domenica 13 settembre 2026

Mondiali (10) - Semifinali: la Francia convince, gli Usa s'arrangiano. Rematch di Parigi '24

 3_3 - Due anni dopo la finale olimpica, il tetto del mondo è ancora questione tra Usa e Francia. Ma qualcosa è cambiato. Forse, per la prima volta nella storia recente, sono le americane le sfavorite. Non così la pensano i bookmakers, che danno le suddite di Trump a 1.30 circa e quelle di Macron a 3.20. Il blasone pesa; l'abitudine a vincere anche; o semplicemente i quotisti non hanno seguito il torneo. Perché se vale quanto dimostrato finora nel torneo, la Francia merita i favori del pronostico: entrambe le finaliste hanno vinto 5 partite su 5, ma la Francia ha 35,6 punti di scarto medio e soprattutto +22 di distacco minimo (oggi con la Germania); gli Usa hanno +27,8 di scarto medio ma, soprattutto, hanno ciancicato due volte, contro di noi e oggi con la Spagna.

3_3 - Però, però... intanto, è raro che gli Usa non reagiscano di rabbia dopo una prestazione sottotono; inoltre la Francia dovrà fronteggiare una pressione inedita: finora un argento perdendo con gli Usa era tanto di guadagnato; stavolta, nonostante Johannès abbia detto che non hanno nulla da perdere, starebbe stretto. Perché l'occasione è enorme e non è detto che il treno ripassi. In Francia, lo si percepisce dai loro media, si aspettano la vittoria, non solo la "bella figura" come fu a Parigi, quando persero solo di 1. Solo che per battere gli Usa, pure questi Usa meno inarrivabili che in passato, ci vogliono 40 minuti non necessariamente perfetti, ma senza pause d'intensità; e allora il rischio di arrivare bolliti alla fine, contro di loro, è elevato, com'è successo alla Spagna oggi.
Di sicuro per fisicità, profondità (10 forti vere) e fuoriclasse (fra cui la più attesa, curiosamente, è un'americana, seppur francese di madre, Gabby Williams), le transalpine sono solo leggermente inferiori, se non addirittura alla pari, della corazzata a stelle e strisce. Ma la vera differenza la Francia deve farla con il suo collettivo vero e rodato, rispetto alla selezione di stars americane assemblate per l'occasione.

3_3 - La Francia spegne il sogno della Germania e dei 12.650 di Berlino (tranne i pochi non tedeschi sugli spalti, ovviamente) e lo fa con padronanza notevole. Gabby Williams, che ha dominato la partita con classe assoluta, apre rubando palla sulla prima azione avversaria e segnando da 3 dall'altra parte: in 10 secondi tutta la sua doppia dimensione. La Francia fa 10 punti nei primi 2 minuti ma la Germania non si fa impressionare e nel 1° quarto tira con alte percentuali. La Francia invece spreca qualcosa di troppo con la torre Malonga che sembra stranamente priva, nell'occasione, di controllo neurologico sulla mano che tira, come fosse un ferro da stiro (unica spiegazione per una di quasi due metri, e dalla verticalità pazzesca, che sbaglia di mezzo metro una serie di appoggi da sotto). :blink: Sicché la Germania piazza l'unico sorpasso, che dura una manciata di secondi: Johannès con una tripla fissa il 25-23 al 10'.
Il 2° quarto marca già la differenza; la Francia non fa cose eclatanti, ma macina le avversarie con una difesa che fa calare le percentuali ma soprattutto fa perdere palloni alle teutoniche, le quali sono fisicate e tecniche, ma difettano di portatrici di palla (a parte la naturalizzata Peterson che però non è un fenomeno), e in effetti di questa lacuna aveva profittato l'Italia per batterle due volte nelle qualificazioni a Euro '25 (quanto brucia veder loro in semi e noi a casa? Tanticchio, anche se loro sono cresciute da allora). :cry: Il dato dei punti in contropiede è la differenza più eclatante in favore della Francia; a sprazzi la Germania risale ma la solita Williams la ricaccia: 45-38 al 20'.
Super-ripartenza francese nel 3° quarto con un 9-0; da meno 16 N. Sabally scuote le sue, poi Guelich (la centrona ex-Reyer), peraltro tra le migliori delle sue, sbaglia due volte la tripla del -6 e la Francia dopo 4 minuti a secco riaparte con una tripla di una concretissima Salaun e un classico contropiede di Williams; al 30' è 64-50.
Il 4° quarto è a elastico senza cambiare la sostanza. Batte un colpo Buehner, la 2004 che era stata ottima nelle scorse partite ma evanescente oggi, ma la coetanea Leite risponde con una tripla, poi Williams, ancora una volta, ciula palla e s'invola (69-55). La Germania si riporta ancora un paio di volte a meno 9 ma s'esaurisce, mentre si sblocca Malonga dalla lunetta e Johannès mette la bara nei chiodi con due triple. Ingeneroso l'86-64 finale per le tedesche (parziale di 15-2 negli ultimi 5 minuti) ma il verdetto è nitido.
Applausi scroscianti e meritati per le teutoniche, andate oltre le previsioni nel torneo; però forse oggi è mancata un'idea in grado di rovesciare il tavolo, nel senso che, giocando a viso aperto entrambe, il potenziale francese era inevitabilmente superiore a quello tedesco.
La Francia ha: Williams 22 con 8/12 al tiro, mvp; Salaun, seconda migliore, 14+11 rimba; Johannès 13 anche se a sprazzi; Ayayi 10; Leite 9; 19/38 da 2 e 10/27 da 3.
La Germania ha: Guelich e N. Sabally 12; Fiebich 9, calata strada facendo; 17/34 da 2 (buono) ma 7/21 da 3 e soprattutto 24 perse.

