Le magagne di A2 e B1 - Premessa: l’A2 e la B1 ci piacciono assai. Per molti versi sono il vero campionato italiano, ci giocano un sacco di tipe molto brave ma che non vivono su un altro pianeta come quelle di A1, eccetera eccetera. Però è altrettanto vero che sono due categorie con qualche problema, soprattutto la B1. Provo a elencarli, vediamo se qualcuno non è d’accordo o ne vuole aggiungere altri.
Futuro incerto – Si è partiti senza sicurezze su cosa succederà. Per la Fip la riforma che conserva l’A2 così com’è ma crea la B unica a 136 squadre sembra ormai assodata, ma le società, all’ultima riunione, hanno chiesto di bloccare tutto.
Poche partite – 26 giornate in A2, 20 in B1 (e 22 in A1): tutti campionati liofilizzati rispetto a qualche anno fa, quando ne avevamo rispettivamente 30, 28 (o 26, o 30, a seconda delle varie formule alternatesi) e 30. Dimenticando forse che il basket femminile crea interesse (sia pur limitato) quando gioca, quasi zero se sta fermo. Certo, se l’obiettivo è spender meno, togliendo partite abbassi i costi, ma togliere valore al prodotto non so se alla lunga sia una strategia fruttuosa.
Cristallizzazione – Evidentemente le retrocessioni ridotte all’osso piacciono a chi sta più in alto, ma è chiaro che una piramide di campionati dove non si sale e non si scende ammazza l’interesse, toglie stimoli al mercato (anche se qualcuno che spende e spande lo si trova sempre) e in pratica annacqua il senso dello sport secondo la concezione nostrana, che non è, come in America, andarsi a godere uno spettacolo, bensì una lotta selvaggia per salire in paradiso o non scendere all’inferno. Diciamo la verità: senza salire e senza scendere, le emozioni si riducono del 90%. Al di là della filosofia, è chiaro a tutti che se la nuova B avrà davvero 136 squadre per 2 promozioni, è una cagata pazzesca, come diceva il grande Fantozzi.
Giocatrici non all’altezza – E’ comprensibile che molte società, non avendo soldi da sprecare, preferiscano dare spazio alle proprie giovani, o a veterane svincolate, piuttosto che cercare elementi di spicco, specie se col cartellino da pagare, quando (soprattutto in B1) è quasi impossibile sia salire che scendere di categoria. Cosa che giova, probabilmente, alla tranquillità dei club, non al livello tecnico, giacché si regala l’A2 o la B1 a giocatrici non all’altezza (con l’aggravante che gli scarsi pungoli di classifica tolgono lo stimolo a lavorare per migliorarsi), anche se il risvolto positivo è che qualche giovane di vero valore avrà più occasione di emergere. Però ci sono squadre di B1, quest'anno, che farebbero fatica in B2...
Piattume lombardo – Chiudo parlando di casa mia: difficile individuare, tra le 13 lombarde di A2-B1, una che si sia chiaramente rinforzata rispetto all’anno scorso. Vero è che alcune società in annunciato ridimensionamento sono riuscite a mettere insieme organici rispettabili (Milano in primis). Ma è significativo che nessuno dei 3 club lombardi di A2 abbia preso una straniera; e più in generale, non ci sono vere candidate al vertice (a parte forse Valmadrera in B1), pur sperando in smentite dal campo. Non è una colpa, perché con budget risicati si fa quel che si può; ma resta il dato di fatto.
Esodo – Anche quest’estate il panorama lombardo ha perso giocatrici di valore (vedi Frantini, Silva, Valentina Gatti, da aggiungersi alle tante già da anni in giro per l’Italia, e che non tornano praticamente mai) e da fuori – a parte l’A1, che è un mondo a sé – ha attinto quasi solo a giocatrici che per studio o per lavoro si sono trasferite dalle nostre parti. Da un lato, la Lombardia continua a produrre talenti da esportazione: i settori giovanili funzionano e dal ’93 in poi abbiamo ottime prospettive. Tuttavia, oggi, ci sono pochissime opportunità per le semi-professioniste, per molte delle quali l’alternativa è tra emigrare o accettare un ingaggio al minimo (mi risulta sia per questo che una Dunja Vujovic è ferma). E anche per le società virtuose, è il caso di sottolinearlo, il crollo del mercato è un brutto colpo: creano giocatrici ma poi non trovano acquirenti (vedi il Geas quest’estate, ma anche Biassono, ad esempio: sta valorizzando tante ragazze ma chi gliele pagherà?).
venerdì 15 ottobre 2010
Cinguettii (39) - Le magagne di A2 e B1
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