Domenica scorsa è stata eliminata una contendente ma, in compenso, ne è stata invischiata un'altra. Cagliari saluta (almeno momentaneamente, perché in quest'epoca l'estate è decisiva quasi quanto la primavera) la categoria, dopo aver sfiorato la vittoria con Vigarano: 57-61. L'aspetto grottesco è che con Sasà Prahalis bloccata dall'influenza, le sarde hanno giocato in 5, tutte 40 minuti in campo, per cui una vittoria avrebbe avuto del clamoroso. Ma non è successo (Tognalini mvp con 16 punti dopo l'uscita per infortunio con Orvieto) e quindi Cagliari è condannata; ci spiace per una funambola come Prahalis, una solida giocatrice come Milic e una bandiera come Arioli, ma francamente per il resto la retrocessione ci sta tutta, anche senza rivangare (ma intanto lo facciamo, ops) l'iscrizione fuori tempo massimo dell'estate scorsa.
Il Geas sapeva di non poter sperare più di tanto nell'aiuto di Cagliari e quindi s'è aiutato da solo, con una vittoria ineccepibile su Umbertide (71-60): eccezionale giornata balistica con 12/21 da 3 per Sesto, trainata dai 29 punti di Brown, di cui 19 nella ripresa, scavando il divario decisivo nel 3° quarto (da +1 a +10). Curiosamente Umbertide, che pure è buona settima, è l'unica squadra con cui il Geas abbia vinto sia all'andata sia al ritorno; dovrà giocoforza aggiungersi anche Vigarano (battuta di 15 in dicembre) a questa mini-lista, altrimenti sarà retrocessione per la squadra di Cinzia Zanotti.
Simbolicamente collocato nel Sabato Santo, a metà tra morte e resurrezione, c'è infatti lo spareggione Vigarano-Geas, in cui Tognalini cercherà di rispedire in A2 il Geas dopo aver contribuito a farlo salire. "Spareggio" in realtà è termine improprio perché la situazione è diversa per le due squadre: Vigarano se vince è salva, Sesto se vince è molto ben messa ma deve aspettare l'ultima giornata; Sesto se perde è retrocessa sicura, Vigarano invece no, a meno di miracoli da parte di Orvieto. Le umbre infatti sono improvvisamente tornate nei guai, dopo che sembravano in salvo quando avevano espugnato Torino portandosi a 14. La vittoria gettata a Vigarano e il rovinoso -32 interno con Napoli, insieme alle vittorie delle inseguitrici, hanno reso fosco lo scenario per Ivezic e compagne, cui il calendario propina trasferte a Venezia e Schio nelle ultime 2 giornate. E passare dal disastro in casa con Napoli a sbancare uno di quei due campi è quantomeno complicato, anche se "la donna è mobile qual piuma al vento", e le tre straniere di Orvieto, che hanno giocato da cani con Napoli, hanno i mezzi per riscattarsi.
Ma Orvieto rischia grosso anche perché è 1-1 col Geas e 0-2 con Vigarano, il che significa che in caso di triplice parità finale a quota 14 (scenario tra i più plausibili, se il Geas vince e i pronostici delle altre partite vengono rispettati) saranno le umbre a scendere. Mentre se il Geas perde a Vigarano, Orvieto è salva perchè ha gli scontri a favore su Sesto.
Difficile dire chi meriti più delle altre di salvarsi; tutte hanno alternato durante la stagione belle prove e magre figure; diciamo che la situazione attuale, in cui ognuna delle tre è padrona del suo destino, è giusta: chi merita di più nel momento decisivo si prende la salvezza.
Nella foto: Geas-Vigarano dell'andata. Come andrà stavolta?
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