3_3 - Gli Usa arrancano con la Spagna ma la stroncano alla distanza. Merito delle americane, in una giornata senza luce, è quello di mantenere comunque una produzione costante, intorno ai 20 punti per quarto o poco meno, cercando e trovando soluzioni interne con le lunghe o mezze lunghe, a fronte di una serata in cui da fuori non entrava nulla. Il che spiega in parte (ma solo in parte) la sperequazione nei tiri liberi. Ma come qualità del gioco, spirito, eccetera, la Spagna è stata superiore. Solo che nell'ultimo quarto le pile erano esaurite dallo sforzo prodotto nei primi tre per stare al passo, come un mezzofondista che s'è tirato il collo nei primi giri per stare incollato a un avversario più forte e poi cede di schianto.
Il fatto è che la qualità di questa Spagna non è altissima (perlomeno in confronto ad altre Spagne del decennio scorso): la migliore insieme alla scledense Conde è stata la 2006 Martin, funambolica ma inevitabilmente inesperta, così come la coetanea Fam, che poteva essere più intraprendente per dare alle sue una pericolosità interna più costante; anche Gustafson ha deluso. E almeno 6 elementi sono solo oneste gregarie.
Scelte opposte nei quintetti di partenza: gli Usa con le veterane, la Spagna con le due ventenni più la '01 Carrera. Le iberiche avevano sbandierato alla vigilia di non aver paura e lo dimostrano con uno scatto sul 9-1, poi 16-9 a suon di tagli e triple. Gli Usa, inizialmente con l'aria di chi sta prendendo le misure, macinano con calma e ribaltano la situazione nel giro di 3 minuti, e a suon di tiri liberi, già 13 contro zero nel 1° quarto, che finisce 18-21 per le yankee.
Nel 2° quarto entra la veneranda Torrens, ma solo per un cameo che non incide; sono invece le giovani Buenavida, Carrera e soprattutto Martin (ubriacante un suo balletto con finte, passo e tiro contro Stewart) a riportare a contatto la Spagna, da meno 7 a 27-29 al 15'. Lì si fa imbarazzante la questione dei tiri liberi. Ok, non sta scritto da nessuna parte che debbano essere distribuiti in parti uguali; non si può nemmeno dire che ci siano singoli episodi clamorosi. Però la sommatoria surreale è di 27 liberi contro 4 a metà gara. :woot: Le spagnole comprensibilmente s'innervosiscono perché per come stanno giocando meglio delle americane dovrebbero essere avanti, ma un fallo dopo l'altro rimangono dietro; anzi è già grassa per loro essere solo a meno 3 all'intervallo, 36-39.
Scoppiettante l'inizio del 3° quarto con 3 triple spagnole, di cui due di Conde, per il sorpasso (45-44) ma anche con la replica Usa sulle spalle delle veterane, Stewart in testa. La divina Breanna, che a mio ingeneroso parere sta mostrando da un paio d'anni qualche segno di declino, è pur sempre migliore del 99% delle giocatrici del pianeta, ed è magistrale nella sua prova tutta sostanza e zero fronzoli, stile suo. Anche Collier si fa sentire. La Spagna resta 4 minuti a secco, poi torna a fiammare con Buenavida che fende una spaesata Clark con un'entrata più aggiuntivo (52-56); poi l'ineffabile Martin e la risvegliata (per poco) Gustafson fanno addirittura pari, mentre la zona iberica denuda la legnosità dell'attacco Usa. Si va all'ultimo riposino sul 58-58. Ah, inutile dire che gli arbitri, avendo probabilmente consultato le cifre di metà gara e capendo che se replicavano i primi 2 quarti finivano con 54 liberi per le americane e 8 per le spagnole, roba da linciaggio, ora sono un po' più equilibrati. :wacko:
Si pregustano emozioni fino all'ultimo ma non sarà così. Carrera apre il 4° quarto con una magia difensiva su Stewart (stoppata con recupero) ma è fuoco di paglia. Le americane, come detto, vista la mala parata da fuori vanno in area con Stewart e Boston (60-68). La Spagna scopre di avere la spia della riserva accesa, ma non c'è distributore alcuno che possa erogarle nuovo carburante: si pianta inesorabilmente, segnando 8 punti nell'ultima frazione. Le esperte Copper e Young firmano l'allungo & chiusura dei conti per le americane (66-76).
La Spagna ha: Martin 17 con 5/8 (se non vince il "rising star" è una rapina), Conde 17 con 6/13; Fam 9+7 rimba ma, come detto, poteva osare di più; 19/40 da 2 e 6/26 da 3 (troppo poco).
Gli Usa hanno: Stewart 16 con 4/6 + 8/11 ai liberi; Copper 13; Young 12; 20/40 da 2 e 3/18 da 3. Poco palpabili le nuove eroine: qualcosa da Bueckers (6) e Reese (5), quasi nulla da Clark (1) che ha fatto smistamento palla. Anche se poi vai a vedere il plus/minus e il suo è il migliore dopo Stewart. Ma l'impressione è che la diva Caitlin non dia il suo meglio quando non si sente la squadra in mano (ricordiamo che al PreMondiale è stata mvp); e qui per ora comandano le veterane, specie adesso che il gioco s'è fatto duro.
Ah, i tiri liberi? Alla fine 27/35 gli Usa, 10/11 la Spagna. A onor del vero, sui siti dei giornali spagnoli non ho trovato invettive contro gli arbitri. Forse hanno ragione o forse gli hanno fatto capire che ribellarsi è peggio: da quando il Petrux ha detto sarcasticamente, sugli arbitri di Usa-Italia, "meritano di dirigere la finale", noi non abbiamo più vinto una partita, e il fischietto panamense ha avuto sia Usa-Spagna che la finale di domani. :woot:

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