Oggi, a Cinisello, nell'incantevole location di Villa Ghirlanda (tanto per usare una frase fatta, però in effetti è un bel palazzo antico, non so di che epoca, comunque il centro di Cinisello è inaspettatamente carino rispetto al cesso che è la città nel complesso: 70.000 abitanti ammassati in casermoni uno sopra l'altro)
, c'è stata la presentazione ufficiale dell'Opening Day di A1.
Pietro Russo (resp. B1 in Lega): la B1 è un valido campionato di base, ha prodotto giovani per la nazionale U18 d'oro e le sue ultime 13 neopromosse in A2 non sono mai retrocesse, anzi Lucca è pure salita in A1.
Stefano Pennestrì (pres. Lega): l'Opening Day all'inizio era deriso, ora ce lo invidiano in tutt'Europa. 6 campioni d'Italia diversi negli ultimi 10 anni è segno di vitalità. Siamo anche stati i primi a proporre il pallone piccolo, vorremmo osare oltre (non ha specificato come, ma sembrava intendere il canestro ribassato, ndr). Quest'anno facciamo l'album di figurine delle giocatrici di A1 e A2.
Dino Meneghin (pres. Fip): dalle varie iniziative si vede che il femminile è un movimento effervescente. Lavorare sui settori giovanili. Il femminile ci ha dato le maggiori soddisfazioni con le nazionali, ultimamente. Su College Italia investiremo ancora perché ci crediamo molto; le ragazze all'Acqua Acetosa stanno come topolini nel formaggio. Pennestrì sappia che se presenta proposte valide, in federazione lo ascolteranno (presumo fosse un'allusione velata al contenzioso in atto per la riforma dei campionati, ndr).
Tra le varie cose dette da Pomponi nei vari interventi di raccordo: ci sarà un francobollo sugli 80 anni del campionato; è stata allestita una mostra fotografica, sempre lì a Villa Ghirlanda, sulla storia del campionato medesimo. In effetti poi sono andato a vederla, anche se ci voleva più tempo per godersela a fondo (mentre ormai lì c'era la calca per il buffet), ed è davvero un gran bel lavoro; per gli appassionati merita una visita.
Per ultimo è intervenuto il grande vecchio Gianni Corsolini (ex allenatore e credo varie altre cose nel basket, insomma uno di quei nomi che senti sempre anche se ormai ha 77 anni), il quale ha esortato a smetterla di piangersi addosso e pensare a valorizzare le ex giocatrici divenute personaggio, ad esempio tempo fa c'era Maria Baldini (ex Milano e Geas) in tv da Vespa nelle vesti di chirurgo di fama internazionale.
In sintesi: l'ottimismo sembrava esserci, anche se forse ai tempi di Di Marco le cerimonie erano più in pompa magna; non era evidentemente la sede per fare discorsi che andassero al di là delle parole di circostanza, però se non altro s'è evitata la retorica; il buffet era ottimo. E l'idea delle figurine è sufficiente a intripparci assai: pensa che figata, vai in edicola, ti compri 10 bustine, scambi una Maiorano doppia per una Frantini che non hai, tiri un bestemmione perché ti serviva una Zanon Manuela e invece trovi una Zanon Elisa... Non vedo l'ora.
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