; se ti va di sfiga, ne trovi un'altra); :angry: nell'altro match più delicato, di cui vorremmo parlare a parte, a segno Costa su Carugate (70-62); tutte bene le prime 4 (Broni addirittura +31 ad Albino, mostruoso; Milano trallallà a Cagliari con 22 di una smagliante Maffenini; Vicenza solida a Marghera; Crema +28 su Bolzano che al momento sembra la più indiziata di retrò diretta).
Ed eccoci, vivaggesù nel momento in cui sta per risorgere, giungiamo al turno pre-pasquale, disputato a spizzichi in 4 date diverse. Ricomponendo il puzzle, oltre alla già citata vittoria di Selargius su Costa si era avuto, anch'esso in anticipo, il raid cruciale di Cagliari a Castelnuovo; mentre nelle partite giocate tra mercole e giove nessun risultato a sorpresa, con Broni che arriva a 24 su 24 ('cezzionale, direbbe il telecronista calciocratico Piccinini) triturando 72-45 Pordenone pur senza usare Galbiati (Madera 11+11 rimba); Crema che passa in rimonta a Milano (53-66 ma era 47-41 per le pinottiane a inizio 4°) dopo che l'inserimento in corsa di Maffenini (15 in 18' dopo esser stata in panca per guai fisici tutto il primo tempo) aveva procacciato il vantaggio del Sanga; Vicenza col solito "trattamento 40" in casa su Albino è dunque a un passo dal 3° posto (e occhio ad Aldo Corno e suddite, mine vaganti del tabellone-playoff). Infine Marghera con 21 punti e 30 di valutazione per Striulli passa a Carugate.
Alla fine di questo bailamme, cosa abbiamo in classifica nella lotta-playoff, finalmente con tutte a pari numero di partite giuocate? Marghera e Alpo 24; Costa, Albino e Pordenone 22; Selargius 20. Quattro di costoro faranno i playoff, una andrà in vacanza, l'ultima ai playout. Per la retrò diretta, Castelnuovo a 12, Cagliari e Bolzano a 10 con scontri a favore per le isolane del capoluogo.
Equo spazio al girone B. Spezia come Broni: 24 su 24 e primato certo. Segue Ferrara 6 punti sotto. Poi c'è un abisso di 12 lunghezze dal trio Castel S.P.-Palermo-Bologna. Interessanti anche qui le lotte per gli ultimi posti playoff e per evitare la retrò immediata.
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