giovedì 21 ottobre 2010

La questione dei soldi a College Italia

La questione dei soldi secondo me è un tasto che batti troppo ossessivamente, a meno che non dimostri che per i soldi spesi lì si sottraggono risorse ad altre cose impellenti, però citamene di concrete, mica fumose (per quanto teoricamente nobili) come "i progggetti nelle scuole"; in ogni caso un rapporto causa-effetto difficile da provare. Io credo che il progetto College abbia una validità potenziale che giustifica l'investimento e l'onore-onere di provarci per almeno un tot di anni (d'altronde, se diciamo sempre che il volley è un modello, perché non imitarlo almeno in questo?). Dichiararlo già fallimentare dopo un anno mi sembra, da parte tua, rivelare una certa dose di prevenzione, come di uno che ha già l'indice puntato e al primo segnale scatta all'insegna del "io l'avevo detto"...


Detto questo, per me il potenziale danno (o colpo di grazia) ai settori giovanili non lo danno i soldi spesi per il College, bensì (come ho già provato a segnalare) la riduzione, per non dire quasi scomparsa, di promozioni e retrocessioni, soprattutto se andrà in porto il calderone della B unica con 2 salite di categoria e (in varie regioni) zero retrocessioni per mancanza di categorie sottostanti... In tale situazione, quale società, salvo forse quelle di vertice, ha interesse a produrre giovani di valore, visto che tanto si salva col minimo indispensabile e visto che tanto non salirà mai? E abbiamo idea del danno patrimoniale che subiscono le società produttrici di giovani, in un mercato che crolla perché nessuno ha più paura di retrocedere né velleità di salire, e quindi appena sente parlare di poche migliaia d'euro di prestito risponde cippirimerlo? Io preferirei parlare di questo, anziché sparare sul College, che perlomeno indica una volontà di puntare in alto e non al livellamento totale.

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