Ok, ci siamo sempre divertiti e sempre ci divertiremo (qualche volta addirittura esaltandoci) per le vicende del massimo campionato nostrano. Ma, prima di buttarcisi dentro tra una decina di giorni, val la pena di chiedersi: quanto vale in termini assoluti?
Lo spunto viene da Superbasket di questa settimana, dove Big Roberto Lurisi pubblica la seconda puntata di una serie di sue classifiche delle migliori di A1, ruolo per ruolo. La volta scorsa ha messo Adriana al top dei play, dietro di lei Cohen, il neo acquisto di Schio; stavolta tocca alle guardie (o meglio esterne, visto che lui specifica che alcune sono guardie-ali) e mette prima Greco, seconda Dixon, poi Masciadri, quarta Ballardini. Diciamo che - fatto salvo che al 90% sono le scelte più logiche - nella lista delle play ci pare generosa la posizione data a Bestagno rispetto a quella di Gonzalez, mentre stavolta (nonostante la simpatia) non ci convince il sesto posto a Zanoni contro il decimo di Fazio (onestamente, a oggi, ha dimostrato di più l'italo-americana). Ma sono dettagli.Il discorso è un altro, ed è che, come fa notare lo stesso Lurisi, una volta il nostro campionato aveva il fior fiore delle guardie mondiali (Pollard, Woodard, Cooper, Edwards, e tante altre), mentre oggi che abbiamo? Gente bravina ma che a livello globale è mediocre, siamo onesti. Ne abbiamo già parlato, però la risposta non può essere soltanto che ci sono i russi con i rubli che si prendono il meglio, perché restano comunque tante giocatrici di valore mondiale che vanno altrove.
Mixando l'articolo di Lurisi con un altro, di Attilio Casati, sul misero plotone di "italiane" ai Mondiali (Adriana, Godin, Gonzalez e Chesta), che o non hanno avuto spazio o han giocato male, l'orrendo sospetto si rafforza: non è che certa gente sembra forte da noi perché il contesto è mediocre? Vedi il caso di Adriana: tutti a stupirsi che non sembrava lei, ai Mondiali. Ma non è che magari dipende dal fatto che se si alza il livello, e di fronte non c'è Buccianti ma Sue Bird, l'Adrianuccia fa un po' più fatica perchè è sì brava, ma con evidenti limiti?
Ok, non facciamo di ogni fascio un'erba: l'Italia stava per qualificarsi ai Mondiali e allora avremmo avuto 12 giocatrici di A1 in più nella rassegna; gente come Yacoubou, McCarville, Cohen, Ohlde, appena ingaggiate dai nostri club, ai Mondiali potevano starci. Nuria Martinez, fresca ex, era nella Spagna medaglia di bronzo (seppur da comprimaria). E tuttavia vien da chiedersi: com'è che nemmeno una ceca gioca da noi? Nemmeno una bielorussa? Nemmeno, per sbaglio, un'americana o un'australiana?
Ma forse è meglio non farsi certe domande, e celebrare le gesta delle Cirov e delle Erkic.
